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Le Borse di oggi, 9 febbraio. Chiusura in rialzo per l’Europa

Le Borse di oggi, 9 febbraio. Chiusura in rialzo per l’Europa
(reuters)
Il governatore della Banca di Francia, Villeroy de Galhau lascerà l’incarico a giugno dopo undici anni. I listini europei viaggiano in territorio positivo grazie al recupero del tech
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MILANO – Le Borse europee terminano la seduta in spolvero, spinte dal recupero dei titoli tech, dopo la turbolenta ondata di vendite della scorsa settimana legata ai timori sull'intelligenza artificiale. Non sembra aver scosso troppo i mercati l’inaspettato l’annuncio del governatore della Banca di Francia, Villeroy de Galhau, che a giugno lascerà l’incarico. Seduta positiva in Asia, dove Tokyo brinda al successo della premier Takaichi.

Borse europee chiudono in rialzo su recupero titoli tech

Chiusura in netto rialzo per le Borse europee che estendono i guadagni della sessione precedente grazie al recupero dei titoli tech, dopo la turbolenta ondata di vendite della scorsa settimana legata ai timori sull'intelligenza artificiale. L'indice Cac 40 di Parigi è avanzato dello 0,60% a 8.323,28 punti, il Dax 30 di Francoforte è salito dell'1,20% a 25.015,81 punti mentre l'Ftse 100 di Londra ha registrato un progresso più contenuto, pari allo 0,15% a 10.385,55 punti. A Milano l'Ftse Mib ha indossato la maglia rosa di giornata guadagnando il 2,06% e 46.822 punti. Bene anche l'Ibex 35, a Madrid, che termina la seduta segnando un +1,36% a 18.187,91 punti.

Gli investitori ora guardano alla settimana in arrivo in attesa di una raffica di indicazioni macro: negli Stati Uniti sono in calendario nuovi dati chiave su occupazione e inflazione, insieme a un altro giro di trimestrali. In Europa, i riflettori restano puntati su un'agenda fitta di numeri, con il Pil del Regno Unito, le vendite all'ingrosso in Germania e gli aggiornamenti sulla disoccupazione in Francia.

Petrolio, prezzi in rialzo con distensione Usa-Iran

Il petrolio recupera le perdite di inizio sessione, con gli investitori che continuano a valutare il premio di rischio geopolitico appropriato. I future sul Wti sono tornati sopra i 64 dollari al barile a 64,14 (+0,93%), quelli sul Brent puntano ai 69 dollari a 68,71 (+0,97%).

Il rialzo è seguito all'allentamento delle preoccupazioni sull'offerta in Medio Oriente dopo che l'Iran ha accettato di proseguire i negoziati sul suo programma nucleare. Washington e Teheran si sono impegnati a continuare i colloqui dopo le discussioni definite da ambo le parti "positive" dello scorso venerdì in Oman.

Milano accelera nel finale (+2%), l'Europa resta calma

Piazza Affari si avvia alla conclusione della prima seduta della settimana rafforzando la sua leadership di giornata nel Vecchio continente, con l'indice Ftse Mib che ha toccato una crescita del 2%. Più caute le altre Borse: Francoforte è in aumento dello 0,8%, Parigi dello 0,3% e Londra sulla parità anche per le incertezze politiche nel governo britannico.

In attesa del discorso della presidente della Bce, Christine Lagarde, l'euro resta ancora molto forte a 1,19 contro il dollaro, mentre il listino di Milano è spinto soprattutto dai titoli di St, che sull'ampliamento dell'accordo con Amazon sale del 9%, e da Unicredit (+7%) dopo conti record.

Insider trading, dirigente Mef e consigliere Mps indagato a Milano

La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati, con l'ipotesi di insider trading, Stefano Di Stefano, alto dirigente del Ministero dell'Economia e delle Finanze e consigliere di amministrazione di Mps dal 2022. L'attuale responsabile della Direzione Partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici è finito sotto inchiesta per l'analisi del suo cellulare, sequestrato lo scorso novembre dalla Gdf - allora non era indagato - nell'ambito del caso sul risiko bancario. È venuto a galla che Di Stefano avrebbe acquistato azioni di Mediobanca e Mps, per circa 100mila euro, a cavallo della Ops su piazzetta Cuccia.

Europa incerta dopo Wall Street, bene Milano (+1,3%) con St e Unicredit

Mercati azionari del Vecchio continente senza una direzione precisa dopo la partenza in leggero calo di Wall street, con Milano chiaramente positiva (Ftse Mib +1,3%) grazie alla spinta soprattutto dei titoli St e Unicredit.

Calmo lo spread tra Btp e Bund a 10 anni che oscilla tra i 61 e 62 punti base. Forte l'euro che sale a quota 0,87 contro la sterlina e a 1,19 contro il dollaro. In leggero calo il Bitcoin, che prova a tenere i 68mila dollari. Tra le materie prime l'oro si muove di poche frazioni attorno ai 5mila dollari all'oncia, mentre il gas prosegue nel suo scivolone e cede l'8% sotto i 33 euro al megawattora. Stabile il petrolio.

Come detto, a Piazza Affari vola St (+8% a 27 euro) dopo aver ampliato l'accordo con Amazon Web Service e l'emissione di warrant per l'acquisto di un massimo di 24,8 milioni di azioni. Corre Unicredit (+6% a quota 78,5) dopo conti record e le prospettive di distribuire agli azionisti 50 miliardi di dividendi nei prossimi 5 anni. Stellantis recupera il 4% a 6,3 euro, con Fincantieri in aumento del 3,4% a quota 16 euro. Tra i titoli principali, deboli Fineco e Brunello Cucinelli, che cedono poco più di un punto percentuale.

Wall Street apre in calo, attesa per dati lavoro e inflazione

Wall Street ha aperto in calo, con gli investitori prudenti all'inizio di una settimana segnata dalla pubblicazione di dati su occupazione e inflazione negli Stati Uniti, dopo diverse sedute di forte volatilità. Nei primi scambi, il Dow Jones cede lo 0,18%, il Nasdaq lo 0,34% e l'indice S&P 500 lo 0,23%.

Yen giapponese affonda dopo la vittoria del Partito Liberal Democratico (Ebury)

In controtendenza rispetto alle altre valute del G10, lo yen ha registrato un forte sell-off nel corso della settimana e ha continuato a svalutarsi nelle prime ore di contrattazione asiatiche. Questa dinamica è stata innescata dai mercati in risposta all'ottenimento della supermaggioranza parlamentare dei due terzi da parte dell'LDP, che preannuncia una politica di espansione fiscale senza precedenti.

Ft: “Europa riduca dipendenza da sistemi pagamento Usa”

L'Europa deve "urgentemente" ridurre la sua dipendenza dai gruppi statunitensi come Visa e Mastercard ch gestiscono una grossa fetta degli strumenti di pagamento digitale. Il loro dominio sul mercato, infatti, potrebbe essere sfruttato come arma se le relazioni transatlantiche dovessero deteriorarsi. A lanciare l'allarme, riporta il Financial Times, l'European Payments Initiative, il consorzio di 16 banche e società di servizi finanziari europee.

"Siamo fortemente dipendenti dalle soluzioni" di pagamento "internazionali", argomenta Martina Weimert, amministratore delegato di Epi. La dirigente sottolinea che "abbiamo ottime risorse nazionali come i circuiti di carte" di pagamento ma non abbiamo nulla di transfrontaliero. Poi ha chiosato: "Se diciamo che l'indipendenza è così cruciale, sappiamo tutti che è una questione di tempistica, dobbiamo agire con urgenza".

Ocse, inflazione stabile al 3,7% a dicembre. Italia 1,2%

L'inflazione nella zona Ocse è rimasta stabile, al 3,7% a dicembre 2025, contro il 3,8% di novembre: lo riferisce l'Ocse in una nota. In Italia, l'inflazione a dicembre è stata dell'1,2% contro l'1,1% di novembre.

Il governatore della Banca di Francia si dimette

Il governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau, ha annunciato che si dimetterà all'inizio di giugno, decisione a sorpresa visto che il suo mandato scade alla fine del 2027.

"I miei quasi undici anni alla guida della Banca di Francia e al servizio dell'euro sono e rimarranno il momento più importante della mia carriera pubblica", ha dichiarato in una nota diffusa dalla banca centrale francese. Il governatore presiederà la Fondazione Apprentis d'Auteuil, dedicata alla tutela dei minori.

Eni e Cdp Venture Capital investono mezzo milione di euro in Exe Engineering

Eni investe insieme a Cdp Venture Capital 550 mila euro e annuncia una collaborazione con la startup EXE Engineering nel campo delle iniziative di carbon offsetting in Africa. Queste nuove risorse, spiega una nota, permetteranno alla startup di velocizzare la propria roadmap e supportare l'estensione dei progetti in nuovi contesti operativi, con un percorso che include l'espansione internazionale in Europa e in Africa.

Milano sale a metà seduta

La Borsa di Milano procede in rialzo con il Ftse Mib che al parziale di circa metà seduta sale dell'1,20% a quota 46.427 punti. Sul listino brilla Unicredit (+6,67%): l'istituto guidato da Andrea Orcel ha chiuso lo scorso anno con un utile di 10,6 miliardi (+14%), che salirà a 11 miliardi nel 2026 e a 13 miliardi nel 2028. La banca, dopo i 9,5 miliardi che saranno distribuiti ai soci a valere sul 2025, prevede una distribuzione complessiva nei prossimi 3 anni pari a 30 miliardi e di 50 miliardi nei prossimi 5. Tra gli altri finanziari, Intesa +0,42%, Generali a -0,45%, Mps +1,01%, Mediobanca -0,82% (nel giorno dei conti). Negativi i finanziari con Enel a -1,36% ed Eni a -0,83%. Tim guadagna il 2,07%. Tra gli industriali, Stellantis sale dell'1,34% dopo il crollo di venerdì.

Gas, future in calo

I futures del gas Ttf per marzo, scambiati all'hub di riferimento europeo di Amsterdam Ttf, sono in deciso calo, con le quotazioni che si attestano attualmente a 32,9 euro al megawattora (-7,83% sull'ultima chiusura).

Lisbona sale dello 0,4% dopo il voto

La Borsa di Lisbona si muove in rialzo, in linea con gli altri listini europei, all'indomani delle elezioni presidenziali in Portogallo con la vittoria del socialista António José Seguro. L'indice principale Psi guadagna lo 0,4% a 8.931 punti. Poco mosso il rendimento del titolo di Stato a dieci anni che si attesta al 3,21 per cento.

L’Europa apre positiva

Le Borse europee avviano la prima seduta della settimana in terreno positivo. Sui mercati torna il clima di ottimismo per gli investimenti per l'intelligenza artificiale. Sullo sfondo gli ultimi sviluppi sulle tensioni geopolitiche. Attesa per il discorso della presidente della Bce, Christine Lagarde, al Parlamento europeo. Apertura in rialzo per Francoforte (+0,56%), Parigi (+0,25%) e Londra (+0,2%).

Unicredit chiude il 2025 con “numeri oltre ogni attesa”

Il calo degli interessi è compensato dalle commissioni. L’istituto distribuirà 50 miliardi ai soci i prossimi cinque anni. L’ad: “Sulle fusioni la linea non cambia, le voci su Generali sono fantasie”.

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