Economia

Borse Usa record. Piazza Affari maglia nera, poi recupera

Borse europee in positivo, ma il listino milanese apre in rosso sulle tensioni per il referendum, per poi tornare in terreno positivo nel finale. Negli Usa listini ai massimi di sempre. Petrolio, voci di un possibile accordo tra i Paesi Opec per tagliare la produzione nel meeting del 30 novembre

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ROMA - Le Borse europee chiudono in rialzo con Piazza Affari che recupera nel finale, sebbene appesantita dai timori sull'esito del referendum: secondo il Wall Street Journal e il Financial Times una vittoria del No potrebbe destabilizzare le banche tricolori e l'intera eurozona. E proprio i titoli del credito sono quelli più sotto pressione a Milano, con Mps, oggi attesa dal consiglio di amministrazione che dovrà convocare l'assemblea straordinaria per l'aumento, arrivata ad essere sospesa per eccesso di ribasso (segui il titolo). Sul fronte macroeconomico prosegue il rimbalzo del prezzo del petrolio, sull'ottimismo per il possibile accordo in seno all'Opec per il taglio alla produzione. Londra ha chiuso in parità, Francoforte in crescita dello 0,1% e Parigi dello 0,5%.

Apertura positiva per Wall Street con l'indice Dow Jones che sale dello 0,20% e l'indice Nasdaq che avanza dello 0,29%. Le Borse toccano i nuovi massimi di sempre, dopo la paura ormai poassata legata all'elezione di Donald Trump. La settimana, tuttavia, si annuncia piuttosto calma secondo gli osservatori, dal momento che gli Stati Uniti festeggiano giovedì il Thanksgiving, il giorno del Ringraziamento. Venerdì i riflettori saranno puntati sul settore retail per il Black friday, che dà l'inizio alla stagione dello shopping natalizio: gli analisti attendono un incremento delle vendite dell'11,5% per il black friday e buoni rialzi anche per l'intero periodo.

Lo spread Il differenziale tra Btp e Bund sale fino ai 184 punti base, due punti sopra il livello della chiusura di venerdì, nonostante l'incertezza sui titoli di Stato legata agli esiti politici italiani, ma in chiusura ripiega a 179. Il rendimento del titolo decennale è al 2,069%.

Il petrolio rimbalza Dopo aver toccato il minimo da due mesi la scorsa settimana, il petrolio prosegue il rimbalzo già cominciato venerdì. Il Brent si è riportato sopra quota 47,50 dollari, il Wti vicino a quota 47 dollari. Dietro le quinte sono ripartite le trattative tra i Paesi Opec, i maggiori produttori globali, per finalizzare nella riunione del prossimo 30 novembre l'accordo per il taglio alla produzione su cui già si erano allineati in maniera informale a settembre.

La corsa del dollaro Le aspettative su un aumento dei tassi da parte della Fed al prossimo meeting del 14 dicembre (data al 98% di probabilità tra gli analisti) continuano a spingere il dollaro. In base alla parità centrale decisa oggi dalla Banca centrale cinese, lo yuan ha perso ancora circa 200 punti base sul biglietto verde sotto quota 6,90 dollari, allungando a 12 la serie di sedute consecutive in ribasso e aggiornando i minimi dal 2008. Deboli anche lo yen, che perde lo 0,2% sulla valuta americana, mentre recupera leggermente l'euro, che in apertura torna sopra la soglia degli 1,06 dollari. "L'economia americana sta procedendo bene. Le politiche di bilancio possono accelerare la crescita",  afferma il vice presidente della Fed, Stanley Fischer, sottolineando che la crescita ha accelerato e l'inflazione si sta muovendo verso il 2%.

Tokyo positiva E proprio la debolezza dello yen, favorendo i titoli delle società orientate all'export, hanno spinto la Borsa di Tokyo, che ha chiuso la seduta a +0,77%. In Cina seduta positive sia per Shangai che per Shenzhen, in controtendenza l'India con gli indici di Mumbai in ribasso (-1,2%) per la sesta seduta consecutiva a causa dei timori legati all'impatto sull'economia delle recenti misure del governo contro la corruzione e l'uso del contante.