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Fondi Inail per la sicurezza: tutto su sconti e click day. I sindacati verso lo scontro

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Giovedì il confronto tra governo e parti sociali. Invitate 12 sigle sindacali. Prevista anche la premier. Cgil e Uil chiedono più ispettori e indennizzi per le famiglie. Cisl apre a un “patto”
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ROMA – La premier dovrebbe esserci. Dopo l’annuncio alla vigilia del Primo maggio di un miliardo e 250 milioni, tra fondi Inail vecchi e nuovi per la sicurezza sul lavoro, Giorgia Meloni si prepara a ricevere ben 12 sigle sindacali e poi le imprese, giovedì, dalle 10,30, nella Sala Verde di Palazzo Chigi. Accompagnata dai suoi vice Tajani e Salvini e dai ministri Giorgetti, Calderone, Urso, Foti, oltre che dal sottosegretario Fazzolari, si è data questo compito: «L’illustrazione di proposte e iniziative per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro». Ma già trapelano crepe. E le distanze con Cgil, Cisl e Uil cominciano a maturare. Specie con Cgil e Uil, visto che la Cisl è pronta all’alleanza invocata da Meloni.

A cosa pensa il governo. Cosa vogliono i sindacati

Nel mer…

ROMA – La premier dovrebbe esserci. Dopo l’annuncio alla vigilia del Primo maggio di un miliardo e 250 milioni, tra fondi Inail vecchi e nuovi per la sicurezza sul lavoro, Giorgia Meloni si prepara a ricevere ben 12 sigle sindacali e poi le imprese, giovedì, dalle 10,30, nella Sala Verde di Palazzo Chigi. Accompagnata dai suoi vice Tajani e Salvini e dai ministri Giorgetti, Calderone, Urso, Foti, oltre che dal sottosegretario Fazzolari, si è data questo compito: «L’illustrazione di proposte e iniziative per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro». Ma già trapelano crepe. E le distanze con Cgil, Cisl e Uil cominciano a maturare. Specie con Cgil e Uil, visto che la Cisl è pronta all’alleanza invocata da Meloni.

A cosa pensa il governo. Cosa vogliono i sindacati

Nel merito non si andrà molto oltre gli strumenti che Inail mette in campo da anni, con parecchi dubbi delle stesse imprese su efficacia e tempestività. Da una parte i bandi Isi, i contributi a fondo perduto del 65% fino a 130mila euro (e all’80% per i giovani agricoltori) finalizzati agli investimenti aziendali che riducono i rischi. Dall’altro lato, il potenziamento del meccanismo bonus-malus: premi Inail più bassi alle imprese “virtuose”, ovvero quelle che più spendono per la sicurezza. Nessun tipo di spazio alle richieste dei sindacati confederali: dall’istituzione del reato di omicidio sul lavoro e della procura speciale all’abolizione del subappalto a cascata e delle gare al massimo ribasso, dall’assunzione di più ispettori e medici del lavoro alla patente a punti estesa a tutti i settori e senza sconti per nessuno.

I punti di frizione

Il dialogo ci sarà. Ma già il leader della Cgil Maurizio Landini invoca la «mobilitazione» perché teme «un incontro finto come l’ultimo del 2023», all’indomani della tragedia all’Esselunga, seguito dal nulla. La segretaria Cisl, Daniela Fumarola, invita però «a dare una chance al governo per un nuovo patto sociale». Pierpaolo Bombardieri, numero uno della Uil, vorrebbe invece un intervento per sostenere le famiglie delle vittime sul lavoro, «da trattare al pari delle vittime per mafia». Come il figlio e la famiglia di Luana D’Orazio, stritolata nel 2021 da un orditoio manomesso per fare più profitti. Ma il governo non ha alcuna intenzione di aprire il capitolo di risarcimenti e rendite.

L’usato sicuro: bandi Isi e bonus-malus

Preferisce restare nel campo dell’usato sicuro. Nel caso dei bandi Isi in pochi anni Inail è salita da 50 a 600 milioni. E questi 600 milioni, appena stanziati dall’Istituto, valgono la metà dell’annuncio di Meloni. Vengono erogati in click day, spariscono in pochi secondi. Ma meno della metà dei 3,5 miliardi andati a bando tra 2010 e 2023 è stata poi assegnata. Il motivo è presto detto: per ottenere i soldi le imprese devono assumere consulenti per fare un progetto che incrementi la sicurezza, poi valutato dalla stessa Inail. Iter lungo e complesso che taglia fuori chi più ne avrebbe bisogno, le piccole imprese. Mentre la strada di potenziare le strutture di consulenza della stessa Inail per aiutare le aziende è fuori dai radar. Per il meccanismo di bonus-malus ci sono 200 milioni. Questa cifra potrebbe salire. Ma anche qui siamo lontani da un cambio di passo.

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