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L’omicidio Thompson agita i manager in tutto il mondo: aumentano i costi per la sicurezza personale

Il luogo dell'omicidio di Brian Thompson a New York 

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Un’inchiesta del Financial Times svela la paura che coinvolge i vertici di importanti società dopo l’uccisione dell’ad di United Healthcare a New York: “È stato come un brusco risveglio”
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LONDRA – “Potrebbe succede anche a noi?” È la domanda che circola fra i dirigenti delle grandi corporation, all’indomani dello scioccante omicidio a Manhattan di Brian Thompson, amministratore delegato della United Healthcare, colosso delle assicurazioni mediche, una società con 140 mila dipendenti e 280 miliardi di dollari di fatturato, la quarta più grande azienda americana quotata in Borsa.

Un’inchiesta del Financial Times rivela che l’assassinio del manager, forse per una vendetta privata legata a mancati rimborsi di cure da parte della sua compagnia, secondo una delle ipotesi della polizia, ha sparso la paura fra gli amministratori delegati in America e in Europa, spingendo molte aziende a riesaminare le misure di si…

LONDRA – “Potrebbe succede anche a noi?” È la domanda che circola fra i dirigenti delle grandi corporation, all’indomani dello scioccante omicidio a Manhattan di Brian Thompson, amministratore delegato della United Healthcare, colosso delle assicurazioni mediche, una società con 140 mila dipendenti e 280 miliardi di dollari di fatturato, la quarta più grande azienda americana quotata in Borsa.

Un’inchiesta del Financial Times rivela che l’assassinio del manager, forse per una vendetta privata legata a mancati rimborsi di cure da parte della sua compagnia, secondo una delle ipotesi della polizia, ha sparso la paura fra gli amministratori delegati in America e in Europa, spingendo molte aziende a riesaminare le misure di sicurezza. “Ci sono cose che dovremmo fare e non stiamo facendo?”, dice al quotidiano della City Dave Komendat, un ex-dirigente della Boeing, fondatore di un’agenzia che si occupa di sicurezza. “Questo è l’interrogativo che oggi si pongono numerose società, preoccupate che quanto è accaduto a New York possa replicarsi altrove”.

La morte di un executive, ucciso mentre entrava in albergo per un’assemblea degli azionisti, da un killer armato di una pistola con il silenziatore, “è stata come un brusco risveglio per un sacco di gente nel settore della sicurezza”, conferma al quotidiano finanziario britannico Brian Stephens, ex-capo della sicurezza alla Bank of America e ora anche lui alla guida di una società di consulenze in questo campo. E Glen Klucera, direttore di un’altra compagnia specializzata in sicurezza aziendale, dice di avere ricevuto nelle ultime 24 ore centinaia di telefonate da clienti e potenziali clienti, intimoriti dal fatto di sangue sulla 54esima strada di Manhattan. Non pochi amministratori, afferma quest’ultimo, “girano per New York senza scorta”: un’abitudine che potrebbe cambiare dopo quanto accaduto questa settimana.

Non è noto quanto la United Healthcare spenda per proteggere i propri dirigenti: Thompson non aveva guardie del corpo, ma il presidente della società, Andrew Witty, ne ha talvolta una o due, e si sposta su un aereo privato quando viaggia per affari. Più un’azienda è visibile mediaticamente, più alto è il livello di sicurezza per i suoi top manager, scrive il Ft. Lo scorso anno Meta, la società proprietaria di Facebook, Instagram e altri social network, ha speso 9 milioni di dollari per la sicurezza personale del suo ad Mark Zuckerberg e altri 14 milioni per costi in relazione alla sicurezza della sua famiglia, ammettendo di avere ricevuto “minacce specifiche”.

I giganti dell’industria farmaceutica Pfizer e Moderna, afferma il medesimo giornale, hanno aumentato il budget per la sicurezza dopo la pandemia, come conseguenza delle polemiche sull’uso e sulla diffusione dei vaccini contro il Covid, spendendo ciascuna intorno a un milione di dollari per proteggere il proprio amministratore delegato. Un altro fattore di allarme per i dirigenti di grandi aziende è la guerra di Gaza: compagnie legate a Israele o all’industria militare, sentendosi nel mirino delle proteste per il gran numero di vittime civili palestinesi, hanno accresciuto le misure di sicurezza per i loro manager, sia negli Usa che nel Regno Unito. Mantenendo l’anonimato, un manager racconta di aver cambiato casa e tenuto un basso profilo pubblico per timore di aggressioni contro di sé e i propri familiari.

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