ROMA – «Ci sono cose nuove». Inizia così Maurizio Landini, dal palco di una piazza San Giovanni strapiena e tutta rossa che per un attimo si fa quieta. «Cose nuove che vengono dal Paese, dal basso, dal popolo», scandisce il leader Cgil. «C’è chi non le vuole vedere queste cose nuove, anzi demonizza chi manifesta perché ha paura della democrazia». Mentre parla il corteo, partito da piazza della Repubblica, ha una coda lunghissima.
Lo striscione della pace di 500 metri portato dalla Cgil Toscana ancora non è arrivato. Tutte le strade sono stracolme. Si canta Bella ciao. «Siamo oltre 200mila», dicono gli organizzatori. Tante le bandiere palestinesi. La manifestazione “Democrazia al lavoro” è politica e di mobilitazione. «Siamo pronti anche allo sciopero, non escludiamo nulla: la manovra è una truffa, sbagliata e dannosa», chiarisce subito Landini. Emozionato per «una giornata bellissima, una grandissima manifestazione».
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ROMA – «Ci sono cose nuove». Inizia così Maurizio Landini, dal palco di una piazza San Giovanni strapiena e tutta rossa che per un attimo si fa quieta. «Cose nuove che vengono dal Paese, dal basso, dal popolo», scandisce il leader Cgil. «C’è chi non le vuole vedere queste cose nuove, anzi demonizza chi manifesta perché ha paura della democrazia». Mentre parla il corteo, partito da piazza della Repubblica, ha una coda lunghissima.
Lo striscione della pace di 500 metri portato dalla Cgil Toscana ancora non è arrivato. Tutte le strade sono stracolme. Si canta Bella ciao. «Siamo oltre 200mila», dicono gli organizzatori. Tante le bandiere palestinesi. La manifestazione “Democrazia al lavoro” è politica e di mobilitazione. «Siamo pronti anche allo sciopero, non escludiamo nulla: la manovra è una truffa, sbagliata e dannosa», chiarisce subito Landini. Emozionato per «una giornata bellissima, una grandissima manifestazione».
Sciopero da soli per la Cgil
E tuttavia la piazza romana non è solo un modo per dire no alla legge di bilancio, la quarta del governo Meloni. Se la Cgil andrà allo sciopero, quest’anno sarà sola. La Cisl da tempo ha scelto un’altra strada, più vicina all’esecutivo. La Uil si è sfilata e rivendica un altro percorso, riformista e dialogante. Ma il leader Cgil non si scompone. «Di battaglie da soli ne abbiamo fatte tante, non mi spaventa», dice a Repubblica.
Ecco perché quell’insistere sull’energia delle piazze di queste settimane, per la Palestina e i diritti. Non a caso sul palco c’è anche Maria Elena Delia, la portavoce della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla. E sui giovani, ieri accanto ai pensionati, ai metalmeccanici, ai lavoratori pubblici, a quelli dello spettacolo con addosso la paura dei tagli voluti da Meloni. I giovani che, ricorda Landini, «ai referendum sul lavoro sono gli unici ad aver raggiunto il quorum contro la precarietà». Questa è «la novità che io vedo e tutti vediamo».
Sanità e contratti, le prossime battaglie
Energie che spingono le battaglie del sindacato. «Nei prossimi giorni lanceremo una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che riconosca la sanità pubblica come diritto universale prima che la privatizzino», annuncia Landini. «C’è una maggioranza nel Paese che non è ascoltata. Non ci fermeremo finché non ci saranno risposte».
Di qui l’appello agli altri sindacati: «Facciamo insieme le proposte di modifica alla manovra». E a Confindustria: «Rinnoviamo i contratti, cancelliamo quelli pirata e il lavoro nero, alziamo i salari, facciamo una legge sulla rappresentanza». E sul governo, al suo terzo anno: «Non c’è niente da festeggiare. Chi lavora è più povero, chi è ricco più ricco».
Sul fisco va giù duro: «Siamo di fronte a un governo che estorce con una truffa 25 miliardi ai lavoratori. Chi guadagna 30mila euro ne riceverà 40 all’anno, tre euro al mese, ma ne ha persi 2mila per il fiscal drag». Giù applausi. Ricorda di aver proposto al ministro Giorgetti una patrimoniale, «un contributo di solidarietà dell’1% sopra i 2 milioni di reddito: non ci hanno ascoltato». Così sulle pensioni: «Avevano promesso che cancellavano la Fornero. E invece l’hanno peggiorata, fatto cassa e alzato l’età che è la più alta d’Europa. Salvini racconta solo balle».
Una manovra piena di bugie
Per Landini tutta la manovra è piena di «bugie e propaganda, zero per gli investimenti pubblici, la produzione industriale cala da 30 mesi, la cassa integrazione aumenta, le imprese chiudono, cresce solo la spesa in armi». Non crede alle divisioni nel governo: «Solo un teatrino. In realtà sono tutti d’accordo sul non cancellare la precarietà, nel far pagare più tasse a lavoratori e pensionati». Denuncia «lo scudo del governo che libera le aziende dalle responsabilità negli appalti».
Poi la solidarietà a Sigfrido Ranucci: «La libertà di stampa è sotto attacco. Ma vedo una domanda di futuro che cresce». La incarna Angela Verdecchia, 19 anni, marchigiana, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi: «Non spendete il 5% in armi – chiede dal palco al governo – ma nell’istruzione pubblica. Non fermerete il vento». Eccole, le “cose nuove”.