MILANO - Piazza Affari chiude debole nella penultima seduta del 2016: la fine di un anno estremamente volatile si avvicina mentre il dollaro registra un netto arretramento - pur restando su punti di forza verso l'euro - e il petrolio prende una pausa dai massimi da circa un anno e mezzo. Milano termina la giornata in calo dello 0,18%, con il comparto bancario ancora colpito dalle vendite. Francoforte arretra dello 0,21%, Londra riesce a guadagnare lo 0,2% a nuovi record e Parigi lima lo 0,2%. Debole Wall Street alla chiusura dei mercati europei: il Dow Jones e lo S&P500 sono leggermente al di sotto della parità, mentre il Nasdaq cede lo 0,2%.
Il Monte dei Paschi, pur sospeso dagli scambi, resta al centro dell'attenzione: il ministro Pier Carlo Padoan, nel corso di un forum del Sole 24 Ore, ha lamentato l'opacità della vigilanza Bce, che in pochi giorni a cavallo del fallimento dell'aumento di capitale di mercato ha fatto lievitare da 5 a 8,8 miliardi la necessità di patrimonio aggiuntivo da parte della banca senese. Anche il premier Paolo Gentiloni ha espresso la sua "sorpresa" nell'apprendere la posizione della Banca centrale, nel corso della conferenza stampa di fine anno caduta dopo il Cdm che ha approvato il decreto milleproroghe.
E' stabile lo spread fra Btp e Bund tedesco, che chiude a 163 punti base con il tasso del decennale italiano all'1,81% sul mercato secondario. Il differenziale spagnolo termina la seduta a 118 punti. Il Tesoro ha collocato tutti i 5 miliardi di euro di Btp a 5, 10 e 30 anni offerti oggi in asta, con i tassi in calo rispetto ai massimi del 2015 toccati nel collocamento di novembre scorso. Il rendimento medio del quinquennale è sceso allo 0,54% dallo 0,91% di novembre e quello del decennale è calato all'1,77% da 1,97% precedente. Il tasso del trentennale (con vita residua di 10 anni e scadenza novembre 2026) è pari a 1,71%. Assegnati anche Ccteu con scadenza 2024 per 1,75 miliardi di euro.
L'euro chiude in deciso rialzo a un massimo di seduta di 1,0493 dollari, tornando a sfiorare quota 1,05. Il recupero è legato in parte ai bassi volumi di scambio tipici delle sedute festive, che sono quindi soggette a oscillazioni più brusche, e in parte ai deludenti dati giunti dagli Usa sul deficit commerciale e sulle richieste di sussidi di disoccupazione. Moneta comune in rimonta anche sulla divisa nipponica a 122,17 yen. Il biglietto verde arretra inoltre a 116,45 yen.
Chiusura in ribasso stamane per la Borsa di Tokyo, penalizzata dal rafforzamento dello yen sul dollaro: il Nikkei 225 ha lasciato sul terreno a fine seduta l'1,32% a 19.145 punti. Ancora una giornata da dimenticare per Toshiba, che paga le svalutazioni per l'attività nucleare negli Usa con un calo del 17% che si somma al -30% messo insieme nelle due precedenti sedute. I volumi di trading sono in questi giorni ben al di sotto della media del resto dell'anno; a pagare il conto sono state anche le azioni americane, che hanno ritracciato dopo la corsa innescata dalla vittoria a sorpresa di Donald Trump alle presidenziali. Come nota Mitsushige Akino alla Bloomberg, "le aspettative del mercato per la presidenza" del candidato repubblicano stanno arrivando al pettine: "Finalmente ci si concentrerà sulla realtà. Mi aspetto che gli investitori avranno un atteggiamento più nervoso verso gli Usa". Oggi si segnala che nell'ultima rilevazione settimanale le nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono state pari a 264mila unità, in calo rispetto alle 275 mila della settimana precedente. Gli analisti avevano stimato 265mila unità.
Tra le materie prime, il prezzo dell'oro è in rialzo e il metallo con consegna immediata sale dello 0,7% a 1149 dollari l'oncia. Quando i mercati Ue si avviano a chiusura, dagli Usa emerge che le scorte settimanali di petrolio sono cresciute ma meno di quanto calcolato ieri dal gruppo privato American petroleum institute. Per questo il petrolio ha annullato i cali: il contratto a febbraio al Nymex viaggia sulla parità intorno ai 54 dollari al barile. Il dipartimento americano dell'energia ha detto che nella settimana conclusa il 23 dicembre le scorte di greggio sono cresciute a sorpresa di 0,614 milioni di unità mentre gli analisti attendevano un ribasso di 1,4 milioni di barili; l'incremento tuttavia è più contenuto di quello pari a 4,2 milioni di barili annunciato ieri da Api.
Il Monte dei Paschi, pur sospeso dagli scambi, resta al centro dell'attenzione: il ministro Pier Carlo Padoan, nel corso di un forum del Sole 24 Ore, ha lamentato l'opacità della vigilanza Bce, che in pochi giorni a cavallo del fallimento dell'aumento di capitale di mercato ha fatto lievitare da 5 a 8,8 miliardi la necessità di patrimonio aggiuntivo da parte della banca senese. Anche il premier Paolo Gentiloni ha espresso la sua "sorpresa" nell'apprendere la posizione della Banca centrale, nel corso della conferenza stampa di fine anno caduta dopo il Cdm che ha approvato il decreto milleproroghe.
E' stabile lo spread fra Btp e Bund tedesco, che chiude a 163 punti base con il tasso del decennale italiano all'1,81% sul mercato secondario. Il differenziale spagnolo termina la seduta a 118 punti. Il Tesoro ha collocato tutti i 5 miliardi di euro di Btp a 5, 10 e 30 anni offerti oggi in asta, con i tassi in calo rispetto ai massimi del 2015 toccati nel collocamento di novembre scorso. Il rendimento medio del quinquennale è sceso allo 0,54% dallo 0,91% di novembre e quello del decennale è calato all'1,77% da 1,97% precedente. Il tasso del trentennale (con vita residua di 10 anni e scadenza novembre 2026) è pari a 1,71%. Assegnati anche Ccteu con scadenza 2024 per 1,75 miliardi di euro.
L'euro chiude in deciso rialzo a un massimo di seduta di 1,0493 dollari, tornando a sfiorare quota 1,05. Il recupero è legato in parte ai bassi volumi di scambio tipici delle sedute festive, che sono quindi soggette a oscillazioni più brusche, e in parte ai deludenti dati giunti dagli Usa sul deficit commerciale e sulle richieste di sussidi di disoccupazione. Moneta comune in rimonta anche sulla divisa nipponica a 122,17 yen. Il biglietto verde arretra inoltre a 116,45 yen.
Chiusura in ribasso stamane per la Borsa di Tokyo, penalizzata dal rafforzamento dello yen sul dollaro: il Nikkei 225 ha lasciato sul terreno a fine seduta l'1,32% a 19.145 punti. Ancora una giornata da dimenticare per Toshiba, che paga le svalutazioni per l'attività nucleare negli Usa con un calo del 17% che si somma al -30% messo insieme nelle due precedenti sedute. I volumi di trading sono in questi giorni ben al di sotto della media del resto dell'anno; a pagare il conto sono state anche le azioni americane, che hanno ritracciato dopo la corsa innescata dalla vittoria a sorpresa di Donald Trump alle presidenziali. Come nota Mitsushige Akino alla Bloomberg, "le aspettative del mercato per la presidenza" del candidato repubblicano stanno arrivando al pettine: "Finalmente ci si concentrerà sulla realtà. Mi aspetto che gli investitori avranno un atteggiamento più nervoso verso gli Usa". Oggi si segnala che nell'ultima rilevazione settimanale le nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono state pari a 264mila unità, in calo rispetto alle 275 mila della settimana precedente. Gli analisti avevano stimato 265mila unità.
Tra le materie prime, il prezzo dell'oro è in rialzo e il metallo con consegna immediata sale dello 0,7% a 1149 dollari l'oncia. Quando i mercati Ue si avviano a chiusura, dagli Usa emerge che le scorte settimanali di petrolio sono cresciute ma meno di quanto calcolato ieri dal gruppo privato American petroleum institute. Per questo il petrolio ha annullato i cali: il contratto a febbraio al Nymex viaggia sulla parità intorno ai 54 dollari al barile. Il dipartimento americano dell'energia ha detto che nella settimana conclusa il 23 dicembre le scorte di greggio sono cresciute a sorpresa di 0,614 milioni di unità mentre gli analisti attendevano un ribasso di 1,4 milioni di barili; l'incremento tuttavia è più contenuto di quello pari a 4,2 milioni di barili annunciato ieri da Api.