Stellantis-sindacati, nuovo clima con Imparato: “Nessun licenziamento. Ora una voce sola nell’Ue”
di Diego LonghinTORINO – “Il clima è cambiato, l’Italia è centrale, non chiuderemo nessun stabilimento e non licenzieremo nessuno, nonostante una crisi di settore che coinvolge tutti, compresa Stellantis, ed è tosta”. Il capo Europa di Stellantis, Jean-Philippe Imparato, prova a rassicurare i sindacati metalmeccanici sul nuovo corso a pochi giorni dal tavolo al ministero delle Imprese. Per la prima volta stima quanto costerebbero le multe che dal 2025 scatteranno sui nuovi limiti di anidride carbonica imposti dalla Ue. Il totale è di 2,7 miliardi di euro.
“Il calcolo è presto fatto – dice Imparato – fatto cento le auto vendute di tutti i tipi, oggi ne vendo 12 elettriche, ovvero il 12%, ne dovrei vendere 21. Nove punti di differenza. E sono 300 milioni a punto. Non ci pensiamo neppure a pagarle”. Per cui…
TORINO – “Il clima è cambiato, l’Italia è centrale, non chiuderemo nessun stabilimento e non licenzieremo nessuno, nonostante una crisi di settore che coinvolge tutti, compresa Stellantis, ed è tosta”. Il capo Europa di Stellantis, Jean-Philippe Imparato, prova a rassicurare i sindacati metalmeccanici sul nuovo corso a pochi giorni dal tavolo al ministero delle Imprese. Per la prima volta stima quanto costerebbero le multe che dal 2025 scatteranno sui nuovi limiti di anidride carbonica imposti dalla Ue. Il totale è di 2,7 miliardi di euro.
“Il calcolo è presto fatto – dice Imparato – fatto cento le auto vendute di tutti i tipi, oggi ne vendo 12 elettriche, ovvero il 12%, ne dovrei vendere 21. Nove punti di differenza. E sono 300 milioni a punto. Non ci pensiamo neppure a pagarle”. Per cui ora la produzione è tarata in modo che le sanzioni non abbiano affetto.
Da qui dipende anche la scelta di ritornare nell’Acea. “La nostra intenzione è di giocare uniti con loro, quindi, una volta che saremo dentro, ci allineeremo alle loro posizioni e ne sposeremo le decisioni a livello globale", dice il capo Europa. E aggiunge: "Questo non vuol dire che saremo d’accordo su tutto, perché siamo anche Stellantis, ma saremo allineati con la loro posizione. Di questi tempi è meglio essere uniti, parlare con una sola voce con le autorità europee e con i governi".
Imparato sta studiando il nuovo piano, le novità che porterà nella valigetta da Torino a Roma la prossima settimana. Novità che dovrebbero convincere e rappresentanti dei lavoratori che per ora rimangono critici. Non basta l’addio dell’ex ad Carlos Tavares e “il cambio della narrazione, abbiamo bisogno di fatti concreti”, dice Ferdinando Uliano della Fim-Cisl. Più negativi Fiom e Uilm con Michele De Palma e Rocco Palombella che considerano il “confronto negativo, per noi è stata una falsa partenza, anche perché Imparato ci ha detto che i livelli produttivi del 2025 rimarranno quelli del 2024, intorno ai 500 mila veicoli”, mentre Roberto Di Maulo del Fismic dice che “il cambiamento dei rapporti ci permette di affrontare le sfide con maggiore fiducia. Ora il governo potrà rimettere i soldi che ha tolto dal fondo automotive, ritornando a 4,6 miliardi fino al 2030, non a un miliardo all’anno”.
Imparato, invece, è convinto che la situazione si possa gestire, che la crisi si possa superare e che Stellantis possa poi crescere. “A novembre del 2025 partiremo a bomba sulla 500 ibrida e torneremo ai livelli produttivi giusti per Mirafiori. Abbiamo anche una visione che va oltre. Con la nuova generazione di 500 elettrica fino al 2032, 2033”.
La nuova piattaforma per le citycar arriverà a Mirafiori? Imparato glissa. È uno dei temi anche del confronto del 17 dicembre e forse a Roma arriverà qualche dettaglio in più, anche se più probabilmente le scelte saranno fatte in seguito e potrebbero riguardare Pomigliano D’Arco.
“So bene che interessano i volumi, ma di questo ne parleremo poi”, dice il capo dell’Europa. Imparato condivide con i sindacati la necessità “di un cambio generazionale”. È netto: “A Mirafiori, come nelle altre fabbriche, non ci sarà un’estinzione generale. Se ci sarà uno sviluppo porteremo nuove persone insieme ai nuovi prodotti nelle fabbriche”. Imparato conferma che il 2025 sarà “tosto”, ma vede una prospettiva che è in linea con un milione di veicoli prodotti nel 2030, in linea con quello che dice il ministro delle Imprese, Adolfo Urso. “Prima del 2030 saliremo, faremo dei salti e da 500 a 900 mila”.