Piazza Affari frena con il dato sul Pil. Risale lo spread oltre 310 punti
Flavio Bini
Il dato deludente sulla crescita, ferma nel terzo trimestre, appesantisce la Borsa milanese: -0,2%. L'euro chiude debole sotto 1,14 dollari. Wall Street prova a mettere da parte i timori commerciali
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MILANO - Dura poco il sereno su Piazza Affari. Il dato più negativo delle previsioni sulla crescita del Pil nel terzo trimestre, ferma a zero, si abbatte sugli umori degli investitori innescando una propensione alle vendite. Dopo una partenza positiva la Borsa di Milano inverte la rotta in corrispondenza dell'aggiornamento Istat e alla fine della giornata riesce a limitare il passivo a -0,22%.
Inversione in corsa anche per lo spread: partito in calo, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a fine giornata torna a vedere 310 punti base, dai 295 della vigilia. Il rendimento del titolo italiano risale vicino al 3,5%. Sempre sul fronte obbligazionario rendimenti in deciso rialzo nelle aste odierne del Tesoro, con nuovi record da oltre 5 anni. Il tasso sul titolo a cinque anni, venduto per 2 miliardi, è salito al 2,58% dal 2,03% precedente mentre quello sul Btp decennale, venduto per 2,5 miliardi, è volato al 3,36% dal 2,90%. Collocato anche 1 miliardo di euro di Ccteu con tassi in crescita al 2,32% dall'1,77% dell'asta di settembre.
Hanno chiuso deboli anche le altre Borse europee, che non hanno seguito il recupero di Wall Street dopo una seduta segnata dai timori per lo scontro commerciale Usa-Cina, con i primi che starebbero valutando nuovi dazi contro Pechino, oltre che dalle vendite sul comparto tecnologico, che sconta la decisione del governo inglese di colpire gli utili delle multinazionali tecnologiche con una nuova pesante tassa, la prima adottata da un grande Paese. A fine giornata, Londra riesce a girare in positivo dello 0,38%, Francoforte invece cede lo 0,42% e Parigi lo 0,22%.
Negli Usa, dopo un'apertura in ribasso il Dow Jones passa in positivo: alla chiusura dei mercati europei sale dello 0,9%, accodandosi al Nasdaq (+1,1%) e vicino allo S&P500 (+0,6%). Ha rimbalzato stamattina Tokyo, che termina in deciso rialzo a +1,45%, sospinta dall'indebolimento dello yen. A Piazza Affari oggi occhi puntati su una nuova serie di trimestrali: Fca mette in luce un risultato netto adjusted in deciso rialzo con un maxi dividendo per gli azionisti in seguito all'operazione Marelli. Risultati in flessione per Recordati, che sconta la crisi della lira turca.
Della debolezza economica generalizzata all'Eurozona risente anche la moneta unica, che chiude debole sotto quota 1,14 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1365 dollari, poco mossa rispetto ai livelli di apertura e si attesta a 128,17 yen. Dollaro/yen in rialzo a 112,68.
Tra i dati macroeconomici di giornata, oltre al Pil, l'Istat ha annotato un calo della fiducia delle imprese e un incremento di quella dei consumatori a ottobre. In Germania il tasso di disoccupazione si è confermato al 5,1% mentre l'inflazione Rallenta invece la crescita del Pil nel terzo trimestre 2018: secondo i dati di ffusi da Eurostat nell'Eurozona sale di 0,2% e nella Ue-28 di 0,3%. Negli Stati Uniti, nel pomeriggio la fiducia dei consumatori del Conference board è risultata oltre le attese a 137,9 punti.
Al termine della giornata europea, il petrolio è in calo dell'1,1% con il Wti che quota 66,3 dollari al barile e il Brent cede l'1,7% a quota 76 dollari. In lieve calo l'oro, a 1225 dollari l'oncia.