Pnrr, dal canile rinnovabile all'ippodromo: i mini-progetti che alimentano la preoccupazione della spesa inutile
di Maria Sole BettiROMA - La più insolita è una struttura sanitaria per cani e gatti randagi alimentata ad energia solare. Ma ci sono anche un presepe vivente, un ipppodromo e un campo da golf. Per non parlare della ristrutturazione del museo della grappa. Sembrano fantasie lontane, eppure si tratta di progetti Pnrr. O meglio del potpourri di lavori messi in cantiere dai comuni italiani per spendere parte dei quasi 200 miliardi stanziati dall'Europa in nome del rinnovamento urbano e dell'inclusione sociale.
Sì, perchè al netto delle rimodulazioni e delle revisioni - come i 148,5 milioni di euro per gli stadi di Firenze e Venezia tagliati a seguito delle obiezioni di Bruxelles - gran parte del denaro messo a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rimarrà condizionato dalle scelte degli enti locali. Progetti, quelli presentati dai comuni, non sempre apprezzati in termini qualitativi da Palazzo Chigi e definiti persino dal Financial Times &…
ROMA - La più insolita è una struttura sanitaria per cani e gatti randagi alimentata ad energia solare. Ma ci sono anche un presepe vivente, un ipppodromo e un campo da golf. Per non parlare della ristrutturazione del museo della grappa. Sembrano fantasie lontane, eppure si tratta di progetti Pnrr. O meglio del potpourri di lavori messi in cantiere dai comuni italiani per spendere parte dei quasi 200 miliardi stanziati dall'Europa in nome del rinnovamento urbano e dell'inclusione sociale.
Sì, perchè al netto delle rimodulazioni e delle revisioni - come i 148,5 milioni di euro per gli stadi di Firenze e Venezia tagliati a seguito delle obiezioni di Bruxelles - gran parte del denaro messo a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rimarrà condizionato dalle scelte degli enti locali. Progetti, quelli presentati dai comuni, non sempre apprezzati in termini qualitativi da Palazzo Chigi e definiti persino dal Financial Times "stravaganti".
C'è la struttura sanitaria destinata a gatti e cani a Foligno, ad esempio, dove l'amministrazione comunale intede utilizzare 1 milione di euro proveniente dal Pnrr per costruire un gattile ed un canile alimentati ad energia eolica in modo da tutelare la salute degli amici a quattro zampe e garantire benessere e qualità della vita più elevata per gli animali. O il piano di Marsala da 800.000 euro per concludere la costruzione di un ippodromo iniziato 30 anni fa e mai completato. Ma c'è anche il caso del comune toscano di Cavriglia, dove si vogliono destinare 4 milioni per rinnovare il campo da golf locale.
Ad Acerenza in Basilicata, arriveranno 300 mila euro per realizzare una pista per il pattinaggio artistico e hockey e un campo da beach volley. Stessa cosa a Macerata, dove si pensava di usare le risorse del Recovery plan per costruire una pista da sci artificiale. Idea invece poi abbandonata a seguito di una protesta locale. Anche nei paesi con poche centinaia di residenti i finanziamenti non mancano, e con essi le iniziative locali per le quali verrano spesi. A Panettieri, in Calabria, arriveranno 125 mila euro per il presepe vivente, mentre ad Exilles, in Val di Susa, un finanziamento di 200 mila euro verrà usato per rinnovare il museo della grappa.
Niente infrastrutture o asili, dunque, bensì opere sui generis che metterebbero in ombra i 25 miliardi di euro di investimenti stanziati per le linee ferroviarie, i 15 miliardi di euro per la sanità e i 4,3 miliardi destinati allo sviluppo del settore idrico. E che farebbero parte della corsa delle città per spendere i fondi Pnrr, in linea con le difficoltà del bel Paese di utilizzare tutti i fondi stanziati da Bruxelles entro 2026. Criticità individuate lanche dalla Corte dei Conti, che ha sottolineato i ritardi sugli obiettivi chiave in scadenza il 30 giugno, tra cui l'installazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici.