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Stellantis, conti record nel semestre. Tavares: “Accordo entro le prossime settimane” per la produzione in Italia

L'ad si Stellantis Carlos Tavares

 (ansa)
I ricavi salgono del 12%, l’utile netto del 37% e il risultato operativo rettificato cresce dell’11%. L’ad: “Siamo più redditizi di Tesla”. La trattativa? “Positiva e costruttiva” la discussione con Urso, mentre è “deluso” per la posizione della Ue su Euro7 e Cina. “No a norme autofobiche”
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ROMA - “Mi aspetto che nelle prossime settimane si raggiunga un accordo”. L’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, parlando con i giornalisti italiani nel giorno in cui il gruppo automobilistico presenta i dati semestrali, dice che la discussione con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è “positiva e costruttiva” e “siamo d’accordo sulla soglia di 1 milione di veicoli”. E’ invece “deluso” dall’Europa per come si è comportata rispetto alla Cina.

La trattativa con il governo italiano è ancora in corso e il manager portoghese non nasconde le difficoltà del momento, che non dipendono solo dallo scambio con l’esecutivo Meloni, ma in generale da provvedimenti che rischiano di essere “autofobici”. La casa automobilistica nata dalla fusione tra Fca e Psa si aspetta, per raggiungere l’obiettivo, che gli esecutivi, ad iniziare da quello italiano, sostengano il mercato dell’auto.

“Bisogna considerare i due lati dell’equazione: da una parte le quote di merca…

ROMA - “Mi aspetto che nelle prossime settimane si raggiunga un accordo”. L’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, parlando con i giornalisti italiani nel giorno in cui il gruppo automobilistico presenta i dati semestrali, dice che la discussione con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è “positiva e costruttiva” e “siamo d’accordo sulla soglia di 1 milione di veicoli”. E’ invece “deluso” dall’Europa per come si è comportata rispetto alla Cina.

La trattativa con il governo italiano è ancora in corso e il manager portoghese non nasconde le difficoltà del momento, che non dipendono solo dallo scambio con l’esecutivo Meloni, ma in generale da provvedimenti che rischiano di essere “autofobici”. La casa automobilistica nata dalla fusione tra Fca e Psa si aspetta, per raggiungere l’obiettivo, che gli esecutivi, ad iniziare da quello italiano, sostengano il mercato dell’auto.

“Bisogna considerare i due lati dell’equazione: da una parte le quote di mercato – sottolinea l’ad – che sono però nulla se non si fa crescere la dimensione del mercato, il che dipende da ciò che si fa per sostenere il consumatore cittadino. La dimensione del mercato moltiplicata per la quota di mercato. Se non ci sono significativi sussidi le vendite di elettriche calano, come abbiamo visto in Germania, e il mercato crolla. E se si sostengono a livello europeo regolamenti costosi, ma dagli effetti ambientali marginali, come lo standard Euro 7, la produzione della Panda in Italia viene uccisa. Bisogna sostenere la mobilità e l’uso dell’auto, sicura e pulita, non fare provvedimenti che la limitano. Non possiamo essere autofobici se vogliamo arrivare ad 1 milione di veicoli”.

Tavares benedice la posizione del governo Meloni su Euro 7: “Il governo italiano non lo sostiene l’Euro7 ed è la cosa giusta da fare”. Tempi dell’accordo? “Questione di settimane. Dipende da cosa si deciderà in termini di promozione dell'uso dell’auto, di sostegno all'accessibilità economica per la classe media italiana, di garanzia che le normative a basso valore aggiunto non uccidano i prodotti che attualmente produciamo in Italia”.

C’è però una differenza di calcolo che governo Meloni e Stellantis dovranno risolvere. L’esecutivo considera 1 milione di auto. Oggi in Italia la produzione oscilla intorno alle 500 mila unità. L’esecutivo, quindi, punta raddoppiare la produzione. La casa automobilistica include anche i veicoli commerciali leggeri, i furgoni, che portano il dato, secondo le previsioni di chiusura del 2023, a poco meno di 800 mila pezzi. La forbice per arrivare a 1 milione sarebbe quindi meno grande.

I conti dei primi sei mesi, intanto, si chiudono in positivo. Anzi. C’è una forte crescita e nuovi record per ricavi netti, risultato operativo rettificato e utile netto. Merito soprattutto delle maggiori consegne di auto grazie al miglioramento delle catene di fornitura, soprattutto dei microchip. “Al 95% il problema è risolto – dice Tavares – rimane solo la Francia”. E poi aggiunge: “Dal primo settembre miglioreremo anche la capacità produttiva a Pomigliano dove abbiamo avuto un grande successo dell’Alfa Tonale, della Dodge Hornet e della Panda. La nuova Panda dal 2024 sarà prodotta in più stabilimenti”. Migliorata anche la logistica in Italia, grazie ad un rafforzamento della società delle bisarche.

I conti di Stellantis

I ricavi netti sono arrivati a 98,4 miliardi di euro, in crescita del 12% rispetto al primo semestre 2022. Il risultato operativo rettificato è di 14,1 miliardi di euro, in salita del 11% rispetto al primo semestre 2022, con un margine forte del 14,4%. L’utile netto è di 10,9 miliardi di euro, con un balzo in avanti del 37% rispetto al primo semestre 2022. Il flusso di cassa industriale netto è di 8,7 miliardi di euro, in aumento di 3,3 miliardi di euro rispetto al primo semestre 2022. “Siamo ben posizionati per la parte restante del 2023 e oltre”, dice Tavares.

Il manager portoghese è soddisfatto dal risultato raggiunto in confronto a Tesla: “Siamo più redditizi di Tesla – sottolinea - ha annunciato un margine del 10,5% per il primo semestre, noi raggiungiamo il 14,4. Siamo più performanti e più redditizi”.

Rispetto alla guerra dei prezzi innescata dalla casa fondata da Elon Musk sui listini delle vetture elettriche, anche per combattere la concorrenza cinese, il manager di Stellantis dice che “Tesla sta entrando nel mio mondo. Un mondo fatto di prezzi rigidi, competitività dei costi e problemi operativi che una grande azienda come la nostra può trovarsi ad affrontare. E il risultato del fatto che Tesla sta entrando nel mio mondo è che la sua redditività è passata da oltre il 17% al 10,5%”. E proprio sulla Cina, Tavares si dice “molto deluso” dall’Unione Europea rispetto alla Cina e dice di “non aver più nulla da dire alla Ue, ho già detto tutto, ma non mi hanno ascoltato. Non mi rimane che parlare con il ministro Urso in Italia e il ministro Le Maire in Francia”. E ora? “Combatteremo, noi siamo pronti a combattere, sapendo che i produttori cinesi arrivano in Europa con prodotti che costano il 25% in meno. Stellantis è forte e quindi combatteremo, in maniera aggressiva”.

Urso e Cirio sull’incontro

Dei piani di produzione del gruppo ha parlato anche il ministro Urso, che proprio oggi riuniva i presidenti delle Regioni interessati dagli stabilimenti del gruppo. Urso ha annotato la semestrale: “I dati sui ricavi e sugli utili di Stellantis dicono che questa grande multinazionale può avere altre risorse per investire di più nel nostro paese", ha detto. Per poi aggiungere che “l'accordo si baserà su due principi: cosa Stellantis intende fare, tanto più alla luce dei ricavi e degli utili straordinari annunciati" e "su quello che governo e regioni possono mettere in campo sotto forma di incentivi e accordi di sviluppo". Di incontro "andato molto bene" ha parlato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. "C'è stato un cambio di metodo e quindi si uniscono le forze mettendo insieme le risorse dello Stato ma anche le tante risorse regionali ed europee che mettiamo a disposizione di Stellantis" a cui chiediamo "una contropartita di impegno produttivo", ha detto uscendo da Palazzo Piacentini.

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