MILANO – La corsa all’IA dei giganti di Big tech, con 660 miliardi di dollari di investimenti attesi nel 2026, continua a spaventare il mercato riaccendendo i timori di una bolla. Da segnalare il caso di Amazon, i cui conti sono stati superiori alle stime del mercato ma proprio le previsioni di spesa sull’intelligenza artificiale hanno affondato il titolo nel pre-market, per chiudere in calo del 5,5%. L’Europa parte così orientata al segno meno e sul finire di giornata vira in deciso rialzo trainata da Wall Street, con il Dow Jones che chiude per la prima volta oltre quota 50mila punti (+2,47%). Solo Piazza Affari chiude positiva ma debole, con Stellantis che crolla dopo il maxi profit warning. L’Asia archivia una seduta in chiaroscuro, con Tokyo che guadagna lo 0,81% e Seul che perde due punti percentuali.
Wall Street per la prima volta sopra 50mila punti: DJ +2,47%
Wall Street chiude per la prima volta nella storia con l'indice Dow Jones sopra i 50mila punti. Il Dow Jones cresce del 2,47% fino a 50.115,67 punti. L'indice Nasdaq cresce del 2,18% fino a 23.031,21 punti.
Borse europee, chiusura in rialzo in scia a Wall Street. Stellantis frena Piazza Affari
Le Borse europee recuperano terreno e chiudono in deciso rialzo, a eccezione di Piazza Affari, trainate da Wall Street. L'attenuarsi dei timori sull'ondata di investimenti nell'intelligenza artificiale ha rafforzato la propensione al rischio, all'indomani della decisione della Bce, ampiamente attesa, di lasciare i tassi invariati. L'indice Cac 40 di Parigi sale dello 0,43% a 8.273,84 punti, il Dax 30 di Francoforte registra un progresso dell'1,16% a 24.731,63 punti e l'Ftse 100 di Londra avanza dello 0,57% a 10.367,70 punti. A Milano l'indice Ftse Mib segna un +0,13% a 45.877,20 punti. Sul listino, precipita Stellantis (-25,17% a 6,111 euro per azione) dopo l'annuncio della profonda revisione della strategia sull'elettrico, che comporta una maxi-svalutazione per circa 22,2 miliardi di euro nel secondo semestre 2025 e una perdita netta preliminare compresa tra 19 e 21 miliardi di euro. Il gruppo ha inoltre comunicato che, alla luce della perdita dell'esercizio, non sarà distribuito alcun dividendo nel 2026.
Usa, fiducia consumatori sale a 57,3 punti
A febbraio gli statunitensi si stanno dimostrando più ottimisti sull'economia rispetto al mese precedente. La lettura preliminare dell'indice sulla fiducia redatto mensilmente dall'università del michigan è stata pari a 57,3 punti, dopo i 56,4 punti di gennaio. Le attese erano per un dato a 55 punti. La componente che misura le aspettative per il futuro è passata dai 57 punti del mese precedente a 56,6. La componente sulla situazione attuale è salita da 55,4 a 58,3. Per quanto riguarda l'inflazione, le aspettative a un anno sono scese dal 4% al 3,5%; quelle a cinque anni sono aumentate dal 3,3% al 3,4%. Nel febbraio 2020, prima dell'inizio della pandemia di coronavirus, l'indice era a 101 punti.
Wall Street apre positiva
Wall Street apre positiva. Il Dow Jones sale dell'1,03% a 49.412,08 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,33% a 22.615,25 punti, mentre lo S&P 500 cresce dello 0,63%, a 6.840,96 punti.
Borse, andamento metà giornata
Le Borse europee girano in positivo a metà seduta, allineandosi al cambio di rotta dei future americani. Francoforte avanza dello 0,5%, Londra dello 0,1%, Parigi è piatta (+0,01%) mentre resta in calo (-0,3%), appesantita dal sell-off su Stellantis dopo il cambio di strategia che costerà 22 miliardi di euro in oneri di ristrutturazione. A New York invertono la rotta i future, con gli investitori che tornano a ricoprirsi sui titoli tecnologici dopo tre giorni di forti vendite, convinti che i timori sugli investimenti siano stati eccessivi: quelli sul Nasdaq avanzano dello 0,7% e quelli sull'S&P 500 dello 0,55%.
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Oslo, Kongsberg vola in Borsa
Kongsberg svetta alla borsa di Oslo, dopo avere annunciato conti migliori delle attese, accompagnati da una maxi-cedola e da ordinativi record. Il titolo del gruppo della difesa e dell'aerospazio attorno alle 11,30 mette a segno un rialzo del 15,7% a 362 corone norvegesi, il maggiore dell'indice Stoxx Europe 600. Dall'inizio dell'anno la quotazione è salita di oltre il 40%. Kongsberg ha realizzato nel quarto trimestre 2025 un Ebitda in crescita del 42% a 2,46 miliardi di corone norvegesi, superando i 2,07 miliardi di corone previsti dal consenso degli analisti. I ricavi sono aumentati del 21% a 16,8 miliardi di corone, battendo anche in questo caso le aspettative che si fermavano a 15,98 miliardi.
Mediolanum, raccolta netta a 721 milioni
Banca Mediolanum ha comunicato i risultati commerciali del mese di gennaio 2026, che complessivamente si sono attestati a oltre un miliardo di euro. Nel dettaglio la raccolta netta totale è stata di 721 milioni (863 milioni nel 2025). Quella in risparmio gestito si è attestata a 283 milioni (487 milioni nel gennaio 2025). Inoltre i nuovi finanziamenti erogati sono stati di 274 milioni (263mln nel gennaio 2025) e i premi polizze protezione a 19 milioni (16mln).
Fineco, utile a 647 milioni
FinecoBank archivia il 2025 con un utile netto di 647 milioni di euro, in calo dello 0,8% su base annua, e propone un dividendo di 0,79 euro per azione, in crescita del 7%. Nel mese di gennaio la raccolta netta si è attestata a 1,1 miliardi di euro, in aumento del 21% anno su anno, con 262 milioni provenienti dal gestito. I ricavi stimati da brokerage nel mese ammontano a 22 milioni di euro, in crescita del 7%. I nuovi clienti acquisiti sono stati 22 mila, pari a un +17,2% su base annua, nuovo record mensile. Nel corso del 2025 la raccolta complessiva ha raggiunto 13,4 miliardi di euro, in rialzo del 33,3%. L'utile del quarto trimestre è salito a 166,5 milioni di euro. I ricavi dell'esercizio sono rimasti stabili a 1,31 miliardi di euro, sostenuti dalla crescita dell'investing.
Ferrero, fatturato in crescita a 19,3 miliardi
Il gruppo Ferrero ha chiuso l'esercizio con un fatturato consolidato di 19,3 miliardi di euro, in crescita del 4,6% rispetto all'anno precedente. Il bilancio consolidato 2024/2025 chiuso il 31 agosto 2025 è stato approvato dalla società, attraverso la sua holding Ferrero International.
I mercati cinesi chiudono in calo
I mercati azionari cinesi hanno chiuso in ribasso oggi, con l'indice di Shanghai in calo dello 0,25% a 4.065,58 punti. L'indice di Shenzhen ha chiuso in ribasso dello 0,33% a 13.906,73 punti.
Le Borse Ue aprono deboli e in calo
I mercati azionari europei hanno aperto in ribasso, trascinati dalle preoccupazioni sui settori della tecnologia, del software e dell'intelligenza artificiale, che continuano ad alimentare il nervosismo degli investitori. La Borsa di Parigi cede lo 0,41%, quella di Londra lo 0,48% e quella di Francoforte dello 0,26%
Asia in rosso con i tecnologici, Tokyo positiva
Restano pesanti le Borse asiatiche dopo l'ennesima seduta negativa di Wall Street, con l'avversione al rischio degli investitori che sale e la fuga dai titoli tecnologici, dai metalli preziosi e dal bitcoin che prosegue, in quella che rappresenta un'inversione a U rispetto ai trend di mercato del 2025.
Affonda Seul (-2,5%), listino simbolo per i semiconduttori, con gli investitori preoccupati che i mastodontici investimenti nell'intelligenza artificiale non diano i loro frutti, come testimoniato ieri dal crollo di Amazon (-11%) dopo l'annuncio di 200 miliardi di euro di spese quest'anno. Male anche Sydney (-2%) e Hong Kong (-1,1%), contrastati i listini cinesi (Shenzhen +0,2% e Shanghai -0,1%) mentre sale Tokyo (+0,8%), con gli investitori che si posizionano per un successo del partito liberal democratico della premier Sanae Takaichi nelle elezioni del weekend.
Restano in rosso i future su Wall Street, dopo che il Nasdaq ha vissuto i suoi peggiori tre giorni dal 'Liberation day' dello scorso aprile, con l'S&P 500 che cede lo 0,2% e il listino dei tecnologici lo 0,4%, in un sell-off a cui ha contribuito la riluttanza della Fed ad abbassare i tassi e l'annuncio di Anthropic di un nuovo modello di intelligenza artificiale per la ricerca finanziaria che ha mandato al tappeto i produttori di software. Poco mossi i future sull'Europa, con l'euro Stoxx che ondeggia sulla parità.
L'oro cede lo 0,6% a 4.849 dollari l'oncia mentre l'argento l'8% a 72,32 dollari, dopo aver toccato un minimo di 64 dollari nella notte. In lieve ripresa il Bitcoin (+2,6% a 64.700
dollari), che resta comunque sotto la soglia dei 65 mila dollari.