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Cgil e Uil scioperano per i morti sul lavoro: “Da Calderone solo spot”

(ansa)
Altre cinque vittime in una settimana, rottura al tavolo convocato ieri. La ministra: “Abbiamo aumentato gli ispettori”. Polemica sui numeri
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ROMA — Dialogo tra sordi tra il governo e le parti sociali sul tema della sicurezza sul lavoro. Altri cinque morti, solo questa settimana. Ma la ministra del Lavoro Marina Calderone difende il pacchetto di norme inserito nel decreto Pnrr. Tuttavia il tavolo da lei convocato ieri non ha portato a risultati concreti. Cgil e Uil confermano la direzione di marcia: sciopero in aprile e manifestazione nazionale sabato 20 a Roma. Risponde Calderone: «Lo sciopero non è la soluzione. La sicurezza è un tema di tutti. E una priorità del governo».

La rottura anche sulla patente a punti

La rottura sembra dunque consumata con i sindacati guidati da Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri che già all’indomani della tragedia all’Esselunga di Firenze, con…

ROMA — Dialogo tra sordi tra il governo e le parti sociali sul tema della sicurezza sul lavoro. Altri cinque morti, solo questa settimana. Ma la ministra del Lavoro Marina Calderone difende il pacchetto di norme inserito nel decreto Pnrr. Tuttavia il tavolo da lei convocato ieri non ha portato a risultati concreti. Cgil e Uil confermano la direzione di marcia: sciopero in aprile e manifestazione nazionale sabato 20 a Roma. Risponde Calderone: «Lo sciopero non è la soluzione. La sicurezza è un tema di tutti. E una priorità del governo».

La rottura anche sulla patente a punti

La rottura sembra dunque consumata con i sindacati guidati da Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri che già all’indomani della tragedia all’Esselunga di Firenze, con cinque operai morti, avevano proclamato lo sciopero. A poco servirà il tavolo tecnico sulla patente a punti, fissato dalla ministra per lunedì. «La chiamo patente a crediti, i sindacati la chiedono da anni», si giustifica Calderone. «Non attribuisce un punteggio alla vita umana che ha un valore incalcolabile, ma fissa una soglia di crediti sotto la quale l’azienda non può svolgere la sua attività».

Non la pensano così Cgil e Uil. Con un morto l’impresa scende da 30 crediti di base a 10. Per lavorare e partecipare agli appalti pubblici ne servono almeno 15. Cinque si possono recuperare con un corso di formazione. «La vita di un lavoratore vale 20 crediti», sintetizza Bombardieri che ieri non era al tavolo, come neppure Landini. Al loro posto le segretarie confederali Francesca Re David (Cgil) e Ivana Veronese (Uil).

La Cisl contraria allo sciopero

C’era invece il leader della Cisl Luigi Sbarra: «Incontro positivo, la scia di sangue va fermata insieme», dice. Sull’assenza del suo sindacato allo sciopero, Sbarra taglia corto: «Rispettiamo le decisioni delle altre sigle. Noi stiamo facendo iniziative ed assemblee nei luoghi di lavoro e sul territorio».

Interventi spot del governo

Nel merito Francesca Re David osserva che «manca una strategia del governo sulla prevenzione, solo interventi spot e per giunta insufficienti e limitati agli edili». Per la segretaria della Cgil, «le ragioni dello sciopero si rafforzano, bisogna intervenire sui contratti precari e abolire il subappalto a cascata che allunga le catene». A Firenze «c’erano ben 61 ditte in subappalto». Se ne parlerà il 22 marzo alla Leopolda: «L’assemblea dei delegati deciderà la piattaforma che ci porterà allo sciopero».

Nuovi ispettori: i conti non tornano

Anche Ivana Veronese (Uil) fa notare che già «in una mail del 23 giugno la ministra aveva stilato un calendario di 9 incontri sulla sicurezza, mai fatti». E «da allora sono passati 500 morti», dice parlando al tavolo.

Calderone risponde che «questo governo più di tutti ha rafforzato il numero degli ispettori: ne abbiamo aggiunti 1.600 ai 2.300 esistenti, aumentando del 20% le ispezioni nel 2023 e un altro 40% quest’anno».

Numeri che non tornano, dice Veronese: «Nel decreto Pnrr ci sono 466 ispettori la cui assunzione era stata già decisa dal governo Draghi a cui si aggiungono ora solo 50 carabinieri e solo altri 250 nuovi ispettori. Una risposta insufficiente».

Dialogo davvero in salita.

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