Economia

Le Borse di oggi, 16 aprile. Cina e Medio Oriente preoccupano i mercati, la Ue chiude in netto calo

Le Borse di oggi, 16 aprile. Cina e Medio Oriente preoccupano i mercati, la Ue chiude in netto calo
Il Pil di Pechino sale oltre le attese ma deludono produzione industriale e vendite al dettaglio. Tokyo pesante a -1,94%. Trump Media lancia una tv, ma il titolo crolla
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MILANO – Non bastassero le incertezze in arrivo dal Medio Oriente, con Israele che preannuncia risposte all’attacco militare dell’Iran compiuto nel fine settimana, ad impensierire i mercati si aggiungono le nubi sull’economia cinese. Se il dato sul Pil di Pechino nel primo trimestre ha battuto le previsioni (+5,3% contro il 4,8/5% atteso) hanno deluso i dati più aggiornati a marzo su produzione industriale e vendite al dettaglio.

Indicazioni che hanno spinto al ribasso i listini cinesi, tutti orientati al ribasso verso la chiusura. Più pesante Tokyo, con il Nikkei che ha archiviato gli scambi a -1,94%.

Una debolezza che si è estesa all’Europa, dove le chiusure sono state tutte in netto ribasso con Milano in rosso dell’1,6%. E che continua a imperversare su Wall Street: ieri la Borsa americana ha chiuso in netto ribasso, oggi si muove in altalena. I robusti dati arrivati dalle vendite al dettaglio Usa hanno riacceso i timori tra gli investitori che la Fed possa attendere ulteriormente sul taglio dei tassi. Preoccupazioni che si sono riflesse anche sui rendimenti dei Treasuries, saliti ai massimi da inizio anno, sopra il 4,6% per il titolo decennale.



Lvmh chiude il primo trimestre con ricavi in calo del 2% a 20,69 miliardi

Il gruppo del lusso Lvmh ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un calo del 2% dei ricavi a 20,69 miliardi di euro. A livello organico, si legge in una nota, la variazione è positiva del 3%. Il colosso francese “ha registrato una buona partenza d’anno nonostante uno scenario geopolitico ed economico che rimane incerto”. Tra le singole divisioni, spicca il ribasso a doppia cifra di vini e liquori; in positivo invece profumeria e cosmetici.

Spread in rialzo: 142 punti finali

Chiusura in rialzo per lo spread tra Btp e Bund in un contesto di generale aumento per i rendimenti sulla curva euro. Gli ultimi dati macroeconomici, americani in particolare, stanno spingendo gli operatori ad allungare le loro aspettative sull'avvio del taglio dei tassi da parte delle banche centrali, determinando flussi in uscita dal mercato dei bond. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il btp decennale benchmark (isin it0005560948) e il bund tedesco si è attestato a 142 punti base dai 140 punti base dell'ultimo riferimento. Più netto il rialzo del rendimento del btp decennale benchmark che ha terminato gli scambi al 3,90% dal 3,83% della vigilia.

L’Europa chiude tutta in rosso con perdite sopra l’1%

Mercati azionari del Vecchio continente tutti ampiamente negativi: la Borsa peggiore della giornata è stata quella di Londra, che ha chiuso in ribasso dell'1,8%, seguita da Madrid in ribasso dell'1,5%. Parigi e Amsterdam hanno ceduto l'1,4%, mentre Francoforte ha segnato un ribasso dell'1,3% finale.

Netto ribasso a Piazza Affari, male Stellantis

La Borsa di Milano ha chiuso la seconda seduta in netto ribasso, in linea con gli altri principali listini europei. Il mood generale è negativo, condizionato dai timori per un'escalation in Medi Oriente in attesa dell'eventuale risposta di Israele all'attacco dell'Iran di sabato scorso. L'indice Ftse Mib ha segnato una flessione dell'1,65% a quota 33.393 punti. Sul listino, netto calo di Stellantis nel giorno dell'assemblea con una perdita del 2,98%. Tra gli altri industriali, Pirelli a -0,82%. Per quanto riguarda i bancari, Unicredit ha perso il 2,05%, Intesa Sanpaolo a -2,24%, Mps -0,75%. Negativi anche i titoli energetici: Enel -0,92%, Eni -2,15%, A2a -0,65%. Tim, infine, giù dell'1,37%.

Il social di Trump pensa allo streaming ma crolla in Borsa

Continua il crollo del titolo di Trump Media, che oggi perde l'8,7% in avvio a Wall Street dopo che la società dell'ex presidente statunitense ha annunciato che la sua piattaforma Truth social lancerà presto una web tv. Ieri, titolo in calo del 18%, dopo che la società ha fatto richiesta di poter emettere 21,5 milioni di nuove azioni. La scorsa settimana, il titolo ha perso quasi il 20%. Trump è il maggior azionista della società, con una quota che sfiora il 60%. La capitalizzazione di Trump Media è scesa di svariati miliardi di dollari da quando la società è sbarcata in borsa, lo scorso 26 marzo, dopo la fusione con la società Digital world acquisition corp.

Wall Street in altalena, la Ue si conferma in ribasso

Mercati azionari del Vecchio continente sempre in pesante ribasso dopo l'avvio incerto di Wall street. I dati macroeconomici d'altronde danno risultati contrastanti: se la produzione industriale americana è cresciuta a marzo oltre le attese, i nuovi cantieri edili hanno registrato un tonfo calando di oltre il 14%. Al suono della campanella, il Dow Jones avanza dello 0,7%, mentre lo S&P 500 avanza dello 0,05% e il Nasdaq perde lo 0,1%. Spicca Morgan Stanley che è in rialzo del 4,3%, dopo un utile trimestrale di 2,02 dollari per azione su ricavi di 15,14 miliardi, contro attese per 1,66 dollari su 14,41 miliardi. In Europa, la Borsa peggiore tra forte nervosismo è quella di Londra, che cede due punti percentuali, seguita Milano (-1,7%), Parigi e Madrid (-1,5%), con Francoforte in calo dell'1,2%. Gli operatori guardano sempre alle tensioni in Medio Oriente e alle incertezze sulla crescita della Cina, con il clima sempre incerto sulle politiche di riduzione dei tassi da parte delle banche centrali. In chiaro rialzo i rendimenti dei titoli di Stato europei, con il tasso del Btp a 10 anni al 3,95% e lo spread a quota 145 punti base. Acquisti sul gas (+6% a 33 euro al Megawattora), calmo il petrolio attorno a quota 86 dollari al barile. In Piazza Affari sempre molto debole Stellantis (-3,2% nel giorno dell'assemblea), con Saipem in calo del 2,7% e Fineco del 2,6%. Prova a tenere Leonardo, che segna una crescita dello 0,8%.

Peggiorano le Borse europee

Mentre si avvicina il final di seduta, le Borse europee consolidano le perdite, appesantite dalle tensioni geopolitiche nonostante il balzo, oltre le stime, dell'indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche nell'economia. Gli investitori guardano con preoccupazione agli sviluppi in Medioriente, timorosi del fatto che una eventuale escalation avrebbe ripercussioni sul fronte dei prezzi e di conseguenza sulle decisioni in materia di politica monetaria che dovranno assumere le banche centrali nelle prossime settimane. Francoforte e Milano perdono rispettivamente l'1,32% e l'1,64% mentre Parigi cede l'1,53% e Londra l'1,93%.

Trimestre in crescita per Morgan Stanley

Morgan Stanley ha chiuso il primo trimestre con un aumento dell'utile netto a 3,4 miliardi di dollari, contro i 3 miliardi del primo trimestre 2023. Il fatturato netto ammonta a 15,1 miliardi di dollari, rispetto ai 14,5 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso. L'utile per azione è di 2,02 dollari (contro 1,70). La divisione Investments Management Net Revenues ha mesos a asegno un fatturato di 1,4 miliardi (contro 1,3 mld del primo trimestre 2023).

"Nel primo trimestre del 2024 Morgan Stanley - ha dichiarato Ted Pick, chief executive officer - ha generato un fatturato netto di 15 miliardi di dollari e un utile di 2,02 dollari per azione, con un rendimento del 20% sul patrimonio netto tangibile. Grazie alla forte crescita dei nuovi asset netti, la società ha raggiunto i 7.000 miliardi di dollari di asset dei clienti nei settori Wealth e Investment Management. Anche la divisione Institutional Securities ha registrato una forte crescita nei mercati e nelle attività di sottoscrizione. Il modello integrato di Morgan Stanley sta producendo risultati duraturi".

Borse Ue avanti in perdita

Le Borse europee procedono in negativo, appesantite dalle tensioni geopolitiche nonostante il balzo, oltre le stime, dell'indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche nell'economia. Francoforte perde l'1,08% a 17,808.05
punti, Parigi cede l'1,12% a 7,954.78 punti, Londra retrocede dell'1,33% a 7,859.69 punti, Milano segna -1,44% e Madrid -1,05%.

Seduta pesante per Piazza Affari, giù Stellantis nel giorno dell’assemblea

Seduta pesante per Piazza Affari che risente dell'andamento generale degli indici europei, nonche' della chiusura di Wall Street e delle perdite registrate dai listini asiatici. Il mood generale e' negativo, condizionato dai timori per un'escalation in Medioriente in attesa dell'eventuale risposta di Israele all'attacco dell'Iran di sabato scorso. Al parziale di circa meta' seduta, l'indice Ftse Mib segna un ribasso dell'1,60% a quota 33.410 punti. Sul listino, spicca l'andamento di Stellantis nel giorno dell'assemblea che segna un calo pesante del 3,27%. Tra gli altri industriali, Pirelli -1,57%. Per quanto riguarda i bancari, Unicredit perde il 2,21%, Intesa Sanpaolo a -1,76%, Mps -1,19%. Tengono alcuni titoli energetici come Enel (sulla parita') e A2a (+0,15%), mentre Eni cede l'1,65%. Tim giu' del 2,34%.

Compagnia di San Paolo, Gilli presidente e Grimaldi vice

Marco Gilli è stato nominato presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Rosanna Ventrella Grimaldi vicepresidente. Li ha eletti oggi il nuovo consiglio generale che ha anche definito il nuovo assetto di governance della fondazione torinese per il quadriennio 2024-2027.

Le Borse asiatiche chiudono in profondo rosso

Chiusura in profondo rosso per le Borse asiatiche dopo i dati cinesi su Pil, vendite al dettaglio e produzione industriale. L'aumento delle tensioni in Medio Oriente preoccupa gli investitori dopo che Israele ha dichiarato che risponderà all'attacco missilistico e ai droni dell'Iran nel fine settimana. Sembra affievolirsi la speranza che le capacità diplomatiche delle grandi potenze possa scongiurare l'allargamento del conflitto.
A fine seduta l'indice composito di Shanghai cala dell'1,65% e lo Shenzhen del 2,29%. L'indice giapponese Nikkei cede l'1,88%, l'Hang Seng di Hong Kong perde il 2,12%, Taiwan l'1,38%, e il Kospi di Seul arretra del 2,28%.

Le Borse europee aprono in rosso

Le principali Borse europee aprono la seduta in deciso calo. Nei primi minuti di scambi Piazza Affari cede l'1,43% a 33.453 punti, Francoforte segna -1,38%, Londra avvia gli scambi a -1,46% e Parigi a -1,59%. Sulla piazza asiatica, a Tokyo il Nikkei 225 termina la seduta lasciando sul terreno l'1,88% a 38.470
punti.

In forte calo i listini cinesi

Le Borse cinesi ampliano le perdite a mezz'ora dalla chiusura e si attestano intorno ai minimi intraday, malgrado il Pil del primo trimestre 2024 del Dragone sia risultato migliore delle attese, pari a +5,3% contro previsioni di 4,8-5%: l'indice Composite di Shanghai cede l'1,12%, a 3.022,99 punti, mentre quello di Shenzhen segna un tonfo del 3,11%, a quota 1.649,76.

Il petrolio rimbalza dopo il calo di ieri

Il prezzo del petrolio rimbalza dopo il calo di ieri. Stamattina i mercati credono di più ad una possibile risposta di Israele dopo l'attacco dell'Iran e il Wti sale sfiorando gli 86 dollari al barile. Il contratto del greggio texano con consegna a maggio guadagna lo 0,66% portandosi a 85,97 dollari. Stesso andamento per il Brent: il contratto per giugno quotato sulla piazza di Londra sale dello 0,63% a 90,67 dollari al barile.

Cina, frenano produzione industriale e vendite al dettaglio

La produzione industriale e le vendite al dettaglio di marzo crescono in Cina, ma sotto le attese. Secondo i dati dell'Ufficio nazionale di statistica, la produzione è salita del 4,5% su base annua, meno del 7% di gennaio-febbraio e sotto le stime del 5,4%, scontando l'espansione più morbida dallo scorso settembre in forza del rallentamento diffuso in tutte le attività economiche tra manifatturiero (+5,1% da 7,7%) e utility (+4,9% da +7,9%). Su base mensile, il calo è stato dello 0,08%, mentre nel primo trimestre ha segnato un'espansione del 6,1%.

Quanto alle vendite, la crescita è stata del 3,1%, meno del 4,5% atteso e in frenata sul 5,5% di gennaio-febbraio: si tratta del 14/mo mese di fila in rialzo, ma al passo più lento da luglio 2023.
La disoccupazione urbana, inoltre, è calata al 5,2% dal 5,3% di febbraio, in linea con le previsioni. Considerando il periodo gennaio-marzo, il dato si è attestato al 5,2% (-0,3% su base annua).
Inoltre, gli investimenti in asset fissi sono saliti del 4,5% nel primo trimestre a fronte di attese a +4,3%, al passo più grande da aprile 2023. Bene il trend del settore secondario (+13,4% da +11,9% di gennaio-febbraio), mentre la parte immobiliare ha accusato un'ulteriore contrazione del 9,5% (da -9,4%).

Infine, il tasso di utilizzo della capacità industriale ha accusato un calo nel primo trimestre al 73,6% dal 74,3% dello stesso periodo 2023, il più basso dai primi tre mesi del 2020.

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