Continua a oscillare il prezzo del dollaro e dei metalli preziosi, dopo le novità della scorsa settimana sul futuro della Fed, con la scelta del presidente Trump che è ricaduta sul “quasi falco” dell’inflazione Kevin Warsh. Lo spot gold ha superato i 5mila dollari l'oncia, dopo aver registrato ieri un +6%, il più grande rialzo giornaliero dal 2009. E i contratti sull'argento sono risaliti dell'8%. Alta volatilità sul dollaro: dopo essere sceso di quasi il 2% in una settimana a gennaio, raggiungendo i minimi degli ultimi quattro anni, è poi rimbalzato, causando il caos nel mercato dei metalli preziosi. A Wall Street i future sono poco mossi dopo una seduta in cui i tecnologici hanno registrato una pesante flessione, sulle novità lanciate da Anthropic che spaventano le aziende software. A Wall Street, oltre ad Alphabet, escono i conti del colosso dei chip Qualcomm e in Europa quelli di Banco Santander, Credit Agricole, Infineon e Ubs.
Europa contrastata in chiusura
Borse europee contrastate in chiusura di seduta. Parigi guadagna l'1,01% a 8.262 punti e Francoforte cede lo 0,72% a 24.603 punti. A due velocità anche Londra (+0,85% a 10.402 punti) e Madrid (-0,09% a 18.102 punti).
La Borsa di Milano chiude positiva a +0,47%, anche se rallenta nel finale di seduta. L'indice Ftse Mib termina con 46.636,43 punti, dopo aver segnato il record nell'intraday scavalcando la soglia dei 47mila, raggiunta per la prima volta dal novembre 2000.
Mps: “La Bce non ha ancora approvato le modifiche statutarie”
Mps informa "che alla data odierna la Banca Centrale Europea non ha ancora rilasciato il provvedimento autorizzativo inerente alle suddette modifiche statutarie". "L'efficacia delle stesse - si legge nella nota sul via libera dell'assemblea - rimane pertanto subordinata al rilascio di tale provvedimento".
Lane (Webuild) vince un contratto da 389 milioni di dollari in Usa
Lane, controllata statunitense del gruppo Webuild, si è aggiudicata il contratto da 389 milioni di dollari (circa 336 milioni in euro, 100% Lane) per la progettazione e realizzazione dei lavori di ampliamento e ammodernamento della Interstate 64 (I-64) a Norfolk, Virginia, negli Usa.
Commissionata dal Virginia department of transportation, l'opera è strategica per la mobilità in una delle aree più dinamiche della costa orientale degli Stati Uniti. Con questo nuovo contratto, Webuild consolida la leadership negli Stati Uniti, dove è impegnata in progetti chiave per la mobilità sostenibile e il potenziamento della resilienza delle infrastrutture.
L'assemblea Mps approva le modifiche allo statuto
Via libera dai soci di Mps alle modifiche statutarie che introducono la lista del cda, abbattono al 5% le riserve sull'utile, aumentano la parte variabile della remunerazione dei manager ed eliminano il tetto ai mandati degli amministratori. All'assemblea, si legge in una nota, era presente il 68% del capitale e i diversi punti all'ordine del giorno sono stati approvati con il voto favorevole di oltre il 99% del capitale presente.
Eli Lilly corre a Wall Street con la trimestrale, +8,03%
Eli Lilly corre a Wall Street, dove i titoli guadagnano l'8,03%. A spingere è la trimestrale sopra le attese con un utile netto a 6,64 miliardi di dollari e ricavi in crescita del 43% a 19,29 miliardi. La società ha registrato un balzo dei suoi medicinali contro l'obesità Zepbound e Mounjaro, le cui vendite sono più che raddoppiate nel quarto trimestre a 4,26 e 7,41 miliardi. Per il 2026 Eli Lilly prevede ricavi fra gli 80 e gli 83 miliardi e un utile per azione fra i 33,50 e i 35 dollari per azione.
L’Europa su nuovi massimi, future Usa contrastati
Raggiungono nuovi massimi le principali Borse europee, con l'indice Stoxx 600 a 620 punti, valore mai toccato finora. Sui massimi dall'ottobre del 2000 Milano (+1,02% a 46.890 punti), mentre Londra (+1,31% a 10.450 punti) si porta a livelli mai raggiunti così come Madrid (+0,5% a 18.206 punti), Parigi (+0,89% a 8.252 punti) e Francoforte (-0,3% a 24.702 punti). Contrastati i future Usa alla vigilia della decisione della Bce sui tassi. In arrivo dagli Usa gli indici Pmi del settore dei servizi e quelli Ism non manifatturieri, insieme alle scorte settimanali di greggio.
Proprio quest'ultimo appare poco mosso (Wti -0,22% a 63,07 dollari al barile), così come il gas (+0,27% a 32,95 euro al MWh), che scende sotto la soglia dei 33 euro. Invariato l'oro a 5.054,5 dollari l'oncia mentre prosegue la corsa dell'argento (+2% a 92,18 dollari l'oncia). Stabile il dollaro a 84,64 centesimi di euro e 0,73 sterline, mentre lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi sale a 60,4 punti con il rendimento annuo italiano in calo di 2,1 punti al 3,47% e quello tedesco di 1,8 punti al 2,87%.
T-bond in calo dopo il rapporto Adp sull’occupazione Usa
I prezzi dei titoli del tesoro statunitensi sono tendenzialmente in calo dopo gli ultimi dati economici. L'occupazione nel settore privato statunitense è cresciuta di 22.000 unità, a gennaio, deludendo le attese degli esperti (45.000). Il 2026 è iniziato sostanzialmente con lo stesso tono con cui si è concluso il 2025: un mercato del lavoro fiacco in un contesto di basse assunzioni e bassi livelli di formazione, che probabilmente non contribuirà a placare i timori della Federal Reserve sulla necessità di un maggiore sostegno. In questo momento, il rendimento - che si muove inversamente al prezzo - del decennale è in rialzo al 4,286%, dal 4,273% di ieri. Il rendimento del titolo a tre mesi è stabile al 3,684%.
L'utile di Anima sale a 266,7 milioni, la cedola a 0,5 euro
Anima Holding ha chiuso il 2025 con un utile netto di 266,7 milioni di euro, in crescita del 16% sullo stesso periodo del 2024, e un utile netto normalizzato salito del 4% a 286,5 milioni. Il cda, si legge in una nota, ha proposto il pagamento di un dividendo di 0,5 euro ad azione, a fronte degli 0,45 euro del 2024.
Come già indicato in occasione della semestrale, la voce 'altri costi e ricavi' incorpora un ricavo una tantum di 31,8 milioni di euro, mentre il ricavo da dividendi, relativo alla quota detenuta in Mps, è salito da 3,1 a 43,2 milioni.
Le scorte di gas europee scendono sotto il 40%, l'Italia è al 56%
Le scorte di gas scendono per la prima volta sotto il 40% in Europa dall'inizio della stagione invernale. Secondo i dati di Gas Infrastructure Europe, gli stoccaggi europei sono al 39,9% a 455,45 terawattora, contro i 604 TWh registrati un anno fa. Più critica la situazione in Germania, con scorte al 31,25% a 78,47 TWh, mentre l'Italia vanta scorte al 56,19% a 114,27 TWh, contro i 125,08 del 2 febbraio del 2024. Con i timori di un colpo di coda del freddo a fine mese i prezzi del gas si mantengono sopra i 33 euro, con un rialzo dello 0,82% a 33,13 euro al MWh.
Bastogi in contrattazione, vola a +24,6% dopo accordo con Live Nation
Volano le azioni Bastogi all’indomani della vendita a Live Nation del Gruppo ForumNet, uno dei principali operatori di venue in Italia. Il fulcro dell'operazione è l'Unipol Forum (capienza fino a 15.800 posti), una delle arene più iconiche del Paese per musica e sport e casa è anche la casa delle competizioni di pattinaggio di figura e short track ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L'accordo include anche il Teatro Repower e la gestione della venue open-air Carroponte. L'enterprise value dell'operazione - secondo la società - è fissato a 90 milioni di euro, mentre il prezzo teorico della cessione della holding al colosso americano dell'intrattenimento dal vivo sarebbe pari a circa 103 milioni di euro. Il closing avverrà a partire dal prossimo 31 marzo.
Dopo una mattinata senza scambi in cui avevano segnato un rialzo teorico di oltre il 20% , le azioni sono entrate in negoziazione con un balzo del 24,6% a 0,97 euro (Ftse Mib +0,9%).
L’Europa sale aspettando Wall Street
Le Borse europee proseguono in rialzo con gli investitori che guardano ai risultati delle trimestrali. I mercati hanno ormai archiviato i timori per la tenuta degli investimenti dell'intelligenza artificiale, dopo la performance negativa di Wall Street alla vigilia. Sotto i riflettori restano le tensioni geopolitiche, in particolare tra Usa e Iran. Sul fronte valutario l'euro è poco mosso a 1,1817.
L'indice stoxx 600 guadagna lo 0,66%, in vista dell'avvio di Wall Street dove i future sono contrastati. Nel Vecchio continente in luce Londra e Parigi (+1,3%), Milano (+1,1%), Madrid (+0,5%), poco mossa Francoforte (+0,06%). I principali listini sono sostenuti dall'energia (+1,9%), con il prezzo del petrolio in rialzo. Il Wti si attesta a 63,37 dollari al barile (+0,2%) e il Brent a 67,44 dollari (+0,1%). In flessione la farmaceutica (-0,3%), dove pesa il crollo di Novo Nordisk (-17%) dopo le stime in calo per le vendite del 2026.
In lieve calo i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 60 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,46% e quello tedesco al 2,86%. Poco mosso l'oro che si attesta a 5.045 dollari l'oncia (-0,05%).
A Piazza Affari proseguono la corsa Mediobanca (+7,1%), nel giorno dell'assemblea di Mps (+2,6%) per le modifiche allo statuto ed in vista delle decisioni sul futuro di Piazzetta Cuccia. Bene anche Inwit (+5%) e Lottomatica (+3%). Acquisti su Stellantis (+2,7%) e Stm (+2,5%) e Nexi (+2,3%). In fondo al listino Buzzi (-1,7%), Fineco (-0,4%) e Leonardo (-0,2%).
L’oro torna sopra i 5000 dollari
Il prezzo dell'oro risale sopra il livello chiave di 5.000 dollari l'oncia, rafforzando l'aumento di oltre il 6% registrato ieri, il maggiore guadagno giornaliero dal 2008, con gli acquirenti in calo intervenuti dopo la brusca flessione di inizio settimana. Le tensioni geopolitiche hanno inoltre rafforzato l'appeal del metallo come bene rifugio dopo che le forze statunitensi hanno abbattuto un drone iraniano vicino a una portaerei nel Mar Arabico, sebbene il presidente Trump abbia affermato che la diplomazia rimane attiva, con la Casa Bianca che conferma che i colloqui tra Stati Uniti e Iran sono ancora in programma per venerdì.
Nel frattempo, le aspettative di rapidi tagli dei tassi da parte della Fed si sono attenuate dopo che Trump ha nominato Kevin Warsh presidente della banca centrale, sebbene i mercati prezzino ancora due tagli quest'anno, probabilmente verso la metà dell'anno e più avanti nel 2026Il prezzo dell'oro risale sopra il
livello chiave di 5.000 dollari l'oncia, rafforzando l'aumento di oltre il 6% registrato ieri, il maggiore guadagno giornaliero dal 2008, con gli acquirenti in calo intervenuti dopo la brusca flessione di inizio settimana.
Le tensioni geopolitiche hanno inoltre rafforzato l'appeal del metallo come bene rifugio dopo che le forze statunitensi hanno abbattuto un drone iraniano vicino a una portaerei nel Mar Arabico, sebbene il presidente Trump abbia affermato che la diplomazia rimane attiva, con la Casa Bianca che conferma che i colloqui tra Stati Uniti e Iran sono ancora in programma per venerdì.
Nel frattempo, le aspettative di rapidi tagli dei tassi da parte della Fed si sono attenuate dopo che Trump ha nominato Kevin Warsh presidente della banca centrale, sebbene i mercati prezzino ancora due tagli quest'anno, probabilmente verso la metà dell'anno e più avanti nel 2026
Istat, il carrello della spesa sale a gennaio del 2,1%
Il tasso di crescita su base annua dei prezzi del cosiddetto "carrello della spesa", che comprende i prezzi per i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, è pari al 2,1%. Lo rileva l'Istat precisando inoltre che l'inflazione di fondo si attesta all'1,8%. L'inflazione acquisita per il 2026, invece, è pari allo 0,4% per l'indice generale (a dicembre era nulla) e allo 0,5% per la componente di fondo (prezzi +0,2% a dicembre).
PIL: Upb +0,5% In 2025, +0,7% In 2026 e 2027
Crescita del pil dello 0,5% nel 2025 e dello 0,7% nel 2026 e 2027. E' quanto emerge dalle stime dell'Ufficio parlamentare di Bilancio. "L'economia globale si espande nonostante l'incertezza, ma l'export rallenta nel 2026", rileva l'Upb. "Si rafforza l'economia italiana a fine 2025, sostenuta dalla domanda interna; la crescita Italia 2025 sarebbe inferiore a quella dei conti trimestrali, per effetti di calendario", si legge. Inoltre "migliora la previsione per il 2026, viene marginalmente limata quella per il 2027", si aggiunge.
Europa in ordine sparso dopo inflazione, Milano al top da novembre 2000
Si muovono in ordine sparso le borse europee dopo la frenata dell'inflazione Ue (come da attese degli analisti) che allontana ulteriormente l'ipotesi che la Bce domani possa ritoccare i tassi. In 'rosso' Francoforte (-0,3%) che ha ceduto in queste due settimane circa il 3% rispetto ai record raggiunti dal dax verso metà gennaio. Perde quota soprattutto Madrid (-1,5%) che invece i suoi massimi storici li aveva aggiornati proprio alla vigilia. All'opposto, continua il momento d'oro di piazza affari - alla sua quarta seduta consecutiva in rialzo - con il ftse mib che nella mattinata ha toccato i 46.755 Punti, aggiornando i massimi da fine novembre 2000 (l'indice milanese è salito di circa il 3,7% solo nelle ultime quattro sedute). Toniche anche Parigi (+0,6%) e Amsterdam (+0,3%).
L'inflazione nell'Eurozona a gennaio cala all'1,7%
L'inflazione nell'Eurozona a gennaio è scesa all'1,7% dal 2% di dicembre. E' quanto afferma Eurostat nella prima stima 'flash' sul mese. L'Italia passa all'1% dall'1,2% di dicembre, tra i valori minimi dopo lo 0,4% segnato dalla Francia.Con oggi l'ufficio statistico Ue aggiorna il metodo di calcolo dell'Indice armonizzato dei prezzi al consumo
Borse asiatiche: chiudono miste, pesano timori bolla IA
Le Borse asiatiche chiudono in ordine sparso, con Tokyo in calo dopo il rosso di Wall Street legato ai timori di una bolla legata all'Intelligenza Artificiale mentre i metalli preziosi continuano la risalita grazie agli acquisti al ribasso dopo il sell-off di due giorni.
A Tokyo il Nikkei perde lo 0,78% a 54.293 punti, mentre il Topix sale dello 0,27% a 3.655,58 punti. In Cina l'indice Shanghai Composite sale dello 0,85% a 4.102 punti e lo Shenzhen Component guadagna lo 0,21% a 14.156. A Hong Kong l'Hang Seng chiude vicino alla parità a +0,05% e 26.847 punti, invertendo le perdite iniziali. Bene il Kospi a Seul a +1,57% e 5.371,10
punti.
Non scaldano gli investitori i dati diffusi oggi da UBS
Non scaldano gli investitori i dati diffusi oggi da UBS: malgrado risultati annuali superiori alle attese il titolo del colosso bancario elvetico alla Borsa di Zurigo perde l'1,6%, scendendo a 36,50 franchi, in un mercato orientato generalmente a una lieve flessione (SMI -0,3%). Il quarto trimestre si è rivelato solido, trainato dall'investment banking, sottolinea l'analista Andreas Venditti di Vontobel. Il programma di riacquisto di azioni da 3 miliardi di dollari è inferiore alle aspettative, ma UBS ha promesso di fare di più, a dipendenza della futura normativa sui fondi propri. Ciò che UBS ha sotto controllo (la sua attività operativa) continua a registrare ottime performance, mentre ciò che non è sotto la sua responsabilità (il quadro legislativo) rimane incerto, riassume Venditti.
Borse, corrono Mediobanca e Mps
La Borsa di Milano (+0,5%) in rialzo, in linea con gli altri listini europei che tentano di superare i timori sull'intelligenza artificiale dopo la performance negativa di Wall Street. A Piazza Affari scatta Mediobanca (+4,8%), nel giorno dell'assemblea di Mps (+3,1%) sulle modifiche allo statuto. Lo spread tra Btp e Bund scende a 59 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,46%. Nel listino principale rimbalza Nexi (+1,8%), dopo la performance negativa della vigilia in scia con il settore europeo dei pagamenti dopo i conti deludenti di PayPal. Bene anche le altre banche con Bper e Popolare Sondrio (+1%), Banco Bpm (+0,8%), Unicredit e Intesa (+0,7%). In luce l'energia con Eni (+1,5%) e Saipem (+0,7%). Acquisti su Stellantis (+0,8%).
In fondo Buzzi (-1,7%) e Prysmian (-1,2%). Male anche Stm (-0,9%), Fincantieri (-0,7%) e Leonardo (-0,6%).
Novartis, fatturato in crescita dell’8%
l colosso farmaceutico svizzero Novartis ha registrato un aumento del 17% dell'utile netto per l'anno fiscale 2025, raggiungendo quasi 14 miliardi di dollari (11,8 miliardi di euro). Il fatturato è aumentato dell'8% su base annua, raggiungendo i 54,5 miliardi di dollari, nonostante un calo delle vendite di Entresto, il suo trattamento di punta per l'insufficienza cardiaca, durante il quarto trimestre a causa della concorrenza delle versioni generiche del farmaco negli Stati Uniti.
Gsk, utile raddoppiato nel 2025
l colosso farmaceutico britannico Gsk ha chiuso il 2025 con un forte aumento degli utili, trainato dalla crescita dei suoi trattamenti specialistici (Hiv, oncologia, ecc.), ma anche dall'onere straordinario registrato nel 2024 relativo al contenzioso relativo a un ex farmaco, lo Zantac. L'utile netto di Gsk, il cui nuovo ceo è entrato in carica a gennaio, è più che raddoppiato lo scorso anno, raggiungendo i 5,716 miliardi di sterline (6,63 miliardi di euro circa), rispetto ai 2,575 miliardi di sterline del 2024. L'azienda farmaceutica britannica ha dichiarato che per il 2026 prevede una crescita delle vendite tra il 3% e il 5% e un aumento dell'utile operativo di base tra il 7% e il 9%. Inoltre ha stimato una crescita dell'utile per azione di base tra il 7% e il 9%. L'azienda ha ribadito il suo obiettivo di fatturato per il 2031 di oltre 40 miliardi di sterline.
Borse europee, apertura positiva
Apertura positiva per le principali Borse europee, con Parigi a registrare la performance migliore: l'indice Cac40 sale dello 0,46%. Buono l'avvio di Francoforte, che raggiunge quota +0,34%. Bene anche Londra, che segna +0,22%.
Milano, apertura in rialzo: aggiornati i massimi dal 2000
Apertura in rialzo per la Borsa di Milano: l'indice Ftse Mib avvia gli scambi con un progresso dello 0,29% e sale a 46.556 punti. Aggiornati i massimi da fine 2000.
Tokyo chiude in ribasso
La Borsa di Tokyo conclude la seduta in ribasso, arretrando dal record segnato ieri, con gli investitori che fanno scattare le prese di profitto, mentre la tecnologia è nuovamente sotto pressione sul listino statunitense del Nasdaq dopo le ultime indicazioni dalle trimestrali. L'indice di riferimento Nikkei segna una flessione dello 0,78%, a quota 54.293,36, e una perdita di 427 punti. Sul mercato valutario lo yen cede terreno sul dollaro, a 156,30, e poco sotto a 185 sull'euro.
L’argento rimbalza: +5%
Dopo l’oro, in rialzo anche l'argento che si porta sopra gli 89 dollari (+5%). In buon progresso anche gli altri metalli preziosi con il palladio che viaggia a 1.799 dollari (+3,2%) e il platino che segna un progresso del 4,33% a 2.309 dollari.
Leonardo, accordo con Indonesia per fornitura aerei M-346 F
Leonardo ha annunciato la firma di una lettera d'Intenti (Letter of Intent - Loi) con PT ESystem Solutions Indonesia e il ministero della Difesa della Repubblica di Indonesia volto a collaborare per la fornitura e il supporto di aerei M-346 F Block 20 di Leonardo, al fine di soddisfare i requisiti operativi della forza aerea indonesiana. L'accordo - si legge in una nota - fa seguito alla selezione dell'M-346 da parte del Ministero della Difesa indonesiano in risposta alle sue esigenze operative e di addestramento.
Credit Agricole, utile a 8,7 mliardi nel 2025
Credit Agricole archivia il 2025 con un utile netto di pertinenza del gruppo pari a 8,7 miliardi di euro, in crescita dell'1,3% rispetto al 2024. I ricavi sono stati pari a 39,5 miliardi di euro, in crescita del 3,9% rispetto al 2024. Per Credit Agricole SA l'utile è di 7,074 miliardi, stabile rispetto a 7,087 miliardi del precedente anno. Nel quarto trimestre l'utile è di 1,63 miliardi di euro, in calo del 23,9% rispetto al quarto trimestre del 2024, con un impatto di 607 milioni di euro derivante dal primo consolidamento di Banco Bpm nella voce di bilancio contabilizzata con il metodo del patrimonio netto. I ricavi ammontano a 9,9 miliardi di euro, in crescita dell'1,6% rispetto al pari periodo del 2024. L'utile di Credit Agricole SA è di 1,025 miliardi (-39,3% con -607 milioni del consolidamento di Banco Bpm)
Oro torna sopra i 5mila
Prezzo oro in aumento questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold spot) passa di mano a 5.075 dollari l'oncia con una crescita del 2,60% mentre l'oro con consegna ad aprile (Comex) è scambiato a 5.086,10 dollari l'oncia con un avanzamento del 3,06%.
Ubs, utile netto a 7,8 miliardi
Ubs chiude il 2025 con l'utile netto a 7,8 miliardi di dollari (6,59 miliardi di euro), in crescita del 53%. La banca nel quarto trimestre mette a segno una robusta performance finanziaria con l'utile netto attribuibile agli azionisti pari a 1,2 miliardi di dollari (1,01 miliardi di euro), in aumento del 56% su base annua. Nel trimestre, spinto dall'andamento di mercato, dalle oscillazioni dei cambi esteri e dall'afflusso netto di nuovi asset, il patrimonio investito del gruppo è aumentato del 15% su base annua e ha superato per la prima volta la soglia di 7mila miliardi di dollari. Per l'esercizio finanziario 2025 il consiglio di amministrazione intende proporre agli azionisti un dividendo di 1,10 dollari per azione, in aumento del 22%, soggetto ad approvazione da parte dell'assemblea generale ordinaria, programmata per il 15 aprile 2026.