Economia

Borse contrastate dopo la Fed e con la raffica di trimestrali

I listini del vecchio continente deboli dopo che la Banca Centrale Usa ha tenuto fermi i tassi alla luce anche di un indebolimento dell'inflazione. Bene Piazza Affari e Parigi.Tokyo chiude in rialzo. Dollaro ancora debole, l'euro stabile sopra quota 1,17. Petrolio poco mosso dopo la crescita legata al calo delle scorte Usa

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MILANO - Seduta a due direzioni per le Borse europee dopo le ultime decisioni della Fed, che ha deciso di tenere fermi i tassi di interesse, in linea con le attese degli analisti, alla luce soprattutto di un indebolimento dell'inflazione che rallenta il passo dei rialzi in programma da parte della Banca Centrale Usa. Milano è riuscita a chiudere in rialzo dello 0,35% mentre le altre hanno terminato deboli. Londra ha ceduto lo 0,21%, Francoforte lo 0,77% e Parigi lo 0,03%. A Wall Street il Dow Jones aggiorna il proprio record storico guadagnando lo 0,40% e toccando quota 21.797,75 mentre il Nasdaq perde lo 0,63% e lo S&P 500 cede lo 0,10%.

A Piazza Affari, dopo il tonfo di ieri, si fa sentire in particolare la caduta di Fincantieri, dopo che Le Monde ha anticipato che il governo vuole procedere alla nazionalizzazione di Stx. In altalena Fca dopo i numeri positivi dell'utile nel secondo trimestre accompagnati però da dati deludenti sul fatturato, mentre funziona il piano di taglio del debito.

Le mosse della Fed combinate alla nuova raffica di dati trimestrai positivi per molte compagnie Usa hanno spinto comunque ieri la Borsa americana a mettere a segno nuovi record. Spinta positiva di cui ha beneficiato anche Tokyo, malgrado il rafforzamento dello yen sul dollaro seguito proprio alle decisioni di Janet Yellen, con il cambio risalito a 111 sul biglietto verde. L'indice Nikkei ha chiuso questa mattina ha terminato le contrattazioni avanzando dello 0,15%. L'euro frena dopo essere salito al top da 13 mesi. La moneta europea passa di mano a 1,1698 dollari, dopo un massimo di 1,1777 dollari.

In Italia e all'estero è comunque una giornata fitta di relazioni semestrali delle società quotate. Gli investitori registrano oggi i risultati, tra gli altri, di Enel, Leonardo, Terna, Telecom, Deutsche bank, Volkswagen, Nissan, Sky e Repsol. In mattinata Samsung ha messo in luce una nuova crescita degli utili nel secondo trimestre, preparandosi al primo sorpasso nei confronti di Apple.

In lieve risalita lo spread, a quota 155 punti e con il rendimento del decennale italiano a 2,07%. Intanto il Tesoro ha assegnato tutti i 6,5 miliardi di euro di Bot semestrali offerti oggi in asta, con tassi in rialzo dal minimo storico toccato a giugno. Il rendimento medio del Bot con scadenza gennaio 2018 (prima tranche) é risalito a -0,362% dal minimo di -0,372% registrato nel collocamento di giugno.

Sul fronte dell'agenda macroeconomica in calendario sale la fiducia dei consumatori tedeschi, prevista ad agosto al 10,8 dal 10,6 di luglio, oltre le attese degli analisti che la prevedevano stabile. Negli Usa, l'indice nazionale della Fed di Chicago sale in giugno a +0,13 punti, mentre le richieste di sussidi per la disoccupazione fanno peggio delle attese e crescono di 10mila nell'ultima settimana. Oltre le attese il +6,5% segnato dagli ordini di beni durevoli di giugno.

Il petrolio a settembre al Nymex scivola dello 0,04% a 48,73 dollari al barile dopo il rally di ieri legato al calo delle scorte Usa. Debole anche l'oro, con il lingotto che viene scambiato a 1257 dollari l'oncia al termine degli scambi Ue.