Economia

Borse europee in ripresa. Per Wall Street è record

(ap)
I titoli di Stato decennali rendono l'1,06%, il nuovo minimo storico. I dati sui prezzi confermano la deflazione in Italia. Nel frattempo, il Fmi mette in guardia la Bce sui rischi di una politica monetaria con tassi troppo bassi troppo a lungo: "Meglio concentrarsi sull'acquisto di asset". Wall Street: tutti e 3 i listini al massimo storico, non succedeva dal 1999
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MILANO - Le Borse del Vecchio continente riprendono la strada dei rialzi dopo la lieve frenata della vigilia. A sostenere i listini europei è la marcia senza sosta di Wall Street, Londra chiude in rialzo dello 0,7% dopo una mattinata complicata; Parigi guadagna l'1,17%, Francoforte lo 0,86% e Milano l'1,06%, mentre Tokyo è rimasta chiusa per festività. In Francia il tasso di inflazione è salito al 0,4% (da +0,3% di giugno), mentre l'Italia si conferma in deflazione. Domani sarà la volta del Pil del secondo trimestre. Negli Stati Uniti, nel frattempo, le richieste di sussidi di nell'ultima settimana sono calate a 266 mila contro le 265 mila previste. Un segnale positivo - commentano gli analisti di Wall Street - che conferma una realtà sempre più forte del mercato del lavoro americano, dopo ben 72 settimane che le richieste sono sotto la soglia delle 300 mila, la striscia più positiva dal 1973. E infatti la Borsa ha toccato nuovi record toccando i massimi storici: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,64% a quota 18.613,52; lo S&P 500 è cresciuto dello 0,47% a 2.185,79 punti; il Nasdaq ha avanzato la sua corsa di un ulteriore 0,46% a 5.228,40 punti. Non si vedeva dal 1999.

I dati sull'inflazione erano attesi soprattutto dalla Bce che sta cercando di sostenere la ripresa dei consumi con un pioggia di liquidità. Secondo il Fmi, però, la politica monetaria di tassi negativi della Bce è "efficace" ma ha dei "limiti". Nel blog del Fondo monetario internazionale, Andy Jobst e Huidan Lin sostengono che "andando avanti la Bce dovrebbe puntare di più sugli acquisti di asset" perché ulteriori "tagli dei tassi potrebbero indebolire l'efficacia della politica monetaria" se il credito non si adeguasse e se i consumatori ritirassero i fondi dalle banche. "Una politica di tassi negativi - spiegano - ha senso. Quando alle banche commerciali viene fatto pagare per depositare la liquidità in eccesso, queste sono più inclini a concedere credito alle aziende e ai consumatori". Tuttavia lo spazio per ulteriori tagli è limitato perché rischia di "colpire la redditività delle banche". Di fatto secondo il Fmi "i benefici di una politica di tassi negativi possono svanire nel tempo".

Intanto a beneficiare dei tassi bassi e degli acquisti di asset da parte della Banca centrale europea è soprattutto il debito pubblico italiano il cui costo continua a calare. Ieri sono stati collocati sei miliardi Bot annuali al -0,19%, il rendimento più basso mai realizzato dal Tesoro. Sul mercato secondario, invece, il Btp a 10 viene scambiato all'1,06%: il calo dei tassi potrebbe tradursi in un risparmio pari a 9 miliardi di euro per le casse dello Stato. Stabile in area 118 punti base lo spread con il bund tedesco. Chiusura in lieve rialzo per l'euro che archivia la giornata attorno a quota 1,17 sul dollaro dopo un avvio a 1,1163 contro il biglietto verde. L'euro è stabile nei confronti dello yen e passa di mano a 113,23, sui livelli dell'apertura. Il dollaro  tiene sulla valuta nipponica e scambia a 101,33.

Ieri sera, Wall Street ha chiuso in calo spinta al ribasso dalle vendite sui petroliferi. Il Dow Jones ha perso lo 0,20% a quota 18.495,66; peggio ha fatto il Nasdaq che ha ceduto lo 0,40% a 5.204,58 punti. Sul fronte della materie prime, le quotazioni del petrolio sono in netto calo sui dati delle scorte Usa in aumento: i contratti sul greggio Wti con scadenza a settembre passano di mano a 41,2 contro i 41,7 di ieri sera. Il Brent perde lo 0,9% a 43,6 dollari. Quotazioni dell'oro sono in discesa: il lingotto con consegna immediata cede lo 0,4% a 1.340 dollari l'oncia.