Economia

Borse positive, sterlina in caduta. Si allarga lo spread Italia-Spagna in vista del referendum

Mercati Ue in cauto rialzo. La divisa britannica perde terreno sulla prospettiva di Brexit, ma la Borsa di Londra brilla. Il debito italiano viene rimesso al centro dell'attenzione dagli addetti ai lavori: sale l'attesa per la consultazione sulla riforma costituzionale

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MILANO - I mercati europei chiudono in cauto rialzo, dopo la seduta contrastata della vigilia che si è caratterizzata per la performance brillante della Borsa di Londra, che continua a far spallucce di fronte alla Brexit grazie però al crollo della sterlina sui minimi da 31 anni nei confronti del dollaro. Milano termina la giornata in progresso dello 0,2% dopo una mattinata in altalena, Francoforte (ieri chiusa) aggiunge l'1,03%, Londra si conferma la migliore a +1,3% ai massimi dall'aprile 2015 e Parigi aggiunge l'1,11%. Wall Street procede contrastata: quando terminano gli scambi europei, il Dow Jones e l'S&P 500 perdono lo 0,2% e il Nasdaq è poco sopra la parità. Sui mercati incide anche la revisione al ribasso della crescita del Fmi. tornato a chiedere politiche più espansive.

L'euro chiude in calo a 1,1146 dollari ed è stabile a 114,14 yen. Il biglietto verde è sostenuto dalle dichiarazioni del 'falco' Loretta Mester, presidente della Fed di Cleveland, che non ha escluso un rialzo dei tassi Usa in occasione del direttivo della Federal Reserve dell'1 e del 2 novembre, precedente di appena 6 giorni le elezioni presidenziali. I future sui Fed Fund, che anticipano la possibilità di modifica della politica monetaria, danno il 61% di chances a un rialzo dei tassi a dicembre, in crescita del 10% sulla scorsa settimana. Per la sterlina, invece, continua la debolezza in vista di Brexit: la prima ministra Theresa May ha fssato per fine marzo l'avvio delle trattative. Il pound gravita ai minimi da oltre tre decenni sul dollaro sotto quota 1,28 contro il biglietto verde (è arrivata a 1,2734, minimo dal 1985). Un effetto che apre anche un solco tra investitori domestici e stranieri sulla Borsa di Londra: in divisa locale, il Ftse 100 è cresciuto del 14% da inizio anno, ma la performance è negativa se espressa in dollari.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si stabilizza in area 135 punti base, con il rendimento del titolo italiano che oscilla intorno all'1,3%. Un'analisi di Bloomberg mette l'Italia al centro delle preoccupazioni del mercato dei titoli di Stato, visto l'avvicinarsi del referendum costituzionale. Non a caso, il differenziale tra i rendimenti italiani e quelli spagnoli si è allargato come non accadeva dal 2014. E ancora, i titoli governativi italiani sono gli unici - con Grecia e Portogallo - ad aver registrato un rendimento negativo nell'ultimo mese tra quelli dell'Eurozona: anche la Spagna acefala ha fatto meglio. Secondo Martin van Vliet, analista di ING Groep, ciò è dovuto al fatto che "il rischio maggiore per l'Italia (il referendum, ndr) è di là da venire, mentre la Spagna sembra aver svoltato" e si indirizza verso maggiore stabilità. Basta insomma la prospettiva di un nuovo governo Rajoy a convincere i mercati. Resta su tutto l'ombrello del Qe della Bce: è vero che le turbolenze su Deutsche Bank degli ultimi giorni hanno fatto risalire un po' lo spread italiano, ma è altrettanto vero che il rendimento dei decennali del Tesoro è 50 punti base sotto i livelli raggiunti subito dopo il referendum sulla Brexit.

Anche gli analisti di Credit Suisse, in un report dedicato alla debolezza delle banche italiane, riflettono sulle urne del 4 dicembre ma non credono che possa creare "instabilità politica", quanto piuttosto avere effetti sul settore del credito. Insomma, preccupa più la difficoltà a portare a compimento i piani di ricapitalizzazione e pulizia dei bilanci dalle sofferenze - nella prospettiva di una vittoria del "no" - che un effetto "Exitaly". Il Tesoro ha nel frattempo venduto il primo Btp a 50 anni per 5 miliardi di euro, registrando un tasso di interesse del 2,850%. Il nuovo titolo ha scadenza 1 marzo 2067, godimento 1 settembre 2016 e tasso annuo 2,80%, pagato in due cedole semestrali. Il regolamento dell'operazione è fissato per l'11 ottobre.
La discesa dei rendimenti dei decennali spagnoli (blu) allarga la forbice rispetto a quelli dei titoli italiani (bianco) 
L'agenda macroeconomica di giornata è piuttosto scarica in Europa: per l'Italia si segnala l'audizione del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, alle commissioni Finanze di Camera e Senato che stanno affrontando la Nota di aggiornamento del Def. Padoan ha risposto rispondere alle critiche di Bankitalia e Upb, tra gli altri, che hanno puntato il dito contro l'eccessivo ottimismo delle stime del governo. In una lettera al Corriere della Sera, il ministro ha difeso anche la linea "prudente" tenuta dal Tesoro sul caso Mps, "rispettando il mercato". Proprio sul titolo del Monte dei Paschi, la Consob ha stamane esteso di tre mesi il divieto alle posizioni nette corte che era entrato in vigore dal 7 luglio 2016: sarà quindi applicato fino al 5 gennaio. Eurostat ha rilevato invece che i prezzi alla produzione industriale nella zona euro sono calati rispetto a luglio dello 0,2% e nella Ue sono scesi della stessa misura.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, sulla scia dell'indebolimento dello yen. L'indice Nikkei è cresciuto dello 0,83% a 16.735,65 punti, dopo il +0,9% di ieri. La fiducia dei consumatori giapponesi a settembre è risultata in leggero rialzo, con l'indice che la misura passato da 42 a 43 punti. Oro ancora in calo questa mattina sui mercati internazionali, sulla prospettiva di un possibile rialzo dei tassi statunitensi. Alla chiusura dei mercati europei, il metallp prezioso retrocede del 2,2% a 1.282 dollari l'oncia. Tratta incerto il petrolio, in lieve calo dopo i rialzi seguiti all'accordo sulla produzione raggiunto dall'Opec. Per gli analisti i livelli dell'output restano comunque alti e bisognerà attendere i dettagli pratici dell'intesa per avere un quadro chiaro dell'offerta di greggio. A metà giornata, il Wti cede lo 0,8% in area 48,3 dollari al barile e il Brent cede lo 0,75% a 50,5 dollari.