ROMA – I conti di StMicroelectronics non convincono il mercato e provocano un tonfo del titolo a piazza Affari: meno 16,63%. I miglioramenti sottolineati dall’ad italo-francese dei microchip, Jean-Marc Chery, alla presentazione dei dati del secondo trimestre non sono bastati. Il gruppo italo-francese ha chiuso il periodo aprile-giugno con ricavi netti in calo del 14,4% a 2,77 miliardi di dollari (2,35 miliardi di euro) e una perdita netta di 97 milioni di dollari (82,37 milioni di euro) a fronte di un analogo precedente utile netto di 353 milioni di dollari (299,76 milioni di euro). In perdita per 133 milioni di dollari (112,94 milioni di euro) il risultato operativo.
Per la società nel secondo trimestre si sono visti dei miglioramenti rispetto ai tre mesi precedenti e, guardand…
ROMA – I conti di StMicroelectronics non convincono il mercato e provocano un tonfo del titolo a piazza Affari: meno 16,63%. I miglioramenti sottolineati dall’ad italo-francese dei microchip, Jean-Marc Chery, alla presentazione dei dati del secondo trimestre non sono bastati. Il gruppo italo-francese ha chiuso il periodo aprile-giugno con ricavi netti in calo del 14,4% a 2,77 miliardi di dollari (2,35 miliardi di euro) e una perdita netta di 97 milioni di dollari (82,37 milioni di euro) a fronte di un analogo precedente utile netto di 353 milioni di dollari (299,76 milioni di euro). In perdita per 133 milioni di dollari (112,94 milioni di euro) il risultato operativo.
Per la società nel secondo trimestre si sono visti dei miglioramenti rispetto ai tre mesi precedenti e, guardando avanti, «questo significa che la tendenza è positiva, St sta tornando su un percorso di crescita, ma il contesto generale e in particolare il mercato automobilistico non sono abbastanza forti da generare un buffer di ordini arretrati in grado di assorbire tutti i possibili cambiamenti», dice Chery.
L’ad è convinto che «se proseguirà la dinamica sugli ordini vista nel primo e secondo trimestre, nel terzo e quarto trimestre ci potrà essere una crescita sequenziale dei ricavi. E poi saremo al punto di svolta o molto vicini». In questo scenario, St compra i sensori Mems di Nxp per 950 milioni di dollari in contanti, di cui 900 anticipati e 50 subordinati al raggiungimento di traguardi tecnici. La transazione sarà finanziata con la liquidità esistente.
Permangono, però, le tensioni fra i due soci forti, il governo italiano, che ha di fatto sfiduciato l’ad Chery, che rimane in carica fino al 2027, e il governo francese. Prima questione da risolvere? La nomina del posto vacante in quota all’Italia nella holding di controllo dopo la bocciatura di Marcello Sala indicato dal Mef. Nome che il Tesoro per ora non intende cambiare.