Economia

Borse e dazi, le news di oggi. Trump apre a un accordo, Pechino: “Possibile ma basta minacce”

Borse e dazi, le news di oggi. Trump apre a un accordo, Pechino: “Possibile ma basta minacce”
Secondo il Wall Street Journal, la Casa Bianca non ha ancora preso una decisione definitiva. Il presidente corregge anche il tiro con il criticatissimo Powell, numero uno della Fed
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MILANO – Giornata di mani tese e piccoli passi in avanti. Donald Trump prima annuncia di voler trovare un accordo con Pechino, l’acerrimo nemico, di voler ridurre i dazi, ma “non portarli a zero”. Poi smorza i toni anche con il presidente della Fed Powell che “non ho intenzione di licenziare”. Pechino ha dichiarato che le porte sono “spalancate” ai colloqui con Washington. Le rassicurazioni dell’amministrazione Usa sostengono i mercati e così le piazze Europee e Wall Street registrano una seduta positiva. I guadagni a New York si dimezzano dopo il tira e molla sui colloqui con Pechino, che avverte: “Sì a una intesa, ma basta minacce”.

Dazi, Ft: “Trump pensa a esentare i costruttori d’auto da alcune tariffe”

Secondo il Financial Times Donald Trump starebbe pensando di esentare i costruttori di automobili da alcuni dazi. Nel dettaglio, vorrebbe escludere le componenti auto dalle tariffe imposte all’import dalla Cina nella lotta al traffico di fentanyl e a quelle su acciaio e alluminio.

Wall Street, chiusura in rialzo

Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dell'1,07% a 39.606,63 punti, il Nasdaq avanza del 2,50% a 16.708,05 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,67% a 5.375,82 punti.

Dazi, Cina: “Basta minacce se Usa vogliono accordo”

"Le nostre porte sono aperte, se gli Stati Uniti vogliono parlare. Se una soluzione negoziata è davvero ciò che gli Stati Uniti vogliono, dovrebbero smettere di minacciare e ricattare la Cina e cercare un dialogo basato su uguaglianza, rispetto e reciproco vantaggio". Lo ha dichiarato oggi ai giornalisti il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, secondo una trascrizione pubblicata online dal governo cinese, come riporta la Cnn.

Mentre il Presidente Donald Trump e il Segretario al Tesoro Scott Bessent hanno assunto toni più ottimisti su un accordo commerciale con la Cina negli ultimi giorni, Jiakun lascia intendere che l'approccio americano deve cambiare. "Continuare a chiedere un accordo mentre si esercita una pressione estrema non è il modo giusto di trattare con la Cina e semplicemente non funzionerà", ha aggiunto.

Dazi, Casa Bianca: “Sul tavolo 18 proposte di accordo”

La Casa Bianca ha parlato di "centinaia di Paesi che si sono rivolti agli Stati Uniti e all'amministrazione Trump per stringere accordi" e 18 sono le proposte scritte di accordo. Lo ha detto la portavoce, Karoline Leavitt, rispondendo alle domande dei giornalisti riguardo alla politica dei dazi e alla guerra commerciale con la Cina. "Ci sono state diciotto proposte scritte presentate al nostre team commerciaile - ha aggiunto - e stiamo negoziando a nome dei lavoratori americani".

Dazi, Fed: “Forte peggioramento economico in alcuni distretti”

L'outlook economico negli Stati Uniti è "peggiorato notevolmente" in diversi distretti, con l'aumento dell'incertezza, soprattutto al riguardo dei dazi. È quanto si legge nel rapporto della Federal Reserve chiamato “Beige Book”, elaborato ogni sei settimane sulla base delle informazioni raccolte nei 12 distretti in cui opera la banca centrale statunitense. L'attività economica negli Stati Uniti è "cambiata poco" rispetto al precedente rapporto. I livelli di occupazione sono "aumentati leggermente"; l'aumento dei prezzi è stato "moderato" o "modesto", come rilevato dal precedente rapporto.

Lagarde (Bce): “Possibile taglio stime crescita a giugno”

"Gli Effetti dei dazi sono diversi da regione a regione, e lo sono più negli Usa che in Europa. Da noi stiamo Iniziando a vedere un indebolimento dei numeri di crescita e non escluderei che in giugno, quando pubblicheremo le nuove stime macro, dovremo rivedere le nostre previsioni". Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in un'intervista con il Washington Post a margine dei lavori del fondo monetario internazionale a Washington.

Dazi, Dombrovskis (Ue): “Serve più chiarezza dagli Usa”

L'Unione europea chiede "maggiore chiarezza" dagli Stati Uniti sulle loro priorità nei negoziati commerciali in corso volti a ridurre i dazi. È quanto ha dichiarato il commissario europeo per il Commercio Valdis Dombrovskis durante un evento a margine degli incontri organizzati dal Fmi e dalla Banca mondiale a Washington. "Questo impegno richiede ovviamente chiarezza da entrambe le parti", ha affermato Dombrovskis. "Da parte nostra, abbiamo avanzato delle proposte e siamo pronti a negoziare", ha assicurato il commissario europeo. "Attualmente, in effetti, auspichiamo maggiore chiarezza sulle aspettative da parte degli Stati Uniti".

Bessent: “Ancora nessun colloquio con la Cina”

Dopo indiscrezioni e dichiarazioni che hanno dato fiducia ai mercati per tutto il giorno, riguardo al possibile allentamento della morsa dazi sul commercio, Scott Bessent ha raffreddato gli entusiasmi. Gli Stati Uniti "non stanno ancora" parlando con la Cina di tariffe, ha detto ai giornalisti a margine degli Spring meetings di Banca Mondiale e Fmi. "Credo che entrambe le parti stiano aspettando di parlare tra loro", ha aggiunto, lasciando intendere che nessun colloquio è stato ancora avviato. Trump, ha detto, “non ha offerto unilateralmente di rimuovere i dazi” a Pechino.

Kering: vendite in calo del 14% nel trimestre, pesa Gucci

Il gruppo del lusso Kering nel primo trimestre del 2025 ha registrato vendite in calo del 14% a 3,88 miliardi di euro, ancora una volta appesantito dal suo marchio di punta Gucci. Nel periodo in esame, infatti, i ricavi di Gucci sono stati pari a 1,6 miliardi, con una flessione del 24% su base trimestrale.

Dazi, l’allentamento delle tensioni rasserena i mercati: Borse europee tutte in rialzo

Borse europee positive nel finale mentre corrono gli indici a New York (Dow Jones +2,5% e Nasdaq +4%) all'indomani dell'apertura del presidente Usa Donald Trump sui dazi alla Cina. Francoforte (+3,4%) si conferma regina, seguita da Parigi (+2,55%), Madrid (+1,6%), Milano (+1,5%) e Londra (+1,15%).

Milano, Piazza Affari chiude in positivo

Chiude in rialzo Piazza Affari: dopo la chiusura delle contrattazioni, l'indice Ftse Mib risulta in rialzo dell'1,42% a 36.457 punti. La retromarcia per ora solo annunciata dei dazi Usa sulla Cina spinge soprattutto i titoli del lusso, da Puma (+5) a Pandora (+4,84%), Kering (+4,1%), che diffonde i conti trimestrali a Borsa chiusa, Lvmh (+4%), Cucinelli (+2,25%) e Moncler (+1,78%). Acquisti anche sui produttori di software Sap (+10,82%) e Capgemini (+3,83%) e di semiconduttori St (+6%), Asm (+5,7%) e Infineon (+5,36%).

In luce gli automobilistici Stellantis (+3,57%), Mercedes (+3,68%) e Bmw (+3,5%), più cauta invece Ferrari (+1,37%). Rimbalzano i produttori di cavi e materiali elettrici Schneider (+6,21%), Prysmian (+5,18%), e Nexans (+3,64%). In campo bancario si evidenziano Standard Chartered (+6,75%), Barclays (+5,55%), Mps (+4,66%), Commerzbank (+4,65%) e SocGen (+4,38%). Positive anche Popolare Sondrio (+3,12%), Unicredit (+2,83%), Intesa (+2,75%), Mediobanca (+2,6%) e Bper (+2,56%). Più cauta Banco Bpm (+1,84%)

Btp-Bund, spread in calo a 113 punti

Chiusura in calo per lo spread tra Btp e Bund in un contesto di generale rialzo per i rendimenti della curva euro. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark e Il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 113 punti dai 117 punti della chiusura di ieri.

Bessent: “Modello cinese deleterio, c’è possibilità di intesa”

Il modello economico di Pechino, che dà priorità alle esportazioni, "non è sostenibile" e danneggia sia la Cina che "il resto del mondo". Lo ha dichiarato mercoledì il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, durante un discorso tenuto a margine degli Spring meetings del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, a Washington. Esiste "l'opportunità per un grande accordo con la Cina" sul commercio, "se vogliono riequilibrare, facciamolo insieme", ha aggiunto. Bessent ha poi dichiarato che più di 100 Paesi si sono già rivolti agli Stati Uniti per mitigare i dazi e “con l’intenzione di riequilibrare il commercio globale”.

Trump: “Con Cina faremo un accordo equo”

"Avremo un accordo equo con la Cina". Lo ha detto Donald Trump parlando dei dazi con i reporter alla Casa Bianca. Le rassicurazioni delle ultime ore su un ammorbidimento della guerra commerciale ha galvanizzato i mercati.

Usa, indice Pmi: l’economia rallenta, migliora manifatturiero

L'indice Pmi composito statunitense flash è sceso a 51,2 ad aprile, rispetto a 53,5 a marzo, indicando la crescita più lenta dell'attività del settore privato in 16 mesi. L'attività dei servizi ha rallentato (51,4 contro 54,4), mentre il settore manifatturiero è migliorato (50,7 contro 50,2). Le aspettative delle imprese per l'anno a venire sono scese a uno dei livelli più bassi registrati dall'inizio della pandemia, mentre i prezzi di beni e servizi sono aumentati al ritmo più rapido da poco più di un anno, con un aumento particolarmente marcato registrato per i prodotti manifatturieri, legato ai dazi.

Wall Street accelera, Dj +2,77%

Wall Street accelera. Il Dow Jones sale del 2,77% a 40.267,95 punti, il Nasdaq avanza del 4,21% a 16.988,03 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso del 3,27% a 5.461,12 punti.

Bessent e Lutnick hanno convinto Trump a non cacciare Powell (Wsj)

Donald Trump ha deciso di non rimuovere Jerome Powell dopo che il segretario al Tesoro Scott Bessent e il quello al commercio Howard Lutnick lo hanno messo in guardia sulle conseguenze di una tale azione. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Bessent e Lutnick gli hanno detto che la rimozione di Powell avrebbe causato caos sui mercati e una dura battaglia legale. Lutnick gli ha anche spiegato che rimuovere Powell non voleva automaticamente dire che ci sarebbe stato un cambio di politica monetaria perché gli altri membri del board della Fed condividono probabilmente l'approccio di Powell.

Gli Usa valutano un taglio dei dazi alla Cina (Wsj)

L'amministrazione Trump sta valutando la possibilità di ridurre i dazi sulle importazioni cinesi, in alcuni casi dimezzandoli, nel tentativo di allentare le tensioni con Pechino. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Donald Trump non ha al momento preso una decisione definitiva. Le tariffe alla Cina potrebbe scendere fra il 50 e il 65%, ma è anche allo studio un approccio a più livelli, con dazi al 35% sui beni dalla Cina non ritenuti una minaccia alla sicurezza e al 100% per i prodotti invece considerati strategici per gli interessi americani.

L’Europa allunga il passo con Wall Street, Milano +1,2%

Allungano il passo le principali Borse europee sulla scia dell'avvio positivo degli scambi negli Usa, con il Dow Jones in rialzo del 2,5% e il Nasdaq del 3,8%. La migliore è Francoforte (+2,4%), seguita da Parigi (+2,05%), Milano (+1,2%), Madrid (+1%) e Londra (+0,95%). Sui mercati prevale l'apertura del presidente Usa Donald Trump, che si è detto pronto ridurre i dazi sulla Cina ma non ad azzerarli. Si mantiene stabile a 113,5 punti lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in calo di 0,3 punti al 3,6% e quello tedesco in rialzo di 2,8 punti a quasi il 2,47%. In rialzo il dollaro sopra quota 0,87 euro e 0,75 sterline. In ribasso l'oro (-0,63% a 3.309,5 dollari l'oncia) e il greggio (Wti -0,55% a 63,32 dollari al barile), mentre azzera il rialzo il gas a 34,2 euro al MWh.

A balzare sono soprattutto i titoli del lusso, da Puma (+5,23%) a Pandora (+4,52%), Kering (+4,1%) in vista dei conti trimestrali a Borsa chiusa, Lvmh (+3,39%), Cucinelli (+2,03%) e Moncler (+1,8%). Acquisti anche sui produttori di software Sap (+9,83%) e Capgemini (+3,83%) e di semiconduttori Be (+11,88%), Asm (+6,68%) ed Stm (+5,72%). In luce gli automobilistici Stellantis (+3,49%), Bmw (+2,81%) e Porsche (+2,75%), più cauta invece Ferrari (+0,8%). Rimbalzano i produttori di cavi e materiale elettrico Prysmian (+7,57%), maglia rosa in Piazza Affari, Schneider (+5,66%) e Nexans ((+3,81%). In campo bancario balzo di Standard Chartered (+6,36%), Barclays (+4,75%), Mps (+4,2%), SocGen (+3,82%) e Commerzbank (+3,69%). Brillanti anche Popolare Sondrio (+2,92%), Bper (+2,71%), Unicredit (+2,45%), Intesa (+2,29%) e Banco Bpm (+2,04%).

Wall Street apre in volata con Trump, Tesla svetta

Wall Street apre positiva con l'apertura di Donald Trump alla Cina e le rassicurazioni del presidente su Jerome Powell. Il Dow Jones sale dell'1,86% a 39.929,19 punti, il Nasdaq avanza del 3,44% a 16.863,81 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso del 2,55% a 5.423,28 punti. Dopo un trimestre deludente, l'annuncio di Musk di voler dedicare più tempo alla gestione e meno alla politica mette le ali a Tesla che avanza del 3,56%. Svetta anche Boeing di quasi l'8% nonostante i conti inferiori alle attese.

Fmi: “A Paesi Ue serve un piano credibile per spese difesa”

L'impatto di una maggiore spesa per la difesa in Europa dipenderà "dalle modalità di finanziamento, dalla risposta della politica monetaria agli shock della domanda e dalle ricadute regionali. Potrebbero tuttavia emergere vulnerabilità di bilancio se i paesi non riuscissero a delineare un piano credibile per finanziare gradualmente una maggiore spesa che includa un mix di aumenti delle tasse e tagli della spesa". Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale.

Ue: “Dazi danneggeranno l'economia Usa più della nostra”

“I dazi sono economicamente ingiustificati, danneggeranno l'economia europea e, ancor di più, quella degli Stati Uniti". Lo ha detto il commissario Ue per l'Economia, Valdis Dombrovskis, ai microfoni della Cnbc a Washington, ribadendo l'appello a evitare una guerra commerciale.

EU Commissioner for Economy and Productivity, Implementation and Simplification Valdis Dombrovskis delivers a doorstep statement before the Informal Meeting of EU Ministers for Economic and Financial Affairs and Central Bank Governors (ECOFIN) in Warsaw, Poland, on April 11, 2025. (Photo by Wojtek RADWANSKI / AFP)
EU Commissioner for Economy and Productivity, Implementation and Simplification Valdis Dombrovskis delivers a doorstep statement before the Informal Meeting of EU Ministers for Economic and Financial Affairs and Central Bank Governors (ECOFIN) in Warsaw, Poland, on April 11, 2025. (Photo by Wojtek RADWANSKI / AFP) 

"La politica dell'Ue" nei confronti di Pechino "si fonda sulla riduzione del rischio, non sul disaccoppiamento" economico: "condividiamo tuttavia con gli Stati Uniti una serie di preoccupazioni, in particolare riguardo alla sovraccapacità industriale cinese e alle pratiche non di mercato, e siamo pronti a collaborare con Washington per affrontare questi problemi. Ma imporre dazi contro di noi non è il modo migliore per mantenere alleati".

Boeing, primo trimestre in perdita ma meglio delle stime

Boeing ha annunciato una perdita netta inferiore alle aspettative dei mercati nel primo trimestre, beneficiando della ripresa delle consegne nel settore commerciale, per il quale ha confermato gli obiettivi di produzione. Tra gennaio e marzo, il produttore di aeromobili ha generato un fatturato di 19,50 miliardi di dollari (+18% rispetto all'anno precedente) e una perdita netta di 123 milioni di dollari. Le previsioni di consenso degli analisti prevedevano rispettivamente un fatturato di 19,56 miliardi di dollari e una perdita netta di 550 milioni di dollari.

Fitch taglia le stime del mercato auto

Fitch Ratings ha modificato le sue prospettive per il 2025 per il settore automobilistico globale da "neutrale" a "in peggioramento" a causa dei dazi annunciati dall'amministrazione statunitense sulle importazioni di auto. “È probabile che questi dazi comportino tagli alla produzione e un aumento dei costi – si legge nell’analisi – ci si attende che le case automobilistiche aumentino i prezzi in tutto il mondo per compensare i dazi statunitensi”.

Borse europee, seduta positiva. Milano +1%

Procedono a passo spedito le Borse europee a metà seduta, mentre si muovono in buon progresso anche i future a Wall Street (+1,9% su Dow Jones, +2,8% sul Nasdaq e +2,4% sullo S&P) dopo il rimbalzo della vigilia. Milano viaggia in progresso dell'1,09%, Francoforte del 2,67%, Parigi del 2,35%, Madrid dell'1,05%.

Sull'azionario a Piazza Affari, rimbalzano Prysmian (+5,1%) e St (+4,7%) sulle prospettive di una tregua tra Usa e Cina sui dazi. Corre anche Nexi (+4,2%), che festeggia l'aumento dei ricavi nel primo trimestre annunciato ieri. Contrastate le utility che arretrano dopo i guadagni di martedì, mentre sale Saipem (+1,5%) in attesa della pubblicazione della trimestrale a mercato chiuso. Pesante Generali (-1,8%) alla vigilia dell'assemblea per il rinnovo del cda.

Petrolio, prezzi in rialzo: salgono Brent e Wti

Prezzi del petrolio in aumento spinti dalle speranze di una riduzione dei dazi statunitensi nei confronti della Cina in seguito alle dichiarazioni di Donald Trump. Il Brent del Mare del Nord con consegna a giugno è salito dell'1% a 68,18 dollari e il suo equivalente americano, il West Texas Intermediate, con consegna a maggio ha guadagnato l'1,15% a 64,40 dollari.

Usa, Goldman Sachs taglia le stime del Pil di 2 punti

"Ci aspettiamo che la crescita del Pil degli Stati Uniti rallenti dal 2,5% dello scorso anno a solo lo 0,5% quest'anno (quarto trimestre su quarto trimestre), principalmente a causa dell'aumento dei dazi, delle condizioni finanziarie più restrittive e della maggiore incertezza politica”. Sono le stime contenute in una analisi di Goldman Sachs sulla crescita degli Stati Uniti. Le previsioni sono d’accordo con quelle del Wto e del Fmi che indicano un generale rallentamento delle economie mondiali a causa dei dazi e della incertezza sulle politiche commerciali.

"Utilizzando un set di dati giornaliero con le ultime letture di 45 indicatori economici in tempo reale, scopriamo che le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, gli indici manifatturieri della Fed di Philadelphia, i servizi Ism e - sorprendentemente - il tasso di disoccupazione, sono stati gli indicatori più tempestivi di un rallentamento della crescita. Nelle recessioni precedenti, dove è stato possibile identificare un catalizzatore chiave (come gli shock petroliferi degli anni Settanta), sono stati necessari circa quattro mesi prima che i dati concreti si indebolissero in tempo reale. Le componenti di aspettative dei sondaggi sulle imprese si sono invece indebolite molto prima, circa un mese dopo lo shock", prosegue il report della banca americana.

Unicredit, Commissione Ue: “Golden power deve essere proporzionato”

"Non commentiamo casi individuali". Lo afferma il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier interpellato al briefing quotidiano con la stampa sulle modalità di esercizio del golden power da parte del Governo italiano su Unicredit-Banco Bpm. "Dal punto di vista della sicurezza e dell'ordine pubblico, gli Stati membri mantengono la responsabilità di attuare soluzioni per le libertà di mercato attraverso le loro leggi nazionali - aggiunge - e, ovviamente, ciò che è molto importante per noi è che queste restrizioni alle libertà individuali siano consentite solo se proporzionate e basate su un legittimo interesse pubblico".

Volvo, crolla l’utile del 30%: “Pesano dazi e incertezza”

Volvo Group ha annunciato un calo del 30% dell'utile netto nel primo trimestre e un calo del 9% nelle vendite di veicoli a causa dell'incertezza sui dazi di Donald Trump. "I recenti dazi e altre restrizioni commerciali imposte o contemplate dagli Stati Uniti e da altri Paesi hanno aumentato significativamente l'incertezza riguardo alle condizioni commerciali nei mercati in cui opera il gruppo, nonché nelle catene di fornitura globali e regionali", ha affermato il gruppo in una nota. "La situazione è in rapida evoluzione, è complessa da valutare e non è possibile fare previsioni sugli sviluppi futuri, sui potenziali impatti sul gruppo o sulla possibilità che le restrizioni commerciali colpiscano il Gruppo Volvo in modo più grave rispetto ai suoi principali concorrenti", ha affermato.

Ue: “Decisione su Apple e Meta non c'entra con dazi”

Nelle multe decise dalla Commissione su Apple (500 milioni) "si tratta di applicazione delle normative, non di commercio. Sono questioni distinte, completamente separate. Abbiamo un regolamento e lo stiamo applicando". Lo ha detto la portavoce della Commissione europea Arianna Podestà nel corso del briefing quotidiano con la stampa. "Avevamo una decisione in corso, che richiedeva del tempo. Abbiamo concluso il lavoro tecnico" al riguardo e "abbiamo redatto la decisione". C'erano "aspetti legali da considerare" e quando la decisione è stata pronta "l'abbiamo adottata".

Cottarelli: “Usa si lamentano di burocrazia Italia? Anche noi”

"Gli americani si lamentano del fatto che c'è troppa burocrazia in Italia: venite a dirlo a noi? Questo è un ostacolo per le imprese americane, ma è un ostacolo anche per le nostre imprese". Lo ha affermato Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatorio conti pubblici italiani dell'Università Cattolica di Milano, a margine della presentazione del rapporto 2025 sullo stato dell'economia fiorentina, stilato dalla Camera di commercio.


Dagli Usa, ha proseguito Cottarelli, "si lamentano del fatto che nonostante la politica dei dazi sia unica, loro hanno a che fare con 27 agenzie delle dogane, perché in Europa non abbiamo deciso di fare una fusione delle agenzie delle dogane: tutte cose che possiamo fare, quindi bisognerà trovare una via di mezzo".

Francoforte allunga +3,1% con i futures Usa

Allungano ancora il passo le Borse europee dietro ai futures Usa. In testa c'è Francoforte che guadagna oltre il 3,1% grazie a Sap: è in volo del 10% per la trimestrale migliore delle attese e trascina altri tecnologici come i gruppi di semiconduttori. Il calo di tensione nei rapporti fra Trump e Powell e soprattutto sul fronte dei dazi spinge Parigi in rialzo del 2,3%, Milano di un più modesto 1,5%. A Piazza Affari brillano Stm e Nexi (entrambe +4,8%) quest'ultima sulla scia dei ricavi preliminari saliti del 3,7% nel trimestre.

Europa allunga, Francoforte +2,6%

Le Borse europee sono i deciso rialzo sulla scia dei futures su Wall Street, grazie al clima mitigato dalle ultime esternazioni di Donald Trump sui dazi e sulla Fed. Poco effetto hanno gli indici Pmi sulle aspettative dei direttori agli acquisti che hanno retto tutto sommato agli annunci dei dazi Usa cominciati con il 'liberation day' il 2 aprile. Francoforte è la migliore (+2,6%), poco impressionata dal Pmi composito sceso al 49,7, segnale di un'economia in stagnazione. Gli acquisti in Borsa premiano tutti i settori eccetto le utilities. Stesso discorso per Parigi (+2%) dopo il Pmi composito al 47,3.

L'indice Pmi della zona Euro stabile, ad aprile a 50,1

Nella zona Euro l'indice Pmi composito della produzione si è posizionato ad aprile su 50,1, solo marginalmente superiore alla soglia di non cambiamento, "registrando un andamento generalmente stabile dell'attività economica all'inizio del secondo trimestre dell'anno". Il Pmi della produzione manifatturiera, si legge in una nota, è salito a 51,2, valore massimo in 35 mesi.

Indice Pmi in Germania sotto soglia 50, “ma resiste ai dazi”

La Germania torna in contrazione ad aprile, con il suo modello di crescita basato sulle esportazioni che "sta affrontando alcune sfide serie". Nonostante questo "la politica tariffaria degli Stati Uniti non ha ancora causato un crollo importante nel settore manifatturiero. Anzi, i produttori sono riusciti ad aumentare la produzione per il secondo mese consecutivo e hanno persino registrato un leggero aumento degli ordini di esportazione, cosa che non si vedeva dall'inizio del 2022". Così gli economisti della Hamburg Commercial Bank commentano gli indici Pmi di S&P di aprile.

Usa: “Pronti ad aiutare l'Argentina in caso di shock globale”

Gli Stati Uniti forniranno a Buenos Aires una specifica linea di credito nel caso in cui uno shock globale mettesse a repentaglio la ripresa economica dell'Argentina: lo ha annunciato il segretario al Tesoro, Scott Bessent, confermando così i solidi rapporti tra i due Paesi. "Se l'Argentina ne avesse bisogno, in caso di shock esterno, e se Milei mantiene la rotta, saremmo disposti a ricorrere all'Esf (fondo di emergenza creato presso il Dipartimento del Tesoro, ndr)", ha affermato Bessent durante un evento di JP Morgan a Washington.

Cina a Trump, 'porta su colloqui commerciali è spalancata'

Pechino è disposta ad avviare i colloqui commerciali con gli Usa, all'indomani dell'annuncio del presidente americano Donald Trump secondo cui i pesanti dazi al 145% decisi sulle importazioni dei beni made in China sarebbero stati ridotti una volta raggiunto un accordo. "La Cina ha sottolineato fin dall'inizio che non ci sono vincitori nelle guerre tariffarie e commerciali", ha commentato sul punto il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, per il quale "la porta per i colloqui è spalancata". . "Se dobbiamo combattere, andremo fino in fondo, ma le porte del dialogo restano spalancate", ha comunque affermato Guo Jiakun.

Shanghai chiude a -0,10%, Shenzhen a +0,77%

Le Borse cinesi chiudono contrastate una seduta volatile, nel mezzo delle incertezze sulle tensioni commerciali Usa-Cina: l'indice Composite di Shanghai cede lo 0,10%, a 3.296,36 punti, mentre quello di Shenzhen segna un rialzo dello 0,77%, a quota 1.923,38.

Europa parte di slancio

Le principali piazze europee iniziano la giornata di Borsa con slancio. Francoforte guida i rialzi, salendo del +2,28% a 21.762,88 punti. Bene anche Parigi, che avanza dell'1,52% a 7.437,54 punti. Positiva infine l'apertura di Londra, che guadagna l'1,09% a 8.419,77 punti.

Nexi corre a +3,7% dopo crescita ricavi i trimestre

Nexi corre a +3,7% dopo crescita ricavi i trimestre

Borsa: Pirelli scatta in cima al listino con upgrade Bernstein

Borsa: Pirelli scatta in cima al listino con upgrade Bernstein

Borse europee: aprono in vivace rialzo, Dax sopra 2%

Milano apre in rialzo l'odierna sessione di Borsa, con l'indice Ftse Mib che segna +1,27% attestandosi a 36.404,56 punti.

Tokyo: indice nikkei chiude a +1,89% per ottimismo su dazi

I mercati azionari asiatici hanno registrato un rimbalzo, spinti dal rinnovato ottimismo riguardo a una de-escalation della guerra commerciale tra pechino e washington, in seguito alle dichiarazioni conciliatorie di Tump e del segretario al tesoro statunitense Bessent. Alla borsa di Tokyo, l'indice nikkei ha chiuso in rialzo dell'1,89% a 34.868,63
Punti, mentre l'indice topix è salito del 2,06% a 2.584,32 punti. La borsa di Seul è salita dell'1,6%, quella di Sydney ha guadagnato l'1,33% e quella di taipei è schizzata del 4,5%. Intorno alle 6:30 gmt di Hong Kong, l'indice hang seng è balzato del 2,2%, mentre l'indice composito di shanghai è sceso dello 0,11%. A sostenere i mercati asiatici è stato il rimbalzo tecnico registrato ieri a New York, con la speranza di una possibile distensione sino-americana.

Lo spread Btp Bund è in calo in avvio a 113,5 punti

Lo spread tra Btp e Bund è in calo in avvio a 113,5 punti base dai 116,6 della chiusura di martedì.
Il rendimento del titolo di Stato italiano è pressoché invariato al 3,6 per cento.

Bene l'Asia dopo Trump su Powell e sui dazi alla Cina

Seduta positiva sui listini asiatici in scia al recupero di Wall Street e alle parole di Donald Trump che ha detto di non voler licenziare il presidente della Fed Jerome Powell, sul quale è in pressing affinché tagli i tassi. Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti secondo cui i dazi contro la Cina caleranno in modo sostanziale rispetto agli attuali livelli ha smorzato inoltre la tensione sul fronte delle guerra commerciale fra i due paesi. Non a caso sono in recupero anche il petrolio e il dollaro rispetto maggiori valute come lo yen. Tokyo è in rialzo dell'1,85%, Hong Kong guadagna il 2,3%mentre hanno limato i guadagni Shanghai (+0,11%) e Shenzhen (+0,97%).
Vola invece Taiwan (+4,5%) in un recupero trainato dal gruppo di semiconduttori Tsmc (+7%).

Xi: “Da guerre tariffarie danni a commercio multilaterale”

Le guerre tariffarie e commerciali minano "i diritti e gli interessi legittimi di tutti i Paesi, danneggiano il sistema commerciale multilaterale e hanno un impatto sull'ordine economico mondiale". Lo ha detto il presidente Xi Jinping, incontrando l'omologo azero Ilham Aliyev, in visita a Pechino. Xi, secondo i media statali, ha affermato che la Cina è disposta a collaborare con l'Azerbaigian "per tutelare il sistema internazionale con l'Onu al centro e l'ordine basato sul diritto internazionale" allo scopo di "proteggere con decisione i rispettivi diritti e interessi legittimi e di difendere l'equità e la giustizia internazionale".

Euro in calo, scambiato a 1,1378 dollari

Euro in calo questa mattina sui mercati valutari: la moneta unica europea è scambiata a 1,1378 dollari con una flessione dello 0,38% e a 161,6800 yen con una riduzione dello 0,02%.

Petrolio: in rialzo sui mercati asiatici, Brent a 68 dollari

Prezzi del petrolio in rialzo sui mercati asiatici, con i future sul Wti che salgono sopra i 64 dollari al barile a 64,18 (+0,81%) e quelli sul Brent che raggiungono i 68 dollari (+0,83%), estendendo i guadagni di oltre il 2% di ieri. A sostenere il sentiment, le nuove sanzioni statunitensi e il forte calo delle scorte di greggio Usa. Gli Stati Uniti hanno imposto nuove restrizioni a una figura chiave iraniana coinvolta nel trasporto di Gpl e greggio, alimentando le speculazioni sul fatto che le sanzioni potrebbero frenare le esportazioni da Teheran.

Wall Street: future in netto rialzo dopo rally

Future in netto rialzo a Wall Street dopo il rally di ieri, nonostante il Fondo monetario internazionale abbia tagliato le sue previsioni economiche per gli Stati Uniti e il resto del mondo, avvertendo che i dazi avrebbero inaugurato una nuova era di crescita più lenta. I future sul Dow Jones salgono dell'1,07% quelli sullo S&P 500 dell'1,44% e i future sul Nasdaq avanzano dell'1,71%.

Oro: prezzo in calo dopo i nuovi record, 3.345 dollari l'oncia

I prezzi dell'oro scendono a 3.345 dollari l'oncia, dopo aver brevemente toccato ieri un nuovo massimo storico di 3.500 dollari. Il calo è avvenuto in un contesto di ottimismo per l'allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e di minori preoccupazioni sull'indipendenza della Fed. Ieri il Segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha dichiarato di aspettarsi presto una de-escalation del conflitto commerciale con la Cina, definendo insostenibile la prolungata situazione di stallo tariffario. Nel frattempo, Donald Trump ha fatto marcia indietro sulle minacce di licenziamento del presidente della Fed Jerome Powell dopo giorni di crescenti critiche per la riluttanza della banca centrale a tagliare i tassi di interesse. Il miglioramento del sentiment generale ha indebolito l'attrattiva dell'oro come bene rifugio. Tuttavia, i lingotti rimangono in rialzo di circa il 30% dall'inizio dell'anno.

Musk torna a occuparsi di Tesla

L'utile di Tesla crolla, anche lei colpita da dazi e da “sensibilità politiche”. E Musk annuncia che da maggio lavorerà meno per l'amministrazione Usa, per tornare a dedicarsi all'azienda.

Con il peso dei dazi apre il Salone dell’auto di Shanghai, il più grande del mondo

Apre il Salone dell'automobile di Shanghai e metterà in mostra il nuovo panorama automobilistico mondiale, nonostante la tempesta di dazi che sta ostacolando le ambizioni di esportazione della Cina. Le autorità di Shanghai hanno affermato che la fiera più grande del mondo prevede la presenza di circa 1.000 espositori in 12 enormi padiglioni.

(reuters)

Trump: ridurrò i dazi a Pachino. Ma non li porto a zero

Donald Trump ha annunciato l'intenzione di ridurre gli annunciati dazi del 145% alla Cina. "I dazi sulla Cina non saranno al 145%", ha detto il Presidente. L'imposta doganale, ha aggiunto, "calerà significativamente, ma non sarà zero", ha chiarito.

Trump su Powell: “Ma vorrei vederlo un po’ più attivo”

"Vorrei vederlo un po’ più attivo" nell'abbassare i tassi, ha però chiarito il presidente Trump dopo aver frenato sulla richiesta di dimissioni o licenziamento di Powell. Trump ha più volte chiesto alla banca centrale americana un ritmo più sostenuto di allentamento monetario per sostenere l'economia.

Trump: non ho intenzione di licenziare il capo della Fed Powell

Donald Trump non ha "alcuna intenzione" di licenziare il capo della Fed, Jerome Powell. Lo ha detto il presidente parlando con i giornalisti nello Studio Ovale dopo giorni di attacchi al presidente della Banca centrale americana.

(reuters)

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