MILANO – All’auto europea serve maggior pragmatismo per restare competitiva e non rischiare che anche l’intuizione dell’e-car diventi «una pia illusione». Perché nonostante la rigidità di Bruxelles sugli obiettivi ambientali per l’industria abbia dato segni di cedimento, le case automobilistiche restano legate a un interrogativo: come la Commissione riformulerà le norme al 2035, che oggi di fatto implicano un divieto per i motori a combustione interna?
Le richieste di Stellantis all’Ue
John Elkann è convinto che siano necessari «numerosi cambiamenti politici» da apportare al piano che l’esecutivo europeo presenterà il prossimo 10 dicembre. Da allora dovrebbe aprirsi una nuova fase nel confronto tra Bruxelles e il settore.
In un’intervista a Poli…
MILANO – All’auto europea serve maggior pragmatismo per restare competitiva e non rischiare che anche l’intuizione dell’e-car diventi «una pia illusione». Perché nonostante la rigidità di Bruxelles sugli obiettivi ambientali per l’industria abbia dato segni di cedimento, le case automobilistiche restano legate a un interrogativo: come la Commissione riformulerà le norme al 2035, che oggi di fatto implicano un divieto per i motori a combustione interna?
Le richieste di Stellantis all’Ue
John Elkann è convinto che siano necessari «numerosi cambiamenti politici» da apportare al piano che l’esecutivo europeo presenterà il prossimo 10 dicembre. Da allora dovrebbe aprirsi una nuova fase nel confronto tra Bruxelles e il settore.
In un’intervista a Politico, il presidente di Stellantis – controllata da Exor, proprietaria di Gedi che edita anche il giornale La Repubblica – mette in fila le istanze da tempo avanzate alla Commissione, precisando che il gruppo non sta chiedendo una modifica dell’obiettivo fissato per il 2035, ma piuttosto maggior flessibilità sui target delle emissioni. E che dopo tale data siano consentiti veicoli ibridi plug-in, range extender e i combustibili alternativi.
«Anziché fissare un obiettivo intermedio per il 2030 – prosegue il manager – il settore dovrebbe poter calcolare la media delle emissioni su cinque anni, dal 2028 al 2032», rispecchiando quanto accaduto per il target al 2025, che a inizio anno la Commissione ha concordato di calcolare come media del triennio 2025-2027.
L’auspicio è che tale modifica valga sia per le autovetture, sia per i veicoli commerciali leggeri, su cui però la pressione è maggiore. Elkann spinge affinché la normativa sugli Lcv sia separata da quella delle autovetture e gli obiettivi modificati «immediatamente».
«Serve un piano di rottamazioni»
L’intervista si sofferma poi sul parco auto europeo, ancora troppo datato. «L’età media dei veicoli all’interno dell’Unione varia dai 17 anni della Grecia ai nove della Danimarca», ricorda, citando i dati dell’associazione automobilistica Acea. L’Italia si colloca a metà, con 12 anni e mezzo.
La proposta per la Commissione è «introdurre un programma di rottamazione per eliminare le auto più vecchie dalle strade», contribuendo così a ridurre le emissioni, sostenere la crescita e «affrontare una delle questioni più importanti emerse in Europa, quella dei prezzi».
«Bene l’idea delle e-car ma mancano i dettagli»
Accanto alle richieste, il presidente mostra un certo apprezzamento per l’iniziativa Ue sulle small car a prezzi accessibili. Bruxelles le immagina elettriche, il ministro Urso le vorrebbe più flessibili, alla luce del potenziale italiano nei biofuel. Elkann non si sbilancia: «Oggi è solo un concetto – conclude – i dettagli non sono stati definiti».
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