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Bonifici istantanei gratis, scatta l’obbligo per le banche. Come evitare errori e truffe

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Partenza il 9 ottobre, insieme alla verifica del beneficiario in tempo reale, per evitare errori. Ma il rischio di frodi non è scongiurato
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Bonifici istantanei, seconda puntata: da giovedì 9 ottobre tutte le banche dell’Eurozona saranno obbligate a offrirli alla propria clientela senza costi aggiuntivi. Da alcuni mesi l’obbligo riguardava solo la ricezione e la gratuità. La maggior parte degli istituti europei già consentono di inviare bonifici istantanei, dunque per molti correntisti non sarà questa la novità, ma un’altra: sempre da giovedì le banche dovranno fornire anche il servizio di verifica del beneficiario.

Si tratta di un controllo, in tempo reale, di beneficiario, banca ricevente e Iban che aiuterà a prevenire errori di compilazione o tentativi di frode che potrebbero far arrivare una somma al destinatario sbagliato. Uno dei principali timori legati al pagamento istantaneo è infatti il rischio di commettere errori senza possibilità di ritorno. Il bonifico tradizionale consente di ritirare la richiesta prima che la banca invii il denaro al beneficiario, ma quello istantaneo no. Con l’obbligo di verifica - anche …

Bonifici istantanei, seconda puntata: da giovedì 9 ottobre tutte le banche dell’Eurozona saranno obbligate a offrirli alla propria clientela senza costi aggiuntivi. Da alcuni mesi l’obbligo riguardava solo la ricezione e la gratuità. La maggior parte degli istituti europei già consentono di inviare bonifici istantanei, dunque per molti correntisti non sarà questa la novità, ma un’altra: sempre da giovedì le banche dovranno fornire anche il servizio di verifica del beneficiario.

Si tratta di un controllo, in tempo reale, di beneficiario, banca ricevente e Iban che aiuterà a prevenire errori di compilazione o tentativi di frode che potrebbero far arrivare una somma al destinatario sbagliato. Uno dei principali timori legati al pagamento istantaneo è infatti il rischio di commettere errori senza possibilità di ritorno. Il bonifico tradizionale consente di ritirare la richiesta prima che la banca invii il denaro al beneficiario, ma quello istantaneo no. Con l’obbligo di verifica - anche questo già largamente utilizzato da alcuni mesi - il pericolo è scongiurato.

Transazioni più facili

Secondo i dati diffusi da Abi, nel secondo trimestre del 2025 i bonifici istantanei hanno rappresentato il 26,4% del totale in Europa. Lo strumento dunque è ben noto e già riscuote un discreto successo, soprattutto per la sua comodità: è utilizzabile tutti i giorni della settimana, 24 ore su 24, con disponibilità immediata dei fondi. Alcuni esempi in cui svolgono un ruolo fondamentale: l’acquisto di un’auto usata, che richiede il pagamento al momento del passaggio di proprietà; nei negozi laddove gli importi della merce superano il plafond di una carta; per pagare professionisti o artigiani che eseguono lavori a domicilio.

Occhio alle truffe

La verifica del destinatario aiuta, ma non risolve alla radice il problema delle cosiddette frodi “con manipolazione del pagatore”, cioè quando è la stessa vittima - convinta spesso con conversazioni telefoniche - a trasferire i soldi sul conto del truffatore, che si può fingere operatore bancario, professionista o un conoscente. Secondo Banca d’Italia, il 67% dei raggiri che comportano un bonifico si svolge proprio così. Il denaro perso in questo modo non viene mai rimborsato dalle banche, perché è il cliente stesso ad aver compiuto tutti i passaggi della doppia autenticazione.

I consigli dell’Abi

Per questo Abi ha redatto un breve vademecum, con i consigli per evitare di cadere in trappola:

  • acquisire informazioni corrette e complete sul beneficiario del bonifico, verificare con attenzione i dati e valutare se disporre o meno il pagamento a fronte di un esito incongruente o non positivo della verifica del beneficiario;
  • usare i canali ufficiali della banca (app, sito, sportelli) per effettuare operazioni;
  • diffidare di richieste urgenti ricevute tramite messaggi o telefonate non verificabili: la fretta è spesso parte della truffa;
  • non comunicare ad altre persone informazioni riservate (come i codici di accesso ai servizi online o ai propri strumenti di pagamento, carte comprese);
  • impostare il limite per l'importo massimo giornaliero o per singola operazione di bonifico istantaneo, gestendolo a seconda delle esigenze di spesa e seguendo i consigli della banca.

Secondo l’associazione Adiconsum “il furto di identità, la sostituzione dell’Iban del beneficiario mediante attacco informatico, le vendite fraudolente sugli online shop e sui social media, sono solo alcune delle fattispecie lamentate dai consumatori che si rivolgono ai nostri sportelli per ricevere consulenza e assistenza. Nell’ultimo anno moltissime richieste di aiuto hanno riguardato il fenomeno della discrepanza tra il nome e l'identificativo del conto di pagamento del beneficiario: ignoti hacker si introducono nelle caselle email di soggetti che inviano un messaggio contenente gli estremi di un conto corrente, sostituendo il solo Iban nel testo della richiesta di pagamento; il cliente in buona fede effettua il trasferimento di denaro, che tuttavia non arriverà mai al destinatario legittimo, perché deviato sul conto dei malviventi”.

Almeno in quest’ultimo caso, però, l’obbligo di verifica del beneficiario sarà risolutivo: “Nel passato era sconcertante che ai nostri assistiti si dovesse comunicare, in questo caso, la sostanziale impossibilità di veder riconosciuta una responsabilità in capo al prestatore dei servizi di pagamento, poiché la legge non imponeva a questi soggetti di effettuare quel semplice controllo di coerenza che poteva evitare la truffa ed estirpare il fenomeno” conclude Adiconsum.

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