Il Pil americano accelera al +3,5%. Mercati cauti in un clima pre-festivo
di RAFFAELE RICCIARDI
(reuters)
I dati del terzo trimestre mostrano la forza dell'economia Usa, spinta dai consumi. Piazza Affari chiude in calo dello 0,5%, Mediaset ed Mps sotto i riflettori. L'avvicinarsi delle festività natalizie e di fine anno affievolisce gli scambi. Scendono dollaro e petrolio, chiusura debole per Tokyo
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MILANO - L'economia americana mostra la sua forza e il Pil del terzo trimestre dell'anno viene rivisto al rialzo a +3,5%, il massimo da due anni, dopo il +3,2% stimato in seconda lettura e il +2,9% registrato in prima lettura. Gli analisti avevano previsto un'espansione del +3,3%. Nel secondo trimestre il Pil Usa è cresciuto dell'1,4% e solo dello 0,8% nei primi tre mesi dell'anno. A spingere la prima economia mondiale sono stati soprattutto i consumi, cresciuti del 3%. Numeri che rafforzano la posizione della Fed, che ha recentemente stabilito l'aumento del costo del denaro e che prevede per il 2017 un tris di rialzi, dai due stimati precedentemente.
La crescita del Pil Usa sul trimestre precedente
A Piazza Affari, protagonista di giornata è il Monte dei Paschi di Siena, la cui azione è molto volatile: il titolo senese non riesce a fare prezzo in Borsa e segna in apertura un calo teorico del 7,98% (segui il titolo in diretta), per girare quindi in netto rialzo e chiudere quindi di nuovo debole come in apertura. Nonostante il buon esito della conversione di bond subordinati, molto probabilmente l'aumento di capitale non andrà in porto e servirà allora l'intervento dello Stato. Milano chiude in calo dello 0,49% dopo i rialzi della mattinata. Anche gli altri listini Ue chiudono deboli: Francoforte cede lo 0,11%, Londra sale dello 0,32% e Parigi è invariata (+0,02%). In netto calo Mediaset, l'altra grande osservata speciale di Piazza Affari in scia alla scalata dei francesi di Vivendi. I vertici delle televisioni sono convocati oggi in Consob per spiegare la loro posizione in merito allo shopping di titoli effettuato con estrema rapidità dal colosso guidato da Vincent Bolloré, che si è portato oltre il 25% del capitale.
In calo Wall Street: il Dow Jones perde lo 0,12% , il Nasdaq lo 0,44% e l'indice S&P500 lo 0,19%. Sui mercati, in attesa del cda del Monte che ufficializzerà la situazione, si assiste a un generale assestamento delle quotazioni, dall'Asia alla stessa Borsa americana. Proprio sulla Borsa Usa, dopo i numerosi record che hanno seguito l'elezione di Donald Trump, il Dow Jones fatica a raggiungere la soglia psicologica di 20mila punti, in una fase per altro di assottigliamento degli scambi in vista delle festività natalizie. Dopo la recente cavalcata, anche il dollaro tira il fiato: l'euro chiude in rialzo a 1,0461 dollari e 122,88 yen, proseguendo il recupero tecnico successivo al tonfo degli scorsi giorni, che avevano visto la moneta comune scendere ai minimi da 14 anni sul biglietto verde. In calo il cambio dollaro/yen a quota 117,51. Si stabilizza lo spread Btp-Bund: il differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi a dieci anni si attesa poco sotto quota 160 con un rendimento dell'1,8%.
Sul fronte macroeconomico si registra che la fiducia dei consumatori in Gran Bretagna è migliorata dal -8 di novembre a -7 in dicembre, mentre era prevista in peggioramento. Resta comunque più bassa di un anno fa. L'Istat traccia la crescita di ordini e fatturato dell'industria a ottobre, così come sono cresciute le vendite al dettaglio. La Bce segnala nel suo bollettino il miglioramento delle prospettive economiche, ma ancora pochi segnali sul raggiungimento degli obiettivi per l'inflazione di fondo. Di nuovo negli Usa, oltre ai dati sul Pil emerge la crescita di 21mila unità (più delle attese) delle richieste iniziali di sussidi per la disoccupazione, mentre gli ordini di beni durevoli hanno segnato -4,6% a novembre, facendo in questo caso meglio delle stime.
In mattinata, l'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso dello 0,09% su prese di beneficio in vista delle vacanze di Natale. L'indice ha perso 16,82 punti a 19.427,67. L'indice Topix ha ceduto lo 0,07% (-1,12 punti) a 1.543,82. La Borsa nipponica sarà chiusa domani per gli 83 anni dell'imperatore Akihito.
Le quotazioni del petrolio sono poco mosse: dopo i cali dell'Asia, al Nymex il Wti segna un rialzo frazionale a 52,7 dollari al barile. Restano deboli le quotazioni dell'oro in Asia, vicino ai minimi da 10 mesi a questa parte: il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.131,6 dollari l'oncia.