MILANO – L’attacco di Israele all’Iran semina preoccupazione sui mercati. I listini asiatici hanno accusato tutti il colpo con Tokyo che ha lasciato sul terreno il 2,66%. Tensione anche in Europa, con i listini che si muovono in forte ribasso all’avvio. Poi, durante la seduta, un po’ di preoccupazione si allenta con le notizie che vedono Tehran alle prese con una “indagine sull’accaduto” ma senza pianificare una reazione immediata.
L’offensiva militare ha inevitabili ripercussioni anche sull’energia. Il petrolio schizza nella notte di oltre tre punti percentuali, mantenendosi comunque sotto i 90 dollari. Anche in questo caso, il barile ha poi moderato i rialzi. Maxi balzo anche per il gas, che sale oltre i 33 euro a megawattora. Qui, il timore degli analisti è legato alla possibile chiusura da parte dell’Iran dello stretto di Hormuz, da cui passa il 20% del traffico commerciale di Gnl.
L’attacco ha dirette ripercussioni anche su Israele, con Standard & Poor’s che ha tagliato il rating del Paese ad A+, con outlook negativo. Proprio S&P stasera aggiornerà il giudizio sul nostro Paese, confermato a ottobre a BBB, due gradini sopra il livello junk, con outlook stabile.
Milano chiude in lieve rialzo, Ftse Mib +0,12% con Terna a +2,2%
La Borsa di Milano chiude la seduta del venerdì in lieve rialzo, con il Ftse Mib che guadagna lo 0,12% a 33.922,16 punti a ridosso del massimo intraday di 33.935,51 punti, mentre il minimo ha raggiunto i 33.460,81 punti. La migliore è stata Terna, che ha chiuso in rialzo del 2,2%, nel giorno in cui si chiude il roadshow con gli investitori dell'ad Di Foggia negli Usa. Seguono Diasorin (+1,79%), Enel (+1,41%), Fineco (+1,4%), A2A (+1,38%), Unipol (+1,35%) e Tim (+1,28%). In flessione Stmicroelectronics (-2,29%), Saipem (-2,1%), Iveco (-1,51%), Leonardo (-1,32%) e Ferrari (-1,12%).
Borse europee: miste in chiusura
Dopo un'apertura in decisa perdita, lemBorse europee chiudono miste: Francoforte, che nel corso della seduta è arrivata a 17.626 punti, resta il listino peggiore terminando a -0,63% ma ha recuperato a 17.738,85. Parigi chiude sulla parità (-0,01%) mentre Londra e Milano vanno in positivo rispettivamente a +0,23% e +0,12%%. Madrid infine cede lo 0,30%.
Ad influenzare gli investitori le tensioni in Medio Oriente ma anche l'impegno del G7 ad evitare un'escalation tra Israele e Iran. Hanno in particolare tranquillizzato i mercati le dichiarazioni di Teheran di non pianificare una reazione immediata all'attacco di Tel Aviv.
L’euro chiude in rialzo sul dollaro
L'euro chiude in rialzo (+0,22%) nel cambio con il dollaro a 1,0666. La divisa comune termina in crescita anche sullo yen (+0,14%) a 164,80 e sulla sterlina (+0,41%) a 0,8592. Cambio dollaro yen stabile a 154,52.
Wall Street mista in apertura, giù Netflix
Apertura mista per Wall Street mentre si allontana il taglio dei tassi da parte della Fed e scema il nervosismo per l'escalation del conflitto in Medio Oriente. Il Dow Jones sale dello 0,16%, il Nasdaq cede lo 0,56%, lo S&P 500 perde lo 0,10%. Netflix crolla dell'8,2% dopo la trimestrale pesando sul Nasdaq.
Migliorano le Borse europee
Le Borse Ue migliorano, con Milano e Parigi che hanno azzerato le perdite. Francoforte e Amsterdam cedono mezzo punto percentuale, Madrid lo 0,45%. Anche se la tensione in medio oriente è alle stelle, dopo l'attacco all'Iran da parte di Israele avvenuto all'alba, gli investitori scommettono che la mossa non provocherà un'ulteriore escalation. Così anche Wall Street si appresta ad aprire in limitato calo. A piazza affari i titoli sono volatili: Tim, in mattinata arrivata a cedere oltre l'1%, sale dello 0,6%. Anche le banche cercano di rialzare la testa, con Intesa Sanpaolo che guadagna lo 0,22%. Rimangono deboli le azioni oil, con Saipem giù del 2,5%. Intanto il petrolio Wti cede lo 0,3%, attestandosi a 82,47 dollari al barile.
Milano si muove sulla parità a metà seduta
La Borsa di Milano migliora più di altri listini ed azzera la flessione. Il Medio Oriente fa meno paura, con l'Iran che ha ridimensionato l'attacco da parte di Israele e anche lo spread tra Btp e Bund resta nell'area dei 142 punti con il rendimento del decennale italiano stabile al 3,9%. Piazza Affari segna un marginale -0,04% a 33.865 punti con i finanziari in recupero e l'evidenza delle utility. In testa Terna (+1,84%) ed Enel (+1,1%). Tra i titoli sotto la lente Tim guadagna l'1,5% in attesa dell'assemblea la prossima settimana. Salgono poi Diasorin (+1,4%) e Inwit (+0,96%). Sempre in frenata Saipem (-2,5%), seguita da StM (-1,3%) e Tenaris (-1,2%). Quanto agli altri mercati, Parigi cede lo 0,17%, Francoforte lo 0,63% e Londra lo 0,53%.
Bper elegge il cda. A Unipol 7 posti, ma vincono i fondi
L'assemblea di Bper ha eletto il nuovo cda che resterà in carica il prossimo triennio. Il cda, si legge in una nota, sarà composto da 15 componenti di cui 7 tratti dalla lista di Unipol, 5 da quella della Fondazione di Sardegna e 3 da quella dei fondi. La nota non dà indicazioni sui voti che sono stati raccolti dalle tre liste ma il fatto che la prima eletta sia Silvia Elisabetta Candini, candidata dal Comitato dei gestori, lascia immaginare che la rosa dei fondi sia quella che abbia raccolto, al pari di tre anni fa, più voti, battendo sia Unipol, primo socio col 19,9% del capitale, che l'ente sardo, secondo azionista con il 10,2%.
Panetta: “Prospettive di crescita restano modeste”
"L'economia globale ha dimostrato una notevole resilienza di fronte a numerose sfide. Grazie ai progressi compiuti nella lotta all'inflazione, i rischi sono più equilibrati e un atterraggio morbido è ora più probabile. Tuttavia, le prospettive di crescita nel medio termine restano modeste". Lo ha affermato il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, intervenendo a Washington al 109 incontro del Development Committee di Banca Mondiale e Fmi.
I mercati riducono le perdite, il caro materie prime agita la Fed
Si stemperano le tensioni sui mercati europei dopo una prima fase di shock dovuta ai timori per un'eventuale escalation della crisi in medio oriente dopo l'attacco di Israele all'Iran. Nel corso della mattinata, infatti, i listini del Vecchio continente hanno man mano ridotto le perdite, soprattutto quando è emerso che teheran, ora alle prese con una "indagine" su quanto accaduto, non starebbe pianificando una reazione immediata. Secondo la Cnn, gli attacchi diretti potrebbero essere finiti. L'indice Euro Stoxx 600 ha toccato in un primo momento i minimi da un mese per poi recuperare terreno, ma senza particolare convinzione. Verso metà seduta Piazza Affari, che era arrivata a perdere oltre 1%, lima le perdite allo 0,2%. Trend simile a Parigi (-0,3%), Londra (-0,5%), Madrid (-0,4%) e Francoforte (-0,7%). Negativi i future di Wall Street, con Netflix che cede il 7% nel pre mercato nonostante i conti sopra le attese. Restano in ogni caso le incertezze per un conflitto che potrebbe destabilizzare l'intera regione (come testimonia la "fiammata" del petrolio a +4% poi spentasi col passare delle ore). Sullo sfondo resta la partita dei tassi con Fed e Bce, visto che i rialzi delle materie prime, greggio in testa, rischiano di mettere in discussione la frenata dell'inflazione su cui si basano le ipotesi per un primo taglio al costo del denaro.
Borse europee in calo in avvio
Apertura in calo per Piazza Affari. Nei primi scambi il Ftse mib segna -0,84%. Male anche le altre borse europee. Il Dax a Francoforte cede lo 0,96%, Il Cac40 a Parigi perde lo 0,65% e a Londra il Ftse 100 arretra dello 0,37%.
Lo spread apre in lieve rialzo
Lo spread tra Btp e Bund apre in lieve rialzo a 143 punti, rispetto ai 142 della vigilia. Il rendimento del decennale italiano scende di 5 punti base al 3,86 per cento.
Cina, prime misure antidumping su dazi Usa
Pechino ha annunciato un'azione antidumping contro l'import di acido propionico, usato come additivo conservante, proveniente dagli Usa dopo che "un'indagine ha scoperto che il dumping americano ha causato danni all'industria cinese". A partire da sabato, "gli importatori saranno tenuti a effettuare depositi in contanti per le relative esportazioni statunitensi alle dogane cinesi", ha riferito una nota del ministero del Commercio in merito alla prima ritorsione dopo le ultime misure adottate da Washington sulle aziende cinesi e sul proposito del presidente Joe BIden di triplicare i dazi su acciaio e alluminio made in China