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Altri morti sul lavoro. Accuse dai sindacati. Calderone li convoca

Il cantiere di Carpenedolo (Bs) dov'è morto Andi Rexhepi (ansa)
Landini (Cgil): “Pronti a mobilitarci con la Uil”. Venerdì l’incontro al ministero del Lavoro
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ROMA — Ancora morti sul lavoro. Ieri Andi Rexhepi, 43 anni, nato in Albania, precipitato da un’altezza di otto metri sotto gli occhi dei colleghi: lavoravano sul tetto di un capannone in provincia di Brescia. Lunedì, Latif Rana Zahid, rider pachistano di 45 anni, investito dalla sua stessa auto, forse senza freno a mano, mentre faceva consegne di kebab a Torrimpietra, vicino a Roma. Sabato, Singh Parampreeet, operaio indiano di 27 anni, folgorato a Eboli, nel salernitano, mentre muoveva un braccio gru.

Mille morti all’anno

Una contabilità intollerabile, quella dei caduti nei cantieri, in fabbrica, sulle strade. L’anno scorso oltre mille, in media tre al giorno. Sarà per questo, un’emergenza diventata strage ordinaria, che la ministra del Lavoro Marina C…

ROMA — Ancora morti sul lavoro. Ieri Andi Rexhepi, 43 anni, nato in Albania, precipitato da un’altezza di otto metri sotto gli occhi dei colleghi: lavoravano sul tetto di un capannone in provincia di Brescia. Lunedì, Latif Rana Zahid, rider pachistano di 45 anni, investito dalla sua stessa auto, forse senza freno a mano, mentre faceva consegne di kebab a Torrimpietra, vicino a Roma. Sabato, Singh Parampreeet, operaio indiano di 27 anni, folgorato a Eboli, nel salernitano, mentre muoveva un braccio gru.

Mille morti all’anno

Una contabilità intollerabile, quella dei caduti nei cantieri, in fabbrica, sulle strade. L’anno scorso oltre mille, in media tre al giorno. Sarà per questo, un’emergenza diventata strage ordinaria, che la ministra del Lavoro Marina Calderone ha convocato di nuovo le parti sociali – 7 sindacati e i rappresentanti delle imprese – per venerdì alle 9.30 nella sede romana del ministero in via Flavia.

Un incontro che segue quello solo informativo del 26 febbraio a Palazzo Chigi (ma senza la premier Meloni), voluto per illustrare il pacchetto sicurezza finito poi qualche ora dopo nel decreto Pnrr, ora all’esame della Camera.

I nodi del pacchetto sicurezza

Il clima di commozione per i 5 morti nel cantiere Esselunga di Firenze si è spento presto. Non così gli incidenti sul lavoro. Si continua a morire. E la ministra dovrà affrontare il malcontento dei sindacati per le misure appena adottate, giudicate insufficienti.

Non c’è l’omicidio sul lavoro. Non viene istituita una Procura nazionale per la sicurezza sul lavoro. La patente a punti, secondo Cgil e Uil, tradisce lo spirito originario del Testo unico sulla sicurezza che l’aveva immaginata per tutti i settori, con i punti che si perdevano e non si riguadagnavano. Viene ora introdotta, dal primo ottobre, solo nei cantieri edili. E anche col morto, alle imprese basta un corso di formazione per continuare a lavorare e partecipare ai bandi pubblici.

Altro punto critico: i bonus pubblici erogati anche ad aziende che violano leggi e contratti, persino se condannate per infortuni gravi e mortali, grazie a una sanatoria. Pure l’annunciata parità tra lavoratori in appalto e subappalto è parziale perché si basa solo sul trattamento economico dei contratti nazionali, non su quello normativo che comprende le norme per tutelare la sicurezza, come la formazione, il patentino obbligatorio, l’orario di lavoro e il riposo.

La mobilitazione di Cgil e Uil

«Di fronte a quella che ormai è una vera e propria strage, pensiamo con la Uil che sia venuto il momento di una mobilitazione più generale», dice Maurizio Landini. Il leader della Cgil giudica il pacchetto del governo insufficiente perché «non interviene sulle ragioni che producono questo disastro: un sistema malato in cui il profitto prevale sui diritti».

Il segretario della Cisl Luigi Sbarra dice che «indignarsi non basta, dobbiamo fermare questa carneficina». Per questo «occorre una strategia nazionale di contrasto ai tanti infortuni e alle malattie professionali, costruendo un grande patto tra il governo, il sistema delle imprese, le organizzazioni sindacali, le Regioni». Sbarra ricorda poi che «la Cisl è mobilitata in queste settimane in tutti i luoghi di lavoro e nei territori con tante iniziative da Nord a Sud».

Serve di più.

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