MILANO - Le Borse europee archiviano le contrattazioni tutte in territorio negativo, dopo una mattinata all'insegna del moderato rialzo. Piazza Affari perde lo 0,25% dopo aver trattato per buona parte della giornata in rialzo: bene le banche, venduta Fca sulla quale sono per altro arrivate nuove voci di indagini sui diesel dalla Francia. In flessione anche le altre Borse europee: Francoforte perde lo 0,75%, Parigi scivola dello 0,19%, mentre Londra perde lo 0,69%. A far invertire la rotta alle piazze europee anche la seduta negativa a Wall Street. Alla chiusura delle Borse Ue il Dow Jones perde lo 0,75%, il Nasdaq l'1,15% e lo S&P500 lo 0,71%. Nota Vincenzo Longo da Ig Markets che sui mercati pesa il rischio politico, in vista del voto di giovedì della Camera sull'eliminazione e sostituzione dell'Obamacare, la riforma sanitaria voluta da Obama: una sconfitta di Trump su questo aspetto "potrebbe ritardare i piani del neo presidente e la tanto attesa riforma fiscale promessa ai mercati", che già l'hanno scontata.
Sul fronte internazionale l'attenzione si è concentrata sulla riunione dell'Ecofin, a margine della quale Pier Carlo Padoan e la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager si sono visti in un incontro "costruttivo" sulla soluzione della crisi per Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. "Continuiamo a lavorare nei dettagli tecnici, su come applicare in pratica la misura di ricapitalizzazione precauzinale che il governo ha lanciato e che deve essere ovviamente utilizzata in base a regole europee molto chiare", ha spiegato Padoan. Quanto alle banche venete, "hanno fatto la richiesta ufficiale di utilizzo della ricapitalizzazione precauzionale: adesso sta innanzitutto alla Banca centrale europea decidere la sostenibilità delle banche, poi si passerà al dialogo con la commissione". Il comparto bancario intanto accoglie positivamente i toni usati nel paper diffuso ieri dalla Bce, che ha chiesto strategie per il taglio degli Npl (i crediti difficili). Secondo gli analisti, le parole dell'Eurotower mostrano una maggiore apertura verso una cessione graduale dei crediti in sofferenza, notizia positiva per le banche italiane. A Milano Mondadori ha presentato invece i risultati 2016.
In calo lo spread: il differenziale Btp/Bund chiude intorno ai 185 punti, con il rendimento del decennale al 2,3%. L'euro tocca il top da sei mesi sopra quota 1,08 dollari, dopo la buona prestazione Emmanuel Macron nella prima sfida televisiva con gli altri sfidanti nella corsa all'Eliseo. La moneta europea chiude a 1,0811 dollari, dopo un top di 1,0819 dollari. Euro/yen in ruialzo a 121,07. Dollaro/yen giù a 111,99.
Giornata scarna sul fronte degli appuntamenti macroeconomici. Da segnalare la crescita dell'inflazione della Gran Bretagna che su base annua registra un incremento del 2,3%, contro il +1,8% di gennaio. Gli analisti hanno subito iniziato a mettere in conto una eventuale revisione della politica monetaria dell'istituto centrale inglese: non a caso la sterlina si è portata ai massimi da tre settimane nei confronti del dollaro (a 1,2460). Negli Usa, tra ottobre e dicembre il deficit delle partite correnti è sceso del 3,1% a 112,38 miliardi di dollari. Gli analisti avevano previsto un rialzo a 129 miliardi di dollari. In Italia, i dati dell'Istat mostrano ancora la fragilità della situazione economica di molte famiglie.
In mattinata, la Borsa di Tokyo - chiusa per festività alla vigilia - segna una flessione dello 0,34% a quota 19.455,88 punti, appesantita anche dalla chiusura mista degli indici statunitensi, con il Dow Jones che ha archiviato le contrattazioni a -0,04 %, il Nasdaq a +0,01% e lo S&P 500 a -0,2%. Quotazioni del petrolio in rialzo, con il Brent che sale dello 0,48% a 51,87 dollari al barile, mentre il Wti guadagna lo 0,43% a 49,12 dollari al barile. L'oro inverte la sua ascesa per la prima volt dopo quattro giorno. Il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1230 dollari l'oncia, in calo dello 0,3%.
Sul fronte internazionale l'attenzione si è concentrata sulla riunione dell'Ecofin, a margine della quale Pier Carlo Padoan e la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager si sono visti in un incontro "costruttivo" sulla soluzione della crisi per Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. "Continuiamo a lavorare nei dettagli tecnici, su come applicare in pratica la misura di ricapitalizzazione precauzinale che il governo ha lanciato e che deve essere ovviamente utilizzata in base a regole europee molto chiare", ha spiegato Padoan. Quanto alle banche venete, "hanno fatto la richiesta ufficiale di utilizzo della ricapitalizzazione precauzionale: adesso sta innanzitutto alla Banca centrale europea decidere la sostenibilità delle banche, poi si passerà al dialogo con la commissione". Il comparto bancario intanto accoglie positivamente i toni usati nel paper diffuso ieri dalla Bce, che ha chiesto strategie per il taglio degli Npl (i crediti difficili). Secondo gli analisti, le parole dell'Eurotower mostrano una maggiore apertura verso una cessione graduale dei crediti in sofferenza, notizia positiva per le banche italiane. A Milano Mondadori ha presentato invece i risultati 2016.
In calo lo spread: il differenziale Btp/Bund chiude intorno ai 185 punti, con il rendimento del decennale al 2,3%. L'euro tocca il top da sei mesi sopra quota 1,08 dollari, dopo la buona prestazione Emmanuel Macron nella prima sfida televisiva con gli altri sfidanti nella corsa all'Eliseo. La moneta europea chiude a 1,0811 dollari, dopo un top di 1,0819 dollari. Euro/yen in ruialzo a 121,07. Dollaro/yen giù a 111,99.
Giornata scarna sul fronte degli appuntamenti macroeconomici. Da segnalare la crescita dell'inflazione della Gran Bretagna che su base annua registra un incremento del 2,3%, contro il +1,8% di gennaio. Gli analisti hanno subito iniziato a mettere in conto una eventuale revisione della politica monetaria dell'istituto centrale inglese: non a caso la sterlina si è portata ai massimi da tre settimane nei confronti del dollaro (a 1,2460). Negli Usa, tra ottobre e dicembre il deficit delle partite correnti è sceso del 3,1% a 112,38 miliardi di dollari. Gli analisti avevano previsto un rialzo a 129 miliardi di dollari. In Italia, i dati dell'Istat mostrano ancora la fragilità della situazione economica di molte famiglie.
In mattinata, la Borsa di Tokyo - chiusa per festività alla vigilia - segna una flessione dello 0,34% a quota 19.455,88 punti, appesantita anche dalla chiusura mista degli indici statunitensi, con il Dow Jones che ha archiviato le contrattazioni a -0,04 %, il Nasdaq a +0,01% e lo S&P 500 a -0,2%. Quotazioni del petrolio in rialzo, con il Brent che sale dello 0,48% a 51,87 dollari al barile, mentre il Wti guadagna lo 0,43% a 49,12 dollari al barile. L'oro inverte la sua ascesa per la prima volt dopo quattro giorno. Il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1230 dollari l'oncia, in calo dello 0,3%.