MILANO - I segnali di rallentamento dell'offensiva russa in Ucraina e la previsione di nuovi negoziati infondono un po' di ottimismo sui mercati. Le Borse europee chiudono così in rilalzo, soppesando anche i segnali contrastanti dal fronte del conflitto, come l'annuncio da parte della Germania della volontà di dotarsi di uno scudo antimissile o le parole molto dure prinunciate dal presidente Usa Joe Biden, arrivato persino ad invocare una possobile rimozione di Putin dal potere. A mettere parzialmente il freno agli indici anche il nuovo lockdown cinese, con la città di Shanghai nuovamente chiusa per contrastare l'avanzata di Omicron 2.
Le piazze finanziarie europee terminano come detto in rialzo. Milano sale dello 0,63%, Francoforte guadagna lo 0,79%, Parigi lo 0,54% mentre Londra cede lo 0,17%. A Piazza Affari sotto i riflettori Tim, doppo l'offerta avanzata dal fondo Cvc per una parte dei servizi legata alle imprese.
Positiva Wall Street, con il Dow Jones in progresso dello 0,27%, il Nasdaq dell'1,31% e lo S&P 500 dello 0,71%.
Asia contrastata
Contrastato l'andamento delle Borse asiatitche. A Hong Kong l'indice Hang Seng è salito dell'1,31% a 21.684,97 punti. Lo Shanghai Composite Index è salito dello 0,07% a 3.214,50, mentre lo Shenzhen Composite Index è scivolato dello 0,82% a 2.096,50 punti. Pressochè invariata Seul, con l'indice Kospi sul -0,02%
Usa, il tasso sui Treasury a 5 anni supera il decennale
Proseguono le tensioni sui tassi Usa, alimentate da una possibile nuova stretta monetaria da parte della Fed per cobtrastare l'aumento dell'inflazione. Il rendimento dei Treasury a 5 anni è salito al di sopra di quello del T-bond a 30 anni negli Stati Uniti per la prima volta dal 2006, segno che la pressione dell'inflazione sull'economia e sugli investitori statunitensi fa temere una recessione economica. Nella mattinata italiana, il tasso dei Buoni del Tesoro Usa a 5 anni è salito al 2,643%, superiore quindi a quello dei Treasury con scadenza a 30 anni, che avanza molto meno al 2,595%. Anche il tasso a tre anni (2,630%) è diventato superiore del rendimento a trent'anni. E' la prima volta dal 2006 che si verifica questa situazione.
Valute, in calo euro e yen
Dopo aver aperto in calo, l'euro chiude la sessione stabile sotto quota 1,1 sul dollaro, passando di mano a 1,0971 sul biglietto verde. La valuta comune segna anche un leggero calo sullo yen a 134,36. Yen giù anche sul dollaro a 123,35, ai minimi degli ultimi sei anni dopo che la Banca del Giappone è intervenuta sul mercato acquistando obbligazioni sovrane per impedirne il rialzo dei tassi. La divisa europea si rafforza invece sulla sterlina a 0,8379.
Petrolio in flessione
In netta discesa le quotazioni del petrolio, con le quotazioni che perdono a New York il 7,3% a 105,67 dollari al barile. A pesare sono i timori di una debole crescita economica.