Nuovo Isee 2026, cambia il calcolo: con lo “sdoppiamento” arriva lo sconto su casa, bonus e figli
di Miriam CarrarettoDall’1 gennaio 2026 l’Inps applica un nuovo calcolo dell’Isee pensato per alcune misure chiave di sostegno alle famiglie e all’inclusione sociale. Diciamo subito che non si tratta di un nuovo Isee per tutti, ma di un indicatore economico aggiuntivo, ricavato dalla stessa Dsu, con regole più favorevoli su due elementi che spesso pesano particolarmente: la casa e i figli. La legge di Bilancio 2026 introduce il cosiddetto “Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”. In pratica, si compila la Dsu come sempre, ma per alcune prestazioni l’Inps calcola un valore che, a parità di redditi e patrimoni dichiarati, può risultare più basso rispetto all’indicatore economico ordinario. Vediamo di spiegare bene cosa cambia e cosa no.
Cos’è e per chi vale il nuovo Isee
Questo nuovo Isee specif…
Dall’1 gennaio 2026 l’Inps applica un nuovo calcolo dell’Isee pensato per alcune misure chiave di sostegno alle famiglie e all’inclusione sociale. Diciamo subito che non si tratta di un nuovo Isee per tutti, ma di un indicatore economico aggiuntivo, ricavato dalla stessa Dsu, con regole più favorevoli su due elementi che spesso pesano particolarmente: la casa e i figli. La legge di Bilancio 2026 introduce il cosiddetto “Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”. In pratica, si compila la Dsu come sempre, ma per alcune prestazioni l’Inps calcola un valore che, a parità di redditi e patrimoni dichiarati, può risultare più basso rispetto all’indicatore economico ordinario. Vediamo di spiegare bene cosa cambia e cosa no.
Cos’è e per chi vale il nuovo Isee
Questo nuovo Isee specifico si usa solo per cinque prestazioni: l’Assegno di inclusione, il Supporto formazione e lavoro, l’Assegno unico, il bonus asilo nido o supporto presso la propria abitazione, e il bonus nuovi nati. Per tutto il resto – e quindi mense, università, bonus comunali, tariffe agevolate e così via – restano validi gli indicatori Isee già in uso. In pratica, dunque, il vecchio Isee non scompare: a questo, si affianca la nuova versione “limitata”.
Le nuove soglie per la casa
Altra novità, cambia quanto incide la casa sull’Isee. La premessa d’obbligo è che nel calcolo Isee il patrimonio immobiliare non entra in toto: per l’abitazione principale c’è una franchigia sotto la quale l’abitazione principale non viene considerata. Se il valore supera questa soglia, conta solo due terzi dell’eccedenza. Le nuove regole 2026 alzano di molto questo limite: si passa infatti da 52.500 a 91.500 euro per la maggioranza dei nuclei familiari, e addirittura a 120mila euro se la casa si trova in un Comune capoluogo di città metropolitana specificamente tra quelli indicati dall’Inps (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Venezia, Catania, Messina, Sassari e Reggio Calabria). Inoltre, è previsto un aumento di ben 2.500 euro per ogni figlio convivente dopo il primo.
Per capire l’effetto, facciamo un esempio: se il valore Isee della casa (valore ai fini Imu, al netto dell’eventuale mutuo residuo) è 100mila euro, con le vecchie regole la franchigia base era 52.500 euro e l’eccedenza, pari a 47.500, pesava per i due terzi, cioè circa 31.700. Con la nuova franchigia a 91.500 euro l’eccedenza scende a 8.500 e ciò che entra nel calcolo è circa 5.700: una differenza che, come evidente, può cambiare decisamente fasce e importi dei benefici.
Per i figli nuova una scala di equivalenza
L’Isee non guarda solo a quanto abbiamo, ma anche a quante persone vivono nella nostra famiglia. La cosiddetta scala di equivalenza serve proprio a rapportare risorse e dimensione del nucleo familiare. La manovra 2026 rende più favorevoli le maggiorazioni legate ai figli: scattano il +0,10 con due figli, +0,25 con tre, +0,40 con quattro, +0,55 con almeno cinque.
Secondo il vecchio sistema le maggiorazioni partivano solo dai tre figli in su (0,20 con tre figli, 0,35 con quattro, 0,50 con cinque o più). Con il nuovo indicatore, invece, entra in gioco anche la famiglia con due figli e, per i nuclei numerosi, l’aumento complessivo è più marcato.
Chi ci guadagna di più
L’effetto concreto dipende sempre da redditi e patrimoni, ma ci sono due situazioni che diventano più sensibili al nuovo impianto normativo: chi è proprietario della prima casa, soprattutto se il valore ai fini Imu è medio-alto o se il mutuo residuo è basso. E chi ha due o più figli conviventi, perché ora la casa, come visto, incide meno già dal secondo figlio e la scala di equivalenza cresce anche con due figli. In sostanza, a parità di stipendio, una famiglia numerosa può ritrovarsi con un Isee più basso e quindi con una fascia più favorevole per importi e soglie di accesso delle misure interessate.
La fase transitoria
L’Inps ha già aggiornato le procedure per calcolare il nuovo Isee sulle Dsu presentate dall’1 gennaio 2026, in attesa dei modelli ufficiali aggiornati. Nella Dsu, nel Quadro A dedicato ai nuclei con almeno tre figli è stato reso possibile indicare anche il valore “2” nei campi dedicati al numero di figli conviventi. Il cosiddetto modulo MB.1rid invece non cambia perché le nuove regole non si applicano alle prestazioni per nucleo familiare ristretto. Per evitare bocciature troppo rapide, l’Istituto ha pensato bene di sospendere temporaneamente le domande per l’Assegno di inclusione, il Supporto per la formazione e lavoro e il bonus nuovi nati, che con il nuovo Isee avrebbero un esito negativo.
Quando l’aggiornamento sarà completato, l’Inps calcolerà automaticamente il nuovo indicatore per tutte le Dsu 2026, chiuderà le pratiche sospese e ricalcolerà gli importi se il nuovo Isee risulta più favorevole. Occhio invece a chi percepisce l’Assegno unico, perché questa misura adesso segue una sorta di “anno assegno” che va da marzo a febbraio. Per questo, per le mensilità di gennaio e febbraio 2026 l’importo resta calcolato con l’Isee in corso di validità al 31 dicembre 2025. Poi, con la nuova Dsu 2026, l’importo potrà essere aggiornato per le rate successive.
Nuovo Isee 2026: le simulazioni
Immaginiamo una coppia con due figli sotto i 14 anni, casa di proprietà del valore catastale Imu di 110mila euro, 6mila euro sui conti correnti e un reddito annuo di 32mila euro, situazione comune fuori dalle grandi città. Con il vecchio Isee, parte del valore della casa entrava nel conteggio del patrimonio, appesantendo l'indicatore. Ora, per bonus come l'Assegno unico o l'Assegno di inclusione, la franchigia sale a 91.500 euro più 2.500 euro per il secondo figlio, arrivando a 94mila euro: resta fuori quasi tutta la casa, con solo 16mila euro che rilevano per l’Isee. In più, la scala di equivalenza maggiorata dello 0,10 per due figli abbassa ulteriormente l'indicatore, facilitando l'accesso ai vari bonus e aiuti. A Milano, stessa famiglia ma con casa da 180mila euro valore Imu (realistico nei quartieri popolari), la franchigia balza a 120mila euro base più 2.500 euro per il secondo figlio, cioè 122.500 euro protetti. Il patrimonio conteggiato si ferma a 57.500 euro, un risparmio decisivo per mamme lavoratrici che mirano ad esempio al Bonus asilo nido o al Supporto formazione lavoro.
Per nuclei più grandi, consideriamo infine due genitori con tre figli, casa da 140mila euro, 5mila euro liquidi e 38mila euro di reddito annuo. La franchigia tocca 91.500 euro più 5mila euro (2.500 euro per ciascuno dei due figli dopo il primo), pari a 96.500 euro, lasciando solo 43.500 euro nel calderone Isee. La scala sale allo 0,25 per tre figli, rendendo l'indicatore molto più leggero rispetto al passato. Famiglie così, spesso monoreddito, guadagnano terreno per l’Assegno unico e il Bonus nuovi nati.
Chi presenta (o ha già presentato) a gennaio domanda per Assegno di inclusione o Supporto formazione lavoro e ha visto un diniego provvisorio non deve preoccuparsi: l’Inps come detto sospende tutto, ricalcola d'ufficio il nuovo Isee familiare sulle Dsu dall’1 gennaio e riapre le pratiche se l'indicatore migliora. Un paracadute automatico, insomma, per non perdere tempo al Caf.
A cosa fare attenzione
A questo punto, cosa conviene fare? Presentate la Dsu 2026 come sempre: online (meglio se precompilata) oppure tramite Caf o patronato. Se chiedete l’Assegno di inclusione, il Supporto formazione lavoro o il bonus nuovi nati e vedete che i tempi sono più lunghi del solito, può dipendere dalla fase transitoria: l’Inps sta aspettando il valore più favorevole. Non stupitevi se nell’attestazione Isee 2026 non compare subito il nuovo indicatore: l’Istituto ha già anticipato che integrerà le attestazioni dopo l’approvazione dei nuovi modelli con decreto ministeriale e comunicherà come consultare il valore nel frattempo. Ricordate che la Dsu vale fino al 31 dicembre dell’anno in cui la presentate: se cambiano nucleo o condizioni rilevanti, è utile che aggiorniate la dichiarazione per non perdere le agevolazioni.