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Un miliardo dei risparmi in bolletta alle aziende dei dispositivi medici

(ansa)
Il governo trova una soluzione parziale ai contraccolpi del payback sanitario: sconto alle imprese. Oggi al Consiglio dei ministri anche il decreto contro il caro bollette: tornano gli oneri di sistema compensati da 5 miliardi di bonus su riscaldamento e consumi. Legge sulla concorrenza: il 5G spacca l'esecutivo
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ROMA - Aiuti al fotofinish. Perché lo scudo contro il caro bollette, predisposto a dicembre con la manovra, cesserà di esistere fra tre giorni. E perché tra due, il 30 marzo, l’Arera (l’ex Autorità per l’energia) ha in calendario l’aggiornamento delle tariffe per l’elettricità: impossibile procedere senza uno schema definitivo delle scelte del governo. Dunque lo sprint. Sul tavolo del Consiglio dei ministri, che si riunirà nel pomeriggio, arriverà un decreto da 4,9 miliardi, a cui vanno aggiunte le risorse necessarie per rifinanziare, fino alla fine di giugno, il bonus sociale, che abbatterà ancora le spese per la luce e il gas delle famiglie meno abbienti, con Isee fino a 15 mila euro.

ROMA - Aiuti al fotofinish. Perché lo scudo contro il caro bollette, predisposto a dicembre con la manovra, cesserà di esistere fra tre giorni. E perché tra due, il 30 marzo, l’Arera (l’ex Autorità per l’energia) ha in calendario l’aggiornamento delle tariffe per l’elettricità: impossibile procedere senza uno schema definitivo delle scelte del governo. Dunque lo sprint. Sul tavolo del Consiglio dei ministri, che si riunirà nel pomeriggio, arriverà un decreto da 4,9 miliardi, a cui vanno aggiunte le risorse necessarie per rifinanziare, fino alla fine di giugno, il bonus sociale, che abbatterà ancora le spese per la luce e il gas delle famiglie meno abbienti, con Isee fino a 15 mila euro.

Una misura che il governo ha deciso di prorogare per tutelare le fasce deboli, le più sensibili ai rincari. Si allungheranno, sempre per il secondo trimestre, anche gli sconti sulle bollette del gas per tutti gli altri consumatori: l’Iva resterà al 5%; via gli oneri di sistema, una delle voci delle fatture. Lo schema cambierà, invece, per le bollette elettriche perché l’esecutivo ha deciso di ripristinare gli oneri: il calo del prezzo del gas sul mercato europeo, tuttavia, agirà come fattore di compensazione, scongiurando così i rincari; prospettiva impopolare che la premier Giorgia Meloni vuole assolutamente evitare.

Anche le imprese beneficeranno degli aiuti contro il caro energia: i crediti d’imposta, però, saranno “mobili”, legati all’andamento delle quotazioni del metano. Il passaggio più delicato è rappresentato dal bonus riscaldamento, che dovrebbe scattare dal primo ottobre: un contributo a tempo per le famiglie, fino al 31 dicembre, per compensare in parte le spese per il riscaldamento, con un premio tarato sui consumi. Passa da questa misura la riuscita del passaggio dagli aiuti a pioggia a quelli selettivi.

Il salvagente per le aziende dei dispositivi medici

Sempre dalle bollette, nello specifico dai risparmi di spesa, arriverà una soluzione parziale per il payback sanitario. Necessario per sostenere le Regioni fiaccate dalle spese per il Covid e il caro energia, il payback prevede che, al superamento di una certa soglia di spesa pubblica per i dispositivi, le aziende produttrici rendano una parte di quanto guadagnato. L’esecutivo decide di alleggerire il carico per le imprese, con uno sconto di 1,1 miliardi su un totale di 2,2. Resta da capire come avverranno gli sconti per i singoli produttori. Difficile che, come si era detto alcuni mesi fa, vengano aiutate più le piccole e medie imprese che le multinazionali, perché non esiste un censimento del settore. Più probabile che la riduzione sia orizzontale, cioè che tutti i privati paghino il 50% di quanto dovuto.

Il no della Lega al 5G

All’esame del Cdm anche il disegno di legge sulla concorrenza: tra le norme figura la disciplina del commercio ambulante per superare le obiezioni di Bruxelles, ma anche l’utilizzo dei contatori intelligenti per il risparmio energetico. Non ci sarà, invece, il 5G. E qui la questione si fa politica. La norma sull’innalzamento, chiesta dagli operatori, è entrata e uscita dal testo più volte, per la contrarietà della Lega. Alla fine non ci sarà. Con buona pace della concorrenza. 

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