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L’Europa prepara la super stretta contro Shein e Temu: prodotti pericolosi e concorrenza sleale

(reuters)

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In arrivo una direttiva della Commissione europea per affrontare il tema annoso della sicurezza dei prodotti in vendita sulle due app cinesi
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MILANO – L’Europa, Italia inclusa, è stata invasa da prodotti cinesi venduti da e-commerce come Temu e Shein negli ultimi due anni. Prezzi bassi, ma qualità dubbia e anche il sospetto di concorrenza sleale ai danni di negozi europei: sono i presupposti che stanno spingendo l’Unione europea a una stretta sui controlli doganali. Lo si legge in una bozza di direttiva della Commissione europea, che dovrebbe uscire oggi, come riportano Reuters e Financial Times.

Obiettivi ed effetti della normativa allo studio

La direttiva mira a migliorare la sicurezza e la qualità dei prodotti venduti, che diverse associazioni dei consumatori europee (anche la nostra Altroconsumo) hanno denunciato come insufficiente su questi ecommerce, con pericoli soprattutto per mi…

MILANO – L’Europa, Italia inclusa, è stata invasa da prodotti cinesi venduti da e-commerce come Temu e Shein negli ultimi due anni. Prezzi bassi, ma qualità dubbia e anche il sospetto di concorrenza sleale ai danni di negozi europei: sono i presupposti che stanno spingendo l’Unione europea a una stretta sui controlli doganali. Lo si legge in una bozza di direttiva della Commissione europea, che dovrebbe uscire oggi, come riportano Reuters e Financial Times.

Obiettivi ed effetti della normativa allo studio

La direttiva mira a migliorare la sicurezza e la qualità dei prodotti venduti, che diverse associazioni dei consumatori europee (anche la nostra Altroconsumo) hanno denunciato come insufficiente su questi ecommerce, con pericoli soprattutto per minori, anziani e disabili. La normativa potrebbe però anche avere l’effetto di aumentare tempi e costi al consumatore.

Un freno per tutti i rivenditori non Ue

Beninteso, la direttiva riguarderà tutti i rivenditori di e-commerce non Ue, anche se si rivolge in particolare alla rapida crescita di Temu, un mercato online di proprietà del gigante cinese dell'ecommerce Pdd Holdings, e di Shein, un rivenditore di fast-fashion fondato in Cina ma ora con sede a Singapore. Entrambi i retailer hanno scalzato gli operatori locali con prezzi bassissimi per i prodotti fabbricati in Cina e hanno beneficiato di una legge dell'Ue che concede l'esenzione dai dazi doganali per i pacchi di valore inferiore a 150 euro. Una misura che secondo i critici conferisce loro un vantaggio sleale. L'abbigliamento, ad esempio, è solitamente soggetto a un dazio d'importazione del 12% per entrare nell'Ue.

Denunciati gravi problemi di sicurezza

Per quanto riguarda la sicurezza, ancora nei giorni scorsi il gruppo a difesa dei consumatori europeo Beuc ha denunciato gravi problemi per i prodotti venduti su Temu, come cosmetici e giocattoli per bambini che non rispettano le norme Ue. Test condotti in vari Paesi europei hanno rileva che nessuno degli articoli esaminati soddisfa gli standard richiesti. Secondo Agustin Reyna, direttore generale del Beuc, “questi prodotti non sicuri rappresentano un rischio significativo per i consumatori e minano le aziende locali che rispettano le leggi sulla sicurezza”.

Nel 2024 raddoppiano i pacchi di basso valore

La Commissione europea ha dichiarato che l'operazione doganale, estesa a tutta l'Unione europea, darà priorità ai controlli sui prodotti acquistati online che presentano “pericoli significativi per la sicurezza e rischi di non conformità”, invitando tutti gli Stati membri a partecipare. L'elenco preciso dei prodotti sarà determinato in accordo con gli Stati membri. Secondo Bruxelles, l'anno scorso il 91% di tutte le spedizioni di e-commerce nell'Ue di valore inferiore a 150 euro proveniva dalla Cina. In totale, nel 2024 sono entrati nell’Unione 4,6 miliardi di pacchi di basso valore, più del doppio rispetto al 2023. “L'aumento di queste importazioni spedite direttamente ai consumatori solleva problemi significativi che richiedono un'attenzione urgente, in particolare quando i prodotti importati possono essere pericolosi, contraffatti o comunque non conformi al diritto dell'Ue”, scrive la Commissione nella bozza del documento.

“Urgente migliorare la gestione delle dogane”

Anche la capacità di gestione delle dogane alle frontiere dell'Unione non è aumentata a sufficienza per gestire l'aumento dei pacchi, ha affermato la Commissione, che ha chiesto l'adozione “urgente” del suo pacchetto di riforme doganali. Tra l’altro, chiede di abolire il limite di 150 euro e la creazione di un'Autorità doganale europea per rafforzare la capacità delle frontiere. L’esecutivo Ue ha dichiarato che collaborerà con i legislatori per anticipare al 2026 alcune parti della riforma doganale prevista, in particolare l'Autorità doganale dell'Ue e i preparativi per un Data Hub per il commercio elettronico, prima della data di inizio prevista del 2028.

Trump blocca i pacchi da Cina e Hong Kong

L'equivalente regola “de minimis” negli Stati Uniti, che consente l'accesso in esenzione dai dazi per i pacchi di valore inferiore a 800 dollari e su cui hanno fatto ampio affidamento i colossi mandarini dell'e-commerce, è stata presa di mira dal presidente Donald Trump. Ora la disposizione, sulla base degli ordini esecutivi, è stata sospesa: non è più possibile per gli esportatori spedire pacchi di valore sotto gli 800 dollari negli Stati Uniti con un regime di esenzione doganale.

Temu e Shein sotto la lente da tempo

In parallelo è in corso da ottobre un’indagine della Commissione europea su Temu sulla vendita di prodotti illegali sul suo sito. Sotto la lente di Bruxelles anche il design della piattaforma, i sistemi di raccomandazione degli acquisti per gli utenti, l'accesso ai dati per i ricercatori e la progettazione che potenzialmente crea dipendenza dal servizio. A gennaio, invece, gli alti dirigenti di Shein e Temu sono stati convocati presso la Commissione parlamentare britannica per le imprese e il commercio per rispondere a storiche accuse di violare i diritti dei lavoratori e di arrivare a fare prezzi stracciati anche grazie all’uso di schiavi della minoranza etnica degli uiguri, da parte dei venditori presenti sulla piattaforma. Le due aziende hanno negato le accuse. Anche un rapporto del Congresso degli Stati Uniti del 2023 però ha stimato, per Temu, un "rischio estremamente elevato" che esistano casi di lavoro forzato nella catena di approvvigionamento prodotti.

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