MILANO – La seduta parte debole in Europa ma sulla scia di Wall Street recupera. Oltreoceano, intanto, il segretario al tesoro, Scott Bessent, si è detto ottimista sui colloqui con la Cina, aggiungendo che presto saranno definiti nuovi termini per un accordo commerciale con la Corea del Sud e che i negoziati con il Canada sono tornati sulla giusta strada. Nel frattempo, in America lo shutdown, ovvero la paralisi del governo federale americano dovuta al mancato accordo in congresso sull'innalzamento del tetto del debito, costa caro all’amministrazione Trump: il segretario stima 15 miliardi al giorno, ma il Tesoro corregge rapido. Sono 15 miliardi a settimana. Tensioni geopolitiche e incertezza economica continuano a sostenere il rally dell'oro, che aggiorna ulteriormente i record e a sua volta trascina con sé anche gli altri beni rifugio, come l’argento.
Bper-Sondrio, su fusione cda il 5 novembre
Il progetto di fusione della Banca Popolare di Sondrio in Bper sarà sottoposto ai cda delle due banche il prossimo 5 novembre, giorno in cui è già in calendario l'approvazione dei risultati trimestrali delle due banche. È quanto comunica Bper in una nota. "Il perfezionamento della fusione - che è subordinato, tra l'altro, all'approvazione del progetto di fusione da parte delle rispettive assemblee straordinarie e al rilascio delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente da parte delle competenti autorità di vigilanza - è previsto entro il primo semestre 2026".
Il cda di Bper ha inoltre "approvato l'attivazione di un percorso" per l'uscita di 800 dipendenti del gruppo, anche con il ricorso alle prestazioni straordinarie del fondo di solidarietà, da realizzarsi prevalentemente nel corso del 2026. "Tale percorso, che dovrà essere condiviso con le organizzazioni sindacali, verrà portato avanti nel rispetto della normativa vigente".
Essilux, Milleri: “Miglior trimestre di sempre”
“Con il miglior trimestre dalla creazione del gruppo a oggi, celebriamo un traguardo che conferma la forza della nostra visione e il talento di un management giovane e brillante, capace di ottenere risultati eccellenti ovunque nel mondo e in qualsiasi contesto di mercato". Lo affermano Francesco Milleri, residente e amministratore delegato, e Paul du Saillant, vice amministratore delegato di EssilorLuxottica commentando i risultati del terzo trimestre dell'anno. "Il contributo straordinario di Emea e Nord America, assieme all'enorme successo dei wearable e alla performance solida dei segmenti vista e sole, raccontano di una visione chiara, di una guida determinata e dell'eccellenza nel tradurre la strategia in risultati concreti", aggiungono Milleri e du Saillant, ricordando che "lo scorso settembre abbiamo presentato il nostro portafoglio di AI Glasses più innovativo di sempre. Con le nuove generazioni di Ray-Ban Meta e Oakley Meta e con Meta Ray-Ban Display, continuiamo a ridefinire i confini dell'innovazione wearable e del potenziale umano".
Essilux, crescita record nel terzo trimestre
Nel terzo trimestre dell'anno EssilorLuxottica ha registrato ricavi consolidati pari a 6.867 milioni di euro, con una crescita anno su anno dell'11,7% a cambi costanti e del 6,7% a cambi correnti. Si tratta del migliore trimestre di sempre, con il settore 'wearable' in forte crescita e un portafoglio in espansione "supportato da una solida pipeline di innovazione di prodotto", comunica la società. I business vista e sole sono in crescita del 5% a perimetro e cambi costanti. L'area del Nord America e dell'Emea (Europe, Middle East e Africa) sono in aumento a doppia cifra in entrambi i segmenti, professional solutions e direct to consumer.
Borsa: europee chiudono positive, Parigi +1,38%
hiusura positiva per i principali listini europeei, a partire da Parigi che conquista l'1,38%. Francoforte conquista lo 0,31%, Londra lo 0,09%, Madrid segna +0,33% a fine scambi. Positive anche Zurigo (+1,66%) e Amsterdam
Cucinelli: conferma ricavi 9 mesi per 1,09mld (+10,8%), ottimo andamento ad ottobre
Cucinelli: conferma ricavi 9 mesi per 1,09mld (+10,8%), ottimo andamento ad ottobre
Milano chiude in rialzo
Chiusura in ulteriore accelerazione per la Borsa di Milano, con l'indice Ftse Mib che conquista l'1,12% a fine seduta, a 42.374,18 punti. In rialzo soprattutto Tim (+5,76%) e Campari (+5,7%), positivi anche i titoli di Intermpump (+3,03%) e A2a (+2,41%). In ribasso invece Buzzi (-1,7%), Saipem (-1,35%), Generali (-1,09%) e Mediolanum (-0,88%).
Btp: spread chiude in calo a 79 punti, rendimento decennale fermo al 3,36%
Chiusura in lieve calo per lo spread tra btp e bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il btp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si è attestato a 79 punti base, un punto in meno rispetto alla vigilia. Stabile in chiusura il rendimento del btp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione al 3,36%, invariato rispetto al closing precedente.
Borsa: Milano allunga passo e tocca +1%
Milano allunga passo e tocca +1% in scia a Wall Street
Cambi: euro chiude in rialzo sopra quota 1,1670
L'euro chiude in rialzo sul biglietto verde sopra quota 1,1670, allontanandosi ulteriormente dal minimo di due mesi di 1,154 dollari toccato martedì dopo che il governo francese è sopravvissuto a un voto di sfiducia. La moneta unica passa di mano a 1,1675 dollari (+0,24%) ed è in lieve rialzo sullo yen a 176,11 (+0,11%). In calo il cambio dollaro/yen a 150,80 (-0,17%).
Ribera, caso ancora aperto su golden power e Italia
“Non commento sui casi in corso, e questo è ancora un caso in corso". Ha risposto così la vicepresidente della Commissione europea, Teresa Ribera, titolare delle competenze sulla Concorrenza, in merito alle interlocuzioni con l'Italia sul Decreto della presidenza del consiglio su Unicredit-Banco Bpm in base al 'golden power'. A Ribera era stato chiesto nel dettaglio se ci sia una concreta possibilità che la Commissione possa intervenire chiedendo all'Italia, ai sensi del Regolamento sulle concentrazioni, di ritirare il decreto, e nel caso con quali tempistiche prevedibili.
Wall Street apre in rialzo, Dj +0,27%, Nasdaq +0,45%
Wall Street apre positiva. Il Dow Jones sale dello 0,27% a 46.358,44 punti, il Nasdaq avanza dello 0,45% a 22.772,57 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,33% a 6.695,14 punti.
Mercati: Merz chiede creazione di una Borsa europe
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha chiesto la creazione di una piazza finanziaria europea in grado di competere con le rivali americane e asiatiche, al fine di evitare la fuga di capitali delle imprese del vecchio Continente in perdita di competitività. Durante un discorso tenuto davanti ai deputati tedeschi prima del vertice europeo della prossima settimana, il cancelliere ha ribadito la necessità di unificare i mercati dei capitali dell'UE. Questo tema ricorrente dei vertici dei 27 prevede l'armonizzazione delle normative delle diverse borse europee, al fine di accelerare i flussi finanziari all'interno dell'UE e facilitare gli investimenti. "Le nostre imprese hanno bisogno di un mercato dei capitali sufficientemente ampio e profondo per potersi finanziare meglio e, soprattutto, più rapidamente", ha dichiarato Merz.
Wall Street: future in rialzo (s&p +0,3%) spinti da banche e tech
I future indicano un'apertura in rialzo a Wall Street, dopo che gli utili superiori alle attese delle grandi banche e le solide previsioni di fatturato delle grandi aziende tecnologiche hanno distolto l'attenzione degli investitori dall'escalation nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Diversi titoli delle big tech sostengono i future: Nvidia sale dell'1,2%, Broadcom guadagna l'1,7%, dopo che Taiwan semiconductor, che produce chip per Nvidia, ha alzato la sua Guidance sui ricavi per il 2025 e ha ribadito il suo piano di destinare fino a 42 miliardi di dollari in spese in conto capitale entro la fine dell'anno.
Borsa Parigi: Essilux (+1,88%) in evidenza in attesa dei ricavi del iii trimestre
Essilorluxottica sugli scudi alla borsa di Parigi, nell'attesa che siano diffusi i numeri relativi al fatturato del terzo trimestre (a mercati chiusi). I titoli salgono dell'1,88%, attestandosi a 276,1 euro.
Mfe: da commissione media tedesca ok a controllo Prosieben, no rischi per pluralismo
Dalla Germania arriva il parere favorevole della commissione per la concentrazione nei media (Kek) al controllo di Mfe-Mediaforeurope su Prosiebensat. L'aumento della quota del biscione, al 75,61% del capitale e al 75,67% dei diritti di voto del gruppo media bavarese,
Milano sempre positiva con Ftse Mib a +0,54%, vola Tim a +4,8%
Andamento di seduta sempre positivo per la Borsa di Milano, con l'indice Ftse Mib che conquista lo 0,54% a 42.132,4 punti. In rialzo Tim (+4,84%) dopo la decisione di Deutsche Bank di alzare da 'hold' a 'buy' la raccomandazione sul titolo. In rialzo anche Campari (+3,46%), Leonardo (+2,23%) e Popolare di Sondrio (+1,85%). In calo invece i titoli di Buzzi (-4,26%), Unipol (-0,81%), Azimut (-0,55%) e Unicredit (-0,43%).
Hong Kong poco mossa, chiude a -0,08%
La Borsa di Hong Kong chiude la seduta poco mossa, nel mezzo delle nuove tensioni sul commercio tra Usa e Cina: l'indice Hang Seng perde lo 0,08%, a 25.888,51
punti.
Nestlé: taglio di 16 mila posti di lavoro
Il nuovo Ceo del colosso dell'alimentazione Nestlé, Philipp Navratil, passa subito all'azione: con un taglio globale di 16.000 posti di lavoro vuole abbattere i costi, comunica oggi l'azienda. I tagli avverranno nei prossimi due anni e riguarderanno anche 12'000 quadri dirigenti in tutte le aree geografiche. I risparmi dovrebbe raggiungere 1 miliardo di franchi entro la fine del 2027.
Borsa Milano: annulla calo e viaggia sulla parita'
Seduta volatile per la Borsa di Milano che dopo un avvio in rialzo ha invertito la rotta ed è passata in negativo. Ora, invece, Piazza Affari ha annullato il ribasso e viaggia sulla parità con il Ftse Mib a quota 41.884 punti
Borse asiatiche: chiudono in rialzo, 'freddi' i listini cinesi
Chiusura in rialzo per le Borse asiatiche grazie alle crescenti aspettative di imminenti tagli dei tassi da parte della Federal Reserve statunitense. Tuttavia, i guadagni sono stati limitati per i listini continentali cinesi a causa delle rinnovate tensioni commerciali tra Stati Uniti e Pechino, che hanno mantenuto alcuni investitori in disparte.
L'indice blue-chip Shanghai Shenzhen cede lo +0,57% mentre lo Shanghai Composite lima lo 0,10%. L'Hang Seng di Hong Kong chiude sulla parità (+0,01%). L'indice Kospi della Borsa coreana balza del +2,49%: sia Samsung che SK Hynix sono salite a livelli record grazie all'ottimismo sulla domanda guidata dall'IA. In precedenza la Borsa di Tokyo aveva chiuso in forte rialzo spinta con il Nikkei in progresso dell'1,26% a 48.277
punti, mentre l'indice Topix ha guadagnato lo 0,62% a 3.203
punti.
Prezzo dell'oro ancora record, ma l’argento corre di più
Prezzo dell'oro ancora in salita sui mercati delle materie prime. Il metallo prezioso con consegna immediata (Gold spot) passa ora di mano a 4.225,89 dollari l'oncia con una crescita dello 0,44%, dopo aver toccato nella notte un nuovo record a 4.242,12 dollari. L'oro con consegna a dicembre (Comex) è scambiato a 4.236,10 dollari l'oncia con un aumento dello 0,82%.
Ancor più dell’oro corre l’argento, le cui quotazioni toccano i 52 dollari l’oncia. Il precedente primato nel 1980 quando i fratelli Hunt tentarono una grande speculazione sul metallo. Le loro disavventure ispirarono il film con Eddie Murphy
Apertura fiacca per l’Europa
Nonostante le tensioni commerciali tra Usa e Cina, le Borse europee aprono in debole rialzo. Milano maglia rosa segna al suono della campanella il +0,47% mentre Parigi avanza dello 0,20% dopo l'annuncio del primo ministro francese, Sébastien Lecornu, sulla sospensione della riforma del sistema pensionistico. Poco sopra la parità Francoforte con il +0,02% mentre Londra parte poco invariata dopo che i dati macro sottolineano come l'economia britannica sia tornata a una modesta crescita. Nel Regno Unito, restano le preoccupazioni fiscali in vista della presentazione del bilancio del Cancelliere, Rachel Reeves, che dovrebbe annunciare tagli alla spesa e possibili aumenti delle imposte per rassicurare gli investitori obbligazionari. Oggi si attendono anche i dati sulla bilancia commerciale dell'Unione europea.
Shutdown sta costando 15 miliardi di dollari a settimana
Lo shutdown potrebbe costare all'economia statunitense fino a 15 miliardi di dollari alla settimana in termini di perdita di produzione. Lo ha dichiarato un funzionario del Tesoro, correggendo una precedente dichiarazione del segretario al Tesoro, Scott Bessent che stimava il costo fino a 15 miliardi di dollari al giorno. Bessent ha utilizzato la stima errata in due diverse apparizioni pubbliche ieri. Un funzionario del Tesoro, secondo quanto riporta Reuters, ha affermato che la stima dei costi si basa su un rapporto del Consiglio dei consulenti economici della Casa Bianca.
Bessent ha anche affermato che il deficit degli Stati Uniti per l'anno fiscale 2025, conclusosi il 30 settembre, è stato inferiore al deficit di 1.833 miliardi di dollari registrato nell'anno fiscale precedente. Non ha fornito cifre precise, ma ha affermato che il rapporto deficit/Pil potrebbe scendere al 3% nei prossimi anni. Il Dipartimento del Tesoro non ha ancora comunicato la cifra relativa al deficit annuale.
Usa sollecita Tokyo a stop importazioni energia da Russia
Gli Stati Uniti sollecitano il Giappone a interrompere l'import di risorse energetiche dalla Russia. Lo ha chiesto il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, nel corso di un incontro a Washington con il ministro delle Finanze giapponese, Katsunobu Kato, sottolineando l'intenzione dell'amministrazione Trump di rafforzare la pressione sugli alleati affinché contribuiscano a ridurre la capacità economica di Mosca di finanziare la guerra in Ucraina.
Lo riportano i media nipponici, segnalando che Bessent ha espresso l'auspicio che Tokyo cessi l'acquisto di gas naturale liquefatto russo, e ha invitato il Paese a non sostenere indirettamente, attraverso l'importazione di combustibili fossili, lo sforzo bellico del Cremlino. In un post pubblicato su X dopo l'incontro, Bessent ha lasciato intendere che la questione sarà probabilmente al centro del prossimo viaggio del Presidente Donald Trump in Giappone, previsto a fine del mese.
Nestlé taglierà 16.000 posti nei prossimi 2 anni
Nestlé prevede di tagliare 16.000 posti di lavoro a livello mondiale nei prossimi due anni. La riduzione è pari a circa il 6% della forza lavoro. Ad annunciarlo il nuovo amministratore delegato, Philipp Navratil in occasione della pubblicazione del fatturato dei primi nove mesi, in calo dell'1,9% a 65,9 miliardi di franchi svizzeri (71 miliardi di euro). "Il mondo sta cambiando e Nestlé deve cambiare più rapidamente ciò comporterà l'adozione di decisioni difficili, ma necessarie, per ridurre il personale", sottolinea Navratil alla guida del gruppo da inizio di settembre.