ROMA – Seduta a scambi ridotti oggi per i mercati mondiali. Le principali Borse asiatiche restano chiuse per festa. In Giappone si celebra il 'Kodomo no Hi', la Festa dei Bambini, in Cina è la Giornata dei lavoratori e a Hong Kong è il Compleanno di Budda. Stop anche per la Borsa di Londra per l'Early May Bank Holiday. I future di Wall Street viaggiano in calo nella settimana della Fed. Forti le pressione sul prezzo del petrolio che registra pesanti perdite in Asia dopo che l'Opec+ ha aumentato la produzione di greggio di 411 mila barili al giorno da giugno.
L'attenzione degli investitori è puntata sulla giornata di mercoledì quando il Comitato direttivo della banca centrale americana prenderà le sue decisioni in tema di politica monetaria: gli investitori scommettono però che i tassi resteranno invariati nell'attuale fascia compresa tra il 4,25% e il 4,5% e ritengono probabile che possano essere invece tagliati nella prossima riunione, quella del 18 giugno.
Wall Street, chiusura in negativo
Wall Street chiude in negativo. Il Dow Jones perde lo 0,24% a 41.218,83 punti, il Nasdaq perde lo 0,74% a 17.844,24 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,64% a 5.650,55 punti.
Dazi, Tajani: “Non servono. Sogno mercato unico Usa-Ue”
"Noi siamo un Paese di commercianti, un Paese di esportatori, e i dazi non servono a nulla. Faremo di tutto per difendere il libero commercio. Il mio sogno è quello di avere un grande mercato unico dell'Occidente, con Usa e Europa. Zero dazi da una parte e dall'altra, questo farebbe crescere di molto l'economia". Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al programma tv “4 di sera”, su Retequattro. "I dazi non convengono a nessuno, né a chi li impone né a chi li subisce, perché fanno un danno all'economia", ha aggiunto Tajani.
Trump: “Hollywood decimata ma non voglio danneggiarla con dazi”
Donald Trump ha detto difeso la sua intenzione di dazi al 100% sui film stranieri ma ha detto che non vuole danneggiare il settore e che incontrerà alcuni suoi dirigenti. "L'industria di Hollywood è stata decimata, ha abbandonato gli Usa", si è lamentato, accusando per questo anche il governatore della California, Gavin Newsom, definito "incompetente".
Wall Street prosegue poco mossa, Netflix -1,5%
La seduta a Wall Street prosegue ora poco mossa. I dazi restano al centro del dibattito statunitense, dopo che gli Usa hanno minacciato tariffe sui film prodotti all’estero. Il titolo di Netflix scivola dell'1,5%, mentre Walt Disney ha recuperato le perdite iniziali e ora si mantiene in lieve rialzo (+0,2%). Wall Street attende poi la riunione della Fed, che si concluderà mercoledì con l'annuncio sui tassi, che dovrebbero essere confermati al 4,25%-4,50%, nonostante le continue pressioni di Trump affinché la banca centrale li abbassi.
Bessent: “Alcuni accordi già in settimana”
A detta del segretario al tesoro statunitense, Scott Bessent, gli Usa sono “molto vicini ad alcuni accordi sul commercio” che “potrebbero essere annunciati questa settimana". Intanto, i media giapponesi hanno scritto che gli Usa avrebbero respinto la richiesta del Giappone di ricevere una totale esenzione dai dazi e considerano solo la possibilità di abbassare l'attuale aliquota del 14%.
Casa Bianca: “Non ancora decisione finale su film stranieri”
L'amministrazione del presidente statunitense, Donald Trump, "non ha ancora preso una decisione finale sui dazi sui film stranieri, ma sta vagliando tutte le opzioni". Lo ha detto un portavoce della Casa Bianca.
Newsom (governatore Clifornia): “Trump non ha autorità per dazi su film stranieri”
"Riteniamo che il presidente Donald Trump non abbia l'autorità di imporre dazi ai sensi dell'International Economic Emergency Powers Act, poiché i dazi non sono elencati come rimedio in tale legge". Lo ha detto Bob Salladay, senior advisor per la comunicazione del governatore della California, Gavin Newsom, al sito specializzato in spettacolo Deadline, in merito all'intenzione del presidente di mettere tariffe al 100% sulle produzioni estere. La California è il primo Stato ad aver fatto causa alla Casa Bianca contro i dazi e l'idea di imporli su Hollywood potrebbe dare il via ad una nuova azione legale.
L’Europa chiude in rialzo, tranne Parigi
Le Borse europee chiudono positive a eccezione di Parigi che cede lo 0,55% a 7.727 punti. Gli investitori guardano alla riunione della Fed di mercoledì che non dovrebbe toccare i tassi di interesse. Francoforte sale dell'1,12% a 23.331 punti, Milano +0,39%, Madrid +0,65%, mentre la Borsa di Londra è chiusa per festività nazionale.
Bessent: “Usa destinazione principale per capitali globale”
Gli Stati Uniti sono la "destinazione principale" per i capitali globali e le politiche dell'amministrazione Trump rafforzeranno questa posizione. Lo afferma il segretario al Tesoro, Scott Bessent, sottolineando che con Trump possono prosperare sia "Main Street" sia "Wall Street". Le politiche dell'amministrazione spingeranno infatti gli investimenti di lungo termine negli Usa, oltre a creare condizioni migliori per i lavoratori e le aziende americane, ha spiegato Bessent.
Milano chiude in rialzo, ok Mediobanca e Generali
La Borsa di Milano chiude in rialzo la prima seduta settimanale con il Ftse Mib a +0,39% e 38.475 punti. L'attenzione degli investitori è puntata sulla giornata di mercoledì prossimo quando il Comitato direttivo della banca centrale americana prenderà le sue decisioni in tema di politica monetaria: gli investitori scommettono però che i tassi resteranno invariati nell'attuale fascia compresa tra il 4,25% e il 4,5% e ritengono probabile che possano essere invece tagliati nella prossima riunione, quella del 18 giugno. In positivo Diasorin (+1,72%), Redordati (0,855) e Leonardo (+1,29%). Misti i finanziari: Unicredit -1,25%, Intesa +0,98%, Generali +3,22%, Mps -0,33%, Mediobanca +1,92%, Banco Bpm -0,44%. Tim in leggero calo dello 0,20% a 0,3530 euro per azione. Negativi i titoli petroliferi con il prezzo del greggio che cala di quasi il 2,5% dopo la decisione dell'Opec+ di aumentare la produzione di greggio di 411 mila barili al giorno da giugno: Eni -0,65%, Saipem -1,06%. Stellantis quasi invariata.
Dollaro in calo in attesa della Fed
Chiusura nuovamente in calo per il dollaro statunitense mentre l'impennata fulminea della sua controparte taiwanese ha alimentato le speculazioni sul fatto che alcuni Paesi asiatici fossero pronti a rivalutare le proprie monete per ottenere concessioni commerciali dagli Stati Uniti. La Fed si riunirà mercoledì e si prevede che manterrà i tassi invariati dopo il buon rapporto sull'occupazione di marzo. I mercati ora ipotizzano solo il 37% di probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed a giugno, in calo rispetto al 64% di un mese fa. Goldman Sachs e Barclays hanno entrambe spostato le loro previsioni di taglio da giugno a luglio. L'euro guadagna lo 0,32% a 1,1336 dollari mentre cede lo 0,49% sullo yen a 163,03. Dollaro in ribasso dello 0,76% a 143,8 yen.
Brent scende sotto i 60 dollari dopo aumento Opec+
Prezzi del petrolio in ribasso dopo che l'Opec+ ha deciso nel fine settimana di accelerare ulteriormente gli aumenti della produzione, alimentando le preoccupazioni per una maggiore offerta in arrivo su un mercato offuscato da prospettive incerte di domanda. I future sul greggio Brent sono scesi sotto i 60 dollari a 59,9 dollari al barile in calo del 2,3% mentre quelli sul Wti sono diminuiti del 2,6% a 56,7 dollari.
Prysmian, analisti prevedono ricavi per 4,58 miliardi nei 3 mesi
Ricavi in crescita da 3,69 oltre 4,58 miliardi di euro per Prysmian nei primi 3 mesi dell'anno. Lo prevedono gli analisti finanziari in vista della trimestrale attesa per giovedì prossimo 8 maggio prima dell'apertura di Borsa. Il margine operativo è previsto in rialzo da 412 a 510 milioni nel trimestre, mentre per l'intero esercizio i ricavi sono stimati in progresso da 17,02 a 19,28 miliardi e il margine operativo lordo da 1,93 a oltre 2,29 miliardi. Previsto in forte crescita l'indebitamento netto da 1,69 a 4,74 miliardi nel primo trimestre, mentre a fine anno gli analisti stimano un calo da 4,29 a 4,08 miliardi.
Europa viaggia cauta dopo Wall Street, Milano +0,3%
Le Borse europee si muovono caute dopo l'avvio di Wall Street in negativo con il listini che guardano alla Fed mercoledì mentre il mercato mette sotto la lente soprattutto le indicazioni che il governatore Jerome Powell darà sul futuro, alla luce dei recenti sviluppi macro e sui dazi. L'indice d'area del Vecchio Continente, lo Stoxx 600, piatto con le vendite concentrati sull'energia. A pesare è il calo del petrolio con il Wti che cede l'1,55% a 57,4 dollari e il Brent che lascia l'1,3% poco sopra i 60 dollari al barile. Il prezzo del gas perde mezzo punto percentuale e sfiora i 33 euro al megawattora. Tra le singole Piazze Milano guadagna lo 0,3% con Unipol (+1,7%), Mediobanca (+1,55%) e Generali (+1,47% ) in testa. Francoforte sale dello 0,72%. Debole Parigi che perde lo '0,66%. Madrid guadagna invece lo 0,36%. Lo spread resta stabile. Il differenziale tra Btp e Bund è sempre sui 109 punti con il rendimento del decennale italiano che scende di 3 punti base al 3,6%. Infine per i cambi l'euro si apprezza sul dollaro con la moneta unica che passa di mano a 1,1353 sul biglietto verde.
Media e big intrattenimento in calo a Wall Street con dazi Trump
I titoli delle società media e di intrattenimento calano a Wall Street con i previsti dazi di Donald Trump sui film prodotti all'estero. Netflix perde il 2,92%, Walt Disney il 2,2%, Warner Bros Discovery il 3,6% e Paramount Global il 2,23%. "Al momento non ci sono dettagli e non è chiaro come" le tariffe "saranno attuate. Se fossero adottate su larga scala finirebbero per danneggiare l'industria che puntano ad aiutare", affermano gli analisti di Barclays. Secondo alcuni osservatori è la mancanza di dettagli a innervosire perché al momento non è noto se i dazi colpiranno tutti i film prodotti all'estero o solo le produzioni non americane.
Wall Street apre in calo
Apertura in ribasso per Wall Street dopo il rally dei giorni scorsi: il Dow Jones cede 0,57%, il Nasdaq lo 0,89%, lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,75%. Ad incidere sull'andamento, i nuovi dazi annunciati da Trump sull'industria cinematografica con Netflix è in calo del 3,14% e Amazon dell'1%, mentre Walt Disney è in ribasso del 3,27%. Il focus degli investitori è inoltre puntato a mercoledì quando la Fed annuncerà la sua decisione in tema di tassi di interesse. Salvo sorprese, gli analisti prevedono all'unanimità che li manterrà invariati. A breve verranno pubblicati i dati Ism sul settore dei servizi che dovrebbe registrare un leggero rallentamento rispetto al mese precedente, pur rimanendo in territorio espansivo.
Skechers, forte rialzo nel premarket
Skechers sarà acquistata dal private equity 3G Capital, che pagherà 63 dollari per azione, in contanti, per un premio del 30% sull'attuale valutazione della società di calzature sul mercato. Una volta concluso l'affare, Skechers uscirà dalla borsa. Lo hanno annunciato poco fa le due parti. Il ceo Robert Greenberg resterà in carica anche una volta completata la transazione. Alla notizia, il titolo di Skechers è volato a +25% nel premercato.
Petrolio, prezzo in calo a 57,24 dollari al barile
l petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono l'1,80% a 57,24 dollari al barile.
Alfa Romeo: crescono le consegne, in Europa +43%
Alfa Romeo chiude il primo trimestre del 2025 con risultati in crescita. Le consegne a clienti finali crescono del 29% a livello globale rispetto allo stesso periodo del 2024, con performance robuste in Enlarged Europe (+43%) e Middle East and Africa (+9%).
Dazi, Schlein: “Governo incapace di dire a Trump che sbaglia”
"I dazi hanno già cominciato a fare danni prima che Trump li firmasse e poi li sospendesse per 90 giorni. Purtroppo il governo italiano ci ha fatto arrivare in ritardo perché non sono in grado di dire a Trump che si sbaglia. Bisogna che l'Unione europea negozi unita e compatta per sventare una guerra commerciale che pagherebbero innanzitutto imprese e lavoratori italiani", dice la segretaria del Pd Elly Schlein - parlando con i giornalisti al Nazareno - per poi rilevare che "siamo un Paese con una forte vocazione all'export. Bisogna riuscire a evitare questa commerciale perché è dannosissima".
Europa positiva aspettando Wall Street
Le Borse europee proseguono laseduta in terreno positivo, in vista dell'avvio di Wall Street dove i future sono in calo. Sui mercati resta l'incognita delle decisioni di Donald Trump sui dazi, mentre si attendono le decisioni della Fed e le parole di Jerome Powell sulle prospettive future. Poco mosso l'indice Stoxx 600 (-0,05%). Nel Vecchio continente sono in rialzo Francoforte (+0,5%), Madrid (+0,2%) e Milano (+0,1%), mentre sono negative Parigi (-0,7%) e Amsterdam (-0,3%). Scivola Bucarest (-1,6%), dopo il voto per le presidenziali e il ballottaggio tra il filoeuropeo Nicusor Dan e il candidato di estrema destra George Simion. I principali listini sono appesantiti dall'energia (-0,4%), con il prezzo del petrolio in netto calo dopo la decisione dell'Opec+ di aumentare la produzione.
Sul fronte azionario in calo il lusso (-0,9%), mentre c'è incertezza sul fronte delle politiche commerciali americane. Positive le banche (+0,1%), dove si mette in mostra Ernste group bank (+7%), dopo aver acquistato le quote degli asset polacchi di Santander (-0,2%). Sul fronte valutario il dollaro si indebolisce rispetto alle principali valute. L'euro sale a 1,1346 sul biglietto verde. Si rafforza anche la sterlina a 1,3312 e il franco svizzero a 1,2147 sul dollaro. In lieve calo i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund scende a 109 punti, con il tasso del decennale italiano al 3,60%. Poco mosso l'oro a 3.312
dollari l'oncia.
A Piazza Affari male Campari (-1%). Fiacche le banche con Unicredit (-0,8%), Mps e Banco Bpm (-0,4%). Sale Intesa (+0,5%), alla vigilia dei conti. In luce Unipol (+1,6%), Amplifon (+1,4%), Generali (+1,2%).
Milano galleggia, deboli le banche
La Borsa di Milano (+0,08%) galleggia, appesantita dalla debolezza delle banche e dell'energia. Lo spread tra Btp e Bund scende a 109 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,61%.
A Piazza Affari scivola Campari (-1,1%). Tra gli istituti di credito sono in calo Unicredit (-0,8%), in vista dei conti e delle decisioni sull'offerta per Banco Bpm (-0,6%). Vendite su Mps (+0,7%), impegnata con l'operazione su Mediobanca (+0,6%) e quest'ultima su Banca Generali (+1,4%). Positiva Generali (+0,9%). Fiacche Bper (-0,4%) e Popolare Sondrio (-0,3%). In controtendenza Intesa (+0,6%), alla vigilia dei risultati del primo trimestre.
Sul fronte dell'energia sono in flessione Eni (-0,7%), Saipem (-0,4%) e Tenaris (-0,2%), con il prezzo del petrolio in calo dopo la decisione dell'Opec+ di aumentare la produzione. Nel listino principale si mette in mostra Amplifon (+1,4%), in attesa della trimestrale. Bene anche Moncler (+1,1%) e Cucinelli (+0,8%).
Panetta: “Tensioni geopolitiche sono preoccupazione centrale per la Bce”
"Le tensioni geopolitiche sono una preoccupazione centrale anche per il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. Le barriere commerciali e l'accresciuta incertezza sono variabili chiave che dobbiamo valutare attentamente nella formulazione della politica monetaria nell'area dell'euro, poiché influenzano sia la crescita economica, sia la trasmissione delle decisioni politiche". E' quanto ha detto il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, in qualità di presidente del Consiglio dei Governatori della Banca Asiatica di Sviluppo (Asian Development Bank, Adb), ha tenuto durante la Sessione d'apertura del Consiglio dei Governatori della Banca, nell'ambito dei lavori della 58 Riunione Annuale della Banca Asiatica di Sviluppo.
Panetta, 'tensioni preoccupano Bce, preservare regole condivise
Dobbiamo "preservare le regole condivise che stanno alla base della prosperità mondiale". Lo afferma Fabio Panetta, governatore della Banca d'Italia.
"Le tensioni geopolitiche destano grandissima preoccupazione alla Bce", così come le barriere commerciali. In questo quadro "preservare l'integrazione economica e rafforzare la cooperazione internazionale è essenziale", aggiunge Panetta all'apertura ufficiale dell'Asian development bank a Milano.
Borsa: Leonardo (+1%) in rialzo, Moody's conferma rating e migliora outlook
In una seduta senza particolari spunti, sul ftse mib (-0,11%) si mette in luce il titolo di Leonardo, al momento in rialzo dell'1%, dopo essere arrivato a guadagnarne quasi due nella prima parte degli scambi. A fare da traino è il fatto che moody's ha confermato il rating "baa3", migliorando l'outlook a "positivo" da "stabile". Le azioni, del resto, vengono da un periodo particolarmente brillante, complice anche il buon momento del settore difesa con un aumento della spesa previsto negli stati europei parte della nato: Leonardo ha guadagnato oltre il 24% nell'ultimo mese e il 115% in sei mesi, mentre il rialzo da inizio anno è dell'87% circa.
Borsa Vienna: +6,5% Erste Bank, sbarca in Polonia con acquisto asset dal Santander
Erste bank svetta alla borsa di Vienna dopo lo sbarco in polonia con l'acquisizione di attività dal Santander. Il titolo del gruppo bancario austriaco attorno alle 10,30 segna un progresso del 6,5% a 62,68 euro, il maggiore dell'indice stoxx europe 600. A Varsavia il Santander Polska cede intanto il 4,6% e a Madrid il Santander avanza dello 0,3%. Erste group bank ha concordato di acquisire il 49% di Santander Bank Polska e il 50% del gruppo di gestione patrimoniale Santander tfi, per un corrispettivo totale di 7 miliardi di euro.
Mediolanum: Doris, ops Mediobanca e Mps compatibili? Per Lovaglio operazione più interessante
“Piu' che rispondere io, ha risposto Lovaglio, dicendo che l'operazione diventa ancora più interessante. E questo, lo decide chi ha lanciato l'offerta”. Così, Massimo Doris, amministratore delegato di banca Mediolanum, risponde a chi gli chiede se l'ops di Mediobanca su banca generali e quella di Mps su Mediobanca siano compatibili.In merito alla futura partecipazione di Mediolanum in Mediobanca (azionista al 3,49% con banca Mediolanum e Mediolanum vita), in caso 'conquistasse' banca generali, attiva nel wealth management, 'penso che rimarremo soci anche se saranno ancora di piu' nostri concorrentì, ha detto Doris, spiegando che l'istituto di piazzetta Cuccia lo è già diventato quando ha creato chebanca! e lo sono diventati ancora di più con la trasformazione in Mediobanca premier.
Giorgetti, Unicredit con Banco Bpm fa ciò che vuole
"No, fanno quello che vogliono". Così Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia e delle finanze, risponde a chi gli chiede se il governo possa essere contento all'ipotesi che Unicredit alla fine rinunci all'Ops su Banco Bpm. Giorgetti ha risposto così brevemente ai giornalisti a margine dell'apertura ufficiale dell'Asian development bank a Milano
Borsa: Unicredit -0,9% tra attesa trimestrale e ipotesi stop a Banco Bpm (-1,1%)
Vendite sul titolo Unicredit a Piazza Affari, dove le quotazioni dell'istituto cedono lo 0,89% a 52,15 euro. Le azioni restano sotto i riflettori in attesa del cda di domenica che sarà chiamato ad approvare i conti trimestrali, chiudendo così la stagione dei bilanci delle big italiane del credito (tutte le altre banche alzeranno il velo sui conti tra domani e venerdì). Il board potrà anche fare il punto sull'ops su Banco Bpm e, alla luce dell'assenza di riscontri da parte del governo sulla richiesta di revisione dei paletti del Golden Power, non è escluso che decida di fare un passo indietro e rinunciare così all'aggregazione.
Santander: vende 49% unità polacca a Erst per 6,8 mld, circa 50% ricavato a buyback
Banco Santander ha stipulato un accordo per vendere il 49% della sua unità polacca al gruppo austriaco Erste group bank per circa 6,8 miliardi di euro, in una delle più grandi transazioni bancarie in Europa degli ultimi anni. Erste ha inoltre concordato di acquistare da Santander il 50% del gestore patrimoniale polacco tfi, non ancora di sua proprietà, per circa 200 milioni di euro. Un accordo che consente ad Erste, una delle maggiori banche dell'Europa centrale e orientale che attualmente gestisce una società di intermediazione in polonia, di espandersi ulteriormente nel paese.
Piazza Affari corre Diasorn frena Eni
Apertura tonica per Diasorin a Piazza Affari, che inaugura la prima seduta di scambi della settimana con un guadagno dell'1,41%. Buono l'avvio anche per Leonardo (+1,39%) e Nexi (+0,97%), seguite da Amplifon (+0,63%) e Italgas (+0,63%). Sul fronte opposto Eni che parte con il freno tirato: il titolo del cane a sei zampe scivola a quota -1,53%, seguito da Saipem (-0,87%) e Tenaris (-0,78%). Segno meno anche per Iveco (-0,70%), Ferrari (-0,68%) e Stellantis (-0,68%). Avvio in rosso per le banche: Mps è la peggiore, in calo dell'1,32%. Seguono Bper (-0,98%) e Unicredit (-0,86%). Banco Bpm limita le perdite a quota -0,72%.
Borsa: petroliferi in coda con ribasso greggio
Borsa: petroliferi in coda con ribasso greggio, Eni -1,5%, Saipem -0,96%
Borsa: Europa apre fiacca, Milano -0,1% e Parigi -0,42%
Europa apre fiacca, Milano -0,1% e Parigi -0,42%, Londra chiusa
Gas: prezzo al Ttf apre in lieve rialzo a 32,70 euro
Il prezzo del gas al Ttf apre in lieve rialzo a 32,70 euro
Titoli Stato: spread Btp/Bund apre stabile a 110 punti
Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi apre stabile poco sopra i 110 punti, in linea con la chiusura di venerdì. Il rendimento dei titoli di Stato decennali si attesta in lieve rialzo al 3,627%.
Dazi: Trump annuncia tariffe del 100% sui film stranieri, "vogliamo film americani"
"L'industria Cinematografica americana sta morendo molto velocemente. Altri paesi stanno offrendo ogni sorta di incentivi per attirare i nostri registi e studi cinematografici lontano dagli stati uniti. Hollywood e molte altre aree degli stati uniti sono devastate. Questo è uno sforzo concertato da parte di altre nazioni e, quindi, una minaccia per la sicurezza nazionale. E', oltre a tutto il resto, un messaggio e una propaganda! pertanto, autorizzo il dipartimento del commercio e il rappresentante per il commercio degli stati uniti ad avviare immediatamente il processo per l'istituzione di una tariffa del 100% su tutti i film che arrivano nel nostro paese e che sono prodotti in paesi stranieri. Vogliamo film realizzati in America, di nuovo!". E' quanto scrive il presidente Trump sul social truth.
Petrolio: prezzo crolla in Asia con aumento produzione Opec
Crolla il prezzo del petrolio in Asia dopo che l'Opec+ ha aumentato la produzione di greggio di 411 mila barili al giorno da giugno. Si tratta del secondo rialzo mensile consecutivo deciso nonostante il prezzo dell'oro nero continui a scendere a causa dei timori di un eccesso di offerta e della debolezza economica. Il cartello petrolifero ha già sorpreso il mercato il mese scorso annunciando un aumento della produzione della stessa entità, più del triplo di quanto previsto.
In Asia il Wti perde il 3,9% a 56 dollari al barile e il Brent cede il 3,60% a 59,08 dollari al barile.
Euro apre in rialzo sopra quota 1,13 dollari
L'euro apre in rialzo sopra quota 1,13 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1333 dollari (+0,34%) e cala invece sullo yen a 163,46 (-0,26%). Il dollaro perde anche sullo yen a 144,26 (-0,48%). Il biglietto verde è di nuovo in calo a inizio settimana, mentre l'impennata della sua controparte taiwanese ha alimentato la speculazione che alcuni paesi asiatici siano pronti ad architettare rivalutazioni delle loro valute per ottenere concessioni commerciali dagli Stati Uniti.
Il prezzo del gas apre in calo a 32,78 euro
Avvio in calo per il prezzo del gas. Ad Amsterdam le quotazioni registrano in avvio una flessione dello 0,9% a 32,78 euro al megawattora
Shanghai e Hong Kong chiuse per festività
Le borse di Shanghai, Shenzhen e Hong Kong Le Borse di Hong Kong, Shanghai e Shenzhen sono chiuse oggi per festività.