MILANO – Dopo un’apertura cauta, le Borse europee virano in negativo a metà mattinata e chiudono contrastate. Gli occhi sono puntati sulla Federal Reserve, che secondo gli analisti non annuncerà un taglio dei tassi di interesse, e le dichiarazioni di Jerome Powell. Sul fronte dazi, pesano le parole del segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, sulle “ottime proposte” in arrivo da alcuni Paesi. In Europa l'attenzione sarà concentrata anche sugli indici Pmi servizi e sui prezzi alla produzione e in Italia terranno banco le numerose trimestrali delle società quotate, tra cui Intesa Sanpaolo.
Wall Street chiude in calo
Wall Street chiude negativa. Il Dow Jones perde lo 0,95% a 40.828,63 punti, il Nasdaq cede lo 0,87% a 17.689,66 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,77% a 5.606,84 punti.
Il premier canadese: “Ho detto a Trump di non chiamarci 51esimo Stato”
Mark Carney ha detto a Donald Trump di "smettere di chiamare il Canada il 51esimo Stato americano". Lo ha riferito il premier canadese in una conferenza stampa. "Saremo padroni a casa nostra", ha aggiunto.
Carney: “Rapport con Usa complesso”
Il premier Mark Carney ha detto che il rapporto tra Canada e Stati Uniti è complesso ma ha espresso fiducia sulla possibilità di trovare un accordo commerciale. "Ci saranno alti e bassi", ha detto in una conferenza stampa dopo il colloquio con Donald Trump, che è stato “molto costruttivo”.
Ft, Usa e Regno Unito vicini ad accordo sui dazi
Gli Stati Uniti e il Regno Unito sono vicini a un accordo commerciale che potrebbe attenuare l'impatto dei dazi di Donald Trump concedendo quote tariffarie più basse per le esportazioni di acciaio e automobili britanniche. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali l'intesa potrebbe essere firmata in settimana.
Per raggiungere un accordo, il Regno Unito ha messo sul piatto concessioni per le tasse sui servizi digitali applicate alle aziende tecnologiche internazionali, tagli ai dazi sulle esportazioni di automobili statunitensi e una riduzione dei dazi sui prodotti agricoli statunitensi. Il governo britannico ha però dichiarato che non accetterà gli standard statunitensi sulla produzione alimentare.
Trattative sui dazi, Trump: “Saremo un super store di lusso”
“Non dobbiamo essere noi a firmare gli accordi, sono loro a doverli firmare. Noi ne potremmo firmare 25 ora". Lo ha detto Donald Trump lamentandosi dei media che sottolineano l'assenza di accordi commerciali. "Ci potremmo sedere ora e io lo farò nelle prossime due settimane, ha aggiunto, sottolineando che la questione per lui importante è quella di fissare il prezzo per vendere negli Usa. "Metteremo un prezzo che le persone dovranno pagare per vendere negli Stati Uniti, pensante a noi come ad un super store di lusso", ha aggiunto.
Dazi, Trump: “Cina? Vogliono incontrarci”
"La Cina vuole incontrarci, non sta facendo affari, ora. Se non facciamo commercio con la Cina, noi non perdiamo nulla". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando dalla Casa Bianca. "La Cina vuole negoziare, ci incontreremo al momento giusto".
Dazi, Trump al Canada: “Vorrei trovare un accordo”
l presidente Usa, Donald Trump ha dichiarato che "gli piacerebbe molto" trovare un nuovo accordo commerciale con il Canada, in occasione di un incontro con il primo ministro canadese Mark Carney alla Casa Bianca. Alla domanda dei giornalisti se gli piacerebbe che il Canada fosse il primo Paese a concludere un accordo commerciale con lui, il presidente americano ha risposto: "Mi piacerebbe molto".
"Abbiamo questioni difficili da affrontare, ma andrà tutto bene", ha aggiunto Donald Trump al fianco del primo ministro canadese. "Noi vogliamo produrre le nostre auto, non vogliamo le auto del Canada, non vogliamo l'acciaio del Canada – ha precisato – abbiamo un tremendo deficit con il Canada e loro un surplus, non c'è ragione per noi di sovvenzionarlo“.
Trump a Carney: “Canada non in vendita? Mai dire mai”
Subito prima della sua visita alla Casa Bianca il premier canadese ha ribadito che il Paese “non è in vendita”, riferendosi alla volontà di Trump di fare del Canada il 51esimo Stato a stelle e strisce. "Con rispetto, l'opinione dei canadesi sulla questione del 51esimo Stato non cambierà", ha ribadito Mark Carney. “Mai dire mai – ha replicato a distanza Trump – sarebbe un bel matrimonio, vedremo”.
Trump: “Non abbiamo bisogno di nulla dal Canada”
“Perché l'America sovvenziona il Canada con 200 miliardi di dollari all'anno, insieme alla protezione militare gratuita e molte altre cose?". È quanto ha scritto Donald Trump su Truth Social, in un nuovo attacco al Canada poco prima dell'arrivo alla Casa Bianca del premio canadese. "Non abbiamo bisogno delle loro auto, non abbiamo bisogno della loro energia, non abbiamo bisogno del loro legname, non abbiamo bisogno di nulla da loro a parte la loro amicizia, che spero manterremo sempre - continua il tycoon - loro, invece, hanno bisogno di tutto da noi"
Trump: non abbiamo bisogno del Canada, ma loro di noi
Non vedo l'ora di incontrare il nuovo primo ministro del Canada, Mark Carney, e desidero tanto lavorare con lui, ma non riesco a capire una semplice verità: perchè l'america sovvenziona il Canada con 200 miliardi di dollari all'anno, oltre a fornirgli protezione militare gratuita e molte altre cose? non abbiamo bisogno delle loro auto, della loro energia, non abbiamo bisogno del loro legname, non abbiamo bisogno di nulla di ciò che hanno, a parte la loro amicizia, che speriamo di mantenere sempre. Loro, invece, hanno bisogno di tutto da noi!". Lo ha scrittoTrump, su truth social, pochi minuti prima di ricevere Carney alla casa bianca.
Milano in lieve rialzo verso chiusura, brilla Amplifon dopo conti
Piazza Affari si avvia alla conclusione della seduta in lieve rialzo dello 0,10% (Ftse Mib a 38.512 punti). In vetta ai rialzi il balzo di Amplifon : +7,34%. Ferrari: + 1,68%. Buzzi: +1,53%. Mediobanca in guadagno dell'1,19%. Amplifon nel primo trimestre 2025 registra Ricavi consolidati pari a 587,8 milioni di euro con una crescita del 2,6% a cambi costanti e a cambi correnti rispetto al primo trimestre del 2024. Fra i cali, IvecoGroup: -2,29%. Stmicroelectronics: -1,88%. Leonardo cede l'1,64%. Banco Bpm lascia sul terreno l'1,63%. Intesa Sanpaolo che ha alzato il velo sui conti del primo trimestre con utili in crescita del 13,65 e sopra le attese a 2,61 miliardi, cede l'1,31% (a 4,738 euro ad azione). Per alcuni analisti si tratterebbe però di un movimento tecnico: una presa di profitto sul titolo sul titolo che in un mese ha avuto una performance di +14,745.
Pop Sondrio: in i trim utile record e Molla presidente
Pop Sondrio: in i trim utile record a 173,3 mln (+19,3%), sopra le attese, il cda nomina presidente Pierluigi Molla
Borse Europee: chiudono contrastate, Dax -0,36%
Le principali Borse europee chiudono in lieve ribasso la seduta di scambi odierna. Francoforte segna -0,35%, Parigi -0,40%, Londra +0,03%, Amsterdam -0,10%, mentre Madrid +0,10%.
Btp: spread chiude in rialzo a 109 punti, rendimento decennale al 3,62%
Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra Btp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il Btp decennale Benchmark e Il bund tedesco di pari durata si è attestato a 109 punti, uno in più rispetto al closing di ieri. In leggero aumento anche il rendimento del btp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione al 3,62% dal 3,61% della chiusura della vigilia.
EdiliziAcrobatica: in I trim. 2025 ricavi consolidati +17,7% a 39,2 mln
L'Ad EdiliziAcrobatica, Anna Marras, ha reso noto al consiglio di amministrazione, riunito in data odierna, il valore dei ricavi della società, non sottoposti a revisione legale, nel suo contesto nazionale e internazionale. I ricavi consolidati al 31 marzo 2025 sono pari 39,2 milioni di euro, in crescita del 17,7% rispetto all'analogo periodo del 2024 quando si attestarono a 33,3 milioni. Nello specifico, in Italia, i ricavi del primo trimestre sono aumentati dell'10,8%, passando da 28,6 milioni del 2024 agli attuali 31,7 milioni: un dato assolutamente positivo, che conferma come il core di Acrobatica (i lavori su fune) sia in continua, costante, crescita.
Borsa: Europa migliora dopo elezione Merz, Dax riduce perdite e Milano vira in positivo
Le borse europee migliorano dopo l'investitura di Merz a cancelliere tedesco, ottenuta al secondo giro di votazioni da parte del bundestag. Il dax di Francoforte riduce le perdite (-0,4%) mentre il ftse mib vira in positivo (+0,27%) e Madrid si aggira intorno alla parità. Migliora anche Parigi
Wall Street cala fra dazi e Fed, Dj -0,56%, Nasdaq -0,92%
Wall Street in calo fra i dazi e in attesa della Fed, che comunicherà domani le sue decisioni di politica monetaria. Il Dow Jones perde lo 0,56% a 40.991,79
punti, il Nasdaq cede lo 0,92% a 17.691,53 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,64% a 5.613,95 punti. A pesare è il nuovo record del deficit commerciale americano in marzo, prima quindi dell'annuncio dei dazi reciproci di Donald Trump. I listini attendono anche la Fed: anche se non è atteso nessuno ritocco dei tassi, gli investitori sperano in indicazioni dal presidente Jerome Powell sulle prossime mosse.
Milano: prosegue in calo (-0,27%), bene Amplifon
Piazza Affari prosegue la seduta in calo, in linea con le altre Borse europee, in un mercato cauto di fronte alle notizie contrastanti sulla guerra dei dazi e in vista della riunione di politica monetaria della Fed. Sul finire di seduta l'indice Ftse Mib perde lo 0,27% a 38.373 punti. Sul listino i guadagni maggiori sono per Amplifon +3,61% che accelera dopo i conti, Tim +1,42%, Mediobanca +1,21%, A2a +1,16%. Tra i principali energetici, Eni +1,08% ed Enel -0,04%. Intesa Sp perde lo 0,52% dopo i conti, nonostante abbia chiuso il primo trimestre con un utile netto a 2,6 miliardi, in crescita del 13,6%, e abbia confermato la previsione di utile netto per il 2025 a ben oltre 9 miliardi. In netto calo l'automotive con Iveco in fondo al paniere a -3,40%, Stellantis -2,06%. Giù Stm -2%.
Intesa Sp: Messina, M&A? troppa confusione sul mercato
Per quanto riguarda il consolidamento, ho parlato di una grande confusione. E quello che vediamo oggi è un incremento di questa confusione sul mercato. Il che conferma la mia opinione: ovvero che è molto, ma molto meglio rimanere focalizzati sull'erogare risultati per gli azionisti".
Così l'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina durante la call con gli analisti, rispondendo a una domanda sulla possibilità per la banca di acquisire quote di minoranza
Energia, Ue: stop totale al gas russo entro 2027
Divieto di importazione di gas russo sul mercato spot e nei contratti a lungo termine, piani nazionali per coordinare l'azione dei Ventisette e norme più rigide per le aziende: lo prevede la 'Roadmap per porre fine alle importazioni di energia russa' della Commissione Ue.
Nel documento, è previsto che il mese prossimo vengano presentate proposte legislative per abbattere anche le ultime forniture energetiche entro fine 2027, annuncia il divieto da fine 2025 delle importazioni di gas russo in tutti i contratti spot, nuovi ed esistenti, e da fine 2027 per i contratti a lungo termine. Nel 2024 l'Ue ha importato 52 metri cubi di gas russo: 32 con gasdotti e 20 con Gnl.
Wall Street, apertura in calo
Apertura in calo a Wall Street, dopo che ieri lo S&P 500 ha interrotto una serie di nove sedute consecutive in rialzo, la serie più lunga dal novembre 2004. In avvio, il Dow Jones perde 342,38 punti (-0,83%), lo S&P 500 cede 53,16 punti (-0,94%), il Nasdaq è in calo di 230,24 punti (-1,29%). Il petrolio Wti al Nymex guadagna il 3,8% a 59,30 dollari al barile, dopo il forte calo di ieri.
Bloomberg: “Dazi Ue su 100 miliardi di scambi con gli Usa”
L'Ue prevede di colpire circa 100 miliardi di euro di merci Usa con dazi aggiuntivi se i negoziati non andranno a buon fine. È quanto riporta Bloomberg. La presentazione del piano potrebbe avvenire già nella giornata di domani, in occasione della riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27.
L'esecutivo Ue ha comunque intenzione di aprire un periodo di consultazione di un mese prima di ultimare l'elenco. Le misure scatterebbero solo in caso di fallimento dei negoziati, in merito ai quali l'Ue sta perfezionando la sua proposta. Interpellate a riguardo fonti ufficiali della Commissione hanno replicato con un "no comment".
Azimut, la accolta sale a 5,7 miliardi
Azimut, raccolta netta aprile 1,2 miliardi di euro, da inizio anno sale a 5,7 miliardi.
Effetto dazi negli Usa, import record a 419 miliardi
Gli Stati Uniti hanno registrato un deficit commerciale di 140,50 miliardi di dollari a marzo, raggiungendo un nuovo record, rispetto ai 123,2 miliardi di dollari di febbraio e alle previsioni di un deficit di 137 miliardi di dollari. Le importazioni sono aumentate del 4,4% a 419 miliardi di dollari in previsione dell'annuncio delle tariffe doganali ad aprile. Le esportazioni sono aumentate di un misero 0,2% a 278,5 miliardi di dollari.
Anima, crescono ricavi e utile
Anima holding chiude il primo trimestre con commissioni nette di gestione per 87,3 milioni (+9%), ricavi totali consolidati per 134,6 milioni (+10%) ed un utile netto consolidato di 71,8 milioni (+36%). "L'anno è iniziato con ottimi risultati, in continuità con i trimestri precedenti, grazie al grande impegno delle persone di Anima e di tutti i nostri partner strategici", sottolinea l'ad Alessandro Melzi d'Eril. "Sono certo che l'ingresso nel gruppo Banco Bpm - aggiunge - aprirà per Anima ulteriori importanti opportunità di crescita organica e per linee esterne".
Milano negativa a metà seduta
Piazza Affari prosegue la seduta in calo, in linea con le altre Borse europee, in un mercato cauto di fronte alle notizie contrastanti sulla guerra dei dazi e in vista della riunione di politica monetaria della Fed. L'indice Ftse Mib perde lo 0,37% a 38.334,21 punti. Sul listino i guadagni maggiori sono per Amplifon +2,49%, A2a +1,34%, Tim +1,30%, Mediobanca +1,08%. Tra i principali energetici, Eni +0,70% ed Enel +0,23%. Intesa San Paolo perde l'1,08% dopo i conti, nonostante abbia chiuso il primo trimestre con un utile netto a 2,6 miliardi, in crescita del 13,6%, e abbia confermato la previsione di utile netto per il 2025 a ben oltre 9 miliardi. Giù anche Iveco -3,40%, Stellantis -2,10%, Stm -1,62%
Amplifon, ricavi in crescita a 588 milioni di euro nel primo trimestre
Ricavi in solida crescita (+2,6%) a 588 mln di euro nel I trimestre per Amplifon che registra un Ebitda adjusted a oltre 140 mln di euro (+3,4%), con redditività ai massimi di periodo (23,9%). Confermato l'outlook per il 2025.
Nelle prossime settimane, l'azienda darà il via al buybach fino a 150 milioni di euro.
Tesla perde ancora terreno in Germania, vendite -46% ad aprile
Tesla continua a perdere terreno sul mercato automobilistico tedesco. Secondo i dati ufficiali, le vendite della casa statunitense sono diminuite ancora ad aprile, in controtendenza rispetto al segmento dei veicoli elettrici che registra invece un trend di crescita in un settore stagnante. Secondo l'Agenzia federale per l'automobile, ad aprile in Germania sono state immatricolate 885 auto Tesla, il 46% in meno rispetto all'anno precedente. A pesare sono state in questi mesi le polemiche intorno a Elon Musk e alle sue ingerenze nella politica tedesca, con l'appoggio a Afd.
Intesa Sanpaolo oltre le attese, utile del trimestre a 2,6 miliardi
Intesa Sanpaolo batte le stime degli analisti e chiude il primo trimestre con un utile netto in crescita del 13,6% a 2,61 miliardi di euro, da 2,3 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso. Confermata la previsione sull’anno a ben oltre 9 miliardi. La banca prevede una forte distribuzione di valore con un payout ratio cash pari al 70% dell'utile netto consolidato per ciascun anno del piano di impresa, con un aumento del dividendo per azione relativo al 2025 rispetto all'importo relativo al 2024. Previsto un buyback pari a 2 miliardi di euro da avviare a giugno 2025; ulteriore distribuzione per il 2025 da quantificare quando verranno approvati i risultati annuali.
Contro dazi, Airbus vuole che Boeing venga tassata in Ue
Airbus vuole che i Boeing esportati in Europa siano tassati se i dazi doganali del 10% imposti da Donald Trump contro l'industria aeronautica europea dovessero persistere. Lo ha dichiarato il capo di Airbus Guillaume Faury. Intervistato dall'Afp sulla posizione del settore nella guerra commerciale, ha ricordato il disaccordo di cinque anni fa all'Organizzazione mondiale del commercio (Omc) tra l'Unione europea e gli Stati Uniti: l'Europa aveva allora "istituito dazi doganali equivalenti sugli aerei Boeing" importati dagli Stati Uniti dopo che gli Airbus consegnati negli Stati Uniti erano stati tassati prima del 10% e poi del 15%. Dopo questo braccio di ferro, i dazi doganali erano stati "azzerati".
In caso di mantenimento degli attuali dazi doganali del 10% o di aumento al 20%, "le risposte da mettere in atto si ispireranno a quelle che hanno funzionato cinque anni fa", ha sottolineato Guillaume Faury durante una conferenza stampa del Gifas, il gruppo delle industrie aeronautiche e spaziali francesi di cui è presidente. Se i negoziati in corso "non dovessero concludersi positivamente, immagino che ci sarà, e questo è ciò che auspichiamo, l'introduzione di dazi doganali reciproci sugli aerei per forzare un livello superiore di negoziazione", ha precisato. La guerra commerciale è "perdente per tutti" per l'industria aeronautica, non è "una buona notizia per nessuno", anche se Boeing "probabilmente" ne risentirebbe di più, ha aggiunto."Per questo motivo sono fiducioso che, ad un certo punto, le cose si sistemeranno", ha aggiunto.
Ue al lavoro su nuove contromisure, “nulla è escluso”
"Ci stiamo preparando per un possibile e necessario riequilibrio, come vi è stato comunicato in merito alla nostra prima serie di contromisure, che abbiamo sospeso per creare spazio per i negoziati. Continueremo quindi a prepararci per un ulteriore riequilibrio, se necessario. E vorrei assicurarvi che tutte le opzioni sono chiaramente sul tavolo". Lo ha dichiarato il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, nel dibattito in plenaria al Parlamento europeo a Strasburgo nel dibattito sui dazi. "Un elemento molto importante sollevato da molti di voi è che dobbiamo sottolineare che questi dazi sono semplicemente ingiusti, sleali e in totale violazione del diritto commerciale internazionale, e pertanto stiamo valutando anche altre opzioni e contestare queste misure al Wto", ha aggiunto.
Petrolio risale dopo tonfo, Brent punta a 62 dollari
I prezzi del petrolio accelerano dopo i minimi raggiunti ieri, nonostante gli annunci di aumento sulla produzione da parte dell'Opec+, con molti investitori che hanno approfittato del calo dei prezzi per acquistare. I future sul Wti avanzano del 2,84% a 54,75 dollari barile, quelli sul Brent del 2,82% a 61,92 dollari. L'Arabia Saudita, insieme alla Russia e ad altri sei membri del cartello, produrrà altri 411.000 barili al giorno a giugno, la stessa quantità di maggio, mentre il piano iniziale prevedeva un aumento di soli 137.000 barili. In risposta all'annuncio, ieri i prezzi del petrolio si sono avvicinati al livello più basso dal 2021. Ma alcuni acquirenti hanno letto questa flessione come un'opportunità per entrare nel mercato, soprattutto perché le nuove tensioni in Medio Oriente stanno facendo salire i prezzi. Israele ha effettuato attacchi aerei sul porto yemenita di Hodeidah e su una fabbrica di cemento in risposta all'attacco missilistico degli Houthi che ieri ha colpito il principale aeroporto israeliano. L'indebolimento della domanda dovuto alle prospettive economiche offuscate dalla guerra commerciale lanciata da Donald Trump e l'abbondante offerta dovuta all'apertura delle porte da parte dell'Opec+ hanno causato un forte calo dei prezzi dall'inizio dell'anno.
Europa pesante con i future Usa, Francoforte -1,2%
Si appesantiscono le Borse europee nel corso della mattinata con gli investitori preoccupati per l'andamento dell'economia globale, l'effetto dei dazi sugli utili aziendali e l'assottigliarsi, alla vigilia della riunione della Fed, delle scommesse su nuovi tagli dei tassi. Francoforte indossa la maglia nera (-1,2%) dopo che i franchi tiratori hanno “impallinato” il candidato cancelliere Friederich Merz nel primo voto in Parlamento, seguita a distanza da Parigi (-0,6%), Milano (-0,5%) e Londra (-0,02%). Pesanti i future su Wall Street con quelli sul Nasdaq in calo di circa l'1% e quelli sull'S&P 500 dello 0,7%.
Borse europee in calo, dopo voto Francoforte cede oltre 1%
Dopo il voto in Germania che ha visto la sconfitta di Merz, le Borse europee perdono terreno con Francoforte che cede oltre l'1%. Il conservatore ha fallito, con sorpresa di tutti, nell'elezione dei deputati per diventare cancelliere tedesco al primo turno, mentre poteva contare sulla carta su una maggioranza sufficiente dei funzionari eletti del suo campo e dei socialdemocratici con i quali intende governare in coalizione.
Merz ha ottenuto solo 310 voti su 621 espressi e 630 deputati in totale, ha annunciato il presidente del Bundestag, mentre ne sarebbe serviti 316 per essere eletto. Ora si sottoporrà a un secondo turno di voto, alla fine del quale, la maggioranza relativa dei deputati sarà sufficiente per diventare cancelliere. Anche Milano è negativa e cede lo 0,30% mentre Parigi lo 0,56%. Londra oscilla sulla parità.
Edison mette in marcia nuovo impianto fotovoltaico da 27 megawatt
Edison annuncia l'entrata in esercizio di un nuovo impianto fotovoltaico da 27 megawatt a Battipaglia, in provincia di Salerno. I lavori, coordinati dalla divisione ingegneria di Edison, hanno coinvolto 100 maestranze e 55 imprese, per un investimento complessivo di 35 milioni di euro. Il nuovo impianto fotovoltaico di Edison ha una producibilità di 55 gigawattora, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 20 mila famiglie, l'equivalente di una città come Battipaglia, e di alimentare l'illuminazione dello Stadio Diego Armando Maradona per oltre 700 partite serali, evitando l'emissione in atmosfera di circa 25 mila tonnellate di Co2 all'anno.
È inoltre dotato di un sistema di regolazione automatica dell'orientamento dei pannelli solari (tracker), che consente ai moduli fotovoltaici di seguire tutto il giorno il movimento del sole, massimizzando così la produzione di energia rinnovabile. La Campania ha un ruolo cardine nella strategia di sviluppo rinnovabile di Edison, che prevede di accrescere il proprio installato green da oltre 2 a 5 Gw, coprendo almeno il 40% del proprio mix di generazione elettrica al 2030.
Pmi Terziario in Eurozona sulla soglia del non cambiamento
L'indice Hcob Pmi dell'attività terziaria dell'Eurozona ha registrato ad aprile un livello quasi stagnante dell'economia terziaria scendendo da 51 a 50.1, sulla soglia di non cambiamento (50.0). Inoltre la fiducia si è deteriorata, registrando il quarto mese consecutivo di calo delle aspettative. Il livello di ottimismo è crollato ai minimi in quasi due anni e mezzo.
Pmi servizi Italia a 52,9 ma la fiducia è ai minimi da 4 anni
Il settore terziario italiano riacquista ad aprile un pò di vigore, registrando un maggiore flusso di nuove commesse e quindi un incremento più rapido dell'attività, il valore dell'Indice Hcob Pmi dei servizi in Italia di aprile è salito a 52,9 da 52 di marzo, estendendo l'attuale sequenza di espansione a cinque mesi ma "il complessivo miglioramento segnato dall'indice principale è stato offuscato dai maggiori livelli di incertezza nel settore, con la fiducia ai minimi in quattro anni e mezzo", spiegano gli analisti in una nota. In Germania, intanto, l’indice torna in una fase di contrazione, scendendo dal 50,9 di marzo a 49 ad aprile, al di sotto della soglia di 50 che divide una fase di espansione dell'attività economica da una di ridimensionamento. Il calo, che riporta l'indice ai minimi da 14 mesi, arriva dopo quattro mesi di rialzi consecutivi.
Banco Bpm scende in Borsa sui timori di resa di Unicredit
Banco Bpm fiacca a Piazza Affari, in controtendenza rispetto all'andamento del comparto bancario. Il titolo della banca guidata da Giuseppe Castagna cede lo 0,9% a 9,86 euro in scia ai crescenti timori di un passo indietro di Unicredit, che potrebbe ritirare la sua offerta di scambio dopo i paletti imposti dal governo con il golden power e la mancata concessione del Danish Compromise da parte della Bce, rischio bollato come "negativo" per il titolo di Bpm dagli analisti di Intermonte. Corre invece Unicredit, il cui titolo avanza dell'1,44% a 52,68 euro.
Borse europee frenano e diventano contrastate, Milano +0,3%
Le Borse europee rallentano e diventano contrastate, con la cautela che prevale sul mercato in vista della Fed di domani. A poco più di mezz'ora dall'inizio degli scambi, Francoforte cede lo 0,19%, Parigi lo 0,2% mentre Londra sale dello 0,23% e Milano guadagna lo 0,32%.
Sefcovic: “Preferiamo accordo sui dazi purché su basi eque, pronti a reagire”
“La nostra preferenza è per una soluzione negoziale con gli Stati Uniti allo scopo di rinvigorire le nostre relazioni e avere una cooperazione su basi eque nel frattempo siamo pronti per alternative che vanno da misure per assicurare un piano di parità nelle relazioni commerciali, tutte le opzioni (in risposta ai dazi americani - ndr) restano sul tavolo, siamo preparati per cause presso l'organizzazione mondiale del commercio, monitoriamo i rischi di deviazioni dei flussi commerciali verso la ue da altri Paesi”, come la Cina. Lo ha indicato il commissario Ue al commercio, Maros Sefcovic, aprendo il dibattito degli europarlamentari riuniti a Strasburgo sulla guerra commerciale scatenata da Trump.
Europa cauta in partenza
Apertura in cauto rialzo per le Borse europee: Parigi avanza dello 0,19% Francoforte dello 0,18% mentre Londra guadagna lo 0,47% e Milano dello 0,35%. Gli investitori guardano all'evoluzione delle tensioni commerciali e mostrano prudenza nonostante le affermazioni di ieri del segretario al Tesoro Usa che ha accennato alla possibilità di "accordi" con alcuni Paesi, e attendono le dichiarazioni del presidente della Fed che domani terrà una conferenza stampa al termine del direttivo del Fomc. Non sono attesi tagli ai tassi di interesse, in quanto i banchieri centrali preferiscono adottare una linea attendista ma si cercheranno spunti dalle parole di Jerome Powell riguardo alle prossime mosse.
Milano apre in rialzo, Ftse Mib +0,2%
Primi scambi in cauto rialzo per Piazza Affari con l'indice Ftse Mib che avanza dello 0,29% sostenuto da Tim (1,6%), in scia ai risultati record di Tim Brasil, Campari (+1,2%), Saipem (+0,9%) e Unicredit (+0,9%), la cui offerta per Banco Bpm (-0,6%) appare sempre più in salita. Bene anche la Popolare di Sondrio (+0,8%) e Nexi (+0,8%), mentre Eni risale (+0,8%) con il petrolio. Avanzano a braccetto Mediobanca (+0,5%) e Mps (+0,6%) con l'ad di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, che si appresta a spiegare al governo il senso dell'operazione su Banca Generali (+1,2%) e in vista del cda del Leone (+0,1%) che domani avvierà l'iter per analizzare dell'operazione. In controtendenza Diasorin (-1,1%), Fineco (-0,7%) e Stm (-0,5%).
Volano i ricavi di Lamborghini nel primo trimestre
Automobili Lamborghini conferma il trend positivo degli ultimi otto anni con un primo trimestre 2025 che registra solide performance economiche e commerciali, nonostante le incertezze legate all'attuale contesto geopolitico e alle recenti tensioni nel commercio internazionale. Nel primo trimestre l'azienda di Sant'Agata Bolognese ha consegnato 2.967 vetture, raggiungendo un fatturato di 895,2 milioni di euro, pari a un +29,6% rispetto all'anno scorso, e un risultato operativo pari a 248,1 milioni (+32,8% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Doordash compra Deliveroo per 2,9 miliardi di sterline
Il gruppo statunitense del delivery Doordash ha raggiunto un accordo per rilevare Deliveroo, il cui cda ha approvato la proposta da 2,9 miliardi di sterline fatta da Doordash lo scorso 25 aprile e suggerito ai propri azionisti di accettare l'offerta di 180 pence ad azione, con un premio del 29% rispetto alle quotazioni antecedenti l'annuncio dell'offerta. Grazie all'acquisizione Doordash, che controlla i due terzi del mercato delle consegne da ristoranti negli Usa, si espanderà nel mercato britannico ed europeo. "L'integrazione con Deliveroo rafforzerà la posizione di DoorDash come piattaforma leader a livello globale nel commercio locale, consentendo all'entità combinata di servire al meglio aziende, consumatori e corrieri", si legge nella nota che annuncia l'operazione.
"DoorDash e Deliveroo - prosegue il comunicato - operano in modo complementare a livello geografico e il gruppo allargato avrà una presenza globale in oltre 40 paesi, servendo circa 50 milioni di utenti attivi al mese. Nel 2024, le due società hanno generato insieme un valore lordo degli ordini di circa 90 miliardi di dollari". L'operazione conferma il trend di consolidamento nel settore dopo l'acquisizione da parte di Prosus di Just Eat Takeaway lo scorso febbraio.
Asia sale nonostante il pmi cinese, occhi alla Fed
Borse asiatiche in rialzo in attesa della riunione della Fed domani e nonostante l'indice pmi dei servizi in Cina sia sceso ad aprile oltre le attese, ai minimi da sette mesi, scontando i primi effetti dei dazi introdotti dagli Usa e lasciando presagire un secondo trimestre in frenata per il pil cinese. Hong Kong avanza dello 0,6%, Shanghai dell'1% e Shenzhen del 2% mentre Tokyo e Seul sono chiuse e Taiwan (-0,05%) e Sydney (-0,1%) fiacche. I future su Wall Street sono in leggero calo dopo che ieri l'S&P 500, chiudendo in flessione, ha posto fine al rally più lungo degli ultimi 20 anni. Anche Ford ha ritirato la sua guidance a causa dei dazi, da cui si aspetta un impatto di 1,5 miliardi di dollari sugli utili.
Trump, annuncio dazi su farmaci entro due settimane
Donald Trump ha detto ai giornalisti che annuncerà dazi specifici sui prodotti farmaceutici entro le prossime due settimane. La sua amministrazione ha rivelato ad aprile di aver avviato un'indagine su come l'importazione di determinati prodotti farmaceutici influisca sulla sicurezza nazionale Usa, una mossa ampiamente considerata un preludio all'introduzione di dazi sui farmaci.
Ford stima l'impatto dei dazi a 1,5 miliardi di dollari nel 2025
Ford ha registrato un calo del 65% degli utili del primo trimestre, citando un impatto a breve termine sulle vendite di auto dovuto al lancio di nuovi veicoli, dopo aver ritirato le sue previsioni a causa dell'incertezza sui dazi. La casa automobilistica ha stimato un impatto annuo di circa 1,5 miliardi di dollari sugli utili operativi rettificati a seguito delle innumerevoli misure tariffarie adottate dal presidente Donald Trump. Gli utili si sono attestati a 471 milioni di dollari, superando le aspettative degli analisti ma poco più di un terzo del livello previsto per il 2024, con un calo del fatturato del 5% a 40,7 miliardi di dollari. Nel primo trimestre, le vendite all'ingrosso di Ford sono diminuite del 7% rispetto all'anno precedente, un calo che la casa automobilistica aveva precedentemente annunciato a causa del rallentamento della produzione negli stabilimenti in Kentucky e Michigan, dove vengono lanciati nuovi veicoli.