Economia

Swift, Paesi divisi sull'esclusione di Mosca dal sistema dei pagamenti. Lo stop non sarà nel nuovo round di sanzioni

Swift, Paesi divisi sull'esclusione di Mosca dal sistema dei pagamenti. Lo stop non sarà nel nuovo round di sanzioni
(afp)
La richiesta arriva da Kiev e da altri stati, Regno Unito in testa, ma si teme il contraccolpo sulle banche esposte verso la Russia. Secondo il Financial Times Berlino sarebbe contraria alla misura
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MILANO - L'Ucraina invoca l'arma più potente per aggredire la Russia, l'esclusione dal sistema Swift, la "Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication", il sistema di comunicazione tra banche (11 mila associate in 200 Paesi) per regolare le transazioni finanziarie ma i Paesi occidentali restano divisi sull'adozione della misura e secondo fonti europee lo stop non sarà nel nuovo pacchetto di sanzioni che i Paesi Ue stanno discutendo in queste ore.

La richiesta dell'Ucraina

"Esigiamo che la Russia venga esclusa da swift e l'introduzione di una no-fly zone sopra l'Ucraina", ha scritto il presdiente ucraino Volodymyr Zelensky su Twitter. Anche il presidente ceco Milos Zeman, ha parlato di un atto che è un "crimine contro la pace" e chiesto di tagliar fuori Mosca da Swift per isolare Putin "non solo a parole ma con azioni concrete".

Questa opzione atomica in campo finanziario è stata dibattuta nei giorni scorsi, ma si sono fatti pesare più i contro dei pro. E i danni collaterali sarebbero importanti, probabilmente più in occidente che su Putin: "Si rischia di far saltare il sistema finanziario globale", ha detto senza mezzi termini al Financial Times l’olandese Klaas Knot, presidente del Financial Stability Board, la massima autorità mondiale il cui primo presidente fu Mario Draghi nel 2009.

Il rischio boomerang

Nonostante il pressing, infatti, presso l'Unione europea regna la massima cautela e secondo la Reuters è improbabile che si decida di cacciare la Russia dal sistema globale dei pagamenti. Il problema è che impatterebbe molto sulle banche di Mosca, ma renderebbe impossibile ai creditori europei di recuperare i propri denari e in ogni caso la Russia ha sviluppato un sistema alternativo di pagamento. "La priorità al momento è il consenso nella risposta all'emergenza", ha detto all'agenzia una fonte diplomatica europea lasciando intendere che non sono previste azioni su Swift. "Non ci sono accordi sul punto", ha aggiunto un altro funzionario.

Occidente diviso. Pressing del Regno Unito, no di Berlino

Anche secondo il Financial Times i Paesi sarebbero divisi sull'adizione di questo tipo di misura. Secondo il quotidiano londinese i il premier britannico Boris Johnson starebbe "premendo fortemente" sulla misura mentre il cancelliere tedesco Scholz si sarebbe detto contrario, sottolineando che nemmeno la Ue prenderebbe una decisione simile. Con l'uscita da Swift, utilizzato da oltre 11mila banche in tutto il mondo, la Russia sarebbe tagliata fuori dalle transazioni internazionali e avrebbe difficoltà a ricevere i ricavi dalle vendite di gas e petrolio.