Economia

Programmi di Rai 1 e Rai 2 in ritardo. Pioggia di spot come sulle reti private. Richiamo del Garante

Il cavallo di Viale Mazzini, storica sede della Rai
Il cavallo di Viale Mazzini, storica sede della Rai 

La tv di Stato fa slittare le trasmissioni della prima serata di 10 minuti, addirittura di 20 se si escludono le brevi anteprime, pur di ospitare tanta pubblicità. Nessuna informazione ai telespettatori che restano sospesi. “Violato il Contratto di Servizio in termini di qualità e affidabilità”

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ROMA – Tra settembre e novembre del 2025, i programmi di Rai 1 e Rai 2 sono iniziati con “sistematici” ritardi, in prima serata. I ritardi, rispetto agli orari comunicati al pubblico, sono stati spesso superiori ai 10 minuti.

Se poi si escludono le brevi anteprime dei programmi e si considera l’inizio vero e proprio delle trasmissioni, lo slittamento è andato anche oltre i 20 minuti.

L’arbitro del settore televisivo (il Garante AgCom) si è accorto della deriva, che certo crea disagio agli spettatori del servizio pubblico. Un fenomeno che non è imputabile alla disorganizzazione delle reti di Stato.

Sembra Canale 5

Il posticipo è effetto della tanta pubblicità che la Rai concentra soprattutto tra le 20 e 30 e le 21, in particolare su Rai1. I limiti di legge non sono superati, è vero. Il Garante AgCom osserva però “picchi di affollamento che, considerati isolatamente, oltrepassano il 12% orario previsto”.

In particolare a settembre del 2025, la “curva di affollamento pubblicitario in tale segmento (dalle 20 e 30 alle 21) risulta analoga a quella dei principali operatori commerciali (in particolare Canale 5)”.

Tanti rinvii nella messa in onda, a causa della pubblicità, penalizzano gli spettatori che non vengono informati e “restano in una disagevole condizione di sospensione sino all’inizio effettivo dei programmi”.

Lo stesso Garante non crede alle giustificazioni che Viale Mazzini ha dato a ottobre del 2025. La Rai ha alluso a un effetto domino per cui il prolungarsi di un telegiornale o di un servizio d’informazione può portare a cascata a un ritardo della trasmissione di prima serata.

L’autonomia editoriale

La stessa Rai ha rivendicato, norme alla mano, una “autonomia editoriale” che le permetterebbe una “flessibilità e discrezionalità in relazione alle esigenze di programmazione”.

Indifferente a queste argomentazioni, il Garante pensa che la tv di Stato non abbia rispettato a pieno il Contratto di Servizio, dunque gli obblighi che ricadono sulla sua testa in termini di “affidabilità, trasparenza, qualità” dell’offerta a tutela degli utenti.

Per questo la Rai viene adesso diffidata al rispetto puntuale del Contratto, pena ulteriori successive “determinazioni”.

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