MILANO – Milano termina la seduta in calo, con il Ftse Mib che cede l'1,22% a quota 34.315. I mercati sono in attesa della decisione sui tassi di interesse che la Federal Reserve comunicherà domani, mentre i deboli dati economici statunitensi hanno ridotto la propensione al rischio degli investitori. Gli analisti si attendono un taglio di 25 punti ma ascolteranno con attenzione le parole del presidente Jerome Powell per capire quali potranno essere le intenzioni dell’istituto centrale nel 2025. In rosso anche le altre Borse europee, a eccezione di Parigi con il premier Francois Bayrou che ha promesso un governo "nei prossimi giorni". Francoforte cede lo 0,17%, Londra lo 0,82%, Parigi è poco sopra la parità (+0,12%). Dall’altra parte dell’oceano, Wall Street prosegue la seduta in flessione.
Sul listino milanese tira il fiato Tim (-0,36%) dopo i recenti rialzi sulle ipotesi che il fondo britannico Cvc stia valutando l'acquisto della quota del 24% detenuta da Vivendi. La Corte di Appello, intanto, ha dato a Tim e al governo tempo fino al 20 gennaio per negoziare un accordo che ponga fine alla vertenza relativa al miliardo di euro che il gruppo telefonico reclama dall'esecutivo. Nel comparto bancario, Banco Bpm chiude a +0,20% nel giorno del cda mentre Unicredit cede l'1,75% e Intesa l'1,95%. Mediobanca limita i danni (-0,10%) dopo che Msci ha alzato il rating Esg a livello AAA. In positivo Stellantis (+0,22%) nel giorno del tavolo al Mimit. In calo gli energetici con Eni -2,41% ed Enel -0,91%.
Banco Bpm chiede a Consob di tutelare mercato e Opa Anima
Banco Bpm ha deliberato di chiedere alla Consob "l'adozione di provvedimenti a tutela di tutti gli stakeholder della banca e del mercato nonché dell'offerta pubblica promossa sulle azioni di Anima" in relazione all'Ops di Unicredit. Lo si legge in una nota del Banco al termine del Cda.
Milano chiude in calo (-1,22%) come il resto d’Europa, tranne Parigi
Le banche e i titoli oil trascinano le borse europee in rosso alla vigilia della decisione sui tassi della Federal Reserve. Il Ftse Mib di Milano, dopo aver ampliato le perdite a metà giornata, chiude da maglia nera del Vecchio Continente, lasciando sul terreno l'1,22%, mentre le altre piazze riescono a limitare i cali. Francoforte scivola dello 0,17% e Londra dello 0,82%, mentre Parigi resiste e spunta un progresso dello 0,12%. A Piazza Affari sono pesanti i titoli finanziari, con Unipol (-2,15%) e la partecipata Bper (-2,73%) tra i peggiori. Tim (-0,36%) ritraccia dopo la corsa della vigilia, mentre i timori sulla domanda di greggio in Cina trascinano ancora in ribasso il prezzo della materia prima (Wti -2,3% a 69,2 dollari e Brent -1,6% a 72,7) e i titoli del comparto. Tra questi, maglia nera per Eni (che dopo un tonfo iniziale superiore al 5%, ha terminato a -2,41%) e Saipem (-2,12%).
Spread Btp/Bund chiude a quota 115,5 punti
Lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi chiude a quota 115,5 punti, contro i 116 dell'apertura e i 114,8 della chiusura di ieri. Il rendimento si attesta al 3,385%.
Euro stabile sul dollaro a 1,05 alla vigilia della Fed
Il dollaro si mantiene stabile in vista dell'atteso taglio dei tassi d'interesse negli Stati Uniti, con gli operatori sempre più convinti che la Federal Reserve allenterà gradualmente la politica monetaria il prossimo anno. I futures sui tassi di interesse suggeriscono una probabilità del 94% di una riduzione di 25 punti base, nonostante l'attività del settore dei servizi sia balzata ai massimi di tre anni. Gli investitori guardano anche alle decisioni della Bank of Japan e della Bank of England. La moneta unica passa di mano a 1,0501 dollari (-0,11%) e a 161,23 yen (-0,44%). Dollaro in ribasso sullo yen a 153,62 (-0,3%). La sterlina guadagna lo 0,3% sull'euro a 1,21 e lo 0,21% a 1,27 sul dollaro.
Diego Della Valle esce da Piaggio, deteneva il 5,498% del capitale
Diego Della Valle non è più un azionista di Piaggio. È quanto emerge da un aggiornamento della Consob sulle partecipazioni azionarie. Alla data del 12 dicembre infatti l'imprenditore marchigiano non risulta più in possesso di alcuna azione del gruppo di Pontedera mentre ancora il 3 dicembre dello scorso anno aveva comunicato di detenere il 5,498% del gruppo.
Unicredit: prosegue saliscendi di Goldman, ora al 5,58% del capitale
Prosegue il saliscendi della banca d'affari Goldman Sachs nel capitale di Unicredit, dove adesso dichiara il 5,58% come indiretta proprietà potenziale. L'operazione, come emerge dalle partecipazioni rilevanti della Consob, è datata lo scorso 9 dicembre. Nel dettaglio, lo 0,39% è classificato da Goldman come diritti di voto riferibili ad azioni, lo 0,14% come partecipazione potenziale e, infine, lo 0,35% come altre posizioni lunghe con regolamento fisico e il 4,70% con regolamento in contanti. A inizio dicembre la partecipazione era passata da oltre il 6% a poco più dell'1%.
Francia, l’istituto statistica vede una crescita lenta a inizio 2025
La crescita del pil francese non dovrebbe superare lo 0,2% nel primo e nel secondo trimestre del 2025. Sono le stime pubblicate oggi dall'istituto nazionale di statistica che per il quarto trimestre di quest'anno vede una crescita ferma allo zero. "I segnali che emergono dalle indagini sulle famiglie e sulle imprese dipingono un quadro cupo", ha detto in conferenza stampa il capo del dipartimento economico dell'istituto nazionale di statistica, senza escludere risultati migliori "se la fiducia dovesse ritornare rapidamente".
Prosieben tratta con Moltiply per la vendita di Verivox
La tedesca Prosieben, della quale Mfe-Mediaset è ampiamente prima azionista con quasi il 30% del capitale, starebbe trattando con Moltiply Group (già gruppo MutuiOnline) per la vendita del portale di confronto di prezzi Verivox. Lo afferma Bloomberg, aggiungendo che un accordo potrebbe essere raggiunto già a inizio 2025 e che la vendita potrebbe portare a un ricavo anche superiore ai 250 milioni. È l'unico nome finora emerso quale possibile acquirente per la vendita di una delle due società 'non core' di Prosieben (l'altra è il sito di vendita di profumi Flaconi) da tempo richiesta dal socio italiano affinché la media company si concentri sul core business della televisione. Il titolo Prosieben prosegue l'andamento debole in Borsa a Francoforte in calo dello 0,8% a 5,3 euro, così come Mfe in Piazza Affari conferma la solidità della giornata con il titolo B, il più rappresentativo con 10 diritti di voto, in rialzo di un punto percentuale a 4,1 euro. Moltiplay cede quasi tre punti percentuali a quota 39,1.
Stellantis: in 2021-25 investiti 40 mld considerando fornitori
“Stellantis è il gruppo industriale che ha investito di più in Italia: 10 miliardi nel 2021-2025, che salgono a 40 miliardi considerati anche gli acquisti da fornitori operanti nel Paese". Lo ha detto Jean Philippe Imparato, responsabile europeo di Stellantis, in occasione del Tavolo Stellantis in corso al Mimit. "Ogni stabilimento ha un piano di produzione di modelli che coprono i prossimi anni e arrivano al 2032", ha aggiunto Imparato.
Usa: a dicembre fiducia dei costruttori (Nahb) resta stabile
A dicembre, la fiducia dei costruttori di case statunitensi è rimasta stabile, dopo tre rialzi consecutivi. L'indice di riferimento della National home builders association (nahb) è rimasto a 46 punti, con le attese per un dato a 47. Nel novembre 2022, il dato era sceso a 31 punti, i minimi dal 2012, escludendo due mesi primaverili del 2020. Nel novembre del 2020, era stato toccato il record a 90 punti. Un dato sopra i 50 punti indica che le condizioni sono considerate buone dalla maggior parte dei costruttori; al contrario, le condizioni sono considerate difficili.
Milano prosegue debole (-1,2%) dopo l’avvio di Wall Street, tiene Tim
Mercati azionari del Vecchio continente fiacchi dopo la raffica di dati macroeconomici dagli Stati Uniti e l'avvio di Wall Street, con le Borse di Madrid (-1,3%) e Milano (-1,2%) deboli soprattutto a causa delle banche.
Londra cede lo 0,8%, Francoforte lo 0,3% e Francoforte lo 0,2%, mentre Parigi oscilla sulla parità. A Piazza Affari tra i titoli principali i peggiori sono Bper e Unipol, che scendono del 2,4%, mentre Eni, Saipem e Intesa cedono due punti percentuali. Unicredit è in calo dell'1,7%, mentre Banco Bpm scende dell'1,3% a quota 7,8 euro. Tim oscilla sulla parità dopo la corsa di ieri sul possibile interesse di Cvc per la quota in mano a Vivendi, mentre Stellantis sale di mezzo punto percentuale. Tonica Stm, in aumento dell'1,2%. L'euro fatica a tenere quota 1,05 contro il dollaro, mentre lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni resta calmo sui 116 punti base.
Wall Street apre in calo alla vigilia della decisione Fed sui tassi
Apertura in calo a Wall Street alla vigilia della decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse, attesa per domani sera. In avvio, il Dow Jones perde 214,70 punti (-0,49%), l’S&P 500 cede 28,60 punti (-0,47%), il Nasdaq è in ribasso di 82,95 punti (-0,41%).
Wsj e Bloomberg scettici sulla necessità di un taglio dei tassi della Fed
La migliore difesa di Jerome Powell contro "l'assalto politico" di Donald Trump è la credibilità della Fed: "perché metterla in pericolo ora con un altro taglio dei tassi di interesse di cui l'economia non sembra avere bisogno?". È la domanda che si pone il board editoriale del Wall Street Journal mostrandosi scettico nei confronti dell'attesa riduzione del costo del denaro da parte della Fed alla riunione che si chiuderà domani. "I progressi sull'inflazione sono in una fase di stallo e le condizioni finanziarie" non restrittive, mette in evidenza il giornale americano. "La Fed dovrebbe attendere prima di tagliare ancora i tassi", fa eco l'agenzia Bloomberg in un editoriale, secondo il quale la Fed dovrebbe ricordare questa settimana agli investitori che i "dati decidono" l'andamento dei tassi e ora indicano che una riduzione può attendere.
Usa: a novembre vendite al dettaglio salgono sopra attese, ma cala produzione industriale
Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti in novembre sono salite dello 0,7%, sopra le attese degli analisti che scommettevano su un aumento dello 0,6%. La produzione industriale americana, invece, si è contratta in novembre dello 0,1%. Il dato è peggiore delle attese degli analisti, che scommettevano su un aumento dello 0,3%.
Urso, nel 2025 oltre un miliardo di euro per automotive
Il settore auto "è in una fase di profondi cambiamenti", per questo "il governo, in un contesto di bilancio difficile, ha compiuto uno sforzo significativo, mettendo a disposizione del comparto e della filiera oltre un miliardo di euro nel 2025 per supportare le imprese nella transizione in corso con gli strumenti di politica industriale". È quanto ha affermato, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso aprendo il tavolo Stellantis.
Prezzi in calo per T-bond statunitensi, rendimento decennale al 4,43%
I prezzi dei titoli del Tesoro statunitense sono in ribasso, con gli investitori che attendono la riunione della Federal Reserve, in programma oggi e domani. Sembrano non esserci dubbi sul fatto che la banca centrale Usa annuncerà domani un taglio dei tassi per la terza volta consecutiva, la seconda di 25 punti base, dopo un primo taglio da mezzo punto percentuale. Giovedì sarà poi il turno delle decisioni delle banche centrali di Regno Unito e Giappone. In questo momento il rendimento del decennale - che si muove inversamente al prezzo - è in rialzo al 4,43% dal 4,399% di ieri.
Milano peggiora e tocca -1,2%, pesano energia e banche
Il Ftse Mib allarga le perdite e accusa un ribasso dell'1,2%. A pesare sul listino milanese sono soprattutto le banche e i titoli energetici. In coda si muove Unipol (-2,4%), ma sono in rosso anche Unicredit (-1,8%), Bper (-1,7%), Intesa Sanpaolo (-1,7%), Mps (-1,4%), la Popolare di Sondrio (-0,7%) e Banco Bpm (-0,7%), Mediolanum (-0,5%) e Fineco (-0,5%). Pesanti i titoli oil che risentono dei cali del prezzo del greggio. Male Saipem (-2%), Eni (-1,8%) e Tenaris (-1,4%). Continua a scendere infatti il prezzo del petrolio con il Brent per febbraio a 73,2 dollari al barile (-0,9%) e il Wti per gennaio che scende sotto quota 70 dollari a 69,9 (-1%). Vendite anche sulle utility con Hera (-2%) la peggiore, ma anche A2a (-1,6%), Enel (-1,6%), Snam (-0,9%) e Italgas (-0,7%).
Europa peggiora, Milano tocca -1%
Si indeboliscono a metà seduta le Borse europee, dove faticano Madrid (-1,1%), Milano (-1%) e Londra (-0,8%) mentre Parigi e Francoforte sono poco mosse. In calo anche i future a Wall Street con gli investitori incerti sulla traiettoria dei tassi americani nel 2025, dopo il taglio di 25 punti base che dovrebbe varare domani la Fed.
Milano prosegue in calo
Prosegue in calo Piazza Affari con l'indice Ftse mib che al parziale di metà seduta cede lo 0,86% a quota 34.441. I mercati sono in attesa della riunione della Fed di domani, mentre i deboli dati economici cinesi pubblicati lunedì e il timore dei minacciati rialzi dei tassi Usa hanno ridotto la propensione al rischio degli investitori. Tira dritto invece la Banca centrale europea che prevede, come affermato ieri dalla presidente Christine Lagarde, di tagliare ulteriormente i tassi di interesse se l'inflazione si assesterà sul suo obiettivo del 2% come previsto. Lo scenario politico incerto in Germania e Francia persiste. Il Parlamento tedesco ha sfiduciato il cancelliere Olaf Scholz, aprendo la strada alle elezioni anticipate. Sul listino milanese fin dall'avvio è in luce Tim a +1,16% (è salita fino a quasi il 4%) dopo la notizia che il fondo britannico Cvc, sta valutando l'acquisto della quota del 24% detenuta da Vivendi, media company francese, in Telecom Italia.
L’indice Zew cresce oltre le attese
L'indice Zew tedesco, che misura la fiducia degli investitori sull'andamento dell'economia della Germania, è balzato a dicembre a 15,7 dai 7,4 punti del mese precedente. Le previsioni indicavano un peggioramento a 6,9.
Europa debole in attesa della Fed
Prima parte di mattinata debole per le Borse europee, con gli investitori cauti in attesa della riunione della Fed di domani mentre dall'economia tedesca continuano ad arrivare segnali poco incoraggianti, con l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese sceso ai minimi dal 2020. Milano indossa la maglia nera (-0,8%), davanti a Londra (-0,6%) mentre Francoforte e Parigi oscillano attorno alla parità e i future su Wall Street sono in calo. Domani la Fed dovrebbe tagliare i tassi di altri 25 punti base ma l'attenzione degli investitori sarà proiettata sulle future mosse di Powell, in relazione alle quali regna maggiore incertezza. Sul listino milanese vanno male Unipol (-2%), Saipem (-2%), Mps (-1,8%), Bper (-1,6%), Tenaris (-1,6%) ed Eni (-1,4%) mentre gira in calo Tim (-0,4%), dopo un avvio tambureggiante in scia alle indiscrezioni per un interesse dei fondi verso la quota di Vivendi.
Il comparto energetico è il peggiore in Europa (-1,3%) mentre il petrolio cede lo 0,8%, con il Wti in calo a 70,17 dollari al barile e il Brent dello 0,6% a 73,49 dollari. Il bitcoin sfiora i 107.400 dollari, a un passo da un nuovo massimo storico, mentre l'attesa per le politiche di Trump continuano a sostenere il dollaro, che sale dello 0,25% a 1,048 sull'euro.
Accordo Fincantieri-Sparkle per proteggere cavi sottomarini
Fincantieri e Sparkle, operatore di servizi internazionali, hanno firmato un memorandum d'intesa per sviluppare soluzioni tecnologiche innovative per la sorveglianza e la protezione dei cavi di telecomunicazione sottomarini. L'accordo si inquadra nell'ambito di una visione strategica per lo sviluppo tecnologico e la competitività dell'Italia a livello internazionale. Con team di lavoro condivisi e specializzati, Fincantieri e Sparkle miglioreranno la sicurezza delle infrastrutture di telecomunicazione sottomarine, individuando tecnologie innovative e soluzioni per garantirne la resilienza operativa.
Germania, a dicembre l’Ifo scende sotto le attese
L’indice ifo in Germania è sceso a dicembre a 84,7 punti dagli 85,6 di novembre, risultando sotto le attese.
Le Borse europee aprono in calo
Apertura in calo per le principali Borse europee. Il più marcato lo fa registrare Londra che avvia la mattinata di contrattazioni lasciando sul terreno lo 0,76%. Giù anche il Cac40 parigino e Zurigo che segnano rispettivamente -0,39% e -0,54%. Poco sotto la parità Francoforte (-0,05%).
Sulla borsa di Tokyo, il Nikkei ha chiuso le contrattazioni con una flessione dello 0,13%. A Wall Street, l'indice Dow Jones ha chiuso la giornata di ieri con un ribasso dello 0,25%, mentre il Nasdaq ha avanzato l'1,24%.
Petrolio in recupero
Il prezzo del petrolio è in lieve recupero questa mattina. Il contratto sul Wti con consegna a gennaio guadagna lo 0,14% a 70,81 dollari al barile, quello sul Brent per febbraio segna +0,23% salendo a 74,08 dollari.
Seduta in rosso per gli indici asiatici
I mercati asiatici si muovono in rosso in vista delle decisioni della Fed e della Boj, con i mercati cinesi che continuano a essere influenzati dalle preoccupazioni sulla ripresa. Alla borsa di Tokyo, l'indice Nikkei ha perso lo 0,24% a 39.364,68 Punti