Non è evasione di necessità. Il 70% degli autonomi non paga
di Valentina ConteIl direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini
(ansa)ROMA - L’evasione in Italia vale due o tre finanziarie tutti gli anni, 1.672 euro a testa, neonati compresi. E se siamo scesi di un fiato sotto i 100 miliardi (99,7 per la precisione), ne recuperiamo appena 20 ed è pure un record. Un quinto degli evasori dichiara e poi non paga: a questi guarda il governo, in particolare il vicepremier Matteo Salvini, quando parla di evasione di “necessità”. Ma non tutti quelli che poi non versano hanno problemi. Forse aspettano solo l’ennesimo condono.
Irpef degli autonomi e Iva al top
In Italia l’evasione è trasversale, ad eccezione di lavoratori dipendenti e pensionati che pagano alla fonte. Si evade un po’ in tutti i settori - ma più nei servizi, meno nell’industria - e in tutti i territori: singoli e imprese, piccoli e grandi, al Sud come al Centro-Nord. Soprattutto Irpef (degli autonomi) e primi in Europa per l’Iva con 25 miliardi, pari a un quinto evaso, sui 93 che mancano all’appello nell’intera Unione. E se i datori di lavoro si “scordan…
ROMA - L’evasione in Italia vale due o tre finanziarie tutti gli anni, 1.672 euro a testa, neonati compresi. E se siamo scesi di un fiato sotto i 100 miliardi (99,7 per la precisione), ne recuperiamo appena 20 ed è pure un record. Un quinto degli evasori dichiara e poi non paga: a questi guarda il governo, in particolare il vicepremier Matteo Salvini, quando parla di evasione di “necessità”. Ma non tutti quelli che poi non versano hanno problemi. Forse aspettano solo l’ennesimo condono.
Irpef degli autonomi e Iva al top
In Italia l’evasione è trasversale, ad eccezione di lavoratori dipendenti e pensionati che pagano alla fonte. Si evade un po’ in tutti i settori - ma più nei servizi, meno nell’industria - e in tutti i territori: singoli e imprese, piccoli e grandi, al Sud come al Centro-Nord. Soprattutto Irpef (degli autonomi) e primi in Europa per l’Iva con 25 miliardi, pari a un quinto evaso, sui 93 che mancano all’appello nell’intera Unione. E se i datori di lavoro si “scordano” 12,7 miliardi di contributi previdenziali dei lavoratori in un anno, nessuna meraviglia dei salari da fame di oggi, sotto al minimo, e delle pensioni da integrare domani.
I lavoratori al nero
Al contrario dell’evasione delle tasse - Irpef, Irap, Ires, Iva e gli altri tributi - che cala un pezzetto ogni anno, da 95 miliardi nel 2015 a 87 nel 2019, quella contributiva cresce: nel 2015 era “solo” a 11,3 miliardi. Ora siamo quasi un miliardo e mezzo sopra. Lavoro sempre più povero. Quello irregolare è «una caratteristica strutturale del mercato del lavoro italiano», dice l’ultima Relazione sull’economia non osservata firmata dalla commissione del Mef guidata dall’economista Alessandro Santoro. Riguarda 3 milioni e 586 mila «unità di lavoro a tempo pieno», quindi anche 4 milioni di lavoratori o più, considerando part-time forzati e contrattini.
Evasi anche Imu e canone Rai
Evade il 70% degli autonomi negando all’erario 32,5 miliardi di Irpef. Un quarto dei proprietari di seconde case allergici all’Imu, scansata per 5 miliardi. E sì, incredibile a dirsi visto che il canone Rai è in bolletta, anche l’11% di chi ha un televisore facendo mancare alla tv di Stato 241 milioni. La cedolare secca sugli affitti non basta visto che il nero si mangia mezzo miliardo. Il 20% degli evasori potrebbe farlo, come detto, per “necessità” o perché in attesa di condoni e sanatorie che in Italia non mancano mai: dichiara e poi non versa le tasse. L’80% però si scorda di fare il 730 o bara e occulta quando riempie le caselle. Furbizia più che bisogno.
Tassa occulta sugli onesti
L’evasione è una «tassa occulta» sugli onesti, diceva pochi giorni fa il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, in risposta agli attacchi del vicepremier Matteo Salvini che dipingeva i contribuenti italiani come «ostaggio dell’Agenzia». Il problema esiste se in Italia si evade il 69% dell’Irpef in capo agli autonomi, il 18% dell’Irap, il 20% dell’Iva, il 23% dell’Ires, il 25% dell’Imu. E questo nonostante sanatorie a raffica.
Il magazzino da 1.153 miliardi
In 5 anni sono state stralciate 64 miliardi di tasse evase contenute in 90 milioni di cartelle di 17 milioni di contribuenti. L’ultimo “saldo e stralcio” previsto dalla manovra Meloni ne ha cancellate altre 36 milioni di cartelle fino a 1.000 euro per 8 milioni di contribuenti. Il “magazzino fiscale” dell’Agenzia delle entrate custodisce 1.153 miliardi di evasione cumulata dal 2000 in poi di cui solo il 10%, pari a 114 miliardi, è recuperabile. Sono 172 milioni di cartelle per 22,8 milioni di contribuenti - 7,5 a testa - lasciate negli anni a decantare.
I 7 milioni di evasori seriali
Nessuna meraviglia se poi ci sono i recidivi, i debitori seriali: 7 milioni di italiani che ogni anno accumulano una cartella senza aver onorato le precedenti. Possibile che siano tutti in difficoltà? Gli annunci di paci fiscali e stralci alimentano la speranza di farla sempre e comunque franca in un Paese in cui l’economia sommersa - informale, irregolare, illegale - da 184 miliardi finisce nel 10% del Pil. Ma non in scuole e sanità, pagate dalla «tassa degli onesti».