Economia

Borse europee caute. Balzo degli occupati Usa

Domina la cautela sui mercati alla vigilia del delicato incontro tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Euro stabile sul dollaro, stabile lo yen. Bene Wall Street con i numeri del nuovi occupati negli Stati Uniti, nuovo record per il Nasdaq. Spread di nuovo sotto quota 200. Salgono a sorpresa le scorte di petrolio. Vestager sulle banche italiane: "Discussioni avanzate su Mps, meno per le venete"

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MILANO - Seduta debole per le borse europee. Milano scivola in chiusura appena sotto la parità, in calo dello 0,02%. Contrastate invece le altre piazze del Vecchio Continente: Londra sale dello 0,13% mentre Parigi e Francoforte scendono dello 0,18% e dello 0,53%. Dagli Usa arrivano intanto dati molto superiori alle attese sul fronte del lavoro Usa. A marzo sono stati creati 263.000 posti di lavoro nel settore privato, mentre gli analisti se ne aspettavano 180.000. Numeri che hanno spinto Wall Street al rialzo con il Dow Jones che alla chiusura delle contrattazioni in Europa sale dello 0,68%, Lo S&P500 dello 0,47 e il Nasdaq dello 0,42%, segnando un nuovo record giornaliero, il ventiduesimo dall'inizio del 2017. In serata c'è invece attesa per la pubblicazione dei verbali della riunione della Fed del 15 marzo scorso, che aveva sancito l'ultimo rialzo dei tassi Usa. Intanto New York chiude in territorio positivo con Dow Jones a +0,08% a 20.664,04 punti, il Nasdaq che avanza dello 0,25% a 5.878,95 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,20% a 2.357,56 punti.

In Italia resta alto in agenda il tema delle crisi bancarie: ne ha parlato la commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, per la quale "siamo abbastanza avanti" sul salvataggio di Mps, "ma è difficile fare un calendario". Diverso il giudizio sulle venete, per le quali le discussioni non sono "altrettanto avanzate", anche perchè le autorità italiane non hanno ancora "finalizzato" la loro posizione "su come procedere" con i due istituti.

Lungo lo stesso sentiero delle Borse europee si sono mosse le piazze asiatiche: Tokyo ha chiuso in lieve rialzo con l'indice Nikkei che ha guadagnato lo 0,27%. Sui mercati valutari l'euro resta stabile sul dollaro a 1,0656 biglietti e anche lo yen si assesta a 111 sulla divisa americana, ma gli occhi sono puntati soprattutto sull'appuntamento economico della settimana: l'incontro tra Donald Trump e il pèresidente cinese Xi Jinping. Un vertice che arriva in un momento molto delicato, tra le crescenti tensioni internazionali in Corea del Nord e Siria e la guerra commerciale avviata dal capo di stato Usa verso gli esportatori stranieri.

Lo spread intanto, dopo avere subito i primi effetti della riduzione degli acquisti mensili da parte della Bce nell'ambito del piano di Quantiative Easing di Francoforte in programma da aprile, arretra sotto quota 200 punti. Idiffenziale tra Btp e bund decennale si attesta a 199, con il rendimento dei nostri tioli al 2,25%.

Agenda macroeconomica densa di appuntamenti. L'indice Pmi sul settore terziario dell'eurozona stilato da Markit, nella lettura finale tocca il valore più alto in 70 mesi con 56 punti, in aumento rispetto ai 55,5 punti di febbraio, ma in calo rispetto alla stima flash di 56,5 punti. Quello italiano sui servizi registra invece una flessione inattesa. A marzo l'indice è sceso a 52,9 punti da 54,1 di febbraio, mentre gli economisti puntavano su un rialzo a 54,3 punti.

In Italia l'istat ha pubblicato la nota mensile sull'andamento dell'economia italiana, da dove arrivano segnali di ripresa ma sempre a passo lento. Nel pomeriggio si attende anche l'indice Ism non manifatturiero Usa, l'equivalente del Pmi servizi europeo. In arrivo questo pomeriggio anche

Il  petrolio assottiglia il rialzo registrato in mattinata dopo la pubblicazione dei dati Usa sulle scort, salite più delle attese. Il contratto a maggio sale di 34 centesimi a 51,37 dollari al barile; prima del dato era a quota 51,84 dollari al barile. Stando al dipartimento americano dell'energia, gli stock di greggio solo cresciuti di 1,566 milioni di unità contro attese per un calo di 200.000 barili.  In flessione le quotazioni dell'oro: il lingotto con consegna immediata cede lo 0,72% a 1.247 dollari l'oncia.