MILANO - Primo incontro, benché virtuale, tra Bettina Orlopp e Andrea Orcel, la numero uno di Commerzbank, e l’ad del suo primo azionista Unicredit con un virtuale 21%. Un colloquio piuttosto collaborativo, da cui sarebbe emersa l’impostazione di collaborare con pragmatismo per aumentare la redditività della banca tedesca da 15 anni sotto la tenda degli aiuti di Stato.
E a Berlino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si schiera con nettezza sul dossier: “È assolutamente indispensabile creare campioni europei” nel credito. Parole inattese e non formali, che non fanno leva su posizioni e temi campanilistici ma sull’esigenza strategica di avvicinare i rivali di Cina e Usa, che capitalizzano da tre a nove le prime banche europee. “Intervenendo a Cernobbio avevo sottolineato l’esigenza che emergano campioni europei, che reggano il confronto con grandi soggetti di altre parti del mondo”, ha detto Mattarella alla stampa dopo l’incontro col presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. A una domanda sull’incompiuta Unione bancaria ha risposto: “I settori più avanzati sono decisivi per il futuro, ma i soggetti europei sono in grandissima minoranza, per cui è indispensabile creare l’Unione bancaria e i campioni europei, un percorso suggerito anche dal rapporto Draghi. Un’unione collaborativa e non competitiva è assolutamente indispensabile”.
Le parole di Mattarella fanno eco a quelle, critiche, dei politici tedeschi, a partire dal cancelliere Olaf Scholz, che aveva definito “ostile” la mossa di Unicredit, che in estate comprò in Borsa il 4,5% di Commerz, poi all’asta del 10 settembre – invitata dell’advisor del ministero delle finanze Jp Morgan - rilevò un altro 4,5%, per poi siglare derivati swap che le danno diritto a salire al 21,2% quando la Bce avrà dato il nulla osta. Un portavoce di Scholz ieri ha detto che la telefonata di giovedì con Giorgia Meloni non verteva sul dossier, perché la politica italiana “non ha alcuna influenza” su Unicredit: le accuse di ostilità riguardano “la banca, non lo Stato italiano”.
Anche l’attenzione della politica italiana sta crescendo. Il ministro del Made in Italy Adolfo Urso dopo il consiglio dei ministri ha detto: “L’interesse di Unicredit è fuori dal contesto della riunione, però credo risponda a ciò che insieme vogliamo in Europa: costruire un sistema bancario maggiormente integrato”.
Intanto si è aperto il dialogo per cercare condizioni ‘amichevoli’ affinché Unicredit prenda il controllo di Commerz. Il confronto Orlopp-Orcel ieri aveva la forma di investor meeting: non tavolo negoziale tra gruppi, ma riunione conoscitiva tra la direttrice finanziaria che lunedì sarà nominata ad e il banchiere romano nella veste di suo (primo) investitore. Orlopp giorni fa aveva rivendicato “autonomia” per Commerz, ma mercoledì ha aggiunto che il suo scopo è “creare valore, non distruggerlo, e non faremo cose stupide per proteggerci da Unicredit”. I due temi più delicati restano gli esuberi e la forma societaria del polo in Germania (dove Unicredit opera con Hvb). In Borsa Unicredit ha chiuso a +0,71%, idem Commerz che vale ormai 19,36 miliardi.