MILANO - Il recupero del prezzo del petrolio, in vista di un'estensione dei tagli alla produzione di Opec e Paesi vicini al cartello come la Russia, continua a tenere su di giri i listini, che pur senza variazioni di particolare entità in questi giorni hanno più volte ritoccato al rialzo i propri record. Anche oggi i mercati europei trattano in cauto rialzo: Milano chiude in rialzo dello 0,38% dopo un'apertura in rosso, con Atlantia ancora positiva dopo la proposta di nozze formalizzata ad Abertis e nonostante il taglio dell'outlook sul gruppo italiano da parte dell'agenzia Standard&Poor's, che pure benedice operativamente il progetto. Londra sale dello 0,91%, mentre Francoforte chiude piatta (-0,02%) e Parigi perde lo 0,21%. Wall Street ha registrato nuovi record in avvio con S&P 500 e Nasdaq, poi i listini sono tornati sulla parità: quando terminano gli scambi del Vecchio continente, il listino tecnologico è invariato e quello generale perde lo 0,1%. Il Dow Jones è piatto e oscilla intorno alla soglia di 21mila punti.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è tornato a scendere nella seconda parte di giornata, passando sotto 180punti base per un rendimento intorno al 2,2% sul mercato secondario. Oggi è la seconda giornata di collocamento al retail dell'undicesimo Btp Italia, che nella giornata di debutto aveva superato 1,6 miliardi di ordini, per salire oggi a 2,7 miliardi. L'euro ha chiuso in rialzo sopra 1,10 contro il biglietto verde: la moneta unica passa di mano a 1,1080 dopo essere balzata fino a un massimo 1,1089 dollari, al top da sei mesi. Era dal 9 novembre, giorno dell'annunciata vittoria di Donald Trump alle elezioni, che la moneta unica non raggiungeva questi livelli sul biglietto verde. La divisa unica sale anche nei confronti dello yen a 125.27, dopo aver toccato in giornata livello più alto da fine aprile 2016. Il biglietto perde perde invece terreno nei confronti della valuta giapponese a 113.05 yen per dollaro.
Sui mercati si registrano le reazioni del comparto automobilistico dopo il calo delle vendite europee di aprile: -6,8% sul 2016, dovuto alle festività pasquali e a una nuova tassazione che penalizza le vendite del Regno Unito. Per Fca si è vista una limatura dello 0,5% delle vendite, ma la quota è conseguentemente salita al 7,3%. L'agenda è ricca di appuntamenti: si comincia dalla lettura preliminare del Pil del primo trimestre da parte dell'Istat, che segnala una crescita italiana allo 0,2% in linea con le attese. Sempre in Italia si segnalano l'assemblea di Leonardo, quella dell'addio di Mauro Moretti, e la relazione Antitrust al Parlamento.
Brusca frenata dei prezzi al consumo in Francia ad aprile rispetto al mese precedente con un rialzo dello 0,1% rispetto allo 0,6% di marzo, ma in accelerazione su base annua all'1,2% (contro l'1,1% di marzo 2016). Accelera invece la corsa dei prezzi nel Regno Unito, complice il calo-sterlina a seguito di Brexit: sono cresciuti ad aprile del 2,7% su anno. A marzo l'inflazione tendenziale si era fermata al 2,3 per cento. Dalla Germania, l'indice Zew sulla fiducia di analisti e investitori verso l'economia sale a maggio, ma meno delle attese: 20,6 punti contro i 22 attesi.
Dagli Stati Uniti i dati sul settore edilizio ad aprile sono più deludenti delle attese: l'indice che misura l'avvio di nuovi cantieri è calato del 2,6% a 1,172 milioni di unità, dopo il ribasso del 6,6% di marzo (rivisto al rialzo dal -6,8% della prima stima), a fronte di un aumento del 3,7% atteso dagli analisti. Bene invece la produzione industriale, che segna un +1% sopra le stime.
Il nuovo scandalo che colpisce il presidente Usa Donald Trump e le sue relazioni con la Russia, cui avrebbe rilevato informazioni segrete, colpisce il dollaro sui mercati internazionali.
In Asia, un iniziale rally è andato via via disperdendosi. La Borsa di Tokyo ha comunque terminato la seduta in lieve rialzo, dopo i dati in chiaroscuro dal settore manifatturiero in Usa e le prese di profitto scattate al mattino. L'indice Nikkei è salito dello 0,25% a quota 19.919,82, con un guadagno di 49 punti: si è portato ai massimi da 17 mesi. Sul mercato valutario lo yen si è andato indebolendo sul dollaro, trattando a un livello di 113,40, e a quota 124,70 sull'euro. Contrastate le altre: Hong Kong è in calo (-0,14%) dopo sei giornate positive, mentre Shanghai è in rialzo (+0,74%), come Shenzen (+2,09%).
Sul fronte delle materie prime, il petrolio si stabilizza dopo i rialzi delle ultime sedute: alla chiusura dei mercati Ue, il Wti è poco sotto 49 dollari al barile e il Brent segna poco meno di 52 dollari. Secondo l'Agenzia internazionale dell'Energia, il mercato mondiale è vicino all'equilibrio dopo che la produzione globale è scesa a marzo. Ma si prevede che gli Usa avranno un output di greggio superiore alle stime precedenti, con una crescita di 790mila barili al giorno, ovvero 100mila barili in più rispetto alla precedente previsione. La debolezza del dollaro spinge le quotazioni dell'oro: il metallo con consegna immediata sale dello 0,6% a 1.238 dollari l'oncia.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è tornato a scendere nella seconda parte di giornata, passando sotto 180punti base per un rendimento intorno al 2,2% sul mercato secondario. Oggi è la seconda giornata di collocamento al retail dell'undicesimo Btp Italia, che nella giornata di debutto aveva superato 1,6 miliardi di ordini, per salire oggi a 2,7 miliardi. L'euro ha chiuso in rialzo sopra 1,10 contro il biglietto verde: la moneta unica passa di mano a 1,1080 dopo essere balzata fino a un massimo 1,1089 dollari, al top da sei mesi. Era dal 9 novembre, giorno dell'annunciata vittoria di Donald Trump alle elezioni, che la moneta unica non raggiungeva questi livelli sul biglietto verde. La divisa unica sale anche nei confronti dello yen a 125.27, dopo aver toccato in giornata livello più alto da fine aprile 2016. Il biglietto perde perde invece terreno nei confronti della valuta giapponese a 113.05 yen per dollaro.
Sui mercati si registrano le reazioni del comparto automobilistico dopo il calo delle vendite europee di aprile: -6,8% sul 2016, dovuto alle festività pasquali e a una nuova tassazione che penalizza le vendite del Regno Unito. Per Fca si è vista una limatura dello 0,5% delle vendite, ma la quota è conseguentemente salita al 7,3%. L'agenda è ricca di appuntamenti: si comincia dalla lettura preliminare del Pil del primo trimestre da parte dell'Istat, che segnala una crescita italiana allo 0,2% in linea con le attese. Sempre in Italia si segnalano l'assemblea di Leonardo, quella dell'addio di Mauro Moretti, e la relazione Antitrust al Parlamento.
Brusca frenata dei prezzi al consumo in Francia ad aprile rispetto al mese precedente con un rialzo dello 0,1% rispetto allo 0,6% di marzo, ma in accelerazione su base annua all'1,2% (contro l'1,1% di marzo 2016). Accelera invece la corsa dei prezzi nel Regno Unito, complice il calo-sterlina a seguito di Brexit: sono cresciuti ad aprile del 2,7% su anno. A marzo l'inflazione tendenziale si era fermata al 2,3 per cento. Dalla Germania, l'indice Zew sulla fiducia di analisti e investitori verso l'economia sale a maggio, ma meno delle attese: 20,6 punti contro i 22 attesi.
Dagli Stati Uniti i dati sul settore edilizio ad aprile sono più deludenti delle attese: l'indice che misura l'avvio di nuovi cantieri è calato del 2,6% a 1,172 milioni di unità, dopo il ribasso del 6,6% di marzo (rivisto al rialzo dal -6,8% della prima stima), a fronte di un aumento del 3,7% atteso dagli analisti. Bene invece la produzione industriale, che segna un +1% sopra le stime.
Il nuovo scandalo che colpisce il presidente Usa Donald Trump e le sue relazioni con la Russia, cui avrebbe rilevato informazioni segrete, colpisce il dollaro sui mercati internazionali.
In Asia, un iniziale rally è andato via via disperdendosi. La Borsa di Tokyo ha comunque terminato la seduta in lieve rialzo, dopo i dati in chiaroscuro dal settore manifatturiero in Usa e le prese di profitto scattate al mattino. L'indice Nikkei è salito dello 0,25% a quota 19.919,82, con un guadagno di 49 punti: si è portato ai massimi da 17 mesi. Sul mercato valutario lo yen si è andato indebolendo sul dollaro, trattando a un livello di 113,40, e a quota 124,70 sull'euro. Contrastate le altre: Hong Kong è in calo (-0,14%) dopo sei giornate positive, mentre Shanghai è in rialzo (+0,74%), come Shenzen (+2,09%).
Sul fronte delle materie prime, il petrolio si stabilizza dopo i rialzi delle ultime sedute: alla chiusura dei mercati Ue, il Wti è poco sotto 49 dollari al barile e il Brent segna poco meno di 52 dollari. Secondo l'Agenzia internazionale dell'Energia, il mercato mondiale è vicino all'equilibrio dopo che la produzione globale è scesa a marzo. Ma si prevede che gli Usa avranno un output di greggio superiore alle stime precedenti, con una crescita di 790mila barili al giorno, ovvero 100mila barili in più rispetto alla precedente previsione. La debolezza del dollaro spinge le quotazioni dell'oro: il metallo con consegna immediata sale dello 0,6% a 1.238 dollari l'oncia.