Economia

Le Borse di oggi, 8 gennaio. L’Europa chiude debole, ordini record sui Btp

Le Borse di oggi, 8 gennaio. L’Europa chiude debole, ordini record sui Btp
Lo spread frena a 66 punti basi. Sale l’attesa per i dati macro Usa
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Gli investitori restano concentrati sui titoli petroliferi e su quelli della difesa, in uno scenario geopolitico ancora molto incerto. La battaglia per il greggio, infatti, si è allargata anche a Russia e Cina, dopo che gli Stati Uniti di Trump hanno sequestrato le petroliere Marinera e Sophia nel Mar dei Caraibi. I future sull’oro nero tentano comunque un timido rimbalzo. Le Borse europee chiudono deboli. A Piazza Affari occhi puntati su Leonardo e Fincantieri, ma anche su Tim, dopo il balzo del 5,8% della vigilia innescato dall'accordo preliminare con Fastweb+Vodafone per lo sviluppo del 5G. Da ricordare che ieri si sono mosse al rialzo anche le azioni Italgas, balzate del 5,4%, sulla notizia che Snam emetterà un green bond convertibile in azioni della partecipata.

Record di ordini per il nuovo Btp a 7 anni e la riapertura del Btp Green scadenza 2046

Una domanda per circa 265 miliardi per il nuovo Btp a 7 anni e la riapertura del Btp Green a scadenza 2046. Lo comunica il Mef, rendendo noti i risultati dell'emissione dual tranche dei due titoli di Stato. Per quanto riguarda il nuovo Btp a 7 anni, a scadenza 15 marzo 2033, godimento 15 gennaio 2026 e tasso annuo del 3,15%, pagato in due cedole semestrali, l'importo emesso è stato pari a 15 miliardi di euro a fronte di una domanda di circa 150 miliardi di euro. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,901 corrispondente ad un rendimento lordo annuo all'emissione del 3,191%. Per quanto riguarda invece il Btp Green, a scadenza 30 aprile 2046, godimento 30 ottobre 2025 e tasso annuo del 4,10%, pagato in due cedole semestrali, l'importo emesso è stato pari a 5 miliardi di euro a fronte di una domanda di oltre 115 miliardi di euro. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,778 corrispondente ad un rendimento lordo all'emissione del 4,158%.

Il regolamento delle suddette operazioni è fissato per il prossimo 15 gennaio. Il collocamento è stato effettuato mediante sindacato, costituito da sei lead manager: Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A, Barclays Bank Ireland Plc, Bnp Paribas, Crédit Agricole Corp. Inv.
Bank, Morgan Stanley Europe Se e NatWest Markets N.V.e dai restanti Specialisti in titoli di Stato italiani in qualità di co-lead manager.
Con un successivo comunicato - precisa il Tesoro - saranno specificati l'ammontare e la composizione della domanda.

. Lo comunica il Mef, rendendo noti i risultati dell'emissione dual tranche dei due titoli di Stato. Per quanto riguarda il nuovo Btp a 7 anni, a scadenza 15 marzo 2033, godimento 15 gennaio 2026 e tasso annuo del 3,15%, pagato in due cedole semestrali, l'importo emesso è stato pari a 15 miliardi di euro a fronte di una domanda di circa 150 miliardi di euro. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,901 corrispondente ad un rendimento lordo annuo all'emissione del 3,191%. Per quanto riguarda invece il Btp Green, a scadenza 30 aprile 2046, godimento 30 ottobre 2025 e tasso annuo del 4,10%, pagato in due cedole semestrali, l'importo emesso è stato pari a 5 miliardi di euro a fronte di una domanda di oltre 115 miliardi di euro. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,778 corrispondente ad un rendimento lordo all'emissione del 4,158%.

Il regolamento delle suddette operazioni è fissato per il prossimo 15 gennaio. Il collocamento è stato effettuato mediante sindacato, costituito da sei lead manager: Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A, Barclays Bank Ireland Plc, Bnp Paribas, Crédit Agricole Corp. Inv.
Bank, Morgan Stanley Europe Se e NatWest Markets N.V.e dai restanti Specialisti in titoli di Stato italiani in qualità di co-lead manager.
Con un successivo comunicato - precisa il Tesoro - saranno specificati l'ammontare e la composizione della domanda.

Le Borse chiudono deboli e contrastate

Le Borse europee chiudono deboli e contrastate dominate dall'incertezza per le tensioni geopolitiche in corso. Gli investitori attendono domani il verdetto della Corte Suprema degli Stati Uniti sulla legalità dei dazi imposti dal presidente Donald Trump che potrebbe sconvolgere l'economia americana, e la pubblicazione del rapporto mensile sull'occupazione negli Usa, che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sul mercato del lavoro e sulle prospettive della politica della Fed. Parigi sale dello 0,12% a 8.243 punti, Francoforte è stabile (+0,02% a 25.118 punti) Londra perde lo 0,04% a 10.044 punti. Milano segna l'incremento maggiore a +0,25%.

Wall Street apre in calo

La Borsa di New York ha aperto in leggero calo, con gli investitori intenti a monitorare una nuova raffica di dati economici dagli Stati Uniti, mentre il settore della difesa beneficiava del contesto geopolitico teso. Nelle prime battute, il Dow Jones cede lo 0,25%, il Nasdaq perde lo 0,28% e l'indice S&P 500 lasciava sul terreno lo 0,13%.

Milano prosegue in lieve calo, bene i titoli della Difesa

Piazza Affari volatile nella prima parte di seduta, con il Ftse Mib che adesso lima 0,09% a quota 45.518 punti. A sostenere il listino in un contesto generale di crescente incertezza geopolitica ed economica è il settore della difesa, con Leonardo a +1,43% (dopo il +5% della chiusura e i nuovi massimi toccati ieri). Il presidente Usa Donald Trump ha chiesto un aumento del 50% della spesa annuale per la difesa, portandola a 1.500 miliardi di dollari entro il 2027. Ha inoltre firmato un ordine che sollecita i contractor del settore a spendere meno in riacquisti di azioni e dividendi. Rialzi anche per Italgas +2,12%, Campari +1,50%, Snam +1%, Terna +0,11%, Eni +0,34% e Tenaris +0,21%. Enel quasi invariata. Le maggiori perdite sono invece per Stellantis -2,32%, Ferrari -1,19%, Tim -2,31%, Brunello Cucinelli -0,52%. Positivo il comparto bancario con Mediobanca +1,89%, Bpm +0,67%, Banca Mediolanum +0,81%, Unicredit +0,48%, Intesa +0,25% mentre Mps lima uno 0,18%.

Le Borse procedono in calo

Seduta in calo tra prese di profitto per le Borse in Europa. Francoforte rallenta e gira in terreno negativo (-0,15%). Parigi cede lo 0,2%, Londra lo 0,27%, Milano dopo aver oscillato ora cede lo 0,21 per cento. A frenare i mercati, commentano gli operatori, sono i deboli segnali economici statunitensi e le preoccupazioni geopolitiche in attesa di ulteriori indicazioni dai dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti.

De Guindos (Bce): “Fra tante incertezze i tassi al 2% restano al livello adeguato”

"La situazione può cambiare, l'incertezza è molto elevata e si stanno verificando sviluppi inattesi. In queste circostante, l'attuale livello dei tassi d'interesse è adeguato". Lo ha detto il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, mentre sui mercati torna ad affacciarsi l'ipotesi di un nuovo taglio dei tassi Bce, fermi al 2% dallo scorso luglio.

De Guindos ha spiegato che "i dati in arrivo continuano ad essere allineati con le nostre previsioni. L'inflazione è al 2% e l'inflazione di fondo al 2,3%. L'inflazione dei servizi, che inizialmente aveva sollevato preoccupazioni, si sta moderando, e la crescita dei salari evolve in linea con il percorso previsto".

La disoccupazione nell'Eurozona cala al 6,3% a novembre, stabile al 6% in Ue

A novembre 2025 il tasso di disoccupazione destagionalizzato nell'area euro si è attestato al 6,3%, in calo rispetto al 6,4% di ottobre ma in aumento rispetto al 6,2% dello stesso mese del 2024. Nell'Unione europea il tasso è rimasto stabile al 6% rispetto a ottobre, ma è salito dal 5,8% registrato a novembre dello scorso anno. I dati sono stati diffusi da Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea. Meglio della media il tasso di disoccupazione in Italia, pari al 5,7%. I livelli più contenuti in Ue si registrano a Malta (3,1%), Repubblica Ceca (3,2%) e Paesi Bassi (4%) e i più alti in Spagna (10,4%), Finlandia (10,1%) e Grecia (8,2%).

Borse asiatiche chiudono in calo con tensioni geopolitiche

Le Borse asiatiche chiudono in calo appesantite dalle tensioni geopolitiche e in attesa dei dati chiave sul mercato del lavoro Usa. Shanghai archivia la seduta con un -0,07% e Hong Kong lascia sul terreno l'1,1%. Seul termina gli scambi stabile (+0,03%), dopo aver raggiunto un altro record, anche se il gigante tecnologico Samsung è affondato nonostante avesse dichiarato di aspettarsi un utile record di 13,8 miliardi di dollari nel quarto trimestre. Taipei cede sul finale lo 0,25% e Sydney registra un +0,29%.

Tokyo lascia sul terreno l'1,6% risentendo della notizia dell'avvio da parte della Cina di un'indagine antidumping sulle importazioni dal Giappone di una sostanza chimica fondamentale per la produzione di semiconduttori, all'indomani del divieto di esportazione nel Paese di beni con potenziali usi militari. La mossa aggrava le crescenti tensioni diplomatiche tra i giganti asiatici, dopo che a novembre il primo ministro giapponese Sanae Takaichi aveva suggerito che il suo Paese avrebbe potuto reagire militarmente a qualsiasi attacco a Taiwan.

Danieli (+4,5%) tra i migliori di Piazza Affari dopo l’ordine jumbo di Hyundai

Danieli scatta a Piazza Affari del 4,5% a 55 euro e vanta una delle performance migliori del mercati, dopo avere annunciato di essersi aggiudicata un mega-ordine da 650 milioni di dollari da Hyundai. Gli analisti di Equita hanno sottolineato che la notizia rappresenta uno dei maggiori ordini mai acquisiti dal gruppo. “Vale circa il 16% della nostra stima di ordini attesi per il 2026 per la divisione plant-making”, hanno spiegato, evidenziando per altro che l'elevato contenuto tecnologico dell'impianto “ci porta a stimare una marginalità superiore alla media”.

Bce, stabili le attese d'inflazione delle famiglie, peggiorano per la crescita

L'inflazione percepita dai consumatori europei nei 12 mesi passati era stabile al 3,1% a novembre, così come le aspettative a 12 mesi, al 2,8%, a tre anni, al 2,5%, e a cinque anni al 2,2%. Lo scrive la Bce nella sua pubblicazione sulle aspettative dei consumatori, che indicano anche una crescita dei redditi nominali attesi a 12 mesi invariata e, per contro, aspettative per la crescita a 12 mesi più negative, a -1,3% da -1,1%.

Istat, a novembre -34mila occupati sul mese, +179mila annuo

A novembre 2025 il numero di occupati, pari a 24 milioni 188mila, è in calo rispetto al mese precedente di 34mila unità (-0,1%). Il tasso di occupazione scende al 62,6% (-0,1 punti). Nel confronto annuo, il numero di occupati supera quello di novembre 2024 dello 0,7% (+179mila unità), come sintesi della crescita dei dipendenti permanenti (+258mila) e degli autonomi (+126mila) parzialmente compensata dal calo dei dipendenti a termine (-204mila). Lo comunica l'Istat.

Milano apre in calo, bene la difesa

Nei primi scambi, l'indice Ftse Mib perde lo 0,22% a 45.354,92 punti. Brilla il comparto della difesa, con Leonardo che ieri ha chiuso in rialzo del +5% e ha raggiunto nuovi massimi storici a 57,36 euro. Donald Trump ha chiesto un aumento del 50% della spesa annuale per la difesa, portandola a 1.500 miliardi di dollari entro il 2027. Ha inoltre firmato un ordine che sollecita i contractor del settore a spendere meno in riacquisti di azioni e dividendi.

Rialzi anche per Italgas +2,12%, St +0,55%, Campari +0,46%, Snam +0,34%, Terna +0,34%, Eni +0,27%, Enel +0,24% e Tenaris +0,18%. Le maggiori perdite sono invece per Stellantis -1,79%, Amplifon -1,29%, Azimut -0,96%, Ferrari -0,94%, Tim -0,92%, Brunello Cucinelli -0,88%. Male anche le banche con Mps -0,85%, Banca Mediolanum -0,66%, Finecobank -0,58%, Unicredit -0,30%, Intesa -0,08%.

Avvio debole per l’Europa in attesa dati Usa, tiene il Dax

Avvio debole per le Borse europee dopo le perdite della sessione precedente, poiché l'ottimismo che aveva sostenuto gli asset rischiosi all'inizio dell'anno ha iniziato a svanire a causa delle crescenti incertezze geopolitiche ed economiche. Gli investitori attendono inoltre le sentenze della Corte Suprema degli Stati Uniti sulla legalità dei dazi imposti dal presidente Donald Trump e la pubblicazione domani del rapporto mensile sull'occupazione negli Usa, che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sul mercato del lavoro e sulle prospettive delle politiche della Fed. In Europa, l'attenzione è rivolta agli ordini alle fabbriche tedesche e ai dati sul commercio francese, insieme ai dati dell'Eurozona, tra cui il clima economico, la disoccupazione e l'inflazione dei produttori.

L'indice Cac di Parigi cede nei primi scambi lo 0,16% a 8.220,54 punti, l'Ftse 100 di Londra arretra dello 0,27% a 10.019,10 punti e l'indice Ftse Mib di Milano perde lo 0,22% a 45.354,92 punti. Tiene il Dax 30 di Francoforte che avanza delo 0,34% a 25.183,00 punti.

Lo spread tra Btp e Bund scende a 66 punti base

Lo spread tra Btp e Bund in avvio di seduta scende fino a 66 punti base. Il rendimento del decennale italiano è del 3,5% e quello tedesco del 2,84 per cento.

Prezzo del petrolio in rialzo, Wti scambiato a 56,23 dollari

Prezzo del petrolio in rialzo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a febbraio passa di mano a 56,23 dollari al barile con una crescita dello 0,23% mentre il Brent con consegna a marzo è scambiato a 60,22 dollari al barile con un avanzamenti dello 0,45%.

Big petrolio Usa vogliono garanzie da Trump per il Venezuela, Chevron tratta (FT)

Le società petrolifere americane vogliono "garanzie serie" da Washington prima di investire in Venezuela. Secondo quanto riportato dal Financial Times, le big del greggio hanno incontrato nelle ultime ore alcuni funzionari dell'amministrazione in vista dell'incontro alla Casa Bianca di venerdì. A loro hanno chiesto forti garanzie legali e finanziarie. Chevron, l'unica big già presente in Venezuela, è nel frattempo in trattative con l'amministrazione per una possibile estensione della sua licenza speciale per operare nel Paese.

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