MILANO – Ripartenza mista per i mercati. Dopo una partenza positiva l’Europa frena con Wall Street, malgrado i timori di una recessione Usa siano stati attenuati dagli ultimi dati arrivati la scorsa settimana dall’economia americana. Un’indicazione chiave in questo senso arriverà mercoledì, con la diffusione dell’aggiornamento sull’inflazione Usa a luglio. L’andamento dei prezzi è infatti determinante nell’orientare le scelte sui che la Fed adotterà a settembre, anche se buona parte degli osservatori è ormai concorde nel ritenere che al prossimo appuntamento la banca centrale taglierà i tassi di 25 punti. "Il cielo non è ancora del tutto chiaro, ma ci sono diversi motivi che ci suggeriscono che ci aspettano mari relativamente più calmi", hanno dichiarato in una nota gli analisti di Nomura citati da Bloomberg a proposito dell'attenuazione dei timori di una recessione negli Stati Uniti secondo cui la riduzione delle probabilità di una di una recessione statunitense e le minori probabilità di una Banca del Giappone più in modalità sono fattori che generano ottimismo.
L’Europa apre la settimana con poca spinta: Londra 0,5% Milano +0,4%. Negativa solo Parigi
Chiudono miste le Borse europee in una seduta ad altalena sui mercati internazionali, in attesa dei dati sull’inflazione Usa di luglio, che saranno diffusi mercoledì. Il Dax di Francoforte chiude a +0,12%, pari a 17.723,5 punti. Guadagna anche Londra, con il Ftse 100 che registra +0,50%, a 8.208,71 punti. Bene anche Milano, che segna +0,43%, con 31.918 punti. Chiude in negativo, invece, il Cac di Parigi, che lascia sul terreno lo 0,26%, pari a 7.250,67 punti
Le previsioni della Fed NY: Inflazione resterà stabile al 3%
L'inflazione è vista stabile nel breve periodo ma in calo sul medio termine. È quanto emerge dal consueto sondaggio mensile della Fed di New York sull'ottimismo dei consumatori. Le stime sull'inflazione a un anno sono rimaste invariate al 3%, a giugno, mentre sono scese bruscamente al 2,3% dal 2,9% sui tre anni. Invariate al 2,8% le stime sull'inflazione a cinque anni. Il dato sarà reso noto mercoledì ed è molto atteso per anticipare la decisione sui tassi da settembre
L’Europa ripiega con Wall Street
Con Wall Street che gira innegativo e la predisposizione dei mercati alla volatilità anche in Europa gli indici passano al ribasso. Parigi allarga le perdite allo 0,4%, Francoforte scivola in calo dello 0,08%, Madrid dello 0,22 per cento. Milano riduce i guadagni allo 0,36% e Londra allo 0,39% con l'indice della regione, l'Euro Stoxx 50 che cede lo 0,12 per cento.
Sondaggio Bloomberg, da Bce attese sei riduzioni entro fine 2025
La Banca centrale europea va verso un taglio dei tassi in ciascun trimestre da qui a fine 2025, con sei riduzioni del costo del denaro che porterebbero il tasso sui depositi, nuovo benchmark di riferimento, al 2,25% a dicembre del prossimo anno.
E' quanto emerge da un sondaggio fatto dalla Bloomberg fra i previsori, che anticipano un allentamento più veloce delle condizioni monetarie rispetto alla rilevazione precedente, che dava il raggiungimento del 2,25% solo nel secondo trimestre 2026.
A dettare la maggiore urgenza sarebbe il peggioramento delle prospettive economiche. In particolare per l'economia tedesca la gran parte degli economisti ora anticipa un'espansione di appena lo 0,1% quest'anno
Wall Street parte positiva poi inverte la rotta
Si preannuncia una seduta volatile per la Borsa di New York in attesa dei dati sull'inflazione previsti per mercoledì e che forniranno indicazioni sui prossimi passi della Fed in tema di tassi. Dopo aver aperto in territorio positivo, i tre indici di Wall Street procedono ora in rosso. Il Dj cede lo 0,31%, lo S&P 500 cede lo 0,29% mentre il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,17%.
L’Opec rivede al ribasso la domanda mondiale
L'Opec ha rivisto leggermente al ribasso le sue previsioni di crescita annuale della domanda mondiale di petrolio nel 2024 e nel 2025, stimandole rispettivamente al 2,07 e all'1,71%, soprattutto a causa del rallentamento del consumo di "oro nero" in Cina. Quest'anno il pianeta consumerà in media 104,32 milioni di barili al giorno (mbd) di greggio, 2,1 mbd in più rispetto al 2023 e 135.000 mbd in meno rispetto a quanto previsto un mese fa dall'Organizzazione. Viene inoltre ridotta di 200 mila barili al giorno la precedente stima del consumo di petrolio nel 2025, portandola a 106,11 mbd. Queste stime si basano su una crescita dell'economia mondiale del 2,9% sia quest'anno che il prossimo. Le revisioni al ribasso del consumo di petrolio riflettono "l'ammorbidimento delle aspettative di crescita della domanda di petrolio della Cina nel 2024", nonchè gli aggiustamenti per i nuovi dati di mercato nei primi sei mesi. Nonostante le revisioni al ribasso, l'Organizzazione di Vienna sottolinea che le dinamiche di mercato sono "sane", soprattutto quest'anno, quando la crescita della domanda è "ben al di sopra della media di 1,4 mbd registrata prima della pandemia di Covid 19". Ma influiscono sul trend anche "le incertezze legate alle prospettive economiche della Cina e alla politica monetaria della Fed".
Europa sempre positiva
Le Borse europee proseguono in rialzo e Milano accelera già prima di metà seduta con l'indice Ftse Mib in progresso dello 0,66% a 31.990 punti e con lo spread tra Btp-Bund decennali sostanzialmente stabile a 144 punti base. Intorno alle 13.30
Francoforte guadagna lo 0,36%, Londra segna +0,54% mentre Parigi viaggia sulla parità +0,02%. A Piazza Affari bene il comparto bancario con Banca Mediolanum +1,88% e Mps +1,77%. Il rialzo dell'oil si fa sentire sui principali titoli del settore, tra i rialzi spicca Saipem +1,52%. Tra i titoli in rosso, invece, Brunello Cucinelli lascia sul terreno lo 0,84%.
L’Europa procede in rialzo
Borse europee positive in un'avvio di settimana piuttosto fiacco per gli scambi a causa della chiusura di Tokyo per la festa nazionale della montagna in Giappone. La migliore è Milano (+0,5%), seguita da Londra (+0,4%), Francoforte (+0,27%), Madrid (+0,12%) e Parigi (+0,05%). Positivi i future Usa. In assenza di dati macro rilevanti, gli investitori attendono il Pil dell'Eurozona e l'inflazione Usa, previsti entrambi per mercoledì prossimo. Si conferma il rialzo del greggio (Wti +0,82% a 77,47 dollari al barile) e dell'oro (+0,42% a 2.440 dollari l'oncia), mentre inverte la rotta il gas naturale (+2,23% a 41,29 euro al MWh) sulla piazza di Amsterdam. Stabile a 141 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 0,8 punti al 3,64% e quello tedesco di 1,2 punti al 2,23%. Stabile il dollaro a 0,91 euro e 0,78 sterline.
Sugli scudi Bt (+6,32%) a Londra, dopo l'annuncio del passaggio di mano del 24,5% tra Altice Uk e l'indiana Bharti Global. Poco mosso il resto del settore, con Deutsche Telekom in rialzo dello 0,33% e Tim dello 0,41%. Acquisti moderati sui petroliferi Bp (+0,73%), TotalEnergies (+0,52%), Shell (+0,5%) ed eni (+0,48%), mentre appare brillante Saipem (+1,77%), maglia rosa in Piazza Affari.
In campo bancario spiccano Mediolanum (+1,4%), Mps (+1,2%)e Commerzbank (+1,15%). Seguono Caixabank (+0,9%), Standard Chartered (+0,87%), Intesa (+0,61%), Bps (+0,32%), Unicredit (+0,35%) e Banco Bpm (+0,1%).
Bene i produttori di semiconduttori Be (+2,14%), Stm (+0,77%) e Asm (+0,7%), mentre si muovono in ordine sparso gli automobilistici Stellantis (-0,26%), Bmw (-0,3%), Renault (+0,05%) e Volvo (+0,15%). Invariate Ferrari e Porsche.
Le Borse europee partono positive
Avvio di giornata in positivo per le Borse europee. Il Cac di Parigi avanza dello 0,44% a 7.301,62 punti, il Dax di Francoforte guadagna lo 0,60% a 17.807,05 punti e il Ftse 100 di Londra sale dello 0,59% a 8.216,25 punti. Bene anche l'Ibex di Madrid che segna +0,60% a 10.702 punti.
Asia debole, Tokyo chiusa per festività
Le borse asiatiche procedono deboli in attesa dei dati sull'inflazione Usa di luglio. L'indice della Borsa di Shanghai perde lo 0,29%, l'HangSeng di Hong Kong arretra dello 0,05% mentre Tokyo è chiusa per festività.
Il gas apre in calo
Apre in calo sotto quota 40 euro il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di settembre cedono l'1,33% a 39,86 euro al MWh.
Germania, i prezzi all’ingrosso crescono oltre le attese
I prezzi all'ingrosso in Germania sono aumentati a livello congiunturale dello 0,3% a luglio dal -0,3% di giugno 2024. Le attese erano di un aumento dello 0,2%. Rispetto al luglio 2023, c'è stato un calo dello 0,1% dal -0,6% di giugno.