Volata finale con polemiche al Senato per il via libera definitivo alla terza legge di Bilancio del governo Meloni. Il governo incassa prima la fiducia e poi l’ok al provvedimento con 108 voti favorevoli, 63 contrari e un astenuto. Diventa così ufficialmente legge il provvedimento da 30 miliardi che conferma i tagli al cuneo sulle buste paga dei lavoratori dipendenti con redditi fino a 40 mila euro e il pacchetto delle pensioni, con la flessibilità in uscita ridotta al lumicino e mini-aumenti da 1,8 euro per le minime, introducendo tra le altre cose una sforbiciata alle detrazioni per i redditi più alti.
Le dichiarazioni di voto nell’emiciclo di Palazzo Madama si scaldano con un duro botta e risposta tra il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, e il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Rumori in aula e Renzi chiede di rispettare il silenzio per proseguire il suo intervento. La Russa, irritato, interviene per richiamare il senatore di Iv: “Non c’è nessun rumore, vada avanti”. L’ex premier protesta, ma La Russa insiste: “Prosegua senza darmi lezioni”. Controribatte Renzi: “Camerata La Russa, lei deve abituarsi a rispettare le opposizioni”.
La manovra incassa dunque un’approvazione condita da polemiche, anche interne alla maggioranza, per i tempi nei quali è stata ristretta la discussione al Senato. Una prassi ormai consolidata, che però ha fatto puntare l’indice contro il “monocameralismo di fatto” tanto dalle opposizioni quanto dal relatore al testo, Guido Liris (FdI), che si è dimesso in segno di protesta contro la lettura singola della manovra.
Meloni: “Manovra di grande equilibrio, passo per Italia forte”
"Il Parlamento ha approvato la legge di bilancio 2025, la terza dall'insediamento del Governo. È una manovra di grande equilibrio, che sostiene i redditi medio-bassi, aiuta le famiglie con figli, stanzia risorse record per la sanità, riduce la pressione fiscale e dà una mano a chi produce e crea occupazione e benessere". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Teniamo i conti in ordine, non rinunciando ad attuare il programma elettorale che abbiamo presentato agli italiani, e diamo ancor più slancio al nostro impegno per combattere la vera evasione e gettare le basi per un rapporto nuovo tra Stato e cittadini. Un altro passo in avanti per costruire un'Italia più giusta, forte e competitiva".
Ciriani: “Il Parlamento può darsi regole stringenti per garantire la doppia lettura”
Per il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, la manovra appena approvata è “seria e responsabile” e “porta avanti quanto fatto dall’esecutivo nei due anni precedenti. Sia il governo che il Parlamento, al netto delle polemiche che sulla legge più importante dell’anno sono fisiologiche, hanno fatto un grande lavoro”. Ciriani aggiunge: “Ringrazio tutti per l’apporto dato, auspicando che il prossimo anno tutti gli attori istituzionali coinvolti si adoperino per rispettare i tempi dettati dai regolamenti parlamentari che consentirebbero le tre letture. Oppure il Parlamento, nella sua totalità, potrebbe decidere di intervenire per darsi delle regole più stringenti così da garantire ad entrambi i rami di intervenire sul testo della manovra”.
La Manovra è legge
Arriva ufficialmente il via libera dell'Aula del Senato alla fiducia chiesta dal governo sulla manovra. La legge di bilancio, con il sì definitivo, del Parlamento diventa legge. L’esecutivo incassa 112 voti favorevoli alla fiducia, 67 contrari e un astenuto. Il provvedimento in sé riceve quindi 108 voti a favore, 63 “no” e una astensione.
Partito il voto
Dopo le dichiarazioni di voto, ha preso il via in Aula al Senato la votazione per appello nominale sulla fiducia posta dal governo sulla legge di bilancio. Il via libera definitivo è previsto intorno alle 14. Il primo nome estratto a sorte per la votazione è stato quello di 'Salvini'. 'Senza trucco...', ha scherzato in proposito il presidente Ignazio La Russa.
Calandrini (FdI): “Maggioranza credibile e apprezzata”
Sulla legge di Bilancio "è stato fatto un lavoro serio e rigoroso dal ministro Giorgetti e dal viceministro Leo a cui vanno i nostri ringraziamenti". Lo ha detto in Aula al Senato il presidente della commissione Bilancio Nicola Calandrini che ha parlato in dichiarazione di voto a nome del gruppo di FdI. "Ci avete accusato di mancanza di strategia e di visione politica - ha aggiunto - ma i posti di lavoro sono cresciuti, lo spread è calato e siamo la quarta nazione che esporta di più al mondo. Per voi ogni legge di bilancio era un assalto alla diligenza". "Siamo a fine dicembre - ha concluso - e l'Italia ha la sua legge di bilancio e grazie alla stabilità politica cresciamo in Europa e nel mondo. Gli italiani sanno di avere una maggioranza di cui si possono fidare e che non si presta a giochi di Palazzo, siamo credibili nonostante voi, fatevene una ragione".
Fazzolari: “No doppia lettura? Cercheremo di migliorare”
Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari torna sulle polemiche per il passaggio-lampo e senza discussioni al Senato: "Noi abbiamo dei tempi molto stringenti, che ci vengono proposti dalle tempistiche previste dall'Ue – dice – Il governo ha trasmesso la legge di bilancio il 23 ottobre, un po’ prima degli anni precedenti. Oggettivamente il tempo può non essere sufficiente per la doppia discussione sia alla Camera che al Senato. Trovare il modo di avere più di un mese sia per la Camera sia per il Senato è una cosa che si può provare a fare". E dunque: “Sono delle dinamiche che fanno parte del nostro meccanismo, del sistema, che cerchiamo di migliorare ma che abbiamo ereditato”.
Romeo (Lega) sulla norma anti-Renzi: “Non ha tutti i torti”. Boccia (Pd): “Venga qui con le opposizioni”
"Sulla norma" sugli stipendi all'estero "il senatore Renzi non ha tutti i torti per usare un eufemismo", dice il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, durante l’intervento in Aula al Senato sulla manovra. E poi invita il governo a prendere le distanza dalle leadership più bellicose: "La stabilità geopolitica implica stabilità economica: il nostro auspicio è quello" che si lavori a tregue: "Le nostre imprese soffrono l'aumento delle materie prime, ci sono troppe guerre a questo mondo". Passaggi colti al volo dal capogruppo del Pd, Francesco Boccia, che appunta nella sua dichiarazione di voto: "Le ultime dichiarazioni di Romeo ci spingono a far posto qui tra i banchi dell'opposizione. Si sentirebbe più a suo agio qui. Anche se, forse, il presidente Romeo sentirebbe sulle spalle il peso dei fallimenti che sono sotto gli occhi di tutti".
Fazzolari sulla norma anti-Renzi: “Anomali compensi da Stati esteri”
"Io non so se Renzi considera questa disposizione come una norma ad personam ma io reputo assolutamente una enorme anomalia la possibilità per membri del governo e del Parlamento di percepire compensi da entità pubbliche o private di Stati esteri". Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, commentando Matteo Renzi che ha accusato il governo Meloni di aver pensato ad una norma ad hoc contro di lui, un leader dell'opposizione. Il riferimento è al tetto e alla richiesta di autorizzazione per i compensi percepibili dall’estero da parlamentari e presidenti di Regione.
Patuanelli (M5s): “Governo ‘Mentiloni’ ha portato Paese in recessione”
"Cosa sarebbe successo se questa legge di Bilancio l'avesse presentata l'opposizione?”, si chiede il capogruppo del M5s, Stefano Patuanelli, durante il suo intervento. “Avreste detto che questo è il governo nemico dell'impresa. Avreste detto che non sappiamo far crescere il Paese. Che cresciamo più della media europea è una bugia. Avreste detto che siamo contro la crescita. Di chi sbaglia i conti sul concordato, avreste detto che siamo degli incapaci. Avreste detto che mettiamo a rischio la coesione del Paese". Per il rappresentante del Movimento la manovra certifica che “questo Paese è in recessione. Tutto quello cha avete fatto voi, al di fuori del Pnrr, ha portato l'Italia in recessione. Il Pnrr è il vero regalo che ha fatto il centrosinistra all'Italia". Sul taglio delle tasse, ha concluso, "dal governo Meloni al governo 'Mentiloni' è un attimo".
Patton (Autonomie): Monocameralismo non garantisce le istanze dei territori
Protesta contro il monocameralismo di fatto anche il senatore del gruppo Per le Autonomie, Pietro Patton. "Per il terzo anno di fila un ramo del Parlamento non ha potuto lavorare sulla legge di bilancio, con il monocameralismo non si garantiscono le istanze dei territori", ha detto Patton durante le dichiarazioni di voto.
Gasparri contro il presidente dell’Anci Manfredi: “Soldi ai Comuni, chieda scusa”
"Abbiamo dato soldi ai Comuni e appena Manfredi si abituerà al nuovo ruolo saprà che, ad esempio, non abbiamo applicato il turnover agli enti locali. Caro Manfredi, chiedi scusa e non pubblicare le veline che che ti scrivono i funzionari sui quotidiani di riferimento". Così il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, durante il suo intervento in aula, riferendosi all’intervista del presidente Anci a Repubblica.
Salvitti (Civici d’Italia) a Renzi: “Non sei nei nostri pensieri, pensiamo agli italiani”
Dopo Renzi tocca al senatore Giorgio Salvitti, eletto con Fratelli d’Italia e ora nel gruppo Civici d'Italia-Udc-Noi Moderati. Salvitti si rivolge proprio all’ex premier: “Volevo rassicurare Renzi del fatto che non risiede nei nostri pensieri: comprendo che si voglia uscire dall'oblio dei risultati elettorali, ma questo non giustifica il fatto di insultare un presidente del Consiglio che non è in aula perché non c'è, nella storia, un premier presente in sede di approvazione della Finanziaria”. Poi un nuovo affondo, sempre contro il senatore di Iv: “Lo voglio tranquillizzare: pensiamo agli italiani e molto meno a Renzi".
De Cristofaro (Avs): “Manovra iniqua e insufficiente per ambiente e società”
"Parliamo di una manovra non solo blindata, ma iniqua e insufficiente dal punto di vista ambientale e sociale. Una manovra buona per le lobby vicine al governo e non certo per i cittadini. Giorno dopo giorno, cade la vostra maschera. Vi siete presentati agli elettori come una destra sociale, ma la vostra era una menzogna. Non c'è nulla di sociale nell'azione del vostro governo". Lo ha detto il senatore di Avs Peppe De Cristofaro in Aula durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia alla Manovra.
Scontro in aula tra Renzi e il presidente del Senato: “Camerata La Russa, rispetti le opposizioni”
Scontro nell’emiciclo del Senato tra il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, e il presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa. In aula qualche senatore rumoreggia e Renzi interrompe per qualche secondo il suo intervento. A quel punto La Russa riprende il senatore di Iv: “Non c’è nessun rumore, vada avanti”. L’ex premier protesta, ma La Russa insiste: “Prosegua senza darmi lezioni”. L’ex premier ribatte: “Camerata La Russa, lei deve abituarsi a rispettare le opposizioni”. “E lei deve abituarsi ad avere la cortesia di non sfuggire la verità", replica il presidente del Senato. Controribatte Renzi alludendo all’espressione “camerata”: "Pensavo di averle fatto un complimento, ma evidentemnete il presidente non avverte i rumori, è tipico dell'età che avanza...".
Renzi attacca Meloni: “Supera il bicameralismo violando la Costituzione”
“Aveva detto ‘non farò quella che prende a schiaffi il Parlamento’ e invece la presidente Meloni sta violando tutte le regole della democrazia parlamentare”. Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, durante le dichiarazioni di voto. Poi rivolgendosi a Giorgetti, Renzi ha aggiunto: “Voi state superando il bicameralismo paritario violando la Costituzione: il 99,7% dei provvedimenti, decreti o disegni di leggi che siano, sono stati approvati solo da un ramo del Parlamento”.
Calenda: “Manovra prudente e conservatrice”
"Questa legge ha punti che funzionano e altri no: tiene i conti in ordine e fa un taglio del cuneo fiscale importante, ma contraddicendo tutte le vostre promesse elettorali avete fatto una manovra prudente e conservatrice". Così il leader di Azione, Carlo Calenda, intervenendo per primo durante le dichiarazioni di voto nell’aula del Senato.
Al via le dichiarazioni di voto, attesa per la fiducia
Nell’aula del Senato hanno preso il via le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sulla manovra. Al termine delle dichiarazioni si terrà la chiama dei senatori: il via libera finale alla manovra è previsto intorno alle 14. Tra i banchi del governo sono presenti il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e quello per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.
L’agenda del Senato: dichiarazioni di voto dalle 11
Sono previste a partire dalle 11 le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione dell'articolo 1 del bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027: il testo è lo stesso approvato dalla Camera, incardinato poi in Aula al Senato il 27 dicembre dopo che era passato dalla commissione senza neppure dare mandato al relatore. Dopo le dichiarazioni di voto, votazione nominale con appello