Economia

Borse in calo, Piazza Affari giù con le banche

Listini in altalena, Draghi non rassicura il mercato. Le sull'istituto ligure e la crisi di Creval indeboiliscono il comparto

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MILANO - Borse europee di nuovo in calo in una seduta in altalena per gli indici principali. Milano cede lo 0,51%, le altre tornano in calo dopo un rapido passaggio in positivo. Londra scende lo 0,08%, Parigi dello 0,32% mentre Francoforte scende dello 0,41%. A poco sono valse le parole di Draghi, che ha ribadito la necessità di sostenere attraverso le politiche della Bce la ripresa dell'inflazione. In calo anche Wall Street: Il Dow Jones perde lo 0,34%, il Nasdaq cede lo 0,02% mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,17%. Tokyo ha chiuso invece guadagnando lo  0,2%, scontando soprattuttol'apprezzamento dello yen a danno dell'export.

Sempre sul fronte valutario l'euro resta intorno a quota 1,18 sul dollaro che mantiene la sua fase di debolezza vissuta negli ultii giorni. La valuta europea passa di mano in chiusura a 1,1785 sul biglietto verde. Lo spread tra Btp e Bund tedesco a dieci anni resta poco mosso sui valori della vigilia a 145,8 punti con un rendimento all'1,82%.

Orfana di dati trimestrali in arrivo, Piazza Affari ha seguito con attenzione il dossier Carige dopo che ieri è emerso che l'istituto ligure rischia di non riuscire a perfezionare l'aumento di capitale da 560 capitale per via del passo indietro del consorzio di garanzia di banche che avrebbe dovuto garantire la ricapitalizzazione, un terremoto che ha portato alla sospensione dalle contrattazioni del titolo, che avrebbe rischiato il tracollo. Anche se in serata è poi arrivata la rassicurazione da parte di Malacalza - socio principale - di volere salire dal 17,6% al 28%. In mattinata la Consob ha sospeso la negoziazione dei titoli. Schiarite sono arrivate nel pomeriggio con la firma dell'impegno all'aumento di Malacalza e Volpi.

Continua anche il periodo nero del Creval, con il titolo che anche oggi non è riuscito a fare prezzo, registrando una perdita teorica del 24%. In generale giornata in affanno per tutto il settore bancario, con Banca Mediolanum in testa al Ftse Mib tra i peggiori ribassi.

Nell'agenda macroeconomica fispiccanoi dati sull'edilizia Usa, con i cantieri che ad ottobre sono cresciuti del 13,7% e i permessi saliti del 5,9%, oltre le stime. Sul fronte italiano - secondo quanto rlevato da Bankitalia - a settembre 2017 il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un avanzo di 4,307 miliardi di euro, in miglioramento rispetto al saldo positivo di 3,856 miliardi registrato a settembre 2016.

L'Istat rileva invece una crescita della spesa in ricerca e sviluppo da parte di imprese, istituzioni pubbliche,
istituzioni private non profit e università, in aumento rispetto al 2014 in termini sia nominali (+1,7%) sia reali (+0,9%), con un'incidenza percentuale sul Pil pari all'1,34%, lo stesso valore riscontrato nel 2014. Lo comunica l'Istat, aggiungendo che in valore assoluto la spesa per R&S dell'insieme dei settori ammonta a quasi 22,2 miliardi di euro.

Dopo cinque sedute con il segno meno, tornano gli acquisti sul petrolio. In rosso del 2,57% nella settimana, il future con consegna gennaio sul Brent scambiato all'Ice segna un rialzo dello 0,86% a 61,89 dollari il barile. Acquisti anche su Wti, in aumento dell'1,5% a 56,18 dollari. Sale l'oro, scambiato a 1.289 dollari l'oncia segnando una variazione dello +0,84%.