Economia

Bankitalia: "Da pandemia ripercussioni molto forti anche oltre il breve periodo". Upb: "Rischio calo Pil fino a -15%"

Prosegue il ciclo di audizioni sul Def. Via Nazionale: "Azione dello Stato necessaria anche dopo la crisi". L'Ufficio Parlamentare di Bilancio: "Incertezza senza precedenti". Gualtieri: "Iva al 5% sulle mascherine dal 2021"

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MILANO - Impossibile fare calcoli precisi su quale sarà l'impatto effettivo del coronavirus sull'economia italiana, ma quel che è certo che è le conseguenze si faranno sentire per un periodo molto lungo, anche oltre la fine dell'emergenza sanitaria in senso stretto. E' il giudizio espresso oggi da Bankitalia in audizione sul Def. "L'incertezza circa la durata dell'epidemia rende estremamente difficile la quantificazione delle sue conseguenze economiche, ma tutti gli scenari indicano ripercussioni molto forti, che si estenderanno oltre il breve periodo", ha detto il capo del Dipartimento Economia e statistica Eugenio Gaiotti. "Questa incertezza può pesare in maniera prolungata sugli investimenti e sui consumi. I tempi del recupero dipenderanno in primo luogo dall'evoluzione del contagio, ma un ruolo essenziale l'avrà l'efficacia delle politiche di sostegno", ha aggiunto.

Secondo Gaiotti "le misure fin qui adottate appaiono appropriate nell'entità e nel disegno alla fase dell'epidemia in cui sono state varate: stanno contribuendo a contrastare le ripercussioni sulle famiglie e a evitare una crisi di liquidità delle imprese che avrebbe avuto conseguenze assai gravi". Allo stesso tempo però "passata l'emergenza, l'azione pubblica sarà necessaria anche per assicurare il rilancio dell'economia. Per questo - ha aggiunto Gaiotti - "è condivisibile la valutazione espressa nel DEF, secondo cui l'economia avrà bisogno di un adeguato periodo di sostegno e rilancio, durante il quale politiche di bilancio restrittive sarebbero controproducenti".

Upb: "Rischio calo Pil fino a -15%"

Indicazioni poco incoraggianti arrivano anche dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio, secondo cui "la diminuzione del pil di quest'anno risulterebbe compresa tra quasi dieci e poco meno di quindici punti percentuali". Anche l'Upb rimarca però come siano ancora molte le incognite che gravitano intorno all'economia italiana, che appare circondata "da una incertezza senza precedenti". L'Ufficio parla di "rischi prevalentemente orientati al ribasso: rischi sanitari" di una "ulteriore recrudescenza dell'epidemia COVID-19; rischi di un più marcato deterioramento del contesto internazionale; rischi di nuove tensioni finanziarie quando si allenteranno gli stimoli fiscali e monetari".

Gualtieri: "Su mascherine Iva al 5% dal prossimo anno"

Dopo l'audizione di ieri in Commissione oggi il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri è intervenuto in aula.  Gulatieri ha spiegato chg l'Iva sulle mascherine e sui dispositivi di produzione individuale verrà azzerata nel 2020 e "a regime" dal 1 gennaio 2021 l'aliquota "sarà al 5 per cento". Nella sua relazione sul Def e sullo scostamento di bilancio il ministro ha quindi auspicato la massima convergenza da parte delle forze del Parlamento.  "Ci aspettano periodi ancora difficili ma lo spirito di unità che ha pervaso il Paese in questo drammatico periodo e che auspico potrà riflettersi in un ampio e costruttivo dialogo sulle misure da varare e in un largo sostegno alla richiesta di scostamento che questo governo rivolge al Parlamento, mi fa ritenere che con costanza e determinazione riusciremo a superare questo momento", ha detto.
 

Cnel: dieci spunti per ripartire

Sempre in audizione sul Def, il presidente del Cnel Tiziano Treu ha indicato nella sostenibilità del debito pubblico "il problema principale per impostare la ripresa". Con le parti sociali ha predisposto un documento di 10 proposte: investimenti in sanità per garantire i livelli essenziali di assistenza e fronteggiare in futuro eventuali emergenze, non con decreti d'urgenza; regole certe, semplici da interpretare e comunicate con chiarezza; sulla scuola riprendere le attività al più presto e in sicurezza, continuando il processo di digitalizzazione; non sottovalutare la centralità della sicurezza sul lavoro, con risorse alle imprese per strumenti e tecnologia avanzata, godendo di crediti di imposta e agevolazioni; sostenere ricerca scientifica e tecnologica, fonti energetiche rinnovabili, turismo, logistica, digitale e connettività; semplificazione nella pa; una volta superata l'emergenza, ripensare e definire, nel rispetto della costituzione, i fattori e i motivi che possono limitare i processi ordinari di democrazia e di restrizione della libertà di movimento delle persone;  green and innovation deal; misure di sostengo al reddito affiancate da un efficace sistema integrato di politiche attive, al momento inesistenti, di cui in Def non fa menzione.