Economia

Live

Dazi, proteste contro Trump dagli Usa a Berlino: “Giù le mani”. Musk: “Spero in tariffe zero con Ue”

Il patron di Tesla interviene al congresso della Lega e assicura di aver “consigliato” al presidente americano un futuro senza barriere nei rapporti commerciali con l’Europa. Salvini: “Contrattare con gli amici di Washington”. Bonaccini: “L’Italia non può cavarsela basandosi sull’amicizia”
1 minuti di lettura

Proteste da Washington a Berlino contro i dazi di Donald Trump nel giorno in cui si apre una crepa nella sua amministrazione. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, pensa di lasciare l’incarico perché il presidente Usa non avrebbe ascoltato i suoi consigli, secondo indiscrezioni dei media americani. E se Elon Musk spera “in un futuro con tariffe zero” tra States e Ue, dall’altra parte dell’Atlantico le barriere commerciali continuano a tenere banco al Forum di Cernobbio, all’indomani di una settimana nera per i mercati finanziari – paragonabile al crollo seguente l’11 settembre – dopo l’entrata in vigore delle tariffe globali al 10% da parte della Casa Bianca, che saliranno dal 9 aprile a livelli più alti per i partner commerciali in maggiore surplus verso gli Stati Uniti (al 20% per l’Europa).

Tra i primi a ragionare di strategie, proprio dalla kermesse organizzata da Ambrosetti sul Lago di Como, il ministro Giancarlo Giorgetti invita a “non pigiare il bottone del panico” e ammonisce sul “rischio danno dai controdazi”. Il vicepremier leghista, Matteo Salvini, invita a “contrattare con gli amici americani”, aprendo il congresso della Lega a Firenze, mentre il presidente del Pd, Stefano Bonaccini, taglia corto: “L’Italia non pensi cavarsela basandosi sull’amicizia”.

Crosetto, Europa deve far crescere mercato interno

"Se l'Europa vuole reagire a questi dazi, la prima cosa è far crescere il mercato interno, e questo cresce quando cresce la ricchezza delle persone, non del segmento più alto, ma di quello più basso". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ospite di Massimo Gramellini a 'In Altre Parole' su La7.

Ufficio premier, Netanyahu domani vola negli Usa

L'ufficio del primo ministro israeliano rende noto che Benyamin Netanyahu partirà domani per Washington, dove è stato invitato per incontrare il presidente Donald Trump. "Discuteranno dei dazi, degli sforzi per il ritorno degli ostaggi, delle relazioni tra Israele e Turchia, della minaccia iraniana e della Corte penale internazionale", riferisce la nota. "Il premier apprezza il legame personale e caloroso con il presidente Trump e lo ringrazia per averlo invitato a essere il primo leader a incontrarlo dopo l'imposizione dei dazi, come fu anche il primo leader a incontrarlo dopo l'ingresso di Trump alla Casa Bianca", conclude.

Dazi, Giorgetti: “Dalla Spagna 14 miliardi? A parole sì, bisogna vedere”

"A parole si possono mettere, poi bisogna vedere". Così il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano del piano di sostegno da 14 miliardi di euro che la Spagna prevede per sostenere le imprese contro i dazi. Giorgetti l'ha detto al termine del congresso della Lega che si è chiuso a Firenze.

Il titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti, al congresso della Lega
Il titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti, al congresso della Lega 

Raduni a Londra, Parigi e Berlino contro le politiche di Trump

Centinaia di persone hanno protestato oggi nelle principali città europee contro le politiche di Donald Trump ed il suo consigliere Elon Musk, dopo l'annuncio sui dazi e le pesanti ricadute nei mercati finanziari mondiali nei giorni scorsi. A Berlino, protestando di fronte a uno showroom Tesla, i dimostranti hanno esposto cartelli che invitavano gli americani residenti in Germania a protestare per "porre fine al caos" in patria. A Francoforte, la manifestazione "Hands Off!" è stata organizzata da Democrats Abroad, l'organizzazione ufficiale del Partito democratico per i cittadini statunitensi residenti all'estero. Centinaia di manifestanti sono scesi in strada anche nel centro di Londra, radunandosi a Trafalgar Square dove hanno portato in piazza striscioni con alcuni slogan tra cui "No all'odio Maga" (l'acronimo di Make America great again) e "Scaricate Trump".
A Parigi, circa 200 persone, per lo più americane, si sono ritrovate a Place de la République. Alcuni hanno tenuto discorsi per denunciare il presidente americano, mentre altri hanno sventolato striscioni che inneggiavano al rispetto dello "Stato di diritto", alla "democrazia e alla libertà" e "contro il fascismo". C'è anche chi ha cantato e suonato la canzone di Bob Dylan Masters of War. Proteste contro Trump e Musk si sono tenute anche in altre città europee, tra cui Lisbona.

Al via manifestazioni anti-Trump in tutti i 50 Stati degli Usa

Più di 1.200 manifestazioni previste oggi in tutti gli Stati Uniti per protestare contro le politiche di Donald Trump. I raduni, organizzati sotto lo slogan "Hands off" (giù le manì), vedono in marcia organizzazioni in difesa dei diritti civili, sindacati, veterani e gente comune. Le proteste, inclusa la capitale Washington, sono in corso e altre in programma in tutti e cinquanta gli Stati americani. Al momento non si registrano tensioni.

Trump continua a giocare a golf nonostante il terremoto dei dazi

Donald Trump continua a giocare a golf, incurante del terremoto finanziario creato dai suoi dazi. E oggi ha vinto il secondo turno del Senior Club Championship a Jupiter, in Florida. Domani accederà al Championship Round.

Il premier francese Bayrou: “Per la Francia i dazi potrebbero costare oltre lo 0,5% del Pil

La politica di Donald Trump sui dazi potrebbe costare alla Francia "più dello 0,5% del Pil". È la stima fatta da François Bayrou in un'intervista a Le Parisien. Secondo il premier francese, "il rischio di perdita di posti di lavoro è assolutamente rilevante, come quello di un rallentamento dell'economia, con uno stop agli investimenti". E la "destabilizzazione provocata indebolirà per molto tempo l'economia mondiale".

Starmer e Macron: “Una guerra commerciale non giova a nessuno”

Il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron hanno concordato oggi che "una guerra commerciale non è nell'interesse di nessuno", ma che "nulla è escluso" dopo l'imposizione delle radicali tariffe statunitensi. I due hanno parlato al telefono e "hanno concordato che è importante tenere le aziende aggiornate sugli sviluppi", ha affermato l'ufficio di Starmer a Downing Street.

Zaia: “L’Ue risponda compatta, se ci isoliamo siamo fottuti”

"I dazi non fanno bene e l'Europa deve rispondere in maniera compatta. Quella è la formula vincente: se ci isoliamo, siamo fottuti". L'ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, nel suo intervento al congresso federale della Lega, in corso a Firenze.

Meloni incontra gli imprenditori martedì

Martedì prossimo, 8 aprile, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, incontrerà alle ore 15 le rappresentanze imprenditoriali sui dazi. Lo comunica Palazzo Chigi.

Donzelli: “Contrari alla guerra dei dazi, aiutare competitività tessuto produttivo”

"Sicuramente dobbiamo aiutare sempre di più il tessuto produttivo a essere competitivo, sia nel mercato interno che in quello esterno. Su questo lavoriamo e continueremo a lavorare, ovviamente adesso ancora di più". Lo ha detto a Bari Giovanni Donzelli, responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia, a margine della manifestazione ‘FormAzione: destra e confronto generazionale’, rispondendo ai giornalisti in merito alle difficoltà dei settori pugliesi votati all'export, in particolare quello agroalimentare, per i dazi imposti dal presidente americano Trump. "È ancora prematuro – conclude Donzelli – ma stiamo lavorando per capire se e come sia possibile rivedere la questione dei dazi. Siamo contrari alla guerra dei dazi e dobbiamo aiutare il tessuto produttivo a essere competitivo sia nel mercato interno che esterno. Continueremo a lavorare su questo, ora più che mai".

L’allarme del senatore repubblicano Cruz: “Con i dazi rischio bagno di sangue alle elezioni di midterm”

Ted Cruz ha messo in guardia contro un potenziale "bagno di sangue" per il suo partito nelle elezioni di Midterm del 2026, se i dazi di Donald Trump mandassero l'economia Usa in recessione. Il senatore repubblicano del Texas ha anche previsto nel suo podcast un destino "terribile" per la più grande economia del mondo, se scoppiasse una vera e propria guerra commerciale e i dazi di Trump, così come qualsiasi misura di ritorsione sui beni statunitensi, rimanessero in vigore a lungo termine. I commenti di Cruz, stretto alleato del presidente, sono l'avvertimento più duro di un parlamentare repubblicano dall'introduzione dei dazi Usa.

Ted Cruz, senatore repubblicano del Texas
Ted Cruz, senatore repubblicano del Texas 

Agenzia Ice, una nota informativa sui dazi Usa per le imprese

Agenzia Ice ha predisposto una "Nota informativa" pratica con riferimento ai testi normativi e la risposta alle principali domande sui nuovi dazi entrati in vigore negli Stati Uniti, con l'obiettivo di dare alle imprese un supporto tempestivo e concreto per chiarire dubbi e cominciare ad orientarsi rispetto alla nuova situazione di mercato. Lo ha annunciato oggi a Verona il presidente dell'agenzia, Matteo Zoppas, in occasione dell'apertura di Opera Wine, anteprima di Vinitaly.

Musk: “Spero in un futuro con dazi zero fra Usa e Ue”

"Spero che gli Usa e Europa riescano a realizzare una partnership molto stretta, c'è già un'alleanza ma spero sia più stretta e forte. E riguardo ai dazi ci sposteremo in una situazione di zero dazi nel futuro, verso una zona di libero scambio". È quanto ha detto Elon Musk in videocollegamento con il congresso della Lega, rispondendo a una domanda di Matteo Salvini. Musk ha aggiunto: "È la mia speranza per il futuro", assicurando che "questo è il consiglio che ho dato al presidente (Trump, ndr)".

Dazi, Musk: "Spero in un'area zero dazi tra Usa e Ue"

Telefonata del premier giapponese Ishiba con Trump

Il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba ha annunciato che "entro la prossima settimana" avrà un colloquio telefonico con il presidente americano Donald Trump per discutere dei dazi del 24% introdotti sulle esportazioni dal Giappone agli Stati Uniti. Lo riporta il Japan Times. Intervenendo in tv, Ishiba ha spiegato che il suo governo si sta muovendo rapidamente per "trovare un momento che sia adatto per entrambe le parti". Esclusa l'ipotesi che il Giappone introduca misure di ritorsione nei confronti degli Stati Uniti. "Consideriamo tutte le varie opzioni, ma cosa accadrebbe all'economia globale se entrambi imponiamo tariffe di ritorsione?", si è chiesto. "Non ho alcuna intenzione di impegnarmi in una retorica del tipo 'occhio per occhio'", ha aggiunto, sottolineando che "solo Trump può prendere la decisione finale".

Dazi, Cina: il mercato ha parlato. Usa riparino a errore

"Il mercato ha parlato. Ora è il momento per gli Stati Uniti di smettere di fare le cose sbagliate e risolvere le divergenze con i partner commerciali attraverso consultazioni paritarie". Lo dice il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, in una nota.

Il presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping 

Il presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping 

 

Lollobrigida al Vinitaly: “Non rinunciamo al mercato americano”

"Noi al mercato americano non rinunciamo, e soprattutto gli statunitensi non sono disponibili a rinunciare al nostro mercato". Lo ha detto a Verona il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, a Opera Wine, alla vigilia di Vinitaly. Secondo Lollobrigida "guardando i dati anche di situazioni analoghe, la flessione dei vini di qualità, cioè vini italiani, è stata minima o nulla, e il nostro export quest'anno tocca il record della sua storia. È un dato che voglio sottolineare, perché è merito soprattutto degli imprenditori ma anche di un governo che sta aprendo tante porte, rafforzando vecchi mercati e aprendone di ulteriori".

Donzelli (Fdi): “Dazi errore, Meloni ha doti sangue freddo e diplomazia”

"Crediamo che l'Europa e gli Stati Uniti debbano stare uniti e che i dazi siano un errore. Bisogna, però, evitare un eccesso di panico, perchè all'economia oltre ai dazi anche l'eccesso di panico danneggia". Lo ha detto ai giornalisti a Matera, Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia. "Ci vuole calma, sangue freddo e diplomazia. Giorgia Meloni ha tutte e tre queste doti - ha concluso Donzelli - per cui credo che serva parlare con gli Stati Uniti per difendere l'Italia e l'Europa".

Dazi, Casa Bianca conferma visita di Netanyahu lunedì

Un funzionario della Casa Bianca ha confermato a Reuters che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si recherà lunedì a Washington per discutere con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump le tariffe recentemente annunciate.

Bonaccini, colpo durissimo per Nord-Est

"Il Nord-Est per quota pro capite è nettamente la circoscrizione italiana che più esporta grazie alle sue imprese". Con i dazi "sarà un colpo durissimo". "E si configura per la destra una figuraccia drammatica", per chi "dalla Lega o da FdI" spiegava "che l'amicizia di Meloni con Trump e Musk avrebbe evitato all'Italia i dazi". Lo ha detto l'europarlamentare e presidente del Pd, Stefano Bonaccini, a margine di un incontro a Pordenone.

Dazi: Renzi, dimostrazione che i sovranisti fanno male all'Italia

"I dazi sono la dimostrazione che i sovranisti fanno male all'Italia. All'Italia serve la globalizzazione, serve la politica". Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Italia viva a Padova. "Tutte le persone normali sono preoccupate, tranne Salvini che sostiene che i dazi siano un'opportunità. Penso che la parte imprenditoriale che ha votato a destra ora debba capire che noi facevamo il jobs act, gli 80 euro e industria 4.0 e che gli amici di questi hanno messo i dazi. Meloni dovrebbe reagire e anche semplificare, tagliare la burocrazia, dare una mano sull'energia. Continuano invece a dire che va tutto bene, ma non si mangia con le parole di Meloni o Tajani". Per Renzi, infine, se ne esce "dando un aiuto alle aziende. Se ne esce spiegando che non si continua con la propaganda, Meloni comunica bene ma governa male. Si deve capire che se le bollette aumentano e le pensioni no, questo governo è un governo di influencer e non di politici".

Pechino avvisa gli Usa: “Continueremo a salvaguardare i nostri interessi”

La Cina ha ribadito l'impegno a continuare a proteggere i propri interessi nella controversia tariffaria con gli Stati Uniti. La Cina ha adottato e continuerà ad adottare misure decisive per proteggere la propria sovranità e sicurezza, ha affermato il ministero degli Esteri di Pechino, sottolineando che gli Stati Uniti dovrebbero smettere di usare i dazi come arma per reprimere l'economia e il commercio della Cina e compromettere il legittimo diritto allo sviluppo del popolo cinese. Trump ha annunciato dazi aggiuntivi del 34% sui prodotti cinesi. La Cina ha risposto venerdì con tariffe di ritorsione del 34% sui prodotti statunitensi e restrizioni all'esportazione di alcune terre rare.

Gozi: equidistanza Meloni tra Ue e Trump indebolisce l'Italia

"Giorgia Meloni si rifiuta di scegliere tra Europa e Stati Uniti, ma in realtà, così facendo, ha già scelto: non scegliere vuol dire scegliere Trump. Vuol dire accettare la logica imperialista che Trump rappresenta, fatta di potenza, sfere di influenza e indebolimento sistematico dell'Unione Europea. Significa accettare che l'Europa diventi un ostacolo da rimuovere, non un progetto da rafforzare. E questo, oggi, è pericoloso e inaccettabile". Lo ha detto Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito democratico europeo, intervenendo oggi a Verona durante l'evento ‘La Forza degli Stati Uniti d'Europa’ promosso da Benedetto Della Vedova e dal Pde, con Emma Bonino, Pina Picierno e Nathalie Tocci.

Scott Bessent potrebbe essere pronto a lasciare l'amministrazione Trump

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, potrebbe essere pronto a lasciare l'amministrazione Trump. Lo ha detto, durante un'apparizione al Morning Joe di Msnbc, la collaboratrice Stephanie Ruhle. La credibilità di Bessent è stata messa a dura prova dopo il lancio delle tariffe volute dal presidente Trump, che hanno fatto letteralmente crollare i mercati finanziari globali. Alcune fonti ritengono che Bessent starebbe cercando di trovare una via d'uscita per approdare alla Federal reserve, consapevole che l'attuale posizione metterebbe sempre più a rischio la sua reputazione. Indiscrezioni di stampa dicono che Bessent sarebbe in conflitto con Trump, che non accetta i suoi consigli. Mentre il magnate continua a difendere le sue politiche commerciali come una forma di 'vendetta economica' contro le nazioni che, a suo parere, hanno sfruttato gli Usa, il segretario sarebbe più cauto, consapevole dei rischi connessi a un'escalation.

Il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent (al centro)
Il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent (al centro) 

Dazi, Jaguar Land Rover ad aprile sospende le spedizioni in Usa

Jaguar Land Rover "sospenderà" le spedizioni dei propri veicoli negli Stati Uniti ad aprile, visti "i nuovi termini commerciali" creati dalle tariffe di Washington. "Gli Stati Uniti sono un mercato importante per i marchi di lusso di JLR. Mentre lavoriamo per affrontare i nuovi termini commerciali con i nostri partner commerciali, stiamo attuando delle azioni a breve termine, tra cui una pausa nelle spedizioni ad aprile, mentre sviluppiamo i nostri piani a medio e lungo termine", ha affermato un portavoce di Jaguar all'Afp.

Paita (Italia viva): imprese e lavoratori pagheranno insipienza governo

"Le scelte degli Stati Uniti, oltre ad aver fatto crollare le borse mondiali, stanno creando un vero e proprio cambiamento globale sul piano geopolitico. E il vicepremier Salvini cosa fa? Descrive i dazi come un'opportunità. Venga a dirlo qui, agli imprenditori e ai produttori di vino e delle eccellenze enogastronomiche del Friuli e non solo". Lo ha detto la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva, durante una conferenza stampa a Pordenone. "Salvini elogia Trump, mentre Meloni ancora si illude di poter fare da 'ponte' tra le due sponde dell'Atlantico. Una fiaba, la nostra premier non ha costruito nessun rapporto preferenziale con gli Stati Uniti. E a pagare il conto di questa insipienza governativa - ha aggiunto Paita - saranno imprese e lavoratori del Made in Italy".

Freni (Lega): non serve agitarsi, trattativa con Usa dovrà essere comune

"Sui dazi non bisogna agitarsi, è inutile. Le Borse si sono agitate, ma un giorno di turbolenza non cambia l'indice dei mercati. Nella posizione dell'Europa e dell'Italia non serve agitarsi, bisogna ragionare nel modo corretto. Bisogna parlare, trattare. Nella storia economica il dazio è sempre stato merce di scambio, per gestire o trattare qualcos'altro. Dobbiamo sederci al tavolo da persone civili e trattare. Ovviamente, la trattativa dovrà essere comune, ma se qualcuno gode di rapporti migliori, perché non utilizzarlo? Trattare bilateralmente difficilmente porterà a risultati bilaterali. Chi ha rapporti migliori tratta meglio di chi ha rapporti peggiori". Lo ha detto il sottosegretario all'Economia, Federico Freni, a margine del congresso della Lega a Firenze.

Trump: “La Cina ci ha trattato in modo insostenibile”

"La Cina è stata colpita molto più duramente degli Stati Uniti, e neanche di poco", ha rimarcato il presidente americano Donald Trump su Truth, aggiungendo la Repubblica popolare alla lista di Paesi che "ci hanno trattato in modo insostenibile". "Stiamo riportando posti di lavoro e imprese come mai prima d'ora - ha proseguito il tycoon - Abbiamo già investito più di 50 milioni di dollari e siamo in rapida crescita!".

Trump: “Resistete. Non sarà facile, ma vinceremo noi”

Donald Trump difende i suoi dazi, sostenendo su Truth che la sua "rivoluzione economica" darà risultati storici per gli americani. "Vinceremo. Resistete, non sarà facile, ma il risultato finale sarà storico", ha scritto Trump, assicurando he le sue politiche economiche stanno "riportando posti di lavoro e aziende come mai prima". "Già più di cinque trilioni (5mila miliardi, ndr) di dollari di investimenti, e in rapida crescita”.

Dazi, Salvini: trattare con Usa e stop alle politiche suicide dell’Ue

Sui dazi "la trattativa col governo americano ci deve essere, meglio dialogare che guerreggiare. Quello che può cambiare sono le politiche suicide dell'Ue: azzerare il Green deal, la sbornia elettrica, il patto di stabilità, i danni fatti agli agricoltori. Parlano dei pericoli dei dazi di Trump sulle auto europee, ma stando alle folli direttive sette milioni di veicoli Euro 5 tra poche settimane dovrebbero essere fuori legge. In attesa di portare a casa una trattativa utile con gli Usa azzeriamo le politiche suicide Ue che stanno massacrando le nostre imprese, azzeriamo la burocrazia europea", ha detto il leader della Lega Matteo Salvini aprendo il congresso federale del partito a Firenze.

Bonaccini: “Italia non pensi cavarsela basandosi su amicizia”

Se sulla questione dazi "l'Italia pensa di cavarsela basandosi sull'amicizia" con gli Stati Uniti "abbiamo già visto che non solo non conta, ma ci penalizza allo stesso modo, se non di più, perché noi siamo il secondo paese manifatturiero d'Europa, tra i primi cinque al mondo, e abbiamo un surplus commerciale con gli Usa nettamente a nostro vantaggio". Lo ha spiegato l'europarlamentare e presidente del Pd, Stefano Bonaccini, a margine di un incontro a Pordenone. "Penso - ha aggiunto - che adesso tocchi all'Ue prendere contromisure" imponendo ad esempio "dazi alle Big tech" e "spero che Meloni stia insieme ai principali leader europei nel mettere risorse a disposizione dei settori colpiti". "L'Ue deve reagire compatta. Non dobbiamo mostrarci spaventati perché possiamo anche noi fare male agli Stati Uniti: non è quello che vorremmo ma è partita da lì la controffensiva". Bonaccini ha infine ricordato che "non solo Salvini e Vannacci hanno detto che i dazi potrebbero non essere un dramma, ma hanno detto che sono un'opportunità": questi invece "sono dazi che rischiano di farci molto male".

Bruno Vespa e i dazi: la smentita del presidente di Federmeccanica e i costi della pizza

Zaia: “Gli imprenditori veneti sono preoccupati”

"Gli imprenditori veneti sono preoccupati anche perché conosciamo bene l'export, siamo una comunità che ha molto internazionalizzato. Abbiamo 600mila partite Iva e quindi, ad esempio, nello sport system produciamo l'80% di scarponi da sci del mondo, l'occhialeria viene tutta dal Veneto. Siamo preoccupati di questo, penso che Trump rischi anche un boomerang visto e considerato che i dazi, applicati a tutto il mondo innalzeranno l'inflazione al loro paese e soprattutto gli americani spenderanno di più", ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a margine del congresso federale Lega "Il Coraggio della libertà" in corso a Firenze.

Dazi, Trump: "Ci siamo messi al comando, ora tutti i paesi ci chiamano"

Pichetto: “L’Italia esporta qualità, sapremo affrontarli bene”

"Se noi siamo un grande Paese non è perché esportiamo commodity, ma perché esportiamo grande qualità e quindi sapremo affrontare bene, unitamente all'Ue, anche queste azioni". Così il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin al Consiglio Nazionale di FI in corso a Roma, parlando dei dazi.

Gozzi (Confindustria): “Il peggio che può succedere”

"Dazi e guerre commerciali, per un paese esportatore come l'Italia, il quarto esportatore del mondo, sono il peggio che può succedere. Quindi bisogna mantenere i nervi saldi, cercare di capire quali sono i reali obiettivi dell'amministrazione americana con questa azione, mantenere aperto uno spiraglio di dialogo per cercare di almeno di minimizzare gli effetti su alcuni settori che possono essere molto colpiti, dall'agroalimentare alla meccanica al sistema moda, cioè tutte quelle eccellenze del made in Italy che trovano nel mercato americano un mercato molto importante". Lo ha detto Antonio Gozzi, special advisor autonomia strategica europea, Piano Mattei e competitività di Confindustria.

Dazi, Brancaccio (Ance): “L’edilizia può sostenere il Pil”

"Il nostro settore può dare un grande aiuto e una grande spinta perchè, essendo quasi tutto mercato interno, può sostenere il Pil in un momento di incertezza". Così la presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili, Federica Brancaccio, parlando con i giornalisti a Napoli dell'impatto dei dazi sul settore. "La cosa più preoccupante rispetto ai dazi - spiega - è questo clima di incertezza e di paura che si è creato. La risposta europea dev'essere unitaria e qualche segnale lo stiamo avendo dalla riprogrammazione e dall'ampliamento della flessibilità del ventaglio dei fondi strutturali, con l'annuncio arrivato da Fitto due giorni fa". Brancaccio auspica poi che si scelga la strada del dialogo, per evitare guerre commerciali. "Rispondere ai dazi con contro dazi - ragiona - non è la soluzione. Può essere una prima risposta per dare una sensazione di essere reattivi, ma non è quella la strada, perchè ci sarebbe un'escalation e le guerre commerciali si sa che preludono a qualcosa di peggio".

Cernobbio, per un manager su tre l’Ue dovrebbe orientarsi a nuovi partner

Per un manager su 3 l'Unione europea dovrebbe orientarsi su nuovi partner commerciali per affrontare il nuovo crescente protezionismo. E' quanto emerge da un televoto tra i manager e banchieri presenti al Forum Teha in corso a Villa d'Este di Cernobbio. Alla domanda su quale saranno le ripercussioni delle tensioni commerciali fra Stati Uniti ed Europa, il 24% degli intervistati ritiene che l'impatto sarà focalizzato solo su alcuni settori. A pari merito con il 21,2% seguono il rischio di recessione dell'economia europea, l'aumento dell'inflazione e il calo del potere di acquisto e l'adattamento dell'Europa al nuovo contesto. Il 12,5% ipotizza una perdita della competitività dell'Europa. Alla domanda sulle strategie che l'Ue dovrebbe adottare per affrontare le sfide del crescente protezionismo globale, il 43,4% indica la necessità di investire in innovazione e transizione digitale per aumentare la competitività delle imprese, mentre il 35,9% ritiene opportuno rafforzare le relazioni commerciali con altri partner diversi dagli Usa. Infine, rispetto ai costi dell'energia sulle imprese, il 36,8% non rileva alcun impatto, mentre il 27,9% dichiara che sta investendo in soluzioni innovative di efficienza energetica, nuovi impianti e fonti di energia rinnovabile.

Giansanti (Confagri): “E’ un Big bang, usare fondi Pnrr non spesi”

"Ci troviamo di fronte a un Big Bang, sono molto preoccupato dato che l'Italia è uno dei Paesi più colpiti dai dazi americani". A dirlo, intervistato dalla Stampa, è Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. "L'auspicio di tutti è che si possa definire un negoziato nelle prossime settimane tra Unione Europea e Stati Uniti", prosegue Giansanti, che chiede a Giorgia Meloni di confrontarsi con le categorie "per trovare una linea comune e rafforzare la posizione del governo", ma anche di "sensibilizzare Bruxelles verso un nuovo piano con i soldi non spesi del Pnrr e con altre risorse europee".

I timori del senatore Cruz (Repubblicano): “Se recessione, bagno di sangue a midterm”

Se i dazi del dovessero mandare in recessione l'economia statunitense, c'è il rischio che le elezioni di medio termine del 2026 si rivelino un potenziale 'bagno di sangue' per il partito repubblicano. A lanciare l'allarme è il senatore repubblicano del Texas, Ted Cruz, che nel suo podcast ha anche previsto un destino 'terribile' per la più grande economia del mondo, qualora scoppiasse una vera e propria guerra commerciale e le tariffe dell'amministrazione Trump, così come qualsiasi misura di ritorsione sui beni statunitensi, rimanessero in vigore a lungo termine. Nonostante la maggioranza repubblicana al Senato, "se siamo nel mezzo di una recessione e le persone soffrono gravemente, puniscono il partito al potere", ha affermato Cruz.

Coldiretti: “Senza viti si abbandona terreno come il Friuli”

Se i vigneti italiani scomparissero, una superficie grande quasi quanto il Friuli Venezia Giulia rimarrebbe abbandonata al degrado e alla cementificazione, aumentando i rischi di dissesto idrogeologico e facendo venire meno un sostegno fondamentale per l'economia dei territori, anche dal punto di vista occupazionale. A lanciare l'allarme sugli effetti dell'attacco al vino, tra campagne di demonizzazione e guerra dei dazi, è la Coldiretti che quest'anno porta al Vinitaly il racconto visivo dei pericoli legati alla scomparsa del patrimonio vitivinicolo.

Giorgetti: “Per aiuti a imprese valutare sospensione regole Ue”

"Gli aiuti per i settori e le imprese danneggiate da questa situazione" si traducono in interventi di tipo economico-finanziario a carico del bilancio dello Stato", ma "se ciò è vero" questo "deve essere consentito dalle regole europee. Così il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che nel messaggio finale a Cernobbio definito da lui stesso "una provocazione" invita a mettere in stand-by le regole di bilancio Ue con la crisi dettata dai dazi così come avvenne con il Covid.

Giorgetti su conti pubblici: “Debito è vincolo da valutare in ogni decisione”

“Il debito pubblico e i ridotti spazi di bilancio per il nostro Paese sono un dato di fatto, un vincolo di cui si deve tener conto in qualsiasi tipo di decisione”, dice Giorgetti dal forum di Cernobbio. Il riferimento è alle politiche comunitarie, come quelle sulla difesa comune, che prevedono che siano gli Stati membri a sobbarcarsi il grosso della nuova spesa militare. “Questo vincolo, che ci arriva da questo enorme debito dal passato - spiega - non posso e non devo ignorarlo, perché poi le decisioni che si assumono a livello europeo non sono banal”. Sul finale del suo discorso, Giorgetti ribadisce che l'Italia parte “da una situazione in cui i nostri spazi di bilancio sono profondamente diversi da quelli di altri paesi”, a cominciare dalla Germania che prevede ingenti investimenti ma ha grandi spazi di bilancio visto il debito poco sopra il 60% del Pil.

Salvini: “Bene Giorgetti, Europa riveda quel che danneggia imprese”

"Bene Giorgetti a Cernobbio. L'Europa riveda subito e totalmente tutto quello che danneggia le nostre imprese, dal Green Deal al patto di stabilità e austerità. Via i mille vincoli e regolamenti che soffocano il mondo del lavoro, dalle auto all'agricoltura, e aggiungiamo lo stop al mega piano di debito da 800 miliardi per comprare armi e missili. No a contro-dazi e guerre commerciali con gli Usa, con cui bisogna dialogare per difendere l'interesse nazionale". Così Matteo Salvini in una nota.

Giorgetti: “Fitch testimonia operato governo”

"Il giudizio dell'agenzia di rating Fitch descrive la situazione e testimonia l'operato del governo". Così il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Forum Ambrosetti in corso a Cernobbio. L'agenzia Fitch Ratings ha conferma il rating dell'Italia a BBB con outlook positivo.

Media Usa, Bessent potrebbe lasciare dopo i dazi

Scott Bessent, segretario al Tesoro degli Stati Uniti ed ex gestore di hedge fund, sarebbe pronto a lasciare l'amministrazione Trump. Lo sostiene la rivista 'The New Republic', secondo cui la decisione sarebbe maturata dopo l'annuncio della nuova politica commerciale di Donald Trump, che prevede un dazio base del 10% su quasi tutte le merci straniere. Una mossa che ha già avuto pesanti ripercussioni sui mercati finanziari, con il Dow Jones e il Nasdaq in calo ai minimi dal 2020.

Entrato in vigore il dazio globale al 10%, il 9 aprile i dazi reciproci

Con l’arrivo del 5 aprile, entra in vigore il dazio aggiuntivo del 10% sulla maggior parte dei prodotti importati negli Stati Uniti. Tra i beni esenti figurano petrolio, gas, rame, oro, argento, platino, palladio, legname, semiconduttori, prodotti farmaceutici e minerali non presenti sul suolo statunitense. Anche le importazioni di acciaio, alluminio e automobili non sono interessate, ma sono già soggette a sovrapprezzi del 25%. Il Canada e il Messico, partner degli Stati Uniti nell'Accordo di libero scambio nordamericano, subiscono un regime diverso: 25% per i prodotti al di fuori dell'intesa con un'eccezione per gli idrocarburi canadesi, tassati del 10%. La guerra commerciale dichiarata dagli Stati Uniti si intensificherà il 9 aprile con l'introduzione di dazi più elevati diretti soprattutto alle economie la cui bilancia commerciale con Washington è in attivo. Ciò significherà dazi complessivi pari al 54% per la Cina, al 20% per l'Unione Europea, al 46% per il Vietnam, al 24% per il Giappone, al 15% per il Venezuela, al 18% per il Nicaragua.

Giorgetti: “Approccio pragmatico, serve de-escalation con Trump. Imprese preparate”

“Siamo impegnati in una de-escalation con l'amministrazione Trump. Il messaggio è che non bisogna pigiare il bottone del panico”, dice ancora Giorgetti dal forum Ambrosetti. Il governo italiano, sottolinea più volte il titolare del Mef, sta seguendo “un approccio pragmatico e razionale”. E quindi rassicura sulla tenuta del sistema: “L'Italia, per definizione, è fatta da imprenditori assai svegli e reattivi” che dimostrano “una resilienza superiore alla media”. Il richiamo è a quanto “si è già verificato in occasione della pandemia” e “il nostro l'auspicio è che si manifesterà in questa situazione”.

Forum Ambrosetti, Giorgetti: "Cambiamento storico mostra la crisi della globalizzazione"

Giorgetti: “Sangue freddo e niente panico”

Rispetto ai dazi Usa, “come governo dobbiamo cercare di mantenere il sangue freddo e valutare gli impatti ed evitare di partire con una politica di controdazi che potrebbe essere semplicemente dannosa per tutti e per noi'. Così il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al forum Ambrosetti in corso a Cernobbio. “Se le Borse agiscono con un certo tipo di istinti – argomenta Giorgetti – noi come governo dobbiamo valutare a sangue freddo gli impatti” e “portare questo tipo di razionalità a livello europeo. Il governo italiano deve giustamente portare i suoi interessi in Europa, nella consapevolezza che la politica commerciale è di competenza europea".

I commenti dei lettori