Chiara Ferragni, Calabi nuovo ad di Fenice. Il socio di minoranza: “Business crollato dopo il pandoro-gate, società paralizzata”
di Flavio BiniMILANO – Obiettivo: rinascere delle proprie ceneri. Chissà che l’evocazione mitologica non aiuti Chiara Ferragni e la sua Fenice, la società che gestisce il suo brand di moda, chiamata a rianimarsi dopo il terremoto del pandoro-gate. Il primo passo è stato definito oggi con il riordino della governance della società e la nomina – come anticipato già nei giorni scorsi – di Claudio Calabi ad amministratore unico. A lasciare il posto, rispettivamente nel ruolo di ad e di presidente, la stessa Chiara Ferragni socia al 32,5% con la sua holding Sisterhood e Paolo Barletta, socio al 40% con Alchimia.
Morgese: “Business crollato con il pandoro-gate, società paralizzata”
C’è come detto da rimettere in sesto un business colpito dal danno reputazionale legato all’inchiesta legata alla sponsorizzazione con Balocco. Quanto abbia inciso, numeri alla mano, il pandoro-gate però non è ancora noto, visto che la società e con lei la holding Sisterhood –benché in ampio ritardo – non ha ancora presentat…
MILANO – Obiettivo: rinascere delle proprie ceneri. Chissà che l’evocazione mitologica non aiuti Chiara Ferragni e la sua Fenice, la società che gestisce il suo brand di moda, chiamata a rianimarsi dopo il terremoto del pandoro-gate. Il primo passo è stato definito oggi con il riordino della governance della società e la nomina – come anticipato già nei giorni scorsi – di Claudio Calabi ad amministratore unico. A lasciare il posto, rispettivamente nel ruolo di ad e di presidente, la stessa Chiara Ferragni socia al 32,5% con la sua holding Sisterhood e Paolo Barletta, socio al 40% con Alchimia.
Morgese: “Business crollato con il pandoro-gate, società paralizzata”
C’è come detto da rimettere in sesto un business colpito dal danno reputazionale legato all’inchiesta legata alla sponsorizzazione con Balocco. Quanto abbia inciso, numeri alla mano, il pandoro-gate però non è ancora noto, visto che la società e con lei la holding Sisterhood –benché in ampio ritardo – non ha ancora presentato il bilancio 2023, su cui lo scandalo non dovrebbe avere pesato eccessivamente essendo la prima istruttoria Antitrust annunciata a metà dicembre, e ancora meno si può sapere sui conti 2024.
Un indizio che le condizioni delle aziende non sono rosee l’ha fornito però il socio di minoranza al 27,5% di Fenice, Pasquale Morgese, interpellata da Radiocor: “Io ho investito 12 anni della mia vita in questa società che da quasi un anno, da quando è scoppiato il 'pandoro-gate', è bloccata. Il business nel 2024 è crollato drammaticamente, ma in questi mesi nessuno ha mosso un dito. Ora serve un piano industriale e trovare nuove risorse, anche all'esterno”, ha detto. Morgese ha quindi espresso fiducia nel lavoro di Calabi: “Ha un compito impegnativo, però nella sua carriera ha avuto problematiche ben maggiori da risolvere e ci è sempre riuscito benissimo. Spero faccia lo stesso lavoro anche su Fenice”.
Già nei mesi scorsi Fenice era stata al centro di alcune turbolenze. Alchimia, la società guidata da Paolo Barletta, aveva raggiunto un accordo nel 2023 per la cessione di un 23% delle quote ad Avm gestione. La cessione, come anticipato da Repubblica, era prima stata rinviata, e poi era saltata definitivamente in aprile, dopo l’esplosione del caso Balocco.