Mediobanca, dubbi e pareri di mercato e analisti sull'offerta di Mps
di Carlotta ScozzariMILANO – Dopo l'annuncio dell'offerta pubblica di scambio (Ops) di Banca Mps su Mediobanca, il mercato e gli analisti si interrogano sugli scenari che si aprono. In tarda mattinata, le azioni dell'istituto milanese di Piazzetta Cuccia guadagnano oltre il 6%, superando di slancio quota 16,1 euro, mentre i titoli del gruppo senese di Rocca Salimbeni cedono più del 5%, in area 6,6 euro. Considerato che Monte dei Paschi mette sul piatto 2,3 propri titoli di nuova emissione per ogni azione di Mediobanca, questo significa che l'offerta di scambio, agli attuali prezzi di Piazza Affari, attribuisce all'istituto guidato da Alberto Nagel un valore di poco più di 15,2 euro. Si tratta di un prezzo inferiore per circa 1 euro rispetto a quello espresso direttamente dalla Borsa. In altri termini, il premio dell’Ops annunciato questa mattina e pari al 5,03% sulle quotazioni di Borsa di ieri, 23 gennaio, è già stato cancellato.
MILANO – Dopo l'annuncio dell'offerta pubblica di scambio (Ops) di Banca Mps su Mediobanca, il mercato e gli analisti si interrogano sugli scenari che si aprono. In tarda mattinata, le azioni dell'istituto milanese di Piazzetta Cuccia guadagnano oltre il 6%, superando di slancio quota 16,1 euro, mentre i titoli del gruppo senese di Rocca Salimbeni cedono più del 5%, in area 6,6 euro. Considerato che Monte dei Paschi mette sul piatto 2,3 propri titoli di nuova emissione per ogni azione di Mediobanca, questo significa che l'offerta di scambio, agli attuali prezzi di Piazza Affari, attribuisce all'istituto guidato da Alberto Nagel un valore di poco più di 15,2 euro. Si tratta di un prezzo inferiore per circa 1 euro rispetto a quello espresso direttamente dalla Borsa. In altri termini, il premio dell’Ops annunciato questa mattina e pari al 5,03% sulle quotazioni di Borsa di ieri, 23 gennaio, è già stato cancellato.
Tra gli analisti, c'è chi nutre qualche dubbio sull'operazione. "Con una mossa a sorpresa - commentano a caldo gli esperti di Equita - Banca Mps ha annunciato il lancio di un'offerta pubblica totalitaria per l'acquisizione di Mediobanca. A nostro avviso, l'operazione solleva diversi dubbi. Il premio riconosciuto", come visto già andato in fumo in Borsa alle quotazioni odierne, "risulta modesto, considerando anche la probabile riduzione dell'appeal speculativo sul titolo Mps. Riteniamo difficile identificare sinergie, mentre emerge il rischio di potenziali dissinergie. Inoltre, intravediamo difficoltà nel mantenimento e nell'apporto di nuove professionalità all'interno del gruppo risultante, con il rischio di una diluizione delle specificità distintive di Mediobanca", concludono da Equita.
Analogamente, gli analisti di Kbw si dicono sorpresi dell'operazione, ritenendo che "il potenziale di sinergie sia limitato, anche includendo l'accelerazione dell'utilizzo delle Dta (attività per imposte anticipate, collegate a crediti fiscali di cui una banca può beneficiare, ndr) per Mps". Con il gruppo senese che, come evidenziano da Kbw, "scambia a un rapporto tra prezzo e utili (P/E) inferiore rispetto a Mediobanca, la nostra prima impressione è che questa offerta abbia limitate possibilità di successo".
In maniera simile, gli esperti di Intermonte sottolineano che "l'offerta non era attesa e apre a scenari nuovi nel consolidamento bancario in Italia" ma appaiono più ottimisti dei colleghi circa i contorni dell'operazione: "Stimiamo che includendo le sinergie indicate e l’effetto delle Dta, post-deal l’impatto a livello di utili per azione (eps) sarebbe in crescita high single digit" ovvero a una percentuale nella parte alta dell'intervallo da 1 a 9.
Secondo una nota sull'operazione di Giacomo Calef, responsabile Italia di Ns Partners, l'Ops "rappresenta un ulteriore tassello nel dinamico panorama delle fusioni e acquisizioni (m&a) nel settore bancario italiano. Questo fermento è in parte guidato dalla necessità per le banche di aumentare le proprie dimensioni al fine di ottenere sinergie operative e rafforzare la propria posizione competitiva. In un contesto caratterizzato dalla riduzione dei tassi d’interesse, che comprime i margini di interesse tradizionali, la diversificazione delle linee di business diventa cruciale. In particolare, il wealth management e l’asset management emergono come settori ad alta redditività, attirando l’interesse di molti istituti".
L'operazione, poi, ha anche un'importante valenza politica, perché, dopo l'offerta di Unicredit su Banco Bpm, ridà una possibilità a quel terzo polo bancario incentrato su Mps e fortemente voluto dal governo Meloni, oltre che da Francesco Gaetano Caltagirone e Delfin, entrambi soci forti sia di Mps sia di Mediobanca.
A detta di Calef, "è prevedibile che in futuro assisteremo a operazioni o nuovi accordi che coinvolgeranno anche player assicurativi, data la loro elevata redditività e le potenziali sinergie con il settore bancario. Inoltre, le recenti operazioni hanno coinvolto principalmente grandi istituti, ma è probabile che anche le banche di medie dimensioni non rimarranno a lungo spettatrici, cercando opportunità per colmare il divario con i principali gruppi bancari". E qui un gruppo assicurativo chiamato già direttamente in causa è Generali, di cui Mediobanca ha in portafoglio il 13,10% del capitale.