Economia

Borse e dazi, le ultime news. Volkswagen ipotizza di spostare la produzione Audi negli States

Borse e dazi, le ultime news. Volkswagen ipotizza di spostare la produzione Audi negli States
(reuters)
Washington conferma la stretta sugli oneri portuali alle navi cinesi ma allarga le esenzioni dopo le proteste dell’industria
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Dazi, strette di mano, annunci e trattative. Volkswagen non eslude di spostare parte della produzione del marchio Audi (ma non di Porsche) negli Stati Uniti per rispondere all’offensiva dazi di Trump, mentre Trump torna ad attaccare Jerome Powell e a pensare di sostituirlo. Confindustria avverte: “Dalla guerra commerciale rischio crisi strutturale”.

Sui listini asiatici incidono gli incontri istituzionali ad alto livello Tokyo-Washington e le nuove tariffe della Casa Bianca sulle merci dalla Cina e le borse, per il Venerdì Santo, sono rimaste chiuse da Wall Street all’Europa.

Dazi, i mercati e le notizie del 18 aprile in tempo reale

Il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti in Giappone: “Ottimista su un accordo sui dazi”

Il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti in Giappone è arrivato a Tokyo e ha dichiarato di essere ottimista che il suo Pese e il suo principale alleato asiatico raggiungeranno un accordo nei loro negoziati sui dazi in corso.
George Glass sbarca in Giappone mentre Washington e Tokyo stanno negoziando le misure tariffarie del Presidente Donald Trump, che hanno suscitato preoccupazione in tutto il mondo per il loro impatto sull'economia e sul commercio globale. "Sono estremamente ottimista... che si raggiungerà un accordo", ha dichiarato Glass ai giornalisti dopo essere atterrato all'aeroporto internazionale di Haneda a Tokyo.

Wolkswagen valuta di spostare produzione Audi negli Usa

Il gruppo automobilistico tedesco Volkswagen potrebbe trasferire una parte della produzione del marchio Audi negli Stati Uniti per evitare i dazi statunitensi. Ad affermarlo in un'intervista al 'Frankfurter Allgemeine Zeitung' è il Ceo di Volkswagen, Oliver Blume.

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La Volkswagen vuole fare "tutto il possibile per continuare a essere un investitore e un partner affidabile negli Stati Uniti", ha spiegato Blume. Per Audi, "la produzione negli Stati Uniti rientrerebbe nella nostra strategia di sviluppo", ha aggiunto il responsabile della casa automobilistica che gestisce dieci marchi, tra cui la gamma di veicoli di fascia alta Audi. "Abbiamo una strategia aggressiva con progetti entusiasmanti e su misura, interessanti per il mercato americano. Questo è ciò che stiamo proponendo. Sono attualmente in corso discussioni costruttive con il governo americano", ha aggiunto Blume.

Il Ceo del gruppo tedesco ha escluso una produzione negli Stati Uniti per il marchio Porsche, per le quali gli Stati Uniti rappresentano il mercato più grande, a causa dei bassi volumi, circa 70.000 veicoli all'anno. La casa automobilistica leader in Europa, la Volkswagen, è stata particolarmente colpita dall'aumento dei dazi doganali americani. Le vendite del suo storico marchio Vw negli Stati Uniti sono costituite per il 65% da veicoli importati dall'Europa o dal Messico, nonostante la presenza di uno stabilimento Vw nel Tennessee. I marchi Audi e Porsche producono tutti i loro modelli al di fuori degli Stati Uniti.

Trump attacca ancora Powell: “Deve abbassare i tassi”

"Se avessimo un capo della Fed che sa cosa fare taglierebbe i tassi d'interessi. Dobvrebbe tagliarli". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca attaccando di nuovo Jerome Powell.

La Casa Bianca valuta la rimozione di Powell

L'amministrazione Trump sta valutando il licenziamento del presidente della federal reserve jerome powell. A lasciarlo intendere è stato il consigliere economico della casa bianca Kevin Hassett che, quando gli è stato chiesto se un cambio al vertice della banca centrale americana fosse un'opzione, ha risposto che "il presidente e il suo team continueranno a studiare la questione”. La dichiarazione di Hassett arriva dopo che ieri Trump ha alzato ulteriormente il livello dello scontro con il presidente della Fed, accusandolo di 'fare politica' per non aver tagliato i tassi di interesse e affermando di avere il potere di estrometterlo dal suo incarico 'molto velocemente'.

Toyota valuta produzione della prossima Rav4 negli Usa

Toyota starebbe valutando la possibilità di produrre la prossima versione del suo Suv Rav4, il più venduto, negli Stati Uniti. Lo riporta Reuters. L'azienda giapponese allungherebbe così la lista delle case automobilistiche che stanno riconsiderare le catene di approvvigionamento per attenuare l'impatto dei dazi statunitensi sui veicoli importati.
Toyota produce l'attuale versione del popolare Suv in Kentucky, Canada e Giappone. Inizialmente aveva pianificato di esportare il nuovo Rav4 negli Stati Uniti da Canada e Giappone, ma ora starebbe valutando anche la produzione in Kentucky come opzione, dato che la domanda per l'auto sembra destinata a superare l'offerta

Intermonte: per Borse fase critica, schiarita a fine anno

Borse nella fase critica dell'anno, con possibilità però di schiarite verso fine 2025. Treasuries Usa sotto pressione, ma col paracadute della Fed, a differenza dell'azionario che si sente 'abbandonato', per ora, dalla banca centrale e dalla Casa Bianca. E oro compratissimo: con uno sfondo geopolitico insidioso, dove Taiwan è il punto di caduta dello scontro finanziario fra Usa e Cina, le banche centrali di Cina, India, Turchia diversificano dai dollari per approvvigionarsi del metallo prezioso: un trend destinato ad accelerare se Cina e India volessero anche solo avvicinarsi ai livelli occidentali di copertura delle riserve attraverso lingotti.

E' lo scenario descritto da Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte, che vede l'atteggiamento di Trump culminato con dazi stellari e la voglia di disimpegno militare da teatri che non siano l'Indo-pacifico come "imperial fatigue", stanchezza imperiale. Per la Borsa, che oggi si sente 'abbandonata' dai vincoli della Fed da una parte, e dal disinteresse di un'amministrazione Trump più attenta al suo elettorato popolare, "questo periodo è quello più pericoloso", spiega Cesarano. Deve prima finire la fase negoziale sui dazi, che si prolungherà almeno fino a giugno, e poi sarà possibile "un buon finale su mercati a fine anno".

Ue: “Buona telefonata Von der Leyen-Meloni su viaggio Usa”

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha avuto una "buona telefonata" con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in cui quest'ultima l'ha informata sull'incontro di ieri alla Casa Bianca con il presidente Donald Trump. Lo riferisce una portavoce della Commissione europea.

Trump ha accettato invito a Roma, si valuta incontro Ue

“Il presidente Trump ha accettato l'invito del primo ministro Meloni a recarsi in visita ufficiale in Italia nel prossimo futuro. Si sta inoltre valutando la possibilità di organizzare, in tale occasione, un incontro tra Stati Uniti ed Europa”. È quanto si legge nella dichiarazione congiunta dei leader di Italia e Stati Uniti diffusa dalla Casa Bianca dopo l'incontro di ieri tra Giorgia Meloni e Donald Trump.

Urso: “Incontro Meloni-Trump ha messo su strada giusta negoziato Usa-Ue”

La missione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Washington è stata “sicuramente di grande successo, soprattutto a fronte del contesto così” difficile. “Una missione che ha messo sulla strada giusta - quella del negoziato, del dialogo - il confronto tra l'amministrazione Trump e la Commissione europea, con cui Giorgia Meloni si è ovviamente confrontata sia prima che dopo la missione, a dimostrazione dello spirito europeo che ha mosso questa missione bilaterale dell'Italia a Washington”. Così il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, a margine della visita allo stabilimento di riposto (Ct) dell’azienda dolciaria Dolfin. “Lo stesso presidente Trump ha detto che il suo obiettivo è appunto quello di giungere con l'Europa a un confronto che porti poi all'accordo e penso che Giorgia Meloni abbia dato tutto il senso della missione quando ha detto che il nostro obiettivo è riunificare l'occidente”, ha continuato Urso.

Dazi, JD Vance a Roma da Meloni: “Continua dialogo per il negoziato Ue”

"Vorrei anche parlare con il Primo Ministro di alcune relazioni economiche molto importanti tra l'Italia e gli Stati Uniti. Ma, ovviamente, stiamo conducendo importanti negoziati commerciali non solo tra l'Italia e gli Stati Uniti, ma anche con l'intera Unione Europea. Ne abbiamo parlato a lungo ieri con il Presidente e oggi daremo seguito a quelle conversazioni". Così il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, prima del bilaterale con la premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi.

Deutsche Bank: “Investitori cinesi stanno vendendo Treasury”

I clienti cinesi di Deutsche Bank stanno riducendo la loro esposizione verso i Treasury americani in favore del debito europeo - con acquisti sul bund tedesco, sui Btp o i bonos spagnoli - dopo l'elevata incertezza creata da Trump con i dazi. "Abbiamo osservato una diversificazione con uscite dal dollaro nei portafogli degli investitori cinesi", dice a Bloomberg Lilian Tao, responsabile delle vendite su Cina e mercati emergenti globali della banca tedesca. "Sempre più clienti hanno cominciato a guardare ai bund tedeschi, ai mercati di Spagna o Italia cui finora non avevano prestato grande attenzione".

Spread Btp-Bund scende ancora, rendimento a 3,64%

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre stabile a 118 punti base, per poi scendere a 117,5. Il rendimento si attesta al 3,64%.

Dazi, Confindustria: “Il Pil rallenterà”

I dazi e l'incertezza causeranno una minore crescita di -0,3% del Pil italiano nel 2025-2026, a causa di una più bassa dinamica dell'export di beni (-1,2%) e degli investimenti in macchinari (-0,4%). Lo spiega il Centro studi di Confindustria, lanciando anche un allarme per il comparto industriale già a rilento negli scorsi mesi: “Dazi e incertezze possono causare una crisi strutturale”.

Dazi, nuova telefonata Meloni-Ursula von der Leyen

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, avranno nella giornata di oggi un colloquio telefonico per fare il punto dopo l'incontro di Meloni di ieri con il presidente americano, Donald Trump, alla Casa Bianca. Lo rende noto una portavoce della Commissione europea. Al centro del colloquio i negoziati commerciali con gli Stati Uniti.

Istat, export di febbraio: “Crollo del 9% verso gli Usa”

L'export italiano sale a febbraio 2025 su base annua dello 0,8% in termini monetari, Ma se aumenta in modo consistente quello verso alcuni paesi europei come Germania e Spagna, tracolla quello verso gli Stati Uniti con un -9,6%. Lo si legge nella nota Istat sul commercio estero.

Cina, stop all’import del gnl Usa da febbraio

La Cina ha bloccato completamente da oltre dieci settimane le importazioni, scrive il Financial Times sulla base di dati delle spedizioni. Tutto nel mezzo della guerra commerciale fra le due superpotenze, tra dazi e controdazi. Secondo il Financial Times, non ci sono state più spedizioni da quando il 6 febbraio è arrivata nella provincia cinese del Fujan una nave cisterna con 69 mila tonnellate di Gnl dal Texas. Una seconda nave cisterna, che non è riuscita ad arrivare in Cina prima che il 10 febbraio scattassero i dazi al 15% sul Gnl americano, è stata 'dirottata' verso il Bangladesh, ricostruisce il giornale, ricordando come durante il primo mandato di Trump alla Casa Bianca lo stop alle importazioni di Gnl americano andò avanti per più di un anno.

La Cina risponde agli Usa: “Nuove tariffe sulle navi dannose per tutti”

“Le nuove tasse portuali decise dagli Stati Uniti sono dannose per tutti”. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Pechino in merito ai nuovi dazi alzati da Washington sulle navi di fabbricazione cinese. “Contro queste ulteriore tariffe, la Cina prenderà tutte le misure necessarie a difendere i propri legittimi diritti e interessi – ha aggiunto – Esortiamo gli Stati Uniti a rispettare le norme multilaterali e mettere fine immediatamente a queste pratiche scorrette”.

Mercati asiatici, la Cina chiude debole

Chiusura mista per le Borse asiatiche nell'ultima seduta settimanale, con gli investitori che tengono d'occhio i colloqui tra i Paesi sulle tariffe doganali proclamate dalla Casa Bianca Shanghai cede lo
0,11%, Shenzhen poco mossa in rialzo dello 0,18%. Chiusa per festività la Borsa di Hong Kong. Seul sale invece dello 0,5%.

Tokyo, il Nikkey chiude in rialzo

La Borsa di Tokyo chiude in rialzo in un clima di attesa in assenza di sviluppi importanti nella guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti e mentre la maggior parte dei mercati sono rimasti chiusi per il weekend di Pasqua.
L'indice principale Nikkei sale dell'1,02% a 34.730 punti, il Topix guadagna l'1,14% a 2.559 punti. Le aziende giapponesi di semiconduttori hanno chiuso la seduta in rosso, come Advantest (-2,26%) e Tokyo Electron (-1,48%).

Petrolio, Brent sale del 3%

Inizio di mattinata con prezzo del Brent in forte ascesa. Il barile vale infatti 67,85 dollari al barile, con un incremento pari a 3,02 punti percentuale.

Wall Street e Borse europee: mercati chiusi per il Venerdì Santo

Dopo una seduta in generale ribasso a New York, con il titolo di UnitedHealth (-22%) che ha affossato il Dow Jones a -1,33%, oggi i mercati rimangono chiusi da Wall Street all’Europa in occasione del Venerdì Santo o Good Friday.

Trump: “Accordi con tutti entro un mese”

Il presidente Donald Trump ha dichiarato di voler negoziare accordi commerciali con ogni paese, inclusa la Cina. "Concluderemo un accordo con tutti. Penso che entro le prossime tre o quattro settimane, forse si potrebbe concludere tutto", ha detto ai giornalisti, come riporta la Cnn.

Borsa: Shanghai apre a -0,30%, Shenzhen a -0,13%

Le Borse cinesi aprono la seduta in territorio negativo nel mezzo delle tensioni commerciali Cina-Usa: l'indice Composite di Shanghai sale dello 0,30%, a 3.270,35 punti, mentre quello di Shenzhen segna una flessione dello 0,13%, a quota 1.877,93. Chiusa per festività la Borsa di Hong Kong.

Borse asiatiche: Tokyo apre a -0.02%

L'ultima seduta di settimana per la Borsa di Tokyo si apre nel segno della cautela. In apertura l'indice Nikkei apre a quota 34.369,98 (-0,02%). Lo yen arretra dai massimi in 7 mesi sul dollaro, a 142,30, ed è stabile al cambio con l'euro a 161,80.

Paesi Brics: rimuovere le barriere al commercio agricolo

I ministri dell'agricoltura dei BRICS si sono impegnati giovedì a "eliminare le barriere commerciali" che sono "incompatibili" con gli standard internazionali e hanno concordato di approfondire la cooperazione all'interno del blocco per garantire l'approvvigionamento alimentare e mitigare la volatilità dei prezzi. In una dichiarazione congiunta rilasciata dopo l'incontro che hanno tenuto in Brasile, che quest'anno detiene la presidenza di turno del forum, hanno affermato che lavoreranno "per il rafforzamento di un sistema commerciale multilaterale basato su regole, non discriminatorio, aperto, giusto, inclusivo, equo e trasparente".

Usa confermano tasse portuali contro le navi cinesi per rilanciare la cantieristica

L'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (Ustr) ha confermato una serie di azioni annunciata a febbraio per combattere il predominio cinese nella cantieristica navale globale, con l’obiettivo dichiarato di rilanciare l’industria cantieristica americana e allo stesso tempo mitigare potenziali interruzioni al commercio e al trasporto marittimo internazionale. Rispetto all’annuncio di febbraio, dopo le proteste dell’industria, sono state introdotte delle esenzioni per i proprietari di navi che operano nei Grandi Laghi, nei Caraibi e nei territori statunitensi,

Brooklyn Navy Yard, il cantiere navale di New York ora dismesso
Brooklyn Navy Yard, il cantiere navale di New York ora dismesso 

Tra le numerose misure annunciate:

Tasse portuali per le navi cinesi: i proprietari e gli operatori di navi cinesi saranno soggetti, entro 180 giorni, a tasse portuali iniziali di 50 dollari per tonnellata netta, che aumenteranno a 80 dollari all’anno per i prossimi tre anni.

Tasse su navi costruite in Cina: gli operatori di navi costruite in Cina pagheranno 18 dollari per tonnellata netta o 120 dollari per container tra sei mesi, con aumenti progressivi nei tre anni successivi.

Tasse su navi da trasporto auto costruite all’estero: fissate a 150 dollari per veicolo, con via tra sei mesi

Esenzione /1: Nessuna tassa per le navi portarinfuse che arrivano vuote per caricare esportazioni statunitensi.

Esenzione /2: Ordinare navi costruite negli Stati Uniti comporterà l’esenzione dalle tasse fino a tre anni.

Esenzione /3: Sono esclusi i proprietari di navi che operano nei Grandi Laghi, nei Caraibi e nei territori statunitensi,

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