ROMA - Si sblocca il dossier dell'ex Ilva che cambia nome e diventa Acciaierie d'Italia. La multinazionale franco-indiana Arcelor Mittal ha finalizzato l'accordo con Invitalia, società controllata dal ministero dell'Economia, che crea una partnership pubblico-privato per il rilancio del gruppo siderurgico e, in particolare, dello stabilimento di Taranto, l'acciaieria più grande d'Europa. L'intesa si è perfezionata con la sottoscrizione di un aumento di capitale per 400 milioni di euro da parte di Invitalia che diventa così socio con una partecipazione del 38% del capitale azionario e con il 50% dei diritti di voto.
Invitalia, in una nota, sottolinea come l'accordo sia finalizzato ad una strategia "di sostegno delle imprese e dell'occupazione nel Mezzogiorno, al fine di rilanciare e riconvertire in chiave 'green' il sito siderurgico dell'Ilva, coerente con la strategia, governata dalla Commissione europea, di garantire all'Europa 'zero emissioni' entro il 2050". Concetto ribadito anche dal ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, durante un question time parlamentare: "Intendiamo perfezionare l'operazione nell'ambito della prospettiva nazionale dell'acciaio, C'è una congiuntura favorevole tra spinta europea per il green e aiuti di Stato compatibili".
Reazioni positive dal fronte sindacale: "Con l'annuncio della nascita di Acciaierie d'Italia partecipata dallo Stato finalmente dopo mesi registriamo un atto concreto che deve sbloccare la situazione di stallo della vertenza - dice il segretario generale Fim-Cisl, Roberto Benaglia -. Ora bisogna recuperare il troppo tempo perso. Da subito l'azienda dia vita al piano di potenziamento produttivo e di manutenzione per riattivare gli impianti e riassorbire al piu' presto i troppi lavoratori in cassa integrazione". Rocco Paolombella, leader della Uilm-Uil sottolinea come "con il perfezionamento delle operazioni per l'ingresso dello Stato in Acciaierie d'Italia Holding si sia conclusa un'esperienza fallimentare. Da domani deve iniziare una nuova era che veda la partecipazione diretta dello Stato nella gestione dell'ex Ilva". Per Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil responsabile della siderurgia, "da oggi l'ex Ilva è formalmente una società pubblico-privata e può avviarsi e consolidarsi un percorso che consenta di recuperare i colpevoli ritardi nel rilancio delle strategie industriali, ambientali, e occupazionali del gruppo siderurgico".