MILANO – I mercati avanzano cauti nella prima seduta di una settimana che guarda all’appuntamento della Fed di mercoledì, nonostante gli investitori si aspettino che i tassi questa volta vengano mantenuti fermi. Seduta in calo per l’Asia, con Tokyo che lascia sul terreno l’1,79%. Da registrare sui mercati il record dell’oro, che sfonda i 5000 dollari l’oncia per la prima volta nella sua storia.
Wall street: Booz Allen Hamilton -10%, governo usa cancella contratti per 21 mln $
Il titolo di Booz Allen Hamilton cede il 10%, dopo che il segretario al tesoro statunitense, Bessent, ha dichiarato di aver annullato tutti i contratti del dipartimento del tesoro con la società di consulenza, dopo che uno dei suoi ex contractor ha fatto trapelare ai media le dichiarazioni fiscali del presidente Trump e di migliaia di miliardari, tra cui Bezos ed Musk.
Chiusura in ordine sparso per le principali borse europee
Chiusura in ordine sparso per le principali borse europee. Se il Dax di Francoforte termina le contrattazioni con un +0,32%, il Cac 40 di Parigi perde lo 0,15%.
Piatta la chiusura per Ftse 100 di Londra che segna +0,08%.
Milano chiude in rialzo dello 0,26%
La Borsa di Milano chiude in rialzo. L'ultimo indice Ftse Mib sale dello 0,26% a 44.950 punti. A Piazza Affari corrono i giochi di Lottomatica (+2,5%) e tra le protagoniste ci sono le ex popolari, come banco Bpm (+1,6%) con credit agricole alla finestra e Bper (+1%) che ha la strada spianata per la fusione con Sondrio (+0,8%) dopo la decisione del governo di non esercitare il golden power.
+1,1% Per Tim che sarebbe in trattativa con open fiber per attivare 200mila linee in fibra ottica. Debole in fondo il settore difesa con Fincantieri (-2,4%) e il Pharma diDiasorin (-3,3%) dopo l'accordo di distribuzione con Fisher scientific.
Titoli Stato: spread Btp/Bund chiude in calo a 59 punti
Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi chiude in calo a 59 punti base rispetto ai 61 punti dell'apertura. Il rendimento del decennale italiano scende al 3,47%
Euro chiude in rialzo poco sotto 1,19 dollari (+0,57%)
L'euro chiude in rialzo poco sotto quota 1,19 dollari: la moneta unica passa di mano a 1,1894 dollari (+0,57%) e a 183,08 yen (-0,59%). Il dollaro arretra dell'1,15% anche sullo yen a 153,90 (-1,17%). La valuta giapponese si rafforza quindi sul dollaro, guadagnando quasi il 3% in due sedute e tornando sui massimi da oltre due mesi, mentre i mercati incorporano un rischio crescente di intervento coordinato tra Tokyo e Washington a sostegno della valuta.
l'Europa sale con Wall Street, Milano +0,5%
Le Borse europee imboccano la strada positiva, dopo l'avvio in rialzo di Wall Street. L'attenzione si concentra sulle prossime mosse della Fed mentre prosegue la corsa dell'oro e il dollaro continua a indebolirsi. Ancora in calo i rendimenti dei titoli di Stato, in particolare quelli francesi.
L'indice stoxx 600 guadagna lo 0,4%. In aumento Madrid (+0,9%), Milano (+0,5%), Londra (+0,4%), Francoforte (+0,2%) e Parigi (+0,1%). I principali listini sono sostenuti dalle utility (+1,3%), con il prezzo del gas che gira in calo. Ad Amsterdam le quotazioni cedono l'1,1% a 39,58 euro al megawattora. Seduta positiva anche per le banche (+1,2%) e le assicurazioni (+0,4%). Sale l'energia (+0,5%), con il petrolio in calo. Il Wti scende dello 0,6% a 60,71 dollari al barile e il Brent si attesta a 65,53 dollari (-0,5%).
Wall Street apre cauta
Wall Street apre debole. Il Dow Jones sale dello 0,12% a 49,177,28 punti, il Nasdaq perde lo 0,03% a 23.495,47 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,11% a 6.922,98 punti. La settimana sarà caratterizzata dalle trimestrali di Big Tech e dalla seduta della Fed che potrebbe lasciare i tassi d’interese inalterati.
Georgieva (Fmi): “Fuga all'oro legata a timori di frammentazione finanziaria”
"Il fatto che vediamo" gli investitori spostarsi "verso l'oro è un'indicazione che c'è un po' di preoccupazione sulla frammentazione finanziaria", ma "se si guarda al dollaro, resta una valuta dominante per una sola ragione: la profondità e la liquidità dei mercati dei capitali negli Stati Uniti e la dimensione dell'economia". Lo ha detto la direttrice del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva, intervenendo a un evento del Bruegel a Bruxelles.
"Finché questo fattore è così chiaramente presente", ha aggiunto, "è difficile aspettarsi che avvengano cambiamenti drammatici". Anche osservando i flussi finanziari, "inclusi i risparmi dei cittadini europe", la destinazione resta «per ora dominante verso gli Stati Uniti", che attraggono "il 75% dei flussi finanziari". "Il mondo sta cambiando", ha riconosciuto la direttrice generale del Fondo monetario internazionale, e "la multipolarità significa una maggiore diversificazione delle riserve valutarie". Tuttavia, "il cambiamento non è affatto drammatico" e, negli ultimi anni, "si tratta più di variazioni dei tassi di cambio che di veri cambiamenti in chi detiene cosa". La "fuga verso l'oro", ha concluso Georgieva, "suggerisce un problema", anzi "due problemi": "le persone si stanno coprendo contro una possibile svalutazione del dollaro" e "non stanno andando verso l'euro".
Luigi Ferraris nel cda Fastweb+Vodafone come vicepresidente esecutivo
Luigi Ferraris, ex ad di Fibercop ma nel suo curriculum anche alla guida di Ferrovie dello Stato e di Terna, entra a far parte del Consiglio di amministrazione di Fastweb+Vodafone con il ruolo di vicepresidente esecutivo. "L'ingresso di Ferraris ben riflette il nuovo posizionamento e il peso industriale dell'azienda a seguito dell'incorporazione di Vodafone Italia; conferma la volontà di dotarsi di una governance all'altezza delle sfide industriali, tecnologiche e strategiche che attendono l'azienda nel nuovo perimetro", ha spiegato l'ad Walter Renna.
"Questo gruppo si distingue per serietà e affidabilità - sottolinea Luigi Ferraris - In un contesto sfidante e in continua evoluzione, sarò lieto di mettere a disposizione l'esperienza maturata nella gestione di infrastrutture e sistemi complessi per affrontare insieme le sfide tecnologiche e industriali che ci attendono."
Gestione sistema di accumulo a batterie, intesa Gruppo Dolomiti Energia e Metlen
Il Gruppo Dolomiti Energia ha ufficializzato di aver compiuto "un nuovo passo nella transizione energetica nazionale" siglando un accordo di sette anni per la gestione di un sistema di accumulo a batterie (Bess) da 25 mega watt - 75 mega watt ora in Puglia. "Si tratta - informa una nota della società trentina - di uno dei primissimi accordi fisici di tolling nel settore storage del mercato nazionale e conferma l'impegno per l'innovazione del gruppo come partner nello sviluppo di soluzioni energetiche innovative".
L'accordo raggiunto con Metlen, operatore globale del settore energetico e metallurgico, consentirà al Gruppo di gestire il Bess e "valorizzarne l'utilizzo nei mercati all'ingrosso e nei servizi di rete". Il nuovo sistema di accumulo, attualmente in costruzione e con entrata in esercizio prevista nel 2026, è già risultato assegnatario di un contratto di Capacity Market con Terna, fa sapere il gruppo, e "rappresenta un tassello fondamentale per favorire la flessibilità del sistema elettrico e l'efficienza del dispacciamento".
Retelit valuta la cessione di data center per 700 milioni (Bloomberg)
Retelit, gruppo attivo nel settore delle tlc, sta valutando la cessione di datacenter per circa 700 milioni di euro. È quanto riferisce l'agenzia Bloomberg citando fonti, da cui emerge che i contatti sono in una fase preliminare ma non ci sono ancora delibere, essendo l'eventuale l'operazione prevista per l'inizio del 2027. Alla richiesta di un commento da parte di Bloomberg il gruppo ha escluso che sia in atto una qualsiasi procedura formale, ricordando che i data center fanno parte della propria strategia industriale e sono oggetto di un programma di investimenti da 370 milioni di euro. Non commenta invece l'azionista spagnolo Asterion, titolare del 100% di Retelit dall'ottobre del 2021 dopo l'Opa lanciata nel maggio dello stesso anno, che si è conclusa con il ritiro del titolo dal listino di Piazza Affari nel novembre dello stesso anno.
In calo i titoli di Stato, spread Btp-Bund a 59 punti
I rendimenti dei titoli di Stato sono in calo, con il decennale francese che registra la peggiore flessione da ottobre dell'anno scorso. Lo spread tra Btp e Bund scende a 59 punti, con il tasso del decennale italiano in flessione al 3,46% (-4 punti base) e quello tedesco al 2,87% (-3 punti). Seduta in flessione anche per il titolo francese che cede 5 punti base al 3,43% e quello spagnolo al 3,22% (-4 punti).
L'oro ancora in volata verso i 5.100 dollari
Non si arresta la corsa dell'oro, mentre sui mercati azionari resta un clima di incertezza e il dollaro si svaluta sulle principali valute internazionali.
Il metallo prezioso registra un aumento del 3,3% a 5.093 dollari l'oncia, dopo aver toccato 5.111 dollari nella notte.
Sale anche l'argento che raggiunge i 109,34 dollari l'oncia, con un incremento del 10,50%.
Terna colloca un bond non collable a sei anni, ordini oltre 7,3 miliardi
Terna ha avviato il collocamento di un bond non callable fino a sei anni, con prime indicazioni di rendimento in area 4,5%. Incaricate del collocamento Banca Akros, Bnp Paribas, BofA, CaixaBank, Citi, Crédit Agricole, Goldman Sachs, Imi-Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Santander, Smbc, Société Générale e UniCredit. Intorno alle 12, gli ordini per il bond hanno superato i 7,3 miliardi di euro. Il rendimento è stato fissato a 3,875%.
Europa incerta guarda agli Usa, l'oro in volata
L'indice stoxx 600 cede lo 0,1%. In calo Parigi e Francoforte (-0,4%), Milano e Madrid (+0,2%), poco mossa Londra (-0,05%). I principali listini del Vecchio continente sono appesantiti dal comparto tecnologico (-1%), e da quello industriale (-0,7%). Giornata fiacca anche per le auto (-0,2%) e il lusso (-0,4%).
Sale l'energia (+0,8%), con il prezzo del petrolio poco mosso. Il Wti si attesta a 61,06 dollari al barile (-0,01%) e il Brent sale a 65,92 dollari (+0,02%). In crescita anche le utility (+0,5%), in linea con il prezzo del gas. Ad Amsterdam le quotazioni sono in aumento del 2,7% a 41,13 euro al megwattora.
Kretinsky lancia Opa su gruppo francese Fnac-Darty
Il miliardario ceco Daniel Kretinsky ha lanciato venerdì scorso un'offerta pubblica d'acquisto (Opa) sullo specialista dell'elettronica e dei prodotti culturali Fnac Darty, a 36 euro per azione: è quanto annunciato oggi dalla stessa azienda francese, precisando che "il consiglio di amministrazione di Fnac Darty ha unanimemente accolto l'offerta". Kretinsy è già il principale azionista di Fnac Darty con il 28,5% delle azioni. Con questa nuova offerta pubblica d'acquisto, intende superare la soglia del 50% del capitale.
Oro: prosegue corsa, Spot a 5.100 dollari
Continua la corsa del mercato verso i beni rifugio: l'oro supera così per la prima volta la soglia dei 5.100 Dollari l'oncia nel contratto spot, mentre l'argento spot oltrepassa quella dei 100 dollari.
Avvio contrastato per l’Europa
Le principali Borse europee aprono la seduta contrastate. Nei primi minuti di scambi Francoforte registra +0,07%, Parigi cede lo 0,12%, Londra segna +0,18% e Madrid avvia gl scambi sulla parità a +0,06%.
Tokyo chiude a -1,79%
Chiusura in ribasso per la borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che lascia sul terreno l'1,79% e termina le contrattazioni a 52.885,25
Punti. Gli investitori sono stati condizionati dalle incertezze globali sul fronte geopolitico e commerciale ma anche l'apprezzamento dello yen ha avuto un peso rilevante. Ancora più significativo il calo dell'indice allargato Topix: -2,13% a fine seduta a 3.552,49 Punti
Petrolio, prezzo in aumento
Prezzo del petrolio in aumento questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a marzo è scambiato a 61,48 dollari al barile con un avanzamento dello 0,65% mentre il Brent con consegna a marzo passa di mano a 66,29 dollari al barile con una crescita dello 0,62%.